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OE 1.2

 

 

Codice della Strada

Decreto legislativo  -  30/04/1992 , n. 285  -  Gazzetta Uff.  18/05/1992 , n. 114

 

Testo vigente

 

Epigrafe

DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992, n. 285 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. , 18 maggio, n. 114).

Nuovo codice della strada.

(CODICE DELLA STRADA) (1).

 

(1) Testo aggiornato con le modifiche apportate dalla Legge 29 luglio 2010, n. 120 pubblicata in Suppl. Ordinario n. 171 alla Gazz. Uff. , 29 luglio, n. 175.

 

(Omissis).

 

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI (artt. 1-12).

TITOLO II - DELLA COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE (artt. 13-45)

TITOLO III - DEI VEICOLI (1) (artt. 46-)

 

(1) A norma dell'articolo 1 del D.lgs. 28 giugno 1993, n. 214, le disposizioni contenute nel presente titolo III si applicano a partire dal 1° ottobre 1993.

 

CAPO I

DEI VEICOLI IN GENERALE

 

(1) Per l'applicazione delle norme contenute nel presente Capo, vedi l'articolo 235 del presente decreto.

 

Art. 46 - Nozione di veicolo.

Art. 47 - Classificazione dei veicoli (1).

Art. 48 - Veicoli a braccia.

Art. 49 - Veicoli a trazione animale.

Art. 50 - Velocipedi.

Art. 51 - Slitte.

Art. 52 - Ciclomotori (1) (2).

Art. 53 - Motoveicoli (1).

Art. 54 - Autoveicoli.

Art. 55 - Filoveicoli.

Art. 56 - Rimorchi (1).

Art. 57 - Macchine agricole (1) (2).

Art. 58 - Macchine operatrici.

Art. 59 - Veicoli con caratteristiche atipiche.

Art. 60 - Motoveicoli e autoveicoli d'epoca e di interesse storico e collezionistico (1).

Art. 61 - Sagoma limite (1).

Art. 62 - Massa limite (1).

Art. 63 - Traino veicoli.

 

CAPO II

DEI VEICOLI A TRAZIONE ANIMALE, SLITTE E VELOCIPEDI (1)

 

(1) Per l'applicazione delle norme contenute nel presente Capo, vedi l'articolo 235 del presente decreto.

 

Art. 64

Dispositivi di frenatura dei veicoli a trazione animale e delle slitte.

1. I veicoli a trazione animale e le slitte devono essere muniti di un dispositivo di frenatura efficace e disposto in modo da poter essere in qualunque occasione facilmente e rapidamente manovrato.

2. Sono vietati i dispositivi di frenatura che agiscono direttamente sul manto stradale.

3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e dell'art. 69 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

 

(1) ConD.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 65

Dispositivi di segnalazione visiva dei veicoli a trazione animale e delle slitte.

1. Nelle ore e nei casi previsti dall'art. 152, comma 1, i veicoli a trazione animale e le slitte devono esser muniti di due fanali anteriori che emettano in avanti luce bianca e di due fanali posteriori che emettano all'indietro luce rossa, disposti sui lati del veicolo. Devono, altresì, essere muniti di due catadiottri bianchi anteriormente, due catadiottri rossi posteriormente e di un catadiottro arancione su ciascun lato (1).

2. I veicoli di cui al comma 1 devono essere dotati di un segnale mobile di pericolo.

3. Chiunque circola con un veicolo a trazione animale o con una slitta non provvisti di dispositivi di segnalazione visiva, nei casi in cui l'uso dei medesimi è prescritto, ovvero con dispositivi non conformi alle disposizioni stabilite nel presente articolo e nell'art. 69, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (2).

 

(1) Così corretto in Gazz. Uff. , 13 febbraio 1993, n. 36.

(2) Con D.m. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 66

Cerchioni alle ruote.

1. I veicoli a trazione animale, di massa complessiva a pieno carico sino a 6 t, possono essere muniti di cerchioni metallici, sempre che tale massa non superi 0,15 volte la somma della larghezza dei cerchioni, espressa in centimetri. In ogni altro caso i veicoli devono essere muniti di ruote gommate.

2. La larghezza di ciascun cerchione non può essere mai inferiore a 50 mm; i bordi del cerchione a contatto della strada devono essere arrotondati con raggio non inferiore allo spessore del cerchione metallico; nella determinazione della larghezza si tiene conto dei raccordi nella misura massima di 5 mm per parte.

3. La superficie di rotolamento della ruota deve essere cilindrica senza spigoli, sporgenze o discontinuità.

4. I comuni accertano la larghezza dei cerchioni e determinano la massa complessiva a pieno carico consentita per ogni veicolo a trazione animale destinato a trasporto di cose.

5. Chiunque circola con un veicolo a trazione animale non rispondente ai requisiti stabiliti dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1) (2).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto

(2) Comma così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 29 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

 

Art. 67

Targhe dei veicoli a trazione animale e delle slitte.

1. I veicoli a trazione animale e le slitte devono essere muniti di una targa contenente le indicazioni del proprietario, del comune di residenza, della categoria di appartenenza, del numero di matricola e, per quelli destinati al trasporto di cose, della massa complessiva a pieno carico, nonché della larghezza dei cerchioni.

2. La targa deve essere rinnovata solo quando occorre modificare alcuna delle indicazioni prescritte o quando le indicazioni stesse non siano più chiaramente leggibili.

3. La fornitura delle targhe è riservata ai comuni, che le consegnano agli interessati complete delle indicazioni stabilite dal comma 1. Il modello delle targhe è indicato nel regolamento. Il prezzo che l'interessato corrisponderà al comune è stabilito con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (1) (2).

4. I veicoli a trazione animale e le slitte sono immatricolati in apposito registro del comune di residenza del proprietario.

5. Chiunque circola con un veicolo a trazione animale o con una slitta non munito della targa prescritta, ovvero viola le disposizioni del comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (3).

6. Chiunque abusivamente fabbrica o vende targhe per veicoli a trazione animale o slitte, ovvero usa targhe abusivamente fabbricate, è soggetto, ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (3).

7. Alle violazioni di cui ai commi 5 e 6 consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca della targa non rispondente ai requisiti indicati o abusivamente fabbricata, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(2) Vedi D.M. 27 marzo 1996.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 68

Caratteristiche costruttive e funzionali e dispositivi di equipaggiamento dei velocipedi (1).

1. I velocipedi devono essere muniti di pneumatici, nonché:

a) per la frenatura: di un dispositivo indipendente per ciascun asse che agisca in maniera pronta ed efficace sulle rispettive ruote;

b) per le segnalazioni acustiche: di un campanello;

c) per le segnalazioni visive: anteriormente di luci bianche o gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri rossi; inoltre, sui pedali devono essere applicati catadiottri gialli ed analoghi dispositivi devono essere applicati sui lati.

2. I dispositivi di segnalazione di cui alla lettera c) del comma 1 devono essere presenti e funzionanti nelle ore e nei casi previsti dall'art. 152, comma 1.

3. Le disposizioni previste nelle lettere b) e c) del comma 1 non si applicano ai velocipedi quando sono usati durante competizioni sportive.

4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite le caratteristiche costruttive, funzionali nonché le modalità di omologazione dei velocipedi a più ruote simmetriche che consentono il trasporto di altre persone oltre il conducente (2).

5. I velocipedi possono essere equipaggiati per il trasporto di un bambino, con idonee attrezzature, le cui caratteristiche sono stabilite nel regolamento.

6. Chiunque circola con un velocipede senza pneumatici o nel quale alcuno dei dispositivi di frenatura o di segnalazione acustica o visiva manchi o non sia conforme alle disposizioni stabilite nel presente articolo e nell'articolo 69, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (3).

7. Chiunque circola con un velocipede di cui al comma 4, non omologato, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (3).

8. Chiunque produce o mette in commercio velocipedi o i relativi dispositivi di equipaggiamento non conformi al tipo omologato, ove ne sia richiesta l'omologazione, è soggetto, se il fatto non costituisce reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00 (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 30 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) ConD.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 69

Caratteristiche dei dispositivi di segnalazione e di frenatura dei veicoli a trazione animale, delle slitte e dei velocipedi.

1. Nel regolamento sono stabiliti, per i veicoli di cui agli articoli 49, 50 e 51, il numero, il colore, le caratteristiche e le modalità di applicazione dei dispositivi di segnalazione visiva e le caratteristiche e le modalità di applicazione dei dispositivi di frenatura dei veicoli a trazione animale e dei velocipedi, nonché, limitatamente ai velocipedi, le caratteristiche dei dispositivi di segnalazione acustica (1).

 

(1) Così corretto in Gazz. Uff. , 13 febbraio 1993, n. 36.

 

Art. 70

Servizio di piazza con veicoli a trazione animale o con slitte.

1. I comuni sono autorizzati a rilasciare licenze per il servizio di piazza con veicoli a trazione animale. Tale servizio si svolge nell'area comunale ed i comuni possono determinare i tratti e le zone in cui tali servizi sono consentiti per interessi turistici e culturali. I veicoli a trazione animale destinati a servizi di piazza, oltre alla targa indicata nell'art. 67, devono essere muniti di altra targa con l'indicazione "servizio di piazza". I comuni possono destinare speciali aree, delimitate e segnalate, per lo stazionamento delle vetture a trazione animale per i servizi di piazza.

2. Il regolamento di esecuzione determina:

a) i tipi di vettura a trazione animale con le quali può essere esercitato il servizio di piazza;

b) le condizioni ed i requisiti per ottenere la licenza per i servizi di piazza con vetture a trazione animale;

c) le modalità per la revisione, che deve essere eseguita di regola ogni cinque anni;

d) le modalità per il rilascio delle licenze di cui al comma 1.

3. Nelle località e nei periodi di tempo in cui è consentito l'uso delle slitte possono essere destinate slitte al servizio di piazza. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sul servizio di piazza a trazione animale.

4. Chiunque destina vetture a trazione animale o slitte a servizio pubblico o di piazza senza avere ottenuto la relativa licenza è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74 a Euro 296. Se la licenza è stata ottenuta, ma non ne sono osservate le condizioni, la sanzione è del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00. In tal caso consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della licenza (1).

5. Dalla violazione prevista dal primo periodo del comma 4 consegue la sanzione accessoria della confisca del veicolo, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

CAPO III

VEICOLI A MOTORE E LORO RIMORCHI (1)

 

SEZIONE I

NORME COSTRUTTIVE E DI EQUIPAGGIAMENTO E ACCERTAMENTI TECNICI PER LA CIRCOLAZIONE (1)

 

(1) Per l'applicazione delle disposizioni contenute nella presente Sezione, vedi l'art. 235 del presente decreto.

 

Art. 71

Caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore e loro rimorchi (1).

1. Le caratteristiche generali costruttive e funzionali dei veicoli a motore e loro rimorchi che interessano sia i vari aspetti della sicurezza della circolazione sia la protezione dell'ambiente da ogni tipo di inquinamento, compresi i sistemi di frenatura, sono soggette ad accertamento e sono indicate nel regolamento.

2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , con propri decreti, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio per gli aspetti di sua competenza e con gli altri Ministri quando interessati, stabilisce periodicamente le particolari caratteristiche costruttive e funzionali cui devono corrispondere i veicoli a motore e i rimorchi per trasporti specifici o per uso speciale, nonché i veicoli blindati (2).

3. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , con propri decreti, di concerto con gli altri Ministri quando interessati, stabilisce periodicamente le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche di cui ai commi 1 e 2, nonché le modalità per il loro accertamento (2).

4. Qualora i decreti di cui al comma 3 si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive comunitarie le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle predette direttive; in alternativa a quanto prescritto nei richiamati decreti, se a ciò non osta il diritto comunitario, l'omologazione è effettuata in applicazione delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti o nelle raccomandazioni emanati dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite Commissione economica per l'Europa, recepiti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (2).

5. Con provvedimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri, sono approvate tabelle e norme di unificazione riguardanti le materie di propria competenza (2) (3).

6. Chiunque circola con un veicolo a motore o con un rimorchio non conformi alle prescrizioni stabilite dal regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00. Se i veicoli e i rimorchi sono adibiti al trasporto di merci pericolose, la sanzione amministrativa è da Euro 155 a Euro 624 (4) (5).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 31 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) ConD.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto

(5) Per il Regolamento recante disposizioni concernenti l'omologazione e l'installazione di sistemi idonei alla riduzione della massa di particolato emesso da autoveicoli, dotati di motore ad accensione spontanea, appartenenti alle categorie M1 ed N, vedi il D.M. 1 febbraio 2008 n. 42.

 

Art. 72

Dispositivi di equipaggiamento dei veicoli a motore e loro rimorchi (1).

1. I ciclomotori, i motoveicoli e gli autoveicoli devono essere equipaggiati con:

a) dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione;

b) dispositivi silenziatori e di scarico se hanno il motore termico;

c) dispositivi di segnalazione acustica;

d) dispositivi retrovisori;

e) pneumatici o sistemi equivalenti.

2. Gli autoveicoli e i motoveicoli di massa a vuoto superiore a 0,35 t devono essere muniti del dispositivo per la retromarcia. Gli autoveicoli devono altresì essere equipaggiati con (2):

a) dispositivi di ritenuta e dispositivi di protezione, se trattasi di veicoli predisposti fin dall'origine con gli specifici punti di attacco, aventi le caratteristiche indicate, per ciascuna categoria di veicoli, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (3);

b) segnale mobile di pericolo di cui all'articolo 162;

c) contachilometri avente le caratteristiche stabilite nel regolamento.

2-bis. Durante la circolazione, gli autoveicoli, i rimorchi ed i semirimorchi adibiti al trasporto di cose, nonché classificati per uso speciale o per trasporti speciali o per trasporti specifici, immatricolati in Italia con massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t. , devono altresì essere equipaggiati con strisce posteriori e laterali retroriflettenti. Le caratteristiche tecniche delle strisce retroriflettenti sono definite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, in ottemperanza a quanto previsto dal regolamento internazionale ONU/ECE 104. I veicoli di nuova immatricolazione devono essere equipaggiati con i dispositivi del presente comma dal 1° aprile 2005 ed i veicoli in circolazione entro il 31 dicembre 2006 (4).

2-ter. Gli autoveicoli, i rimorchi ed i semirimorchi, abilitati al trasporto di cose, di massa complessiva a pieno carico superiore a 7,5 t, sono equipaggiati con dispositivi, di tipo omologato, atti a ridurre la nebulizzazione dell'acqua in caso di precipitazioni. La prescrizione si applica ai veicoli nuovi immatricolati in Italia a decorrere dal 1° gennaio 2007. Le caratteristiche tecniche di tali dispositivi sono definite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (5).

3. Gli autoveicoli possono essere equipaggiati con apparecchiature per il pagamento automatico di pedaggi anche urbani, oppure per la ricezione di segnali ed informazioni sulle condizioni di viabilità. Possono altresì essere equipaggiati con il segnale mobile plurifunzionale di soccorso, le cui caratteristiche e disciplina d'uso sono stabilite nel regolamento.

4. I filoveicoli devono essere equipaggiati con i dispositivi indicati nei commi 1, 2 e 3, in quanto applicabili a tale tipo di veicolo.

5. I rimorchi devono essere equipaggiati con i dispositivi indicati al comma 1, lettere a) ed e). I veicoli di cui al comma 1 riconosciuti atti al traino di rimorchi ed i rimorchi devono altresì essere equipaggiati con idonei dispositivi di agganciamento.

6. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , sentito il Ministro dell'interno, con propri decreti stabilisce i dispositivi supplementari di cui devono o possono essere equipaggiati i veicoli indicati nei commi 1 e 5 in relazione alla loro particolare destinazione o uso, ovvero in dipendenza di particolari norme di comportamento (3).

7. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , con propri decreti, stabilisce norme specifiche sui dispositivi di equipaggiamento dei veicoli destinati ad essere condotti dagli invalidi ovvero al loro trasporto (3).

8. I dispositivi di cui ai commi precedenti sono soggetti ad omologazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri, secondo modalità stabilite con decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, salvo quanto previsto nell'art. 162. Negli stessi decreti è indicata la documentazione che l'interessato deve esibire a corredo della domanda di omologazione (6).

9. Nei decreti di cui al comma 8 sono altresì stabilite, per i dispositivi indicati nei precedenti commi, le prescrizioni tecniche relative al numero, alle caratteristiche costruttive e funzionali e di montaggio, le caratteristiche del contrassegno che indica la conformità dei dispositivi alle norme del presente articolo ed a quelle attuative e le modalità dell'apposizione.

10. Qualora le norme di cui al comma 9 si riferiscano a dispositivi oggetto di direttive comunitarie, le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle predette direttive, salvo il caso dei dispositivi presenti al comma 7; in alternativa a quanto prescritto dai richiamati decreti, l'omologazione è effettuata in applicazione delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti o nelle raccomandazioni emanati dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite Commissione economica per l'Europa, recepiti dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (3).

11. L'omologazione rilasciata da uno Stato estero per uno dei dispositivi di cui sopra può essere riconosciuta valida in Italia a condizione di reciprocità e fatti salvi gli accordi internazionali.

12. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può essere reso obbligatorio il rispetto di tabelle e norme di unificazione aventi carattere definitivo ed attinenti alle caratteristiche costruttive, funzionali e di montaggio dei dispositivi di cui al presente articolo (3).

13. Chiunque circola con uno dei veicoli citati nel presente articolo in cui alcuno dei dispositivi ivi prescritti manchi o non sia conforme alle disposizioni stabilite nei previsti provvedimenti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (7).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 32 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Così corretto in Gazz. Uff. , 9 febbraio 1993, n. 32.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Comma inserito dall'articolo 1 del D.L. del 27 giugno 2003, n. 151, con la decorrenza indicata dall'articolo 7 del medesimo decreto, sostituito dall'articolo 7 del D.L. 9 novembre 2004, n. 266 e modificato dall'articolo 17 del D.L. 30 dicembre 2005, n. 273.

(5) Comma inserito dall'articolo 1 del D.L. del 27 giugno 2003, n. 151, con la decorrenza indicata dall'articolo 7 del medesimo decreto, sostituito dall'articolo 7 del D.L. 9 novembre 2004, n. 266 e modificato dall'articolo 17 del D.L. 30 dicembre 2005, n. 273, come corretto in Gazz. Uff. , 10 gennaio 2006 , n. 7.

(6) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero e dell'ufficio è così modificata.

(7) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 73

Veicoli su rotaia in sede promiscua.

1. I veicoli su rotaia, per circolare in sede promiscua, devono essere muniti di dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva e acustica analoghi a quelli degli autoveicoli. Inoltre devono essere muniti di dispositivi tali da consentire al conducente l'agevole visibilità anche a tergo. Negli stessi il campo di visibilità del conducente, in avanti e lateralmente, deve essere tale da consentirgli di guidare con sicurezza.

2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite le caratteristiche e le modalità di installazione dei dispositivi di cui al comma 1, nonché le caratteristiche del campo di visibilità del conducente (1).

3. Chiunque circola in sede promiscua con un veicolo su rotaia mancante di alcuno dei dispositivi previsti dal presente articolo o nel quale alcuno dei dispositivi stessi, ivi compreso il campo di visibilità, non sia conforme per caratteristiche o modalità di installazione e funzionamento a quanto stabilito ai sensi del comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(2) ConD.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 74

Dati di identificazione (1).

1. I ciclomotori, i motoveicoli, gli autoveicoli, i filoveicoli e i rimorchi devono avere per costruzione:

a) una targhetta di identificazione, solidamente fissata al veicolo stesso;

b) un numero di identificazione impresso sul telaio, anche se realizzato con una struttura portante o equivalente, riprodotto in modo tale da non poter essere cancellato o alterato.

2. La targhetta e il numero di identificazione devono essere collocati in punti visibili, su una parte del veicolo che normalmente non sia suscettibile di sostituzione durante l'utilizzazione del veicolo stesso.

3. Nel caso in cui il numero di identificazione del telaio o della struttura portante sia contraffatto, alterato, manchi o sia illeggibile, deve essere riprodotto, a cura degli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, un numero distintivo, preceduto e seguito dal marchio con punzone dell'ufficio stesso (2).

4. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche, le modalità di applicazione e le indicazioni che devono contenere le targhette di identificazione, le caratteristiche del numero di identificazione, le caratteristiche e le modalità di applicazione del numero di ufficio di cui al comma 3.

5. Qualora le norme del regolamento si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive comunitarie, le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle predette direttive; è fatta salva la facoltà per gli interessati di chiedere, per l'omologazione, l'applicazione delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti e nelle raccomandazioni emanate dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite Commissione economica per l'Europa, recepite dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (3).

6. Chiunque contraffà, asporta, sostituisce, altera, cancella o rende illeggibile la targhetta del costruttore, ovvero il numero di identificazione del telaio, è punito, se il fatto non costituisce reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 2. 455,00 a Euro 9. 825,00 (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 33 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Comma modificato dall'articolo 21 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 75

Accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione e omologazione (1).

1. I ciclomotori, i motoveicoli, gli autoveicoli, i filoveicoli e i rimorchi, per essere ammessi alla circolazione, sono soggetti all'accertamento dei dati di identificazione e della loro corrispondenza alle prescrizioni tecniche ed alle caratteristiche costruttive e funzionali previste dalle norme del presente codice. Per i ciclomotori costituiti da un normale velocipede e da un motore ausiliario di cilindrata fino a 50 cc, tale accertamento è limitato al solo motore.

2. L'accertamento di cui al comma 1 può riguardare singoli veicoli o gruppi di esemplari dello stesso tipo di veicolo ed ha luogo mediante visita e prova da parte dei competenti uffici delle direzioni generali territoriali del Dipartimento per i trasporti terrestri e del trasporto intermodale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con le modalità stabilite con decreto dallo stesso Ministero. Con il medesimo decreto è indicata la documentazione che l'interessato deve esibire a corredo della domanda di accertamento (2) (3).

3. I veicoli indicati nel comma 1, i loro componenti o entità tecniche, prodotti in serie, sono soggetti all'omologazione del tipo; questa ha luogo a seguito dell'accertamento di cui ai commi 1 e 2, effettuata su un prototipo, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Con lo stesso decreto è indicata la documentazione che l'interessato deve esibire a corredo della domanda di omologazione (4) (5).

3-bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce con propri decreti norme specifiche per l'approvazione nazionale dei sistemi, componenti ed entità tecniche, nonchè le idonee procedure per la loro installazione quali elementi di sostituzione o di integrazione di parti dei veicoli, su tipi di autovetture e motocicli nuovi o in circolazione. I sistemi, componenti ed entità tecniche, per i quali siano stati emanati i suddetti decreti contenenti le norme specifiche per l'approvazione nazionale degli stessi, sono esentati dalla necessità di ottenere l'eventuale nulla osta della casa costruttrice del veicolo di cui all'articolo 236, secondo comma, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, salvo che sia diversamente disposto nei decreti medesimi (6).

3-ter. Qualora le norme di cui al comma 3-bis si riferiscano a sistemi, componenti ed entità tecniche oggetto di direttive comunitarie, ovvero di regolamenti emanati dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite recepite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, le prescrizioni di approvazione nazionale e di installazione sono conformi a quanto previsto dalle predette direttive o regolamenti (7).

3-quater. Gli accertamenti relativi all'approvazione nazionale di cui al comma 3-bis sono effettuati dai competenti uffici delle direzioni generali territoriali del Dipartimento per i trasporti terrestri e per il trasporto intermodale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (8).

4. I veicoli di tipo omologato da adibire a servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone di cui all'art. 85 o a servizio di piazza, di cui all'art. 86, o a servizio di linea per trasporto di persone di cui all'articolo 87, sono soggetti all'accertamento di cui al comma 2.

5. Fatti salvi gli accordi internazionali, l'omologazione, totale o parziale, rilasciata da uno Stato estero, può essere riconosciuta in Italia a condizione di reciprocità.

6. L'omologazione può essere rilasciata anche a veicoli privi di carrozzeria. Il successivo accertamento sul veicolo carrozzato ha luogo con le modalità previste nel comma 2.

7. Sono fatte salve le competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio (9).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 34 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Per le procedure di omologazione dei nuovi tipi di autocaravan e di caravan, nonché quello di accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione degli stessi vedi il D.M. 13 marzo 2006.

(3) Comma sostituito dall'articolo 29, comma 1-ter, lettera a), del D.L. 30 dicembre 2008, n. 207.

(4) Per le procedure di omologazione dei nuovi tipi di autocaravan e di caravan, nonché quello di accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione degli stessi vedi il D.M. 13 marzo 2006.

(5) Vedi D.M. 2 maggio 2001, n. 277 e D.M. 10 luglio 2003, n. 238. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(6) Comma inserito dall'articolo 29, comma 1-ter, lettera b), del D.L. 30 dicembre 2008, n. 207.

(7) Comma inserito dall'articolo 29, comma 1-ter, lettera b), del D.L. 30 dicembre 2008, n. 207.

(8) Comma inserito dall'articolo 29, comma 1-ter, lettera b), del D.L. 30 dicembre 2008, n. 207.

(9) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

 

Art. 76

Certificato di approvazione, certificato di origine e dichiarazione di conformità (1).

1. L'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri che ha proceduto con esito favorevole all'accertamento di cui all'art. 75, comma 2, rilascia al costruttore del veicolo il certificato di approvazione (2).

2. Alla richiesta di accertamento deve essere unito il certificato di origine del veicolo, rilasciato dal medesimo costruttore. Quando si tratta di veicoli di tipo omologato in uno Stato membro delle Comunità europee che, a termine dell'art. 75, comma 4, sono soggetti all'accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione, il certificato di origine è sostituito dalla dichiarazione di conformità di cui al comma 6.

3. Il rilascio del certificato di approvazione è sospeso per i necessari accertamenti qualora emergano elementi che facciano presumere che il veicolo o parte di esso siano di illecita provenienza.

4. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche e il contenuto del certificato di approvazione e del certificato di origine.

5. Il Dipartimento per i trasporti terrestri , visto l'esito favorevole dell'accertamento sul prototipo di cui all'art. 75, comma 3, rilascia al costruttore il certificato di omologazione ed il certificato che contiene la descrizione degli elementi che caratterizzano il veicolo (2).

6. Per ciascun veicolo costruito conformemente al tipo omologato, il costruttore rilascia all'acquirente la dichiarazione di conformità. Tale dichiarazione, redatta sul modello approvato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per i veicoli di tipo omologato in Italia in base ad omologazione nazionale, attesta che il veicolo è conforme al tipo omologato. Di tale dichiarazione il costruttore assume la piena responsabilità ad ogni effetto di legge. Il costruttore deve tenere una registrazione progressiva delle dichiarazioni di conformità rilasciate (3).

7. Nel caso di veicoli allestiti o trasformati da costruttori diversi da quello che ha costruito l'autotelaio, ogni costruttore rilascia, per la parte di propria competenza, la certificazione di origine che deve essere accompagnata dalla dichiarazione di conformità, o dal certificato di origine relativi all'autotelaio. Nel caso di omologazione in più fasi, le relative certificazioni sono costituite dalle dichiarazioni di conformità. I criteri e le modalità operative per le suddette omologazioni sono stabilite dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , con proprio decreto (3).

8. Chiunque rilascia la dichiarazione di conformità di cui ai commi 6 e 7 per veicoli non conformi al tipo omologato è soggetto, ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 779,00 a Euro 3. 119,00 (4).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 35 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) Per l'assogettazione delle dichiarazioni di conformità del presente comma all’imposta di bollo vedi l'articolo 1, comma 280, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 77

Controlli di conformità al tipo omologato.

1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha facoltà di procedere, in qualsiasi momento, all'accertamento della conformità al tipo omologato dei veicoli a motore, dei rimorchi e dei dispositivi per i quali sia stata rilasciata la relativa dichiarazione di conformità. Ha facoltà, inoltre, di sospendere l'efficacia della omologazione dei veicoli e dei dispositivi o di revocare l'omologazione stessa qualora dai suddetti accertamenti di controllo risulti il mancato rispetto della conformità al tipo omologato (1).

2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti i Ministeri interessati, sono stabiliti i criteri e le modalità per gli accertamenti e gli eventuali prelievi di veicoli e dispositivi. I relativi oneri sono a carico del titolare dell'omologazione (2).

3. Chiunque produce o mette in commercio un veicolo non conforme al tipo omologato è soggetto, se il fatto non costituisce reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 779,00 a Euro 3. 119,00 (3).

3-bis. Chiunque importa, produce per la commercializzazione sul territorio nazionale ovvero commercializza sistemi, componenti ed entità tecniche senza la prescritta omologazione o approvazione ai sensi dell'articolo 75, comma 3-bis, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624. È soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3. 119 chiunque commetta le violazioni di cui al periodo precedente relativamente a sistemi frenanti, dispositivi di ritenuta ovvero cinture di sicurezza e pneumatici. I componenti di cui al presente comma, ancorchè installati sui veicoli, sono soggetti a sequestro e confisca ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (4).

4. Sono fatte salve le competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio (5).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(4) Comma inserito dall'articolo 1, comma 3, della legge 20 luglio 2010, n. 120.

(5) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

 

Art. 78

Modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione e aggiornamento della carta di circolazione.

1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi devono essere sottoposti a visita e prova presso i competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri quando siano apportate una o più modifiche alle caratteristiche costruttive o funzionali, ovvero ai dispositivi d'equipaggiamento indicati negli articoli 71 e 72, oppure sia stato sostituito o modificato il telaio. Entro sessanta giorni dall'approvazione delle modifiche, gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri ne danno comunicazione ai competenti uffici del P. R. A. solo ai fini dei conseguenti adeguamenti fiscali (1).

2. Nel regolamento sono stabiliti le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché i dispositivi di equipaggiamento che possono essere modificati solo previa presentazione della documentazione prescritta dal regolamento medesimo. Sono stabilite, altresì, le modalità per gli accertamenti e l'aggiornamento della carta di circolazione.

3. Chiunque circola con un veicolo al quale siano state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione, oppure con il telaio modificato e che non risulti abbia sostenuto, con esito favorevole, le prescritte visita e prova, ovvero circola con un veicolo al quale sia stato sostituito il telaio in tutto o in parte e che non risulti abbia sostenuto con esito favorevole le prescritte visita e prova, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00 (2) (3).

4. Le violazioni suddette importano la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Per il Regolamento recante disposizioni concernenti l'omologazione e l'installazione di sistemi idonei alla riduzione della massa di particolato emesso da autoveicoli, dotati di motore ad accensione spontanea, appartenenti alle categorie M1 ed N, vedi il D.M. 1 febbraio 2008 n. 42.

 

Art. 79

Efficienza dei veicoli a motore e loro rimorchi in circolazione.

1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi durante la circolazione devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l'inquinamento entro i limiti di cui al comma 2.

2. Nel regolamento sono stabilite le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali ed a quelle dei dispositivi di equipaggiamento cui devono corrispondere i veicoli, particolarmente per quanto riguarda i pneumatici e i sistemi equivalenti, la frenatura, i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, la limitazione della rumorosità e delle emissioni inquinanti.

3. Qualora le norme di cui al comma 2 si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive comunitarie, le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle direttive stesse.

4. Chiunque circola con un veicolo che presenti alterazioni nelle caratteristiche costruttive e funzionali prescritte, ovvero circola con i dispositivi di cui all'art. 72 non funzionanti o non regolarmente installati, ovvero circola con i dispositivi di cui all'articolo 80, comma 1, del presente codice e all'articolo 238 del regolamento non funzionanti, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00. La misura della sanzione è da Euro 1. 088,00 a Euro 10. 878,00 se il veicolo è utilizzato nelle competizioni previste dagli articoli 9-bis e 9-ter(1) (2).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione di cui al primo periodo del presente comma è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto

(2) Comma inizialmente integrato dall’articolo 03 del D.L. del 27 giugno 2003, n. 151 come modificato dalla legge di conversione, e successivamente modificato dall'articolo 1, comma 5, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 80

Revisioni (1).

1. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce, con propri decreti, i criteri, i tempi e le modalità per l'effettuazione della revisione generale o parziale delle categorie di veicoli a motore e dei loro rimorchi, al fine di accertare che sussistano in essi le condizioni di sicurezza per la circolazione e di silenziosità e che i veicoli stessi non producano emanazioni inquinanti superiori ai limiti prescritti; le revisioni, salvo quanto stabilito nei commi 8 e seguenti, sono effettuate a cura degli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri. Nel regolamento sono stabiliti gli elementi su cui deve essere effettuato il controllo tecnico dei dispositivi che costituiscono l'equipaggiamento dei veicoli e che hanno rilevanza ai fini della sicurezza stessa (2).

2. Le prescrizioni contenute nei decreti emanati in applicazione del comma 1 sono mantenute in armonia con quelle contenute nelle direttive della Comunità europea relative al controllo tecnico dei veicoli a motore.

3. Per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e per gli autoveicoli per trasporto promiscuo la revisione deve essere disposta entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni, nel rispetto delle specifiche decorrenze previste dalle direttive comunitarie vigenti in materia.

4. Per i veicoli destinati al trasporto di persone con numero di posti superiore a nove compreso quello del conducente, per gli autoveicoli destinati ai trasporti di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i rimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i taxi, per le autoambulanze, per i veicoli adibiti a noleggio con conducente e per i veicoli atipici la revisione deve essere disposta annualmente, salvo che siano stati già sottoposti nell'anno in corso a visita e prova ai sensi dei commi 5 e 6.

5. Gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri , anche su segnalazione degli organi di polizia stradale di cui all'art. 12, qualora sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti di sicurezza, rumorosità ed inquinamento prescritti, possono ordinare in qualsiasi momento la revisione di singoli veicoli (3).

6. I decreti contenenti la disciplina relativa alla revisione limitata al controllo dell'inquinamento acustico ed atmosferico sono emanati sentito il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio (4).

7. In caso di incidente stradale nel quale i veicoli a motore o rimorchi abbiano subito gravi danni in conseguenza dei quali possono sorgere dubbi sulle condizioni di sicurezza per la circolazione, gli organi di polizia stradale di cui all'art. 12, commi 1 e 2, intervenuti per i rilievi, sono tenuti a darne notizia al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri per la adozione del provvedimento di revisione singola (3).

8. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , al fine di assicurare in relazione a particolari e contingenti situazioni operative degli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri , il rispetto dei termini previsti per le revisioni periodiche dei veicoli a motore capaci di contenere al massimo sedici persone compreso il conducente, ovvero con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t, può per singole province individuate con proprio decreto affidare in concessione quinquennale le suddette revisioni ad imprese di autoriparazione che svolgono la propria attività nel campo della meccanica e motoristica, carrozzeria, elettrauto e gommista ovvero ad imprese che, esercendo in prevalenza attività di commercio di veicoli, esercitino altresì, con carattere strumentale o accessorio, l'attività di autoriparazione. Tali imprese devono essere iscritte nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione di cui all'art. 2, comma 1, della L. 5 febbraio 1992, n. 122. Le suddette revisioni possono essere altresì affidate in concessione ai consorzi e alle società consortili, anche in forma di cooperativa, appositamente costituiti tra imprese iscritte ognuna almeno in una diversa sezione del medesimo registro, in modo da garantire l'iscrizione in tutte e quattro le sezioni (2) (5) (8).

9. Le imprese di cui al comma 8 devono essere in possesso di requisiti tecnico-professionali, di attrezzature e di locali idonei al corretto esercizio delle attività di verifica e controllo per le revisioni, precisati nel regolamento; il titolare della ditta o, in sua vece, il responsabile tecnico devono essere in possesso dei requisiti personali e professionali precisati nel regolamento. Tali requisiti devono sussistere durante tutto il periodo della concessione. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti definisce con proprio decreto le modalità tecniche e amministrative per le revisioni effettuate dalle imprese di cui al comma 8 (4).

10. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri effettua periodici controlli sulle officine delle imprese di cui al comma 8 e controlli, anche a campione, sui veicoli sottoposti a revisione presso le medesime. I controlli periodici sulle officine delle imprese di cui al comma 8 sono effettuati, con le modalità di cui all'art. 19, commi 1, 2, 3, e 4, della legge 1° dicembre 1986, n. 870, da personale del Dipartimento per i trasporti terrestri in possesso di laurea ad indirizzo tecnico ed inquadrato in qualifiche funzionali e profili professionali corrispondenti alle qualifiche della ex carriera direttiva tecnica, individuati nel regolamento. I relativi importi a carico delle officine dovranno essere versati in conto corrente postale ed affluire alle entrate dello Stato con imputazione al capitolo 3566 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la cui denominazione viene conseguentemente modificata dal Ministro dell'economia e delle finanze (2).

11. Nel caso in cui, nel corso dei controlli, si accerti che l'impresa non sia più in possesso delle necessarie attrezzature, oppure che le revisioni siano state effettuate in difformità dalle prescrizioni vigenti, le concessioni relative ai compiti di revisione sono revocate.

12. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, stabilisce le tariffe per le operazioni di revisione svolte dal Dipartimento per i trasporti terrestri e dalle imprese di cui al comma 8, nonché quelle inerenti ai controlli periodici sulle officine ed ai controlli a campione effettuati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri , ai sensi del comma 10 (2) (8).

13. Le imprese di cui al comma 8, entro i termini e con le modalità che saranno stabilite con disposizioni del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , trasmettono all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri la carta di circolazione, la certificazione della revisione effettuata con indicazione delle operazioni di controllo eseguite e degli interventi prescritti effettuati, nonché l'attestazione del pagamento della tariffa da parte dell'utente, al fine della relativa annotazione sulla carta di circolazione cui si dovrà procedere entro e non oltre sessanta giorni dal ricevimento della carta stessa. Effettuato tale adempimento, la carta di circolazione sarà a disposizione presso gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri per il ritiro da parte delle officine, che provvederanno a restituirla all'utente. Fino alla avvenuta annotazione sulla carta di circolazione la certificazione dell'impresa che ha effettuato la revisione sostituisce a tutti gli effetti la carta di circolazione (2) (6).

14. Ad esclusione dei casi previsti dall'articolo 176, comma 18, chiunque circola con un veicolo che non sia stato presentato alla prescritta revisione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624. Tale sanzione è raddoppiabile in caso di revisione omessa per più di una volta in relazione alle cadenze previste dalle disposizioni vigenti [ovvero nel caso in cui si circoli con un veicolo sospeso dalla circolazione in attesa dell'esito della revisione]. L'organo accertatore annota sul documento di circolazione che il veicolo è sospeso dalla circolazione fino all'effettuazione della revisione. È consentita la circolazione del veicolo al solo fine di recarsi presso uno dei soggetti di cui al comma 8 ovvero presso il competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici per la prescritta revisione. Al di fuori di tali ipotesi, nel caso in cui si circoli con un veicolo sospeso dalla circolazione in attesa dell'esito della revisione, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1. 842 a euro 7. 369. All'accertamento della violazione di cui al periodo precedente consegue la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni, secondo le disposizioni del capo I, sezione II, del titolo VI. In caso di reiterazione delle violazioni, si applica la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo (7) (9) (10).

15. Le imprese di cui al comma 8, nei confronti delle quali sia stato accertato da parte dei competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri il mancato rispetto dei termini e delle modalità stabiliti dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ai sensi del comma 13, sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00. Se nell'arco di due anni decorrenti dalla prima vengono accertate tre violazioni, l'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri revoca la concessione (2) (7).

16. L'accertamento della falsità della certificazione di revisione comporta la cancellazione dal registro di cui al comma 8.

17. Chiunque produce agli organi competenti attestazione di revisione falsa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 370 a Euro 1. 485. Da tale violazione discende la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI (7).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 36 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero e dell'ufficio è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(5) Vedi il D.M. 6 aprile 1995, n. 170 e l'articolo 10 del D.P. R. 14 dicembre 1999, n. 558.

(6) Così corretto in Gazz. Uff. , 13 febbraio 1993, n. 36.

(7) Con D.M. 24 dicembre 2002 con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(8) Vedi, anche, l'articolo 1, comma 923, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

(9) Con D.M. 29 dicembre 2006, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(10) Comma modificato dall'articolo 1, comma 6, lettere a), b) e c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico

Integra la fattispecie criminosa di falsità ideologica in atto pubblico la condotta di colui che, nell'ambito dell'attività dell'impresa di autoriparazione concessionaria ex art. 80, comma ottavo, cod. Strada, attesti falsamente sul libretto di circolazione l'avvenuta revisione con esito positivo di un'autovettura. Annulla senza rinvio, App. Brescia, 07/06/2007. (Cassazione penale sez. VI 07 gennaio 2010 n. 7033).

 

Adempimento termine

Il principio in forza del quale, se il giorno di scadenza di un termine è festivo, tale scadenza viene prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo ha carattere generale ed è valido non solo per gli atti dei procedimenti civili (art. 155 c.p.c.), ma, a norma dell'art. 1187, comma 3 c.c. è applicabile, salva l'esistenza di usi diversi o di una diversa pattuizione, anche per l'adempimento delle obbligazioni. Sicché, se la revisione del veicolo scade in concomitanza con uno o più giorni festivi, l'autista beneficia della proroga di diritto al primo giorno lavorativo conseguente e, pertanto, non può essergli elevata immediatamente alcuna sanzione (nella specie, la Corte ha annullato il verbale con il quale la polizia stradale aveva accertato che un automobilista circolava nella festività del 1° novembre, lunedì, con la revisione appena scaduta nella giornata precedente). (Cassazione civile sez. II 01 dicembre 2010 n. 24375).


 

Art. 81

Competenze dei funzionari del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri (1).

1. Gli accertamenti tecnici previsti dal presente codice in materia di veicoli a motore e di quelli da essi trainati sono effettuati da dipendenti appartenenti ai ruoli del Dipartimento per i trasporti terrestri della VI, VII, VIII e IX qualifica funzionale o dirigenti, muniti di diploma di laurea in ingegneria o architettura, ovvero diploma di perito industriale, perito nautico, geometra o maturità scientifica (2).

2. I dipendenti di cui al comma 1, muniti di diploma di perito industriale, perito nautico, geometra o maturità scientifica, vengono abilitati all'effettuazione degli accertamenti tecnici a seguito di apposito corso di qualificazione con esame finale, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (3).

3. Il regolamento determina i profili professionali che danno titolo all'effettuazione degli accertamenti tecnici di cui ai commi precedenti.

4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti vengono fissate le norme e le modalità di effettuazione del corso di qualificazione previsto dal comma 2 (1).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero e dell'ufficio è così modificata.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

 

SEZIONE II

DESTINAZIONE ED USO DEI VEICOLI (1)

 

(1) Per l'applicazione delle disposizioni contenute nella presente Sezione, vedi l'art. 235 del presente decreto.

 

Art. 82

Destinazione ed uso dei veicoli.

1. Per destinazione del veicolo s'intende la sua utilizzazione in base alle caratteristiche tecniche.

2. Per uso del veicolo s'intende la sua utilizzazione economica.

3. I veicoli possono essere adibiti a uso proprio o a uso di terzi.

4. Si ha l'uso di terzi quando un veicolo è utilizzato, dietro corrispettivo, nell'interesse di persone diverse dall'intestatario della carta di circolazione. Negli altri casi il veicolo si intende adibito a uso proprio.

5. L'uso di terzi comprende:

a) locazione senza conducente;

b) servizio di noleggio con conducente e servizio di piazza (taxi) per trasporto di persone;

c) servizio di linea per trasporto di persone;

d) servizio di trasporto di cose per conto terzi;

e) servizio di linea per trasporto di cose;

f) servizio di piazza per trasporto di cose per conto terzi.

6. Previa autorizzazione dell'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri, gli autocarri possono essere utilizzati, in via eccezionale e temporanea, per il trasporto di persone. L'autorizzazione è rilasciata in base al nulla osta del prefetto. Analoga autorizzazione viene rilasciata dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri agli autobus destinati a servizio di noleggio con conducente, i quali possono essere impiegati, in via eccezionale secondo direttive emanate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con decreti ministeriali, in servizio di linea e viceversa (1).

7. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche costruttive del veicolo in relazione alle destinazioni o agli usi cui può essere adibito.

8. Ferme restando le disposizioni di leggi speciali, chiunque utilizza un veicolo per una destinazione o per un uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

9. Chiunque, senza l'autorizzazione di cui al comma 6, utilizza per il trasporto di persone un veicolo destinato al trasporto di cose è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00 (2).

10. Dalla violazione dei commi 8 e 9 consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione da uno a sei mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. In caso di recidiva la sospensione è da sei a dodici mesi.

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero e dell'ufficio è così modificata.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 83

Uso proprio.

1. Per gli autobus adibiti ad uso proprio e per i veicoli destinati al trasporto specifico di persone ugualmente adibiti a uso proprio, la carta di circolazione può essere rilasciata soltanto a enti pubblici, imprenditori, collettività, per il soddisfacimento di necessità strettamente connesse con la loro attività, a seguito di accertamento effettuato dal Dipartimento per i trasporti terrestri sulla sussistenza di tali necessità, secondo direttive emanate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con decreti ministeriali (1).

2. La carta di circolazione dei veicoli soggetti alla disciplina del trasporto di cose in conto proprio è rilasciata sulla base della licenza per l'esercizio del trasporto di cose in conto proprio; su detta carta dovranno essere annotati gli estremi della licenza per l'esercizio dell'autotrasporto in conto proprio così come previsto dalla legge 6 giugno 1974, n. 298, e successive modificazioni. Le disposizioni di tale legge non si applicano agli autoveicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 6 t.

3. Per gli altri documenti di cui deve essere munito il veicolo adibito al trasporto di cose in conto proprio restano salve le disposizioni stabilite dalle norme speciali in materia.

4. Chiunque adibisce ad uso proprio un veicolo per trasporto di persone senza il titolo prescritto oppure violi le condizioni o i limiti stabiliti nella carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (2).

5. La violazione di cui al comma 4 importa la sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione per un periodo da due a otto mesi, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (3).

6. Chiunque adibisce ad uso proprio per trasporto di cose un veicolo senza il titolo prescritto o viola le prescrizioni o i limiti contenuti nella licenza è punito con le sanzioni amministrative previste dall'articolo 46, primo e secondo comma, della legge 6 giugno 1974, n. 298 (4).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero e dell'ufficio è così modificata.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Comma così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 37 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(4) Comma così modificato dall'articolo 18 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

 

Art. 84

Locazione senza conducente (1).

1. Agli effetti del presente articolo un veicolo si intende adibito a locazione senza conducente quando il locatore, dietro corrispettivo, si obbliga a mettere a disposizione del locatario, per le esigenze di quest'ultimo, il veicolo stesso.

2. È ammessa, nell'ambito delle disposizioni che regolano i trasporti internazionali tra Stati membri delle Comunità europee, l'utilizzazione di autocarri, trattori, rimorchi e semirimorchi, autotreni ed autoarticolati locati senza conducente, dei quali risulti locataria un'impresa stabilita in un altro Stato membro delle Comunità europee, a condizione che i suddetti veicoli risultino immatricolati o messi in circolazione conformemente alla legislazione dello Stato membro.

3. L'impresa italiana iscritta all'albo degli autotrasportatori di cose per conto terzi e titolare di autorizzazioni può utilizzare autocarri, rimorchi e semirimorchi, autotreni ed autoarticolati muniti di autorizzazione, acquisiti in disponibilità mediante contratto di locazione ed in proprietà di altra impresa italiana iscritta all'albo degli autotrasportatori e titolare di autorizzazioni.

4. Possono, inoltre, essere destinati alla locazione senza conducente:

a) i veicoli ad uso speciale ed i veicoli destinati al trasporto di cose, la cui massa complessiva a pieno carico non sia superiore a 6 t;

b) i veicoli, aventi al massimo nove posti compreso quello del conducente, destinati al trasporto di persone, nonché i veicoli per il trasporto promiscuo e le autocaravan, le caravan ed i rimorchi destinati al trasporto di attrezzature turistiche e sportive.

5. La carta di circolazione di tali veicoli è rilasciata sulla base della prescritta licenza (2).

6. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , con proprio decreto, d'intesa con il Ministro dell'interno, è autorizzato a stabilire eventuali criteri limitativi e le modalità per il rilascio della carta di circolazione (3).

7. Chiunque adibisce a locazione senza conducente un veicolo non destinato a tale uso è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00 se trattasi di autoveicoli o rimorchi ovvero da Euro 38,00 a Euro 155,00 se trattasi di altri veicoli (4).

8. Alla suddetta violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione per un periodo da due a otto mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Articolo sostituito, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 38 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) La presente disposizione si intende riferita alla denuncia di inizio attività, di cui al D.P. R. 19 dicembre 2001, n. 481, anziché alla licenza, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del suddetto decreto.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 85

Servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone.

1. Il servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone è disciplinato dalle leggi specifiche che regolano la materia.

2. Possono essere destinati ad effettuare servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone:

a) i motocicli con o senza sidecar;

b) i tricicli;

c) i quadricicli;

d) le autovetture;

e) gli autobus;

f) gli autoveicoli per trasporto promiscuo o per trasporti specifici di persone;

g) i veicoli a trazione animale (1)

3. La carta di circolazione di tali veicoli è rilasciata sulla base della licenza comunale d'esercizio.

4. Chiunque adibisce a noleggio con conducente un veicolo non destinato a tale uso ovvero, pur essendo munito di autorizzazione, guida un'autovettura adibita al servizio di noleggio con conducente senza ottemperare alle norme in vigore, ovvero alle condizioni di cui all'autorizzazione,è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 e, se si tratta di autobus, da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00. La violazione medesima importa la sanzione amministrativa della sospensione della carta di circolazione per un periodo da due a otto mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI (2) (3).

4-bis. Chiunque, pur essendo munito di autorizzazione, guida un veicolo di cui al comma 2 senza ottemperare alle norme in vigore ovvero alle condizioni di cui all'autorizzazione medesima è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74,00 a Euro 299,00. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione e dell'autorizzazione, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (4).

 

(1) Comma sostituito dall'articolo 9, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Comma modificato dall'articolo 2 del D.L. del 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(4) Comma aggiunto dall'articolo 2 del D.L. del 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 86

Servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi (1).

1. Il servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi è disciplinato dalle leggi specifiche che regolano il settore.

2. Chiunque, senza avere ottenuto la licenza prevista dall’articolo 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, adibisce un veicolo a servizio di piazza con conducente o a taxi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 632,00 a Euro 6. 527,00. Dalla violazione conseguono le sanzioni amministrative accessorie della confisca del veicolo e della sospensione della patente di guida da quattro a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando lo stesso soggetto è incorso, in un periodo di tre anni, in tale violazione per almeno due volte, all'ultima di esse consegue la sanzione accessoria della revoca della patente. Le stesse sanzioni si applicano a coloro ai quali è stata sospesa o revocata la licenza (2) (3).

3. Chiunque, pur essendo munito di licenza, guida un taxi senza ottemperare alle norme in vigore ovvero alle condizioni di cui alla licenza è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 77,00 a Euro 305,00 (2) (3).

 

(1) Ad integrazione delle disposizioni di cui al presente articolo vedi articolo 14 comma 6, del D.lgs. 19 novembre 1997, n. 422.

(2) Comma sostituito dall 'articolo 2 del D.L. del 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 87

Servizio di linea per trasporto di persone.

1. Agli effetti del presente articolo un veicolo si intende adibito al servizio di linea quando l'esercente, comunque remunerato, effettua corse per una destinazione predeterminata su itinerari autorizzati e con offerta indifferenziata al pubblico, anche se questo sia costituito da una particolare categoria di persone.

2. Possono essere destinati ai servizi di linea per trasporto di persone: gli autobus, gli autosnodati, gli autoarticolati, gli autotreni, i filobus, i filosnodati, i filoarticolati e i filotreni destinati a tale trasporto.

3. La carta di circolazione di tali veicoli è rilasciata sulla base del nulla osta emesso dalle autorità competenti ad accordare le relative concessioni.

4. I suddetti veicoli possono essere utilizzati esclusivamente sulle linee per le quali l'intestatario della carta di circolazione ha ottenuto il titolo legale, salvo le eventuali limitazioni imposte in detto titolo. Il concedente la linea può autorizzare l'utilizzo di veicoli destinati al servizio di linea per quello di noleggio da rimessa, purché non sia pregiudicata la regolarità del servizio. A tal fine la carta di circolazione deve essere accompagnata da un documento rilasciato dall'autorità concedente, in cui sono indicate le linee o i bacini di traffico o il noleggio per i quali i veicoli possono essere utilizzati.

5. I proprietari di autoveicoli immatricolati a uso servizio di linea per trasporto di persone possono locare temporaneamente e in via eccezionale, secondo direttive emanate con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ad altri esercenti di servizi di linea per trasporto persone parte dei propri veicoli, con l'autorizzazione delle rispettive autorità competenti a rilasciare le concessioni (1).

6. Chiunque utilizza in servizio di linea un veicolo non adibito a tale uso, ovvero impiega un veicolo su linee diverse da quelle per le quali ha titolo legale, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00 (2).

7. La violazione di cui al comma 6 importa la sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione da due a otto mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 88

Servizio di trasporto di cose per conto terzi.

1. Agli effetti del presente articolo un veicolo si intende adibito al servizio di trasporto di cose per conto terzi quando l'imprenditore si obbliga, dietro corrispettivo, a prestare i servizi di trasporto ordinati dal mittente.

2. La carta di circolazione è rilasciata sulla base della autorizzazione prescritta per effettuare il servizio ed è accompagnata dall'apposito documento previsto dalle leggi specifiche che disciplinano la materia, che costituisce parte integrante della carta di circolazione. Le disposizioni della legge 6 giugno 1974, n. 298, non si applicano agli autoveicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 6 t.

3. Chiunque adibisce al trasporto di cose per conto terzi veicoli non adibiti a tale uso o viola le prescrizioni e i limiti indicati nell'autorizzazione o nella carta di circolazione è punito con le sanzioni amministrative previste dall’articolo 46, primo e secondo comma, della legge 6 giugno 1974, n. 298 (1).

 

(1) Comma così modificato dall'articolo 18 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

 

Art. 89

Servizio di linea per trasporto di cose.

1. Il servizio di linea per trasporto di cose è disciplinato dalle leggi specifiche che regolano la materia.

 

Art. 90

Trasporto di cose per conto terzi in servizio di piazza (1).

1. Il servizio di piazza di trasporto di cose per conto terzi è disciplinato dalle norme specifiche di settore; la carta di circolazione è rilasciata sulla base della autorizzazione prescritta per effettuare il servizio.

2. Chiunque utilizza per il trasporto di cose per conto terzi in servizio di piazza veicoli non adibiti a tale uso è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00 (2).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 39 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 91

Locazione senza conducente con facoltà di acquisto-leasing e vendita di veicoli con patto di riservato dominio.

1. I motoveicoli, gli autoveicoli ed i rimorchi locati con facoltà di acquisto sono immatricolati a nome del locatore, ma con specifica annotazione sulla carta di circolazione del nominativo del locatario e della data di scadenza del relativo contratto. In tale ipotesi, la immatricolazione viene effettuata in relazione all'uso cui il locatario intende adibire il veicolo e a condizione che lo stesso sia in possesso del titolo e dei requisiti eventualmente prescritti dagli articoli da 82 a 90. Nelle medesime ipotesi, si considera intestatario della carta di circolazione anche il locatore. Le indicazioni di cui sopra sono riportate nella iscrizione al P. R. A.

2. Ai fini del risarcimento dei danni prodotti a persone o cose dalla circolazione dei veicoli, il locatario è responsabile in solido con il conducente ai sensi dell'art. 2054, comma terzo, del codice civile.

3. Nell'ipotesi di vendita di veicolo con patto di riservato dominio, il veicolo è immatricolato al nome dell'acquirente, ma con specifica indicazione nella carta di circolazione del nome del venditore e della data di pagamento dell'ultima rata. Le stesse indicazioni sono riportate nella iscrizione al P. R. A.

4. Ai fini delle violazioni amministrative si applica all'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria e all'acquirente con patto di riservato dominio l'art. 196, comma 1.

 


GIURISPRUDENZA

 

Veicolo concesso in locazione finanziaria

In tema di sinistri stradali, l'introduzione dell'art. 91, comma 2, del nuovo Codice della Strada (D.Lgs. n. 285 del 1992), ha determinato la novella del terzo comma dell'art. 2054 c.c. in ordine alla responsabilità solidale per gli incidenti in cui risultino coinvolti veicoli condotti in leasing, prevedendo che, ai fini del risarcimento di eventuali danni prodotti a persone o a cose dalla circolazione dei predetti mezzi, il locatario è responsabile in solido con il conducente. Ne deriva che nelle controversie aventi ad oggetto il predetto risarcimento, legittimati passivi risultano solo l'utilizzatore ed il conducente, con la conseguente esclusione della legittimazione del proprietario concedente. Ciò premesso, nel caso di specie concernente un incidente stradale in cui risultava coinvolto un veicolo concesso in locazione finanziaria e che si era verificato dopo l'entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, è stata rigettata la domanda attorea spiegata nei confronti della società convenuta che, in quanto proprietaria del veicolo concesso in locazione finanziaria ad altra società, pur convenuta, era dunque priva della legittimazione passiva. (Trib. Nola Sez. II, 03/09/2010).


 

Art. 92

Estratto dei documenti di circolazione o di guida (1).

1. Quando per ragione d'ufficio i documenti di circolazione, la patente di guida e il certificato di abilitazione professionale, ovvero uno degli altri documenti previsti dall'art. 180, vengono consegnati agli uffici che ne hanno curato il rilascio per esigenze inerenti alle loro rispettive attribuzioni, questi ultimi provvedono a fornire, previo accertamento degli adempimenti prescritti, un estratto del documento che sostituisce a tutti gli effetti l'originale per la durata massima di sessanta giorni.

2. La ricevuta rilasciata dalle imprese di consulenza ai sensi dell'articolo 7, comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 264, e successive modificazioni, sostituisce il documento ad esse consegnato ovvero l'estratto di cui al comma 1 del presente articolo per trenta giorni dalla data di rilascio, che deve essere riportata lo stesso giorno nel registro giornale tenuto dalle predette imprese. Queste devono porre a disposizione dell'interessato, entro i predetti trenta giorni, l'estratto di cui al comma 1 del presente articolo ovvero il documento conseguente all'operazione cui si riferisce la ricevuta. Tale ricevuta non è rinnovabile nè reiterabile ed è valida per la circolazione nella misura in cui ne sussistano le condizioni (2).

3. Chiunque abusivamente rilascia la ricevuta è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00. Alla contestazione di tre violazioni nell'arco di un triennio consegue la revoca dell'autorizzazione di cui all'articolo 3 della legge 8 agosto 1991, n. 264. Ogni altra irregolarità nel rilascio della ricevuta è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (3).

4. Alla violazione di cui al comma 2, secondo periodo, consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 71 a Euro 286 (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 40 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inizialmente modificato dall'articolo 3 della legge 4 gennaio 1994, n. 11 e successivamente sostituito dall'articolo 10, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) Comma sostituito dall'articolo 3 della legge 4 gennaio 1994, n. 11 successivamente con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 e successivamente con D.M. 22 dicembre 2004 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

SEZIONE III

DOCUMENTI DI CIRCOLAZIONE E IMMATRICOLAZIONE

 

Art. 93

Formalità necessarie per la circolazione degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi (1).

1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi per circolare devono essere muniti di una carta di circolazione e immatricolati presso il Dipartimento per i trasporti terrestri (2).

2. L'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri provvede all'immatricolazione e rilascia la carta di circolazione intestandola a chi si dichiara proprietario del veicolo, indicando, ove ricorrano, anche le generalità dell'usufruttuario o del locatario con facoltà di acquisto o del venditore con patto di riservato dominio, con le specificazioni di cui all'art. 91 (2).

3. La carta di circolazione non può essere rilasciata se non sussistono il titolo o i requisiti per il servizio o il trasporto, ove richiesti dalle disposizioni di legge.

4. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con propri decreti, stabilisce le procedure e la documentazione occorrente per l'immatricolazione, il contenuto della carta di circolazione, prevedendo, in particolare per i rimorchi, le annotazioni eventualmente necessarie per consentirne il traino. L'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri , per i casi previsti dal comma 5, dà immediata comunicazione delle nuove immatricolazioni al Pubblico Registro Automobilistico gestito dall'A. C. I. ai sensi della legge 9 luglio 1990, n. 187 (2) (3) (4).

5. Per i veicoli soggetti ad iscrizione nel P. R. A. , oltre la carta di circolazione, è previsto il certificato di proprietà, rilasciato dallo stesso ufficio ai sensi dell'art. 7, comma 2, della legge 9 luglio 1990, n. 187, a seguito di istanza da presentare a cura dell'interessato entro sessanta giorni dalla data di effettivo rilascio della carta di circolazione. Della consegna è data comunicazione dal P. R. A. agli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri i tempi e le modalità di tale comunicazione sono definiti nel regolamento. Dell'avvenuta presentazione della istanza il P. R. A. rilascia ricevuta (2).

6. Per gli autoveicoli e i rimorchi indicati nell'art. 10, comma 1, è rilasciata una speciale carta di circolazione, che deve essere accompagnata dall'autorizzazione, quando prevista dall'articolo stesso. Analogo speciale documento è rilasciato alle macchine agricole quando per le stesse ricorrono le condizioni di cui all'art. 104, comma 8.

7. Chiunque circola con un veicolo per il quale non sia stata rilasciata la carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00. Alla medesima sanzione è sottoposto separatamente il proprietario del veicolo o l'usufruttuario o il locatario con facoltà di acquisto o l'acquirente con patto di riservato dominio. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (5).

8. Chiunque circola con un rimorchio agganciato ad una motrice le cui caratteristiche non siano indicate, ove prescritto, nella carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (5).

9. Chiunque non provveda a richiedere, nei termini stabiliti, il rilascio del certificato di proprietà è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624. La carta di circolazione è ritirata da chi accerta la violazione; è inviata all'ufficio del P. R. A. ed è restituita dopo l'adempimento delle prescrizioni omesse (5).

10. Le norme suddette non si applicano ai veicoli delle Forze armate di cui all'art. 138, comma 1, ed a quelli degli enti e corpi equiparati ai sensi dell'art. 138, comma 11; a tali veicoli si applicano le disposizioni dell'art. 138.

11. I veicoli destinati esclusivamente all'impiego dei servizi di polizia stradale indicati nell'art. 11 vanno immatricolati dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri, su richiesta del corpo, ufficio o comando che utilizza tali veicoli per i servizi di polizia stradale. A siffatto corpo, ufficio o comando viene rilasciata, dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri che ha immatricolato il veicolo, la carta di circolazione; questa deve contenere, oltre i dati di cui al comma 4, l'indicazione che il veicolo è destinato esclusivamente a servizio di polizia stradale. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche di tali veicoli (2) (6).

12. Al fine di realizzare la massima semplificazione procedurale e di assicurare soddisfacenti rapporti con il cittadino, in aderenza agli obiettivi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, gli adempimenti amministrativi previsti dal presente articolo e dall'art. 94 devono essere gestiti dagli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri e del Pubblico Registro Automobilistico gestito dall'A. C. I. a mezzo di sistemi informatici compatibili. La determinazione delle modalità di interscambio dei dati, riguardanti il veicolo e ad esso connessi, tra gli uffici suindicati e tra essi e il cittadino è disciplinata dal regolamento (2).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 41 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Per le caratteristiche del nuovo modello di carta di circolazione dei veicoli vedi il D.M. 2 novembre 1999.

(5) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(6) Per il Regolamento recante l'individuazione delle caratteristiche delle targhe di immatricolazione dei veicoli in dotazione della Polizia locale di cui al presente comma vedi il D.M. 27 aprile 2006, n. 209.

 


GIURISPRUDENZA

 

Ammissione alla circolazione carta di circolazione

La circolazione in Italia di veicoli immatricolati in Stati esteri non ricade sotto la previsione dell'art. 93, comma 7, c. strad., che si riferisce alla circolazione dei veicoli per i quali non sia mai stata rilasciata la carta di circolazione, ma è invece esplicitamente regolata dall'art. 132, comma 1, dello stesso codice, il quale stabilisce che gli autoveicoli immatricolati in uno Stato estero siano ammessi a circolare in Italia, una volta adempiute le formalità doganali, per la durata massima di un anno, in base alla certificazione dello Stato d'origine; né può assumere rilievo, al riguardo, il fatto che tale veicolo sia stato cancellato dal Pubblico registro del Paese di provenienza, poiché tale cancellazione presuppone, comunque, che l'immatricolazione sia avvenuta, con conseguente esclusione della fattispecie di cui al citato art. 93, comma 7. (Cassazione civile sez. II 04 dicembre 2009 n. 25677).

 

Sanzioni amministrative

In tema di sanzioni amministrative accessorie, la confisca obbligatoria - come prevista dall'art. 21, comma 3, della l. n. 689 del 1981, nel testo risultante a seguito della declaratoria di parziale incostituzionalità per effetto della sentenza n. 371 del 1994 della Corte cost. - consegue nella sola ipotesi, contemplata dall'art. 93, comma 7, c. strad., in cui il veicolo non sia stato immatricolato, alla quale, pertanto, non può essere assimilata la situazione in cui il veicolo, già immatricolato, si venga a trovare nella condizione di "provvisoria" radiazione dalla circolazione ma con possibilità di reimmatricolazione, che sia poi effettivamente avvenuta. (Nella specie, alla stregua dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha annullato la confisca di un veicolo colto in circolazione con targa estera, già immatricolato in altro Paese e temporaneamente radiato dalla circolazione, ma, poi, successivamente reimmatricolato in Italia anteriormente alla scadenza di validità dell'originaria immatricolazione). (Cassazione civile sez. II 10 giugno 2010 n. 13990).


 

Art. 94

Formalità per il trasferimento di proprietà degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e per il trasferimento di residenza dell'intestatario (1).

1. In caso di trasferimento di proprietà degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi o nel caso di costituzione dell'usufrutto o di stipulazione di locazione con facoltà di acquisto, il competente ufficio del PRA, su richiesta avanzata dall'acquirente entro sessanta giorni dalla data in cui la sottoscrizione dell'atto è stata autenticata o giudizialmente accertata, provvede alla trascrizione di trasferimento o degli altri mutamenti indicati, nonché all'emissione e al rilascio del nuovo certificato di proprietà.

2. L'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, su richiesta avanzata dall'acquirente entro il termine di cui al comma 1, provvede all'emissione e al rilascio di una nuova carta di circolazione che tenga conto dei mutamenti di cui al medesimo comma. Nel caso dei trasferimenti di residenza, o di sede se si tratta 'di persona giuridica, l'ufficio di cui al periodo precedente procede all'aggiornamento della carta di circolazione (2) (4).

3. Chi non osserva le disposizioni stabilite nel presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 653,00 a Euro 3. 267,00 (3).

4. Chiunque circoli con un veicolo per il quale non è stato richiesto, nel termine stabilito dai commi 1 e 3, l'aggiornamento o il rinnovo della carta di circolazione e del certificato di proprietà è soggetto a una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 311 a Euro 1. 555 (3).

4-bis. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 93, comma 2, gli atti, ancorchè diversida quelli di cui al comma 1 del presente articolo, da cui derivi una variazione dell'intestatario della carta di circolazione ovvero che comportino la disponibilità del veicolo, per un periodo superiore a trenta giorni, in favore di un soggetto diverso dall'intestatario stesso, nei casi previsti dal regolamento sono dichiarati dall'avente causa, entro trenta giorni, al Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici al fine dell'annotazione sulla carta di circolazione, nonchè della registrazione nell'archivio di cui agli articoli 225, comma 1, lettera b), e 226, comma 5. In caso di omissione si applica la sanzione prevista dal comma 3 (5).

5. La carta di circolazione è ritirata immediatamente da chi accerta le violazioni previste dai commi 4 e 4-bis ed è inviata all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri, che provvede al rinnovo dopo l'adempimento delle prescrizioni omesse (2) (6).

6. Per gli atti di trasferimento di proprietà degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi posti in essere fino alla data di entrata in vigore della presente legge è possibile entro novanta giorni procedere, senza l'applicazione di sanzioni alle necessarie regolarizzazioni.

7. Ai fini dell'esonero dall'obbligo di pagamento delle tasse di circolazione e relative soprattasse e accessori derivanti dalla titolarità di beni mobili iscritti ai pubblici registri automobilistici, nella ipotesi di sopravvenuta cessazione dei relativi diritti, è sufficiente dimostrare ai competenti uffici idonea documentazione attestante la inesistenza del presupposto giuridico per l'applicazione della tassa.

8. In tutti i casi in cui è dimostrata l'assenza di titolarità del bene e di conseguente obbligo fiscale , gli uffici di cui al comma 1 procedono all'annullamento delle procedure di riscossione coattive delle tasse, soprattasse e accessori.

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 42 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360, successivamente sostituito dall'articolo 17, comma 18, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Per l'applicazione delle disposizioni del presente articolo, vedi il comma 6 dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(4) Comma sostituito dall'articolo 11, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120. Per l'applicazione delle disposizioni del presente comma, vedi il comma 6 dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(5) Comma inserito dall'articolo 12, comma 1, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(6) Comma modificato dall'articolo 12, comma 1, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120

 

Art. 94 bis

Divieto di intestazione fittizia dei veicoli (1)

1. La carta di circolazione di cui all'articolo 93, il certificato di proprietà di cui al medesimo articolo e il certificato di circolazionè di cui all'articolo 97 non possono essere rilasciati qualora risultino situazioni di intestazione o cointestazione simulate o che eludano o pregiudichino l'accertamento del responsabile civile della circolazione di un veicolo.

2. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque richieda o abbia ottenuto il rilascio dei documenti di cui al comma 1 in violazione di quanto disposto dal medesimo comma 1 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2. 000. La sanzione di cui al periodo precedente si applica anche a chi abbia la materiale disponibilità del veicolo al quale si riferisce l'operazione, nonchè al soggetto proprietario dissimulato.

3. Il veicolo in relazione al quale sono rilasciati i documenti di cui al comma 1 in violazione del divieto di cui al medesimo comma è soggetto alla cancellazione d'ufficio dal PRA e dall'archivio di cui agli articoli 225, comma 1, lettera b), e 226, comma 5. In caso di circolazione dopo la cancellazione, si applicano le sanzioni amministrative di cui al comma 7 dell'articolo 93. La cancellazione è disposta su richiesta degli organi di polizia stradale che hanno accertato le violazioni di cui al comma 2 dopo che l'accertamento è divenuto definitivo.

4. Con uno o più decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri della giustizia e dell'interno, sono dettate le disposizioni applicative della disciplina recata dai commi 1, 2 e 3, con particolare riferimento all'individuazione di quelle situazioni che, in relazione alla tutela della finalità di cui al comma 1 o per l'elevato numero dei veicoli coinvolti, siano tali da richiedere una verifica che non ricorrano le circostanze di cui al predetto comma 1.

 

(1) Articolo inserito dall'articolo 12, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 95

Carta provvisoria di circolazione duplicato ed estratto della carta di circolazione (1) (2).

1. Qualora il rilascio della carta di circolazione non possa avvenire contestualmente al rilascio della targa, l'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri , all'atto della immatricolazione del veicolo, rilascia la carta provvisoria di circolazione della validità massima di novanta giorni (3).

1-bis. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto dirigenziale, stabilisce il procedimento per il rilascio, attraverso il proprio sistema informatico, del duplicato delle carte di circolazione, anche con riferimento ai duplicati per smarrimento, deterioramento o distruzione dell’originale, con l'obiettivo della massima semplificazione amministrativa, anche con il coinvolgimento dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264 (4).

2. (Omissis) (5).

3. (Omissis) (5).

4. (Omissis) (5).

5. (Omissis) (5).

6. Chiunque circola con un veicolo per il quale non sia stata rilasciata la carta provvisoria di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo fino al rilascio della carta di circolazione, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (6).

7. Chiunque circola senza avere con sé l'estratto della carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (6).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 43 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Rubrica modificata dall'articolo 2 del D.L. del 27 giugno 2003, n. 151.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. del 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall'articolo 13, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(5) Comma abrogato dall'articolo 3 del D.P. R. 9 marzo 2000, n. 105.

(6) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 17 dicembre 2008 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


GIURISPRUDENZA

 

Responsabilità civile (extracontrattuale, alias AQUILIANA)

In tema di responsabilità extracontrattuale il danno cagionato dalla fauna selvatica ai veicoli in circolazione non è risarcibile in base alla presunzione stabilita dall'art. 2052 c. c. , inapplicabile alla selvaggina, il cui stato di libertà è incompatibile con un qualsiasi obbligo di custodia da parte della p. a. , ma soltanto alla stregua dei principi generali sanciti dall'art. 2043 c. c. , e tanto anche in tema di onere della prova, con la conseguente necessaria individuazione di un concreto comportamento colposo ascrivibile all'ente pubblico. (In applicazione del principio di cui sopra, poiché nella specie il giudice di appello aveva escluso che l'attore avesse dato - in concreto - la prova che la Regione ha posto in essere una condotta - ancorché colposa - causativa del danno patito dallo stesso attore - certo essendo, da un lato, che non era stata fornita alcuna prova dell'eccessivo incremento e ripopolamento di animali selvatici imputabile alla Regione, dall'altro, che la regione, non essendo l'ente preposto alla gestione della strada sulla quale si è verificato l'incidente non aveva alcun obbligo di apporre segnaletica idonea a indicare una situazione di pericolo per la sicurezza della circolazione (e, in particolare, quello ex art. 95 D.lg. n. 285 del 1992, del probabile attraversamento della sede stradale da parte di animali selvatici), da ultimo che erano assolutamente generiche tutte le altre carenze denunciate e che giusta la stessa prospettazione dell'attrice l'incidente si sarebbe verificato anche in presenza di adeguata segnalazione, certo che il cinghiale aveva attraversato la strada (secondo gli stessi assunti dell'attrice) repentinamente e inaspettatamente - la Suprema Corte ha affermato che correttamente il tribunale aveva rigettato la domanda risarcitoria). (Cassazione civile  sez. III 04 marzo 2010 n. 5202).


 

Art. 96

Adempimenti conseguenti al mancato pagamento della tassa automobilistica.

1. Ferme restando le procedure di recupero degli importi dovuti per le tasse automobilistiche, l'A. C. I. , qualora accerti il mancato pagamento di detti tributi per almeno tre anni consecutivi, notifica al proprietario del veicolo la richiesta dei motivi dell'inadempimento e, ove non sia dimostrato l'effettuato pagamento entro trenta giorni dalla data di tale notifica, chiede la cancellazione d'ufficio del veicolo dagli archivi del P. R. A. , che ne dà comunicazione al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri per il ritiro d'ufficio delle targhe e della carta di circolazione tramite gli organi di polizia, con le modalità stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (1) (2).

2. Avverso il provvedimento di cancellazione è ammesso ricorso entro trenta giorni al Ministro dell'economia e delle finanze (3).

2-bis. In caso di circolazione dopo la cancellazione si applicano le sanzioni amministrative di cui al comma 7 dell'articolo 93 (4).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Comma aggiunto dall'articolo 12, comma 3, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 97

Circolazione dei ciclomotori (1).

1. I ciclomotori, per circolare, devono essere muniti di:

a) un certificato di circolazione, contenente i dati di identificazione e costruttivi del veicolo, nonché quelli della targa e dell'intestatario, rilasciato dal Dipartimento per i trasporti terrestri, ovvero da uno dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264, con le modalità stabilite con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a seguito di aggiornamento dell'Archivio nazionale dei veicoli di cui agli articoli 225 e 226;

b) una targa, che identifica l'intestatario del certificato di circolazione (2) (15).

2. La targa è personale e abbinata a un solo veicolo. Il titolare la trattiene in caso di vendita. La fabbricazione e la vendita delle targhe sono riservate allo Stato, che può affidarle con le modalità previste dal regolamento ai soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264 (3).

3. Ciascun ciclomotore è individuato nell'Archivio nazionale dei veicoli di cui agli articoli 225 e 226, da una scheda elettronica, contenente il numero di targa, il nominativo del suo titolare, i dati costruttivi e di identificazione di tutti i veicoli di cui, nel tempo, il titolare della targa sia risultato intestatario, con l'indicazione della data e dell'ora di ciascuna variazione d'intestazione. I dati relativi alla proprietà del veicolo sono inseriti nel sistema informatico del Dipartimento per i trasporti terrestri a fini di sola notizia, per l'individuazione del responsabile della circolazione (2).

4. Le procedure e la documentazione occorrente per il rilascio del certificato di circolazione e per la produzione delle targhe sono stabilite con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, secondo criteri di economicità e di massima semplificazione (2).

5. Chiunque fabbrica, produce, pone in commercio o vende ciclomotori che sviluppino una velocità superiore a quella prevista dall'art. 52 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1. 000 a euro 4. 000. Alla sanzione da euro 779 a euro 3. 119 è soggetto chi effettua sui ciclomotori modifiche idonee ad aumentarne la velocità oltre i limiti previsti dall'articolo 52 (4) (14).

6. Chiunque circola con un ciclomotore non rispondente ad una o più delle caratteristiche o prescrizioni indicate nell'art. 52 o nel certificato di circolazione, ovvero che sviluppi una velocità superiore a quella prevista dallo stesso art. 52, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1. 559 (5).

7. Chiunque circola con un ciclomotore per il quale non è stato rilasciato il certificato di circolazione “, quando previsto, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma a Euro 150,00 a Euro 599,00 (6) (7).

8. Chiunque circola con un ciclomotore sprovvisto di targa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74,00 a Euro 299,00 (6)(13).

9. Chiunque circola con un ciclomotore munito di targa non propria é soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 769,00 a Euro 7. 078,00 (8) (13).

10. Chiunque circola con un ciclomotore munito di una targa i cui dati non siano chiaramente visibili è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma euro 78 a euro 311 (5).

11. Chiunque fabbrica o vende targhe con caratteristiche difformi da quelle indicate dal regolamento, ovvero circola con un ciclomotore munito delle suddette targhe è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 769,00 a Euro 7. 078,00 (6).

12. Chiunque circola con un ciclomotore per il quale non è stato richiesto l'aggiornamento del certificato di circolazione per trasferimento della proprietà secondo le modalità previste dal regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00. Alla medesima sanzione è sottoposto chi non comunica la cessazione della circolazione. Il certificato di circolazione è ritirato immediatamente da chi accerta la violazione ed è inviato al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, che provvede agli aggiornamenti previsti dopo l'adempimento delle prescrizioni omesse (6).

13. L'intestatario che in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del certificato di circolazione o della targa non provvede, entro quarantotto ore, a farne denuncia agli organi di polizia è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74,00 a Euro 299,00. Alla medesima sanzione è soggetto chi non provvede a chiedere il duplicato del certificato di circolazione entro tre giorni dalla suddetta denuncia (9).

14. Alle violazioni previste dai commi 5 e 7 consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca del ciclomotore, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI; nei casi previsti dal comma 5 si procede alla distruzione del ciclomotore, fatta salva la facoltà degli enti da cui dipende il personale di polizia stradale che ha accertato la violazione di chiedere tempestivamente che sia assegnato il ciclomotore confiscato, previo ripristino delle caratteristiche costruttive, per lo svolgimento dei compiti istituzionali e fatto salvo l’eventuale risarcimento del danno in caso di accertata illegittimità della confisca e distruzione. Alla violazione prevista dal comma 6 consegue la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di sessanta giorni; in caso di reiterazione della violazione, nel corso di un biennio, il fermo amministrativo del veicolo è disposto per novanta giorni. Alla violazione prevista dai commi 8 e 9 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di un mese o, in caso di reiterazione delle violazioni nel biennio, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (10)(11) (12).

 

(1) Rubrica sostituita dall'articolo 3 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9. , con la decorrenza indicata dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(2) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9. , con la decorrenza indicata dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma corretto in Gazz. Uff. , 13 febbraio 1996, n. 36, sostituito dall'articolo 3 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, modificato dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente dall'articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(4) ConD.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma così modificato dall'articolo 3 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9. , con la decorrenza indicata dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, successivamente con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 , con D.M. 17 dicembre 2008 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto. Da ultimo, il presente comma è stato modificato dall'articolo 14, comma 1, lettere b) e c), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Vedi inoltre il comma 4 del medesimo articolo 14 della legge 120 del 2010.

(6) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9. , con la decorrenza indicata dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151; successivamente la sanzione è stata aggiornata con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008.

(7) Comma modificato dall'articolo 2, comma 166, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262. Con D.M. 29 dicembre 2006, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(8) Comma modificato dall'articolo 21 del D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, sostituito dall'articolo 3 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9. , con la decorrenza indicata dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151; successivamente la sanzione è stata aggiornata con D.M. 24 dicembre 2002.

(9) Comma modificato dall'articolo 44 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360, sostituito dall'articolo 3 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9. , con la decorrenza indicata dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151; successivamente la sanzione è stata aggiornata con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008.

(10) Comma modificato dall'articolo 21 del D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, sostituito dall'articolo 3 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9. , con la decorrenza indicata dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(11) Per il modello del certificato di circolazione dei ciclomotori vedi il D.M. 15 giugno 2006.

(12) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 166, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262.

(13) Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(14) Comma modificato dall'articolo 14, comma 1, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Per l'entrata in vigore della presente modifica, vedi il comma 4 del medesimo articolo 14 della legge 120 del 2010.

(15) Vedi l'articolo 14, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 98

Circolazione di prova.

1. Omissis (1).

2. Omissis (1).

3. Chiunque adibisce un veicolo in circolazione di prova ad uso diverso è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00. La stessa sanzione si applica se il veicolo circola senza che su di esso sia presente il titolare dell'autorizzazione o un suo dipendente munito di apposita delega (2).

4. Se le violazioni di cui al comma 3 superano il numero di tre, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624; ne consegue in quest'ultimo caso la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI (2).

[4-bis. Alle fabbriche costruttrici di veicoli a motore e di rimorchi è consentito il trasporto di veicoli nuovi di fabbrica per il tramite di altri veicoli nuovi provvisti di targa provvisoria (3). ] (4)

 

(1) Comma abrogato dall'articolo 4 del D.P. R. 24 novembre 2001, n. 474.

(2) ConD.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Comma aggiunto dall’articolo 29-ter del D.L. 31 dicembre 2007, n. 248.

(4) Comma abrogato dall'articolo 2-bis, comma 1, lettera c), del D.L. 23 ottobre 2008, n. 162.

 

Art. 99

Foglio di via.

1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi che circolano per le operazioni di accertamento e di controllo della idoneità tecnica, per recarsi ai transiti di confine per l'esportazione, per partecipare a riviste prescritte dall'autorità militare, a mostre o a fiere autorizzate di veicoli nuovi ed usati, per i quali non è stata pagata la tassa di circolazione, devono essere muniti di un foglio di via e di una targa provvisoria rilasciati da un ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri (1).

1-bis. Alle fabbriche costruttrici di veicoli a motore e di rimorchi è consentito, direttamente o avvalendosi di altri soggetti abilitati, per il tramite di veicoli nuovi di categoria N o O provvisti del foglio di via e della targa provvisoria per recarsi ai transiti di confine per l'esportazione, il trasporto di altri veicoli nuovi di fabbrica destinati anch'essi alla medesima finalità (2).

1-ter. È consentito ai veicoli a motore e rimorchi di categoria N o O, muniti di foglio di via e targa provvisoria per partecipare a riviste prescritte dall'autorità militare, a mostre o a fiere autorizzate di veicoli nuovi ed usati, di trasportare altri veicoli o loro parti, anch'essi destinati alle medesime finalità (2)

2. Il foglio di via deve indicare il percorso, la durata e le eventuali prescrizioni tecniche. La durata non può comunque eccedere i giorni sessanta. Tuttavia, per particolari esigenze di sperimentazione di veicoli nuovi non ancora immatricolati, l'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri può rilasciare alla fabbrica costruttrice uno speciale foglio di via, senza limitazioni di percorso, della durata massima di centottanta giorni (3).

3. Chiunque circola senza avere con sé il foglio di via e/o la targa provvisoria di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (4).

4. Chiunque circola senza rispettare il percorso o le prescrizioni tecniche del foglio di via è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (4).

5. Ove le violazioni di cui ai commi 3 e 4 siano compiute per più di tre volte, alla successiva la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 e ne consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI (4).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(2) Comma aggiunto dall'articolo 2-bis, comma 2, del D.L. 23 ottobre 2008, n. 162.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 17 dicembre 2008 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 100

Targhe di immatricolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi (1).

1. Gli autoveicoli devono essere muniti, anteriormente e posteriormente, di una targa contenente i dati di immatricolazione.

2. I motoveicoli devono essere muniti posteriormente di una targa contenente i dati di immatricolazione.

3. I rimorchi devono essere muniti di una targa posteriore contenente i dati di immatricolazione.

3-bis. Le targhe di cui ai commi 1, 2 e 3 sono personali, non possono essere abbinate contemporaneamente a più di un veicolo e sono trattenute dal titolare in caso di trasferimento di proprietà, costituzione di usufrutto, stipulazione di locazione con facoltà di acquisto, esportazione all'estero e cessazione o sospensione dalla circolazione (9).

4. [I rimorchi e] i carrelli appendice, quando sono agganciati ad una motrice, devono essere muniti posteriormente di una targa ripetitrice dei dati di immatricolazione della motrice stessa (10).

5. Le targhe indicate ai commi 1, 2, 3 e 4 devono avere caratteristiche rifrangenti.

6. Omissis (2).

7. Nel regolamento sono stabiliti i criteri di definizione delle targhe di immatricolazione, ripetitrici e di riconoscimento (3).

Ferma restando la sequenza alfanumerica fissata dal regolamento, l'intestatario della carta di circolazione può chiedere, per le targhe di cui ai commi 1 e 2, ai costi fissati con il decreto di cui all'articolo 101, comma 1, e con le modalità stabilite dal Dipartimento per i trasporti terrestri, una specifica combinazione alfanumerica. Il competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, dopo avere verificato che la combinazione richiesta non sia stata già utilizzata, immatricola il veicolo e rilascia la carta di circolazione. Alla consegna delle targhe provvede direttamente l'Istituto Poligrafico dello Stato nel termine di trenta giorni dal rilascio della carta di circolazione. Durante tale periodo è consentita la circolazione ai sensi dell'articolo 102, comma 3 (4).

9. Il regolamento stabilisce per le targhe di cui al presente articolo:

a) i criteri per la formazione dei dati di immatricolazione;

b) la collocazione e le modalità di installazione;

c) le caratteristiche costruttive, dimensionali, fotometriche, cromatiche e di leggibilità, nonché i requisiti di idoneità per l'accettazione.

10. Sugli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi è vietato apporre iscrizioni, distintivi o sigle che possano creare equivoco nella identificazione del veicolo.

11. Chiunque viola le disposizioni dei commi 1, 2, 3, 4 e 9, lettera b) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (5).

12. Chiunque circola con un veicolo munito di targa non propria o contraffatta è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 842,00 a Euro 7. 369,00 (6).

13. Chiunque viola le disposizioni dei commi 5 e 10 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (7).

14. Chiunque falsifica, manomette o altera targhe automobilistiche ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate è punito ai sensi del codice penale.

15. Dalle violazioni di cui ai commi precedenti deriva la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della targa non rispondente ai requisiti indicati. Alle violazioni di cui ai commi 11 e 12 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo o, in caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. La durata del fermo amministrativo è di tre mesi, salvo nei casi in cui tale sanzione accessoria è applicata a seguito del ritiro della targa. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (8).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 45 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma abrogato dall'articolo 4 del D.P. R. 24 novembre 2001, n. 474.

(3) Comma modificato dall'articolo 4 del D.P. R. 24 novembre 2001, n. 474.

(4) Comma sostituito dall'articolo 4 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto.

(5) Comma modificato dall'articolo 4 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto; successivamente con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(6) Comma modificato dall'articolo 21 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(7) Comma modificato dall'articolo 4 del D.P. R. 24 novembre 2001, n. 474, successivamente con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(8) Comma inizialmente modificato dall'articolo 21 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 e successivamente dall'articolo 11, comma 2, lettera c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(9) Comma inserito dall'articolo 11, comma 2, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Per l'applicazione delle disposizioni del presente comma, vedi il comma 6 dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(10) Comma modificato dall'articolo 11, comma 2, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Per l'applicazione delle disposizioni del presente comma, vedi il comma 8 dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 101

Produzione, distribuzione, restituzione e ritiro delle targhe (1).

La produzione e la distribuzione delle targhe dei veicoli a motore o da essi rimorchiati sono riservate allo Stato. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con proprio decreto, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze, stabilisce il prezzo di vendita delle targhe comprensivo del costo di produzione e di una quota di maggiorazione da destinare esclusivamente alle attività previste dall'art. 208, comma 2 (2). Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze , assegna annualmente i proventi derivanti dalla quota di maggiorazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella misura del venti per cento e al Dipartimento per i trasporti terrestri nella misura dell'ottanta per cento. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad adottare, con propri decreti, le necessarie variazioni di bilancio (3) (4).

2. Le targhe sono consegnate agli intestatari dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri all'atto dell'immatricolazione dei veicoli (6).

3. Le targhe del veicolo e il relativo documento di circolazione devono essere restituiti all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri in caso che l'interessato non ottenga l'iscrizione al P. R. A. entro novanta giorni dal rilascio del documento stesso (6).

4. Nel caso di mancato adempimento degli obblighi di cui al comma 3, l'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri, su apposita segnalazione dell'ufficio del P. R. A. , provvede, tramite gli organi di polizia, al ritiro delle targhe e della carta di circolazione (6).

5. Chiunque abusivamente produce o distribuisce targhe per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi è soggetto, se il fatto non costituisce reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 (7).

6. La violazione di cui al comma 5 importa la sanzione amministrativa accessoria della confisca delle targhe, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 46 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Il secondo periodo del presente comma è abrogato dall'articolo 4 del D.P. R. 24 novembre 2001, n. 474per la parte incompatibile con l'articolo 2, comma 5 del medesimo decreto.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero e dell'ufficio è così modificata.

(4) Per la determinazione del prezzo delle targhe vedi D.M. 18 luglio 2005. Per la determinazione della maggiorazione dell'importo di cui al presente comma, vedi l'articolo 1 del D.M. 31 luglio 2003.

(5) Per la fissazione del prezzo di vendita delle targhe di immatricolazione dei veicoli in dotazione della Polizia locale, vedi il D.M. 25 settembre 2007

(6) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(7) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 e, successivamente, con D.M. 29 dicembre 2006 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 102

Smarrimento, sottrazione, deterioramento e distruzione di targa (1).

1. In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione di una delle targhe di cui all'art. 100, l'intestatario della carta di circolazione deve, entro quarantotto ore, farne denuncia agli organi di polizia, che ne prendono formalmente atto e ne rilasciano ricevuta.

2. Trascorsi quindici giorni dalla presentazione della denuncia di smarrimento o sottrazione anche di una sola delle targhe, senza che queste siano state rinvenute, l'intestatario deve richiedere al Dipartimento per i trasporti terrestri una nuova immatricolazione del veicolo, con le procedure indicate dall'art. 93 (2).

3. Durante il periodo di cui al comma 2 è consentita la circolazione del veicolo previa apposizione sullo stesso, a cura dell'intestatario, di un pannello a fondo bianco riportante le indicazioni contenute nella targa originaria; la posizione e la dimensione del pannello, nonché i caratteri di iscrizione devono essere corrispondenti a quelli della targa originaria.

4. I dati di immatricolazione indicati nelle targhe devono essere sempre leggibili. Quando per deterioramento tali dati non siano più leggibili, l'intestatario della carta di circolazione deve richiedere all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri una nuova immatricolazione del veicolo, con le procedure indicate nell'art. 93 (2).

5. Nei casi di distruzione di una delle targhe di cui all'art. 100, comma 1, l'intestatario della carta di circolazione sulla base della ricevuta di cui al comma 1 deve richiedere una nuova immatricolazione del veicolo.

6. L'intestatario della carta di circolazione che in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione anche di una sola delle targhe di immatricolazione o della targa per veicoli in circolazione di prova non provvede agli adempimenti di cui al comma 1, ovvero circola con il pannello di cui al comma 3 senza aver provveduto agli adempimenti di cui ai commi 1 e 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (3).

7. Chiunque circola con targa non chiaramente e integralmente leggibile è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (3).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 47 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 17 dicembre 2008 e con D.M. 17 dicembre 2008 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 103

Obblighi conseguenti alla cessazione della circolazione dei veicoli a motore e dei rimorchi (1).

1. La parte interessata, intestataria di un autoveicolo, motoveicolo o rimorchio, o l'avente titolo deve comunicare al competente ufficio del P. R. A. , entro sessanta giorni, la definitiva esportazione all'estero del veicolo stesso, restituendo il certificato di proprietà e la carta di circolazione. L'ufficio del P. R. A. ne dà immediata comunicazione all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri. provvedendo altresì alla restituzione al medesimo ufficio della carta di circolazione[ e delle targhe]. Con il regolamento di esecuzione sono stabilite le modalità per lo scambio delle informazioni tra il P. R. A. e il Dipartimento per i trasporti terrestri (2) (3).

2. Le targhe ed i documenti di circolazione vengono, altresì, ritirati d'ufficio tramite gli organi di polizia, che ne curano la consegna agli uffici del P. R. A. , nel caso che trascorsi centottanta giorni dalla rimozione del veicolo dalla circolazione, ai sensi dell'art. 159, non sia stata denunciata la sua sottrazione ovvero il veicolo stesso non sia stato reclamato dall'intestatario dei documenti anzidetti o dall'avente titolo o venga demolito o alienato ai sensi dello stesso articolo. L'ufficio competente del P. R. A. è tenuto agli adempimenti previsti dal comma 1.

[ 3. I gestori di centri di raccolta e di vendita di motoveicoli, autoveicoli e rimorchi da avviare allo smontaggio ed alla successiva riduzione in rottami non possono alienare, smontare o distruggere i suddetti mezzi senza aver prima adempiuto, qualora gli intestatari o gli aventi titolo non lo abbiano già fatto, ai compiti di cui al comma 1. Gli estremi della ricevuta della avvenuta denuncia e consegna delle targhe e dei documenti agli uffici competenti devono essere annotati su appositi registri di entrata e di uscita dei veicoli, da tenere secondo le norme del regolamento. ] (4)

[ 4. Agli stessi obblighi di cui al comma 3 sono soggetti i responsabili dei centri di raccolta o altri luoghi di custodia di veicoli rimossi ai sensi dell'art. 159 nel caso di demolizione del veicolo prevista dall'art. 215, comma 4. ]

5. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624. [ La sanzione è da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 se la violazione è commessa ai sensi dei commi 3 e 4 ] (5) (6).

 

(1) Per l'applicazione delle disposizioni del presente articolo, vedi il comma 6 dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Comma così corretto in Gazz. Uff. , 13 febbraio 1993, n. 36, e successivamente modificato articolo 46, comma 6-quinquies, del D.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, dall'articolo 15, comma 11-bis del D.Lgs. 24 giugno 2003 n. 209 e dall'articolo 11, comma 3, lettere a) e b), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Per l'applicazione delle disposizioni di cui al presente comma, vedi il comma 6 dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(4) Comma abrogato dall'articolo 56, comma 1, lettera f-bis) del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e successivamente dall'articolo 264, comma 1, lettera g) del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

(5) Comma corretto in Gazz. Uff. , 9 febbraio 1993, n. 32, successivamente con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(6) Periodo abrogato dall'articolo 56, comma 1, lettera f-bis) del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e successivamente dall'articolo 264, comma 1, lettera g) del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

 

CAPO IV

CIRCOLAZIONE SU STRADA DELLE MACCHINE AGRICOLE E DELLE MACCHINE OPERATRICI (1)

 

(1) Vedi il D.M. 4 settembre 1996, n. 568, recante disposizioni di attuazione per l'accertamento dei requisiti delle macchine agricole, di quelle operatrici, dei loro componenti o entità tecniche prodotte in serie.

 

Art. 104

Sagome e masse limite delle macchine agricole (1).

1. Alle macchine agricole semoventi e a quelle trainate che circolano su strada si applicano per la sagoma limite le norme stabilite dall'art. 61 rispettivamente per i veicoli in genere e per i rimorchi.

2. Salvo quanto diversamente disposto dall'art. 57, la massa complessiva a pieno carico delle macchine agricole su ruote non può eccedere 5 t se a un asse, 8 t se a due assi e 10 t se a tre o più assi.

3. Per le macchine agricole semoventi e per quelle trainate munite di pneumatici, tali che il carico unitario medio trasmesso dall'area di impronta sulla strada non sia superiore a 8 daN/cmq e quando, se trattasi di veicoli a tre o più assi, la distanza fra due assi contigui non sia inferiore a 1,20 m, le masse complessive di cui al comma 2 non possono superare rispettivamente 6 t, 14 t e 20 t.

4. La massa massima sull'asse più caricato non può superare 10 t; quella su due assi contigui a distanza inferiore a 1,20 m non può superare 11 t e, se a distanza non inferiore a 1,20 m, 14 t.

5. Qualunque sia la condizione di carico della macchina agricola semovente, la massa trasmessa alla strada dall'asse di guida in condizioni statiche non deve essere inferiore al 20% della massa della macchina stessa in ordine di marcia. Tale valore non deve essere inferiore al 15% per le macchine con velocità inferiore a 15 km/h, ridotto al 13% per le macchine agricole semicingolate.

6. La massa complessiva delle macchine agricole cingolate non può eccedere 16 t.

7. Le trattrici agricole per circolare su strada con attrezzature di tipo portato o semiportato devono rispondere alle seguenti prescrizioni:

a) lo sbalzo anteriore del complesso non deve risultare superiore al 60% della lunghezza della trattrice non zavorrata;

b) lo sbalzo posteriore del complesso non deve risultare superiore al 90% della lunghezza della trattrice non zavorrata;

c) la lunghezza complessiva dell'insieme, data dalla somma dei due sbalzi e del passo della trattrice agricola, non deve superare il doppio di quella della trattrice non zavorrata;

d) la sporgenza laterale non deve eccedere di 1,60 m dal piano mediano verticale longitudinale della trattrice;

e) la massa del complesso trattrice e attrezzi comunque portati non deve superare la massa ammissibile accertata nel rispetto delle norme stabilite dal regolamento, nei limiti delle masse fissati nei commi precedenti;

f) il bloccaggio tridimensionale degli attacchi di supporto degli attrezzi deve impedire, durante il trasporto, qualsiasi oscillazione degli stessi rispetto alla trattrice, a meno che l'attrezzatura sia equipaggiata con una o più ruote liberamente orientabili intorno ad un asse verticale rispetto al piano di appoggio.

8. Le macchine agricole che per necessità funzionali hanno sagome e masse eccedenti quelle previste nei commi dall'1 al 6 e le trattrici equipaggiate con attrezzature di tipo portato o semiportato, che non rientrano nei limiti stabiliti nel comma 7, sono considerate macchine agricole eccezionali e devono essere munite, per circolare su strada, dell'autorizzazione valida per due anni e rinnovabile, rilasciata dal compartimento A. N. A. S. di partenza per le strade statali e dalla regione di partenza per la rimanente rete stradale (3).

9. Nel regolamento sono stabilite posizioni, caratteristiche fotometriche, colorimetriche e modalità di applicazione di pannelli e dispositivi di segnalazione visiva, atti a segnalare gli ingombri dati dalle macchine agricole indicate nei commi 7 e 8; nel regolamento saranno indicate le condizioni e le cautele da osservare durante la marcia su strada.

10. Chiunque circola su strada con una macchina agricola che supera le sagome o le masse fissate è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 (2).

11. Chiunque circola su strada con una macchina agricola eccezionale in violazione delle norme sul bloccaggio degli attrezzi, sui pannelli e dispositivi di segnalazione visiva di cui al comma 9 oppure senza osservare le prescrizioni stabilite nell'autorizzazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (2).

12. Chiunque circola su strada con una macchina agricola eccezionale senza avere con sé l'autorizzazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00. Il viaggio potrà proseguire solo dopo la esibizione dell'autorizzazione; questa non sana l'obbligo di corrispondere la somma dovuta a titolo di sanzione pecuniaria (2).

13. Dalle violazioni di cui ai commi 10 e 11 consegue la sanzione amministrativa accessoria prevista dai commi 24 e 25 dell'art. 10.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 48 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Comma modificato dall'articolo 15, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 105

Traino di macchine agricole.

1. I convogli formati da macchine agricole semoventi e macchine agricole trainate non possono superare la lunghezza di 16,50 m (1).

2. Nel limite di cui al comma 1 le trattrici agricole possono trainare un solo rimorchio agricolo o non più di due macchine operatrici agricole, se munite di dispositivi di frenatura comandati dalla trattrice.

3. Alle trattrici agricole con attrezzi portati anteriormente è fatto divieto di traino di macchine agricole rimorchiate sprovviste di dispositivo di frenatura, anche se considerate parte integrante del veicolo traente.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (2).

 

(1) Comma corretto in Gazz. Uff. , 13 febbraio 1993, n. 36.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 106

Norme costruttive e dispositivi di equipaggiamento delle macchine agricole.

1. Le macchine agricole indicate nell'art. 57, comma 2, devono essere costruite in modo che, ai fini della circolazione stradale, garantiscano sufficiente stabilità sia quando circolano isolatamente, sia quando effettuano il traino, se previsto, sia, infine, quando sono equipaggiate con attrezzi portati o semiportati dei quali deve essere garantito il bloccaggio tridimensionale. Le macchine agricole semoventi devono essere inoltre costruite in modo da consentire un idoneo campo di visibilità, anche quando sono equipaggiate con cabina di guida chiusa, con dispositivi di protezione del conducente e con attrezzi portati o semiportati. Il sedile del conducente deve essere facilmente accessibile e confortevole ed i comandi adeguatamente agibili.

2. Le macchine agricole semoventi indicate nell'art. 57, comma 2, lettera a), escluse quelle di cui al punto 3), devono essere munite di:

a) dispositivi per la segnalazione visiva e per l'illuminazione;

b) dispositivi per la frenatura;

c) dispositivo di sterzo;

d) dispositivo silenziatore del rumore emesso dal motore;

e) dispositivo per la segnalazione acustica;

f) dispositivo retrovisore;

g) ruote o cingoli idonei per la marcia su strada (1);

h) dispositivi amovibili per la protezione dalle parti pericolose;

i) dispositivi di agganciamento, anche amovibili, se predisposte per il traino;

l) superfici trasparenti di sicurezza e dispositivo tergivetro del parabrezza.

3. Le macchine agricole semoventi indicate nell'art. 57, comma 2, lettera a), punto 3), devono essere munite, con riferimento all'elencazione del comma 2, dei dispositivi di cui alle lettere b), c), d), g) ed h); devono inoltre essere munite dei dispositivi di cui alla lettera a), anche se amovibili; nel limite di massa di 0,3 t possono essere sprovviste dei dispositivi di cui alla lettera b).

4. Le macchine agricole trainate indicate nell'art. 57, comma 2, lettera b), devono essere munite dei dispositivi di cui al comma 2, lettere a), b), g), h) ed i); le macchine agricole trainate di cui all'art. 57, comma 2, lettera b), punto 1), se di massa complessiva inferiore od uguale a quella rimorchiabile riconosciuta alla macchina agricola traente per macchine operatrici trainate prive di freni, possono essere sprovviste dei dispositivi di cui alla lettera b) del comma 2. Sulle macchine agricole trainate, esclusi i rimorchi agricoli, è consentito che i dispositivi di cui alla lettera a) siano amovibili.

5. Le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche costruttive delle macchine agricole e ai dispositivi di cui le stesse devono essere munite, quando non espressamente previste dal regolamento, sono stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali , fatte salve le competenze del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio in materia di emissioni inquinanti e di rumore. Con lo stesso strumento possono essere stabilite caratteristiche, numero e modalità di applicazione dei dispositivi di cui al presente articolo (2).

6. Le macchine agricole indicate nell'art. 57, comma 2, devono inoltre rispondere alle disposizioni relative ai mezzi e sistemi di difesa previsti dalle normative per la sicurezza e igiene del lavoro, nonché per la protezione dell'ambiente da ogni tipo di inquinamento.

7. Qualora i decreti di cui al comma 5 si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive del Consiglio o della Commissione delle Comunità europee, le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle predette direttive; per l'omologazione si fa salva la facoltà, per gli interessati, di richiedere l'applicazione delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti o nelle raccomandazioni emanate dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite Commissione economica per l'Europa, accettati dal Ministero competente per la materia.

8. Con gli stessi decreti può essere reso obbligatorio il rispetto di norme di unificazione attinenti alle disposizioni dei commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6.

 

(1) Così corretto in Gazz. Uff. , 13 febbraio 1993, n. 36.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

 

Art. 107

Accertamento dei requisiti di idoneità delle macchine agricole (1).

1. Le macchine agricole di cui all'art. 57, comma 2, sono soggette all'accertamento dei dati di identificazione, della potenza del motore quando ricorre e della corrispondenza alle prescrizioni tecniche ed alle caratteristiche disposte a norma di legge. Il regolamento stabilisce le categorie di macchine agricole operatrici trainate che sono escluse dall'accertamento di cui sopra.

2. L'accertamento di cui al comma 1 ha luogo mediante visita e prova da parte degli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terestri , secondo modalità stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , di concerto con i Ministri delle politiche agricole e forestali e del lavoro e delle politiche sociali , fatte salve le competenze del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio in materia di emissioni inquinanti e di rumore (2) (3).

Per le macchine agricole di cui al comma 1, i loro componenti o entità tecniche, prodotti in serie, l'accertamento viene effettuato su un prototipo mediante omologazione del tipo, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , sentito il Comitato interministeriale per le macchine agricole (C. I. M. A. ), fatte salve le competenze del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio in materia di emissioni inquinanti e di rumore. Fatti salvi gli accordi internazionali, l'omologazione totale o parziale rilasciata da uno Stato estero può essere riconosciuta valida in Italia a condizione di reciprocità (3) (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 49 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Vedi il D.M. 2 maggio 2001, n. 277.

 

Art. 108

Rilascio del certificato di idoneità tecnica alla circolazione e della carta di circolazione delle macchine agricole (1).

1. Per essere immesse in circolazione le macchine agricole, con le esclusioni previste dall'art. 107, comma 1, devono essere munite di un certificato di idoneità tecnica alla circolazione ovvero di una carta di circolazione.

2. Il certificato di idoneità tecnica alla circolazione, la carta di circolazione, ovvero il certificato di approvazione sono rilasciati a seguito dell'esito favorevole dell'accertamento di cui all'art. 107, comma 1, sulla base di documentazione idonea a stabilire l'origine della macchina agricola. Nel regolamento sono stabiliti il contenuto e le caratteristiche del certificato di idoneità tecnica e della carta di circolazione.

3. Per le macchine agricole non prodotte in serie, compresi i prototipi, la documentazione di origine è costituita dal certificato di origine dell'esemplare rilasciato dalla fabbrica costruttrice o da chi ha proceduto alla costruzione del medesimo. Qualora gli accertamenti siano richiesti per macchine agricole costruite con parti staccate, deve essere inoltre esibita la documentazione relativa alla provenienza delle parti impiegate.

4. Per le macchine agricole di tipo omologato prodotte in serie il costruttore o il suo legale rappresentante rilascia all'acquirente una formale dichiarazione, redatta su modello approvato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, attestante che la macchina agricola, in tutte le sue parti, è conforme al tipo omologato. Di tale dichiarazione il costruttore assume la piena responsabilità a tutti gli effetti di legge. La dichiarazione di conformità, quando ne sia ammesso il rilascio, ha anche valore di certificato di origine (2).

5. Per le macchine agricole di tipo omologato il certificato di idoneità tecnica alla circolazione ovvero la carta di circolazione vengono rilasciati sulla base della dichiarazione di conformità, senza ulteriori accertamenti.

6. Chiunque rilascia la dichiarazione di conformità per macchine agricole non conformi al tipo omologato è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 (3).

7. Il rilascio del certificato di idoneità tecnica o della carta di circolazione è sospeso qualora emergano elementi che facciano ritenere la possibilità della sussistenza di un reato perseguibile ai sensi delle leggi penali.

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 50 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 109

Controlli di conformità al tipo omologato delle macchine agricole.

1. Le macchine agricole ed i relativi dispositivi di tipo omologato sono identificati ai sensi dell'art. 74.

2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha facoltà di prelevare e di sottoporre in qualsiasi momento ad accertamenti di controllo della conformità al tipo omologato le macchine agricole non ancora immatricolate e i relativi dispositivi destinati al mercato nazionale e identificati a norma del comma 1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , emesso di concerto con i Ministri delle politiche agricole e forestali e del lavoro e delle politiche sociali, fatte salve le competenze del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio in materia di emissioni inquinanti e di rumore, sono stabiliti i criteri e le modalità per gli accertamenti e gli eventuali prelievi, nonché i relativi oneri a carico del titolare dell'omologazione (1).

3. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalità da seguire fino alla sospensione dell'efficacia dell'omologazione o alla revoca dell'omologazione stessa, qualora in seguito al controllo di cui al comma 2 risulti il mancato rispetto della conformità della serie al tipo omologato.

4. Chiunque produce o mette in vendita una macchina agricola o dispositivi non conformi ai tipi omologati è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 (2).

5. Chiunque produce o mette in vendita una macchina agricola omologata, rilasciando la relativa dichiarazione di conformità non munita dei dati di identificazione a norma del comma 1, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (2).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 110

Immatricolazione, carta di circolazione e certificato di idoneità tecnica alla circolazione delle macchine agricole (1).

1. Le macchine agricole indicate nell'art. 57, comma 2, lettera a), punto 1) e punto 2), e lettera b), punto 2), esclusi i rimorchi agricoli di massa complessiva non superiore a 1,5 t, ed aventi le altre caratteristiche fissate dal regolamento, per circolare su strada sono soggette all'immatricolazione ed al rilascio della carta di circolazione. Quelle invece indicate nello stesso comma 2, lettera a), punto 3), e lettera b), punto 1), con le esclusioni previste all'art. 107, comma 1 , ed i rimorchi agricoli di massa complessiva non superiore a 1,5 t ed aventi le altre caratteristiche fissate dal regolamento, per circolare su strada sono soggette al rilascio di un certificato di idoneità tecnica alla circolazione.

2. La carta di circolazione ovvero il certificato di idoneità tecnica alla circolazione sono rilasciati dall'ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio; il medesimo ufficio provvede alla immatricolazione delle macchine agricole indicate nell'art. 57, comma 2, lettera a), punto 1) e punto 2), e lettera b), punto 2), ad esclusione dei rimorchi agricoli di massa complessiva non superiore a 1,5 t ed aventi le altre caratteristiche fissate dal regolamento, a nome di colui che dichiari di essere titolare di impresa agricola o forestale ovvero di impresa che effettua lavorazioni agro-meccaniche o locazione di macchine agricole, nonché a nome di enti e consorzi pubblici (2).

3. Il trasferimento di proprietà delle macchine agricole soggette all'immatricolazione, nonché il trasferimento di sede ovvero di residenza ed abitazione del titolare devono essere comunicati entro trenta giorni, unitamente alla prescritta documentazione ed alla carta di circolazione, all'ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri rispettivamente dal nuovo titolare e dall'intestatario della carta di circolazione. Detto ufficio annota le relative variazioni sul certificato di circolazione stessa. Qualora il titolo presentato per la trascrizione del trasferimento di proprietà consista in un atto unilaterale, lo stesso ufficio dovrà acquisire anche la dichiarazione di assunzione di responsabilità e provvedere alla comunicazione al nuovo titolare secondo le modalità indicate nell'art. 95, comma 4 , in quanto applicabili (2).

4. L'annotazione del trasferimento di proprietà è condizionata dal possesso da parte del nuovo titolare dei requisiti richiesti al comma 2.

5. Il regolamento stabilisce il contenuto e le caratteristiche della carta di circolazione e del certificato di idoneità tecnica, nonché le modalità per gli adempimenti previsti ai commi 2, 3 e 4.

6. Chiunque circola su strada con una macchina agricola per la quale non è stata rilasciata la carta di circolazione; ovvero il certificato di idoneità tecnica alla circolazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (3).

7. Chiunque circola su strada con una macchina agricola non osservando le prescrizioni contenute nella carta di circolazione ovvero nel certificato di idoneità tecnica, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (3).

8. Chiunque omette di comunicare il trasferimento di proprietà, di sede o di residenza ed abitazione nel termine stabilito è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione o del certificato di idoneità tecnica alla circolazione, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (3).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'art. 51, D.lg. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 111

Revisione delle macchine agricole in circolazione (1).

1. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali, può disporre, con decreto ministeriale, la revisione generale o parziale delle macchine agricole soggette all'immatricolazione a norma dell'art. 110, al fine di accertarne la permanenza dei requisiti minimi di idoneità per la sicurezza della circolazione, nonché lo stato di efficienza (2).

2. Gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, qualora sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti di cui al comma 1, possono ordinare in qualsiasi momento la revisione di singole macchine agricole (3).

3. Nel regolamento sono stabilite le procedure, i tempi e le modalità delle revisioni di cui al presente articolo, nonché, ove ricorrano, i criteri per l'accertamento dei requisiti minimi d'idoneità cui devono corrispondere le macchine agricole in circolazione e del loro stato di efficienza.

4. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , con decreto emesso di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali , può modificare la normativa prevista dal presente articolo in relazione a quanto stabilito in materia da disposizioni della Comunità economica europea (2).

5. Alle macchine agricole, di cui al comma 1 si applicano le disposizioni dell'art. 80, comma 7.

6. Chiunque circola su strada con una macchina agricola che non è stata presentata alla revisione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00. Da tale violazione discende la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione o del certificato di idoneità tecnica, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 52 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004, con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 112

Modifiche dei requisiti di idoneità delle macchine agricole in circolazione e aggiornamento del documento di circolazione (1).

1. Le macchine agricole soggette all'accertamento dei requisiti ai sensi dell'art. 107 non devono presentare difformità rispetto alle caratteristiche indicate nella carta di circolazione ovvero nel certificato di idoneità tecnica alla circolazione, né alterazioni o danneggiamenti dei dispositivi prescritti.

2. Gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, su richiesta dell'interessato, sottopongono alla visita e prova di accertamento prevista all'art. 107, comma 2, la macchina agricola alla quale siano state modificate una o più caratteristiche oppure uno o più dispositivi indicati nel documento di circolazione; a seguito dell'esito favorevole dell'accertamento i predetti uffici provvedono all'aggiornamento del documento stesso (2).

3. Alle macchine agricole soggette all'immatricolazione ed al rilascio della carta di circolazione si applicano le disposizioni contenute negli articoli 93, 94, 95, 98 e 103 in quanto applicabili.

4. Chiunque circola su strada con una macchina agricola difforme nelle caratteristiche indicate nel comma 1, nonché con i dispositivi, prescritti a norma di legge, alterati, danneggiati o mancanti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74 a Euro 296, salvo che il fatto costituisca reato. Da tale violazione discende la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI (3).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 53 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 e con D.M. 29 dicembre 2006, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 113

Targhe delle macchine agricole (1).

1. Le macchine agricole semoventi di cui all'art. 57, comma 2, lettera a), punti 1) e 2), per circolare su strada devono essere munite posteriormente di una targa contenente i dati di immatricolazione.

2. L'ultimo elemento del convoglio di macchine agricole deve essere individuato con la targa ripetitrice della macchina agricola traente, quando sia occultata la visibilità della targa d'immatricolazione di quest'ultima.

3. I rimorchi agricoli, esclusi quelli di massa complessiva non superiore a 1,5 t, devono essere muniti di una speciale targa contenente i dati di immatricolazione del rimorchio stesso.

4. La targatura è disciplinata dalle disposizioni degli articoli 99, 100 e 102, in quanto applicabili. Per la produzione, distribuzione e restituzione delle targhe si applica l'art. 101.

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alle sanzioni amministrative, comprese quelle accessorie, stabilite dagli articoli 100, 101e 102 (2).

6. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce, con proprio decreto, le modalità per l'applicazione di quanto previsto al comma 4 (3).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 54 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma modificato dall'articolo 21 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

 

Art. 114

Circolazione su strada delle macchine operatrici (1).

1. Le macchine operatrici per circolare su strada devono rispettare per le sagome e masse le norme stabilite negli articoli 61 e 62e per le norme costruttive ed i dispositivi di equipaggiamento quelle stabilite dall'art. 106.

2. Le macchine operatrici per circolare su strada sono soggette ad immatricolazione presso gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri , che rilasciano la carta di circolazione a colui che dichiari di essere il proprietario del veicolo (2).

3. Le macchine operatrici per circolare su strada sono soggette altresì alla disciplina prevista dagli articoli 99, 107,108, 109, 111 e 112. Le macchine operatrici che per necessità funzionali hanno sagome e massa eccedenti quelle previste dagli articoli 61 e 62 sono considerate macchine operatrici eccezionali; ad esse si applicano le norme previste dall'art. 104, comma 8, salvo che l'autorizzazione per circolare ivi prevista è valida per un anno e rinnovabile (5).

4. Le macchine operatrici semoventi per circolare su strada devono essere munite di una targa contenente i dati di immatricolazione; le macchine operatrici trainate devono essere munite di una speciale targa di immatricolazione.

5. Le modalità per gli adempimenti di cui ai commi 2 e 3, nonché per quelli riguardanti le modificazioni nella titolarità del veicolo ed il contenuto e le caratteristiche della carta di circolazione sono stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (3).

6. Le modalità per l'immatricolazione e la targatura sono stabilite dal regolamento.

7. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alle medesime sanzioni amministrative, comprese quelle accessorie, previste per le analoghe violazioni commesse con macchine agricole (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 55 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata. Vedi D.M. 2 maggio 2001, n. 277.

(4) Comma modificato dall'articolo 21 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

(5) Comma modificato dall'articolo 15, comma 3, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

TITOLO IV

GUIDA DEI VEICOLI E CONDUZIONE DEGLI ANIMALI

 

Art. 115

Requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali (1).

1. Chi guida veicoli o conduce animali deve essere idoneo per requisiti fisici e psichici e aver compiuto:

a) anni quattordici per guidare veicoli a trazione animale o condurre animali da tiro, da soma o da sella, ovvero armenti, greggi o altri raggruppamenti di animali;

b) anni quattordici per guidare ciclomotori purché non trasporti altre persone oltre al conducente (2);

c) anni sedici per guidare: motoveicoli di cilindrata fino a 125 cc che non trasportino altre persone oltre al conducente; macchine agricole o loro complessi che non superino i limiti di sagoma e di peso stabiliti per i motoveicoli e che non superino la velocità di 40 km/h, la cui guida sia consentita con patente di categoria A, sempreché non trasportino altre persone oltre al conducente;

d) anni diciotto per guidare:

1) ciclomotori, motoveicoli; autovetture e autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose; autoveicoli per uso speciale, con o senza rimorchio; macchine agricole diverse da quelle indicate alla lettera c), ovvero che trasportino altre persone oltre al conducente; macchine operatrici (3);

2) autocarri, autoveicoli per trasporti specifici, autotreni, autoarticolati, adibiti al trasporto di cose la cui massa complessiva a pieno carico non superi 7,5 t (4);

3) i veicoli di cui al punto 2) la cui massa complessiva a pieno carico, compresa la massa dei rimorchi o dei semirimorchi, superi 7,5 t, purché munito di un certificato di abilitazione professionale rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (5);

e) anni ventuno per guidare: i veicoli di cui al punto 3) della lettera d), quando il conducente non sia munito del certificato di abilitazione professionale; motocarrozzette ed autovetture in servizio di piazza o di noleggio con conducente; autobus, autocarri, autotreni, autosnodati, adibiti al trasporto di persone, nonché i mezzi adibiti ai servizi di emergenza.

1-bis. Ai minori che hanno compiuto diciassette anni e che sono titolari di patente diguida è consentita, a fini di esercitazione, la guida di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t, con esclusione del traino di qualunque tipo di rimorchio, e comunque nel rispetto dei limiti di potenza specifica riferita alla tara di cui all'articolo 117, comma 2-bis, purchè accompagnati da un conducente titolare di patente di guida di categoria B o superiore da almeno dieci anni, previo rilascio di un'apposita autorizzazione da parte del competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, su istanza presentata al medesimo ufficio dal genitore o dal legale rappresentante del minore (8).

1-ter. Il minore autorizzato ai sensi del comma 1-bis può procedere alla guida accompagnato da uno dei soggetti indicati al medesimo comma solo dopo aver effettuato almeno dieci ore di corso pratico di guida, delle quali almeno quattro in autostrada o su strade extraurbane e due in condizione di visione notturna, presso un'autoscuola con istruttore abilitato e autorizzato (8).

1-quater. Nelle ipotesi di guida di cui al comma 1-bis, sul veicolo non può prendere posto, oltre al conducente, un'altra persona che non sia l'accompagnatore. Il veicolo adibito a tale guida deve essere munito di un apposito contrassegno recante le lettere alfabetiche "GA". Chiunque viola le disposizioni del presente comma è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 9 dell'articolo 122 (8).

1-quinquies. Nelle ipotesi di guida di cui al comma 1-bis si applicano le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 117 e, in caso di violazioni, la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 5 del medesimo articolo. L'accompagnatore è responsabile del pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie in solido con il genitore o con chi esercita l'autorità parentale o con il tutore del conducente minorenne autorizzato ai sensi del citato comma 1-bis (8).

1-sexies. Nelle ipotesi di guida di cui al comma 1-bis, se il minore autorizzato commette violazioni per le quali, ai sensi delle disposizioni del presente codice, sono previste le sanzioni amministrative accessorie di cui agli articoli 218 e 219, è sempre disposta la revoca dell'autorizzazione alla guida accompagnata. Per la revoca dell'autorizzazione si applicano le disposizioni dell'articolo 219, in quanto compatibili. Nell'ipotesi di cui al presente comma il minore non può conseguire di nuovo l'autorizzazione di cui al comma 1-bis (8).

1-septies. Nelle ipotesi di guida di cui al comma 1-bis, se il minore non ha a fianco l'accompagnatore indicato nell'autorizzazione, si applicano le sanzioni amministrative previste dall'articolo 122, comma 8, primo e secondo periodo. Si applicano altresì le disposizioni del comma 1-sexies del presente articolo (8).

2. Chi guida veicoli a motore non può aver superato:

a) anni sessantacinque per guidare autotreni ed autoarticolati la cui massa complessiva a pieno carico sia superiore a 20 t. Tale limite può essere elevato, anno per anno, fino a sessantotto anni qualora il conducente consegua uno specifico attestato sui requisiti fisici e psichici a seguito di visita medica specialistica annuale, con oneri a carico del richiedente, secondo le modalità stabilite nel regolamento (9);

b) anni sessanta per guidare autobus, autocarri, autotreni, autoarticolati, autosnodati, adibiti al trasporto di persone. Tale limite può essere elevato, anno per anno, fino a sessantotto anni qualora il conducente consegua uno specifico attestato sui requisiti fisici e psichici a seguito di visita medica specialistica annuale, con oneri a carico del richiedente, secondo le modalità stabilite nel regolamento (10).

2-bis. Fatto salvo quanto previsto dal comma 2, chi ha superato ottanta anni può continuare a condurre ciclomotori e veicoli per i quali è richiesta la patente delle categorie A, B, C ed E, qualora consegua uno specifico attestato rilasciato dalla commissione medica locale di cui al comma 4 dell'articolo 119, a seguito di visita medica specialistica biennale, con oneri a carico del richiedente, rivolta ad accertare la persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti (11).

3. Chiunque guida veicoli o conduce animali e non si trovi nelle condizioni richieste dal presente articolo è soggetto, salvo quanto disposto nei successivi commi, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00. Qualora trattasi di motoveicoli e autoveicoli di cui al comma 1, lettera e), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (6).

4. Il minore degli anni diciotto, munito di patente di categoria A, che guida motoveicoli di cilindrata superiore a 125 cc o che trasporta altre persone su motoveicoli di cilindrata non superiore a 125 cc è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 36 a Euro 148. La stessa sanzione si applica al conducente di ciclomotore che trasporti un passeggero senza aver compiuto gli anni diciotto (7).

5. Chiunque, avendo la materiale disponibilità di veicoli o di animali, ne affida o ne consente la condotta a persone che non si trovino nelle condizioni richieste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 se si tratta di veicolo o alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 se si tratta di animali (6).

6. Le violazioni alle disposizioni che precedono, quando commesse con veicoli a motore, importano la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per giorni trenta, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 56 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Lettera sostituita dall'articolo 5 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto.

(3) Numero modificato dall'articolo 5 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto.

(4) Vedi deroga di cui all'articolo 18 del D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286.

(5) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(6) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(7) Comma modificato dall'articolo 5 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 e con D.M. 29 dicembre 2006, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(8) Comma inserito dall'articolo 16, comma 1, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(9) Lettera modificata dall'articolo 16, comma 1, lettera b), punto 1), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(10) Lettera modificata dall'articolo 16, comma 1, lettera b), punto 2), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(11) Comma inserito dall'articolo 16, comma 1, lettera c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 116

Patente, certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e autoveicoli e certificato di idoneità alla guida di ciclomotori (1) (2).

1. Non si possono guidare autoveicoli e motoveicoli senza aver conseguito la patente di guida rilasciata dal competente ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri (3).

1-bis. Per guidare un ciclomotore il minore di età che abbia compiuto 14 anni deve conseguire il certificato di idoneità alla guida, rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, a seguito di specifico corso con prova finale, organizzato secondo le modalità di cui al comma 11-bis (4).

1-ter. A decorrere dal 1° ottobre 2005 l'obbligo di conseguire il certificato di idoneità alla guida di ciclomotori è esteso a coloro che compiano la maggiore età a partire dalla medesima data e che non siano titolari di patente di guida; coloro che, titolari di patente di guida, hanno avuto la patente sospesa per l'infrazione di cui all'articolo 142, comma 9, mantengono il diritto alla guida del ciclomotore; coloro che al 30 settembre 2005 abbiano compiuto la maggiore età conseguono il certificato di idoneità alla guida di ciclomotori, previa presentazione di domanda al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, corredata da certificazione medica che attesti il possesso dei requisiti fisici e psichici e dall'attestazione di frequenza ad un corso di formazione presso un'autoscuola, tenuto secondo le disposizioni del decreto di cui all'ultimo periodo del comma 11-bis (5).

1-quater. I requisiti fisici e psichici richiesti per la guida dei ciclomotori sono quelli prescritti per la patente di categoria A, ivi compresa quella speciale. Fino alla data del 30 settembre 2009, la certificazione potrà essere limitata all'esistenza di condizioni psicofisiche di principio non ostative all'uso del ciclomotore, eseguito dal medico di medicina generale (6).

1-quinquies. Non possono conseguire il certificato di idoneità alla guida di ciclomotori i conducenti già muniti di patente di guida; i titolari di certificato di idoneità alla guida di ciclomotori sono tenuti a restituirlo ad uno dei competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri all'atto del conseguimento di una patente (7).

2. Per sostenere gli esami di idoneità per la patente di guida occorre presentare apposita domanda al competente ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri ed essere in possesso dei requisiti fisici e psichici prescritti. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con decreti dirigenziali, stabilisce il procedimento per il rilascio, l'aggiornamento e il duplicato, attraverso il proprio sistema informatico, delle patenti di guida, dei certificati di idoneità alla guida e dei certificati di abilitazione professionale, con l'obiettivo della massima semplificazione amministrativa, anche con il coinvolgimento dei medici di cui all'articolo 119, dei comuni e delle autoscuole di cui all'articolo 123 e dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264 (8).

3. La patente di guida, conforme al modello comunitario, si distingue nelle seguenti categorie ed abilita alla guida dei veicoli indicati per le rispettive categorie:

A) Motoveicoli di massa complessiva sino a 1,3 t;

B) Motoveicoli, esclusi i motocicli, autoveicoli di massa complessiva non superiore a 3,5 t e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto, anche se trainanti un rimorchio leggero ovvero un rimorchio che non ecceda la massa a vuoto del veicolo trainante e non comporti una massa complessiva totale a pieno carico per i due veicoli superiore a 3,5 t;

C) Autoveicoli, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, anche se trainanti un rimorchio leggero, esclusi quelli per la cui guida è richiesta la patente della categoria D;

D) Autobus ed altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, anche se trainanti un rimorchio leggero;

E) Autoveicoli per la cui guida è richiesta la patente delle categorie B, C e D, per ciascuna delle quali il conducente sia abilitato, quando trainano un rimorchio che non rientra in quelli indicati per ciascuna delle precedenti categorie; autoarticolati destinati al trasporto di persone e autosnodati, purché il conducente sia abilitato alla guida di autoveicoli per i quali è richiesta la patente della categoria D; altri autoarticolati, purché il conducente sia abilitato alla guida degli autoveicoli per i quali è richiesta la patente della categoria C (9).

4. I rimorchi leggeri sono quelli di massa complessiva a pieno carico fino a 0,75 t.

5. I mutilati ed i minorati fisici, anche se affetti da più minorazioni, possono ottenere la patente speciale delle categorie A, B, C e D anche se alla guida di veicoli trainanti un rimorchio leggero. Le suddette patenti possono essere limitate alla guida di veicoli di particolari tipi e caratteristiche, nonché con determinate prescrizioni in relazione all'esito degli accertamenti di cui all'art. 119, comma 4. Le limitazioni devono essere riportate sulla patente e devono precisare quale protesi sia prescritta, ove ricorra, e/o quale tipo di adattamento sia richiesto sul veicolo. Essi non possono, guidare i veicoli in servizio di piazza o di noleggio con conducente per trasporto di persone o in servizio di linea, le autoambulanze, nonché i veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose. Fanno eccezione le autovetture, i tricicli ed i quadricicli in servizio di piazza o di noleggio con conducente per il trasporto di persone, qualora ricorrano le condizioni per il rilascio del certificato di abilitazione professionale ai conducenti muniti della patente di guida di categoria B, C e D speciale, di cui al comma 8-bis (10).

6. Possono essere abilitati alla guida di autoveicoli per i quali è richiesta la patente delle categorie C e D solo coloro che già lo siano per autoveicoli e motoveicoli per la cui guida è richiesta la patente della categoria B, rispettivamente da sei e da dodici mesi.

7. La validità della patente può essere estesa dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici ed esame integrativo, a categorie di veicoli diversi (11).

8. I titolari di patente di categoria A, B e C, per guidare tricicli, quadricicli ed autovetture in servizio di noleggio con conducente e taxi, i titolari di patente di categoria C e di patente di categoria E, correlata con patente di categoria C, di età inferiore agli anni ventuno per la guida di autoveicoli adibiti al trasporto di cose di cui all'art. 115, comma 1, lettera d), n. 3), i titolari di patente della categoria D e di patente di categoria E, correlata con patente di categoria D, per guidare autobus, autotreni ed autosnodati adibiti al trasporto di persone in servizio di linea o di noleggio con conducente o per trasporto di scolari, devono conseguire un certificato di abilitazione professionale rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri sulla base dei requisiti, delle modalità e dei programmi di esami stabiliti nel regolamento (12).

8-bis. Il certificato di cui al comma 8 può essere rilasciato a mutilati o a minorati fisici che siano in possesso di patente di categoria B, C e D speciale e siano stati riconosciuti idonei alla conduzione di taxi e di autovetture adibite a noleggio, con specifica certificazione rilasciata dalla commissione medica locale in base alle indicazioni fornite dal comitato tecnico, a norma dell'art. 119, comma 10 (13).

9. Nei casi previsti dagli accordi internazionali cui l'Italia abbia aderito, per la guida di veicoli adibiti a determinati trasporti professionali, i titolari di patente di guida valida per la prescritta categoria devono inoltre conseguire il relativo certificato di abilitazione, idoneità, capacità o formazione professionale, rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri Tali certificati non possono essere rilasciati ai mutilati e ai minorati fisici (14).

10. Nel regolamento, in relazione a quanto disposto al riguardo nella normativa internazionale, saranno stabiliti i tipi dei certificati professionali di cui al comma 9 nonché i requisiti, le modalità e i programmi d'esame per il loro conseguimento. Nello stesso regolamento saranno indicati il modello e le relative caratteristiche della patente di guida, anche ai fini di evitare rischi di falsificazione.

11. L'annotazione del trasferimento di residenza da uno ad un altro comune o il cambiamento di abitazione nell'ambito dello stesso comune, viene effettuata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti terrestri che trasmette per posta, alla nuova residenza del titolare della patente di guida, un tagliando di convalida da apporre sulla medesima patente di guida. A tal fine, i comuni devono trasmettere al suddetto ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri , per via telematica o su supporto magnetico secondo i tracciati record prescritti dal Dipartimento per i trasporti terrestri, notizia dell'avvenuto trasferimento di residenza, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica. Gli ufficiali di anagrafe che ricevono la comunicazione del trasferimento di residenza senza che sia stata ad essi dimostrata, previa consegna delle attestazioni, l'avvenuta effettuazione dei versamenti degli importi dovuti ai sensi della legge 1° dicembre 1986, n. 870, per la certificazione della variazione di residenza, ovvero senza che sia stato ad essi contestualmente dichiarato che il soggetto trasferito non è titolare di patente di guida, sono responsabili in solido dell'omesso pagamento (15).

11-bis. Gli aspiranti al conseguimento del certificato di cui al comma 1-bis possono frequentare appositi corsi organizzati dalle autoscuole. In tal caso, il rilascio del certificato è subordinato ad un esame [finale] svolto da un funzionario esaminatore del Dipartimento per i trasporti terrestri. I giovani che frequentano istituzioni statali e non statali di istruzione secondaria possono partecipare ai corsi organizzati gratuitamente all'interno della scuola, nell'ambito dell'autonomia scolastica. Ai fini dell'organizzazione dei corsi, le istituzioni scolastiche possono stipulare, anche sulla base di intese sottoscritte dalle province e dai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri, apposite convenzioni a titolo gratuito con comuni, autoscuole, istituzioni ed associazioni pubbliche e private impegnate in attività collegate alla circolazione stradale. I corsi sono tenuti prevalentemente da personale insegnante delle autoscuole. La prova di verifica dei corsi organizzati in ambito scolastico è espletata da un funzionario esaminatore del Dipartimento per i trasporti terrestri e dall'operatore responsabile della gestione dei corsi. Nell'ambito dei corsi di cui al primo e al terzo periodo è svolta una lezione teorica di almeno un'ora, volta all'acquisizione di elementari conoscenze sul funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza. Ai fini del conseguimento del certificato di cui al comma 1-bis, gli aspiranti che hanno superato l'esame di cui al secondo periodo o la prova di cui al sesto periodo sono tenuti a superare, previa idonea attività di formazione, una prova pratica di guida del ciclomotore. Ai fini della copertura dei costi di organizzazione dei corsi tenuti presso le istituzioni scolastiche, al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono assegnati i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie nella misura prevista dall'articolo 208, comma 2, lettera c). Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, stabilisce, con proprio decreto, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le direttive, le modalità, i programmi dei corsi e delle relative prove, sulla base della normativa comunitaria (16).

12. Chiunque, avendo la materiale disponibilità di un veicolo, lo affida o ne consenta la guida a persona che non abbia conseguito la patente di guida, il certificato di idoneità di cui ai commi 1-bis e 1-ter o il certificato di abilitazione professionale, se prescritto, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 (17).

13. Chiunque guida autoveicoli o motoveicoli senza aver conseguito la patente di guida è punito con l'ammenda da euro 2. 257 a euro 9. 032; la stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano senza patente perchè revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti previsti dal presente codice. Nell'ipotesi di reiterazione del reato nel biennio si applica altresì la pena dell'arresto fino ad un anno. Per le violazioni di cui al presente comma è competente il tribunale in composizione monocratica (18) (19) (20).

13-bis. I conducenti di cui ai commi 1-bis e 1-ter che, non muniti di patente, guidano ciclomotori senza aver conseguito il certificato di idoneità di cui al comma 11-bis sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 541,80 a euro 2. 168,25 (21).

14. Omissis (22).

15. Parimenti chiunque guida autoveicoli o motoveicoli essendo munito della patente di guida ma non del certificato di abilitazione professionale o della carta di qualificazione del conducente, quando prescritti, o di apposita dichiarazione sostitutiva, rilasciata dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, ove non sia stato possibile provvedere, nei dieci giorni successivi all'esame, alla predisposizione del certificato di abilitazione o alla carta di qualificazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (23).

16. Omissis (24).

17. Le violazioni delle disposizioni di cui ai commi 13-bis e 15 importano la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per giorni sessanta, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI (25).

18. Alle violazioni di cui al comma 13 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi, o in caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Quando non è possibile disporre il fermo amministrativo o la confisca del veicolo, si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida eventualmente posseduta per un periodo da tre a dodici mesi. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (26).

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 57 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Rubrica sostituita dall'articolo 6 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto.

(3) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) Comma aggiunto dall'articolo 6 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto. Vedi articolo 18, comma 2, del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9.

(5) Comma aggiunto dall’articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente sostituito dall’articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(6) Comma aggiunto dall'articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115 e successivamente modificato dall'articolo 22-bis, comma 1, del D.L. 31 dicembre 2007, n. 248 e dall'articolo 3, comma 49, della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(7) Comma aggiunto dall'articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(8) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 e successivamente modificato dall'articolo 6 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(9) Comma modificato dall'articolo 6 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto.

(10) Comma modificato dall'articolo 6 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto.

(11) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(12) Comma modificato dall'articolo 5 del D.L. 28 giugno 1995, n. 251 e successivamente dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata. Vedi inoltre l'articolo 17, comma 26, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

(13) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(14) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(15) Comma così sostituito dall'articolo 3 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575. L'obbligo di eseguire i versamenti di cui al presente comma è stati soppresso dall'articolo 17, comma 25, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(16) Comma aggiunto dall'articolo 6 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto. Per il programma dei corsi e le procedure d'esame vedi D.M. 30 giugno 2003. Da ultimo, il presente comma è stato modificato dall'articolo 17, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120. Vedi anche il comma 2 del medesimo articolo 17 della legge 120 del 2010.

(17) Comma modificato dall'articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115. ConD.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(18) Comma sostituito dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. ConD.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata, come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(19) Precedentemente la Corte costituzionale, con sentenza 10 gennaio 1997, n. 3, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui puniva con la sanzione penale, colui che, munito di patente di categoria B, C o D, guidava un veicolo per il quale era richiesta patente di categoria A.

(20) Comma sostituito dall'articolo 1 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(21) Comma aggiunto dall'articolo 6 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, modificato dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente dall'articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(22) Comma soppresso dall'articolo 6 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto.

(23) Comma modificato dall'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 , dal D.M. 24 dicembre 2002, D.M. 22 dicembre 2004 e successivamente sostituito dall'articolo 14 del D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286. Con D.M. 29 dicembre 2006, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(24) Comma abrogato dall'articolo 15 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575.

(25) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 e successivamente modificato dall'articolo 6 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto.

(26) Comma sostituito dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

 


GIURISPRUDENZA

 

Inosservanza delle misure di prevenzione

Integra il reato di cui all'art. 9, comma secondo, L. n. 1423 del 1956 la condotta di guida di ciclomotore, con patente sospesa, posta in essere dal soggetto sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P. S. Rigetta, App. Trani, 18 ottobre 2008. (Cassazione penale  sez. I 10 febbraio 2010 n. 9090).

 

Incauto affidamento di veicoli

L'art. 116, comma 12, C.d.s. si consuma con la presenza di due elementi: la materiale disponibilità del mezzo e l'incauto affidamento. Trattandosi di sanzione elevata direttamente ed esclusivamente nei confronti del ricorrente, spetta all'Organo accertatore l'onere della prova del fatto che il medesimo avesse affidato o consentito la guida a soggetto privo di patente, in ragione del fatto che l'art. 116, 12 comma, C.d.S. sanziona direttamente (e non in solido col conducente) il soggetto responsabile del c.d. "incauto affidamento", elemento questo che doveva essere provato dalla parte opposta, quanto meno in sede di ricorso giurisdizionale. A ciò si aggiunga che nel richiamato verbale il ricorrente è indicato sia come proprietario del mezzo che come trasgressore, omettendo ogni riferimento all'effettivo conducente. (Giudice di pace Bari sez. II 20 settembre 2010 n. 7058).

 

Conducente di veicoli patente di abilitazione alla guida: guida senza patente

Commette il reato di cui all'art. 116 comma 13 d.lgs 1992/285 colui che giuda un autocarro senza mai aver conseguito la patente di giuda. (Tribunale Napoli sez. IX 30 giugno 2010 n. 8859).


 

Art. 117

Limitazioni nella guida (1).

1. È consentita la guida dei motocicli ai titolari di patente A, rilasciata alle condizioni e con le limitazioni dettate dalle disposizioni comunitarie in materia di patenti (2).

2. Per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria B non è consentito il superamento della velocità di 100 km/h per le autostrade e di 90 km/h per le strade extraurbane principali (3).

2-bis. Ai titolari di patente di guida di categoria B, per il primo anno dal rilascio non è consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t. Nel caso di veicoli di categoria M1, ai fini di cui al precedente periodo si applica un ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kW. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano ai veicoli adibiti al servizio di persone invalide, autorizzate ai sensi dell’articolo 188 , purchè la persona invalida sia presente sul veicolo. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 120 del presente codice, alle persone destinatarie del divieto di cui all'articolo 75, comma 1, lettera a), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, il divieto di cui al presente comma ha effetto per i primi tre anni dal rilascio della patente di guida (4).

3. Nel regolamento saranno stabilite le modalità per l'indicazione sulla carta di circolazione dei limiti di cui ai commi 1, 2 e 2-bis. Analogamente sono stabilite norme per i veicoli in circolazione alla data di entrata in vigore del presente codice (5).

4. Le limitazioni alla guida e alla velocità sono automatiche e decorrono dalla data di superamento dell'esame di cui all'articolo 121 (6).

5. Il titolare di patente di guida italiana che nei primi tre anni dal conseguimento della patente [ e comunque prima di aver raggiunto l'età di venti anni, ] circola oltrepassando i limiti di guida e di velocità di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 148 a Euro 594. La violazione importa la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della validità della patente da due ad otto mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI (7) (8).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 58 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma così corretto in Gazz. Uff. , 9 febbraio 1993, n. 32 e successivamente sostituito dall'articolo 2 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(3) Comma sostituito dall'articolo 11 del D.L. 1° aprile 1995, n. 98.

(4) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e successivamente modificato dall'articolo 3, comma 52, lettera b), della legge 15 luglio 2009, n. 94. Vedi, anche, il comma 2 del medesimo articolo 2 del D.L. 117/2007 come modificato articolo 22, comma 1, del D.L. 31 dicembre 2007, n. 248. Da ultimo, il presente comma è stato modificato dall'articolo 18, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120. Vedi anche il comma 2 del medesimo articolo 18 della legge 120 del 2010

(5) Comma modificato dall'articolo 2 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(6) Comma modificato dall'articolo 11 del D.L. 1° aprile 1995, n. 98.

(7) Comma modificato dall'articolo 11 del D.L. 1° aprile 1995, n. 98 e dall'articolo 2 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(8) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004, con D.M. 29 dicembre 2006 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto. La sanzione prevista dal presente comma è esclusa dall'adeguamento previsto dal D.M. 17 dicembre 2008 , ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.

 

Art. 118

Patente e certificato di idoneità per la guida di filoveicoli (1).

1. Non si possono guidare filoveicoli senza avere conseguito la patente di guida per autoveicoli, il certificato di abilitazione professionale nel caso della guida di filoveicoli per trasporto di persone e un certificato di idoneità rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, su proposta della azienda interessata (2).

2. La categoria della patente di guida e il tipo di certificato di abilitazione professionale di cui devono essere muniti i conducenti di veicoli filoviari devono essere gli stessi di quelli prescritti per i corrispondenti autoveicoli.

3. Il certificato di idoneità si consegue mediante esame che deve essere preceduto da un periodo di esercitazioni nella condotta di un veicolo filoviario da effettuarsi con la assistenza di un guidatore già autorizzato e sotto il controllo di un funzionario tecnico della azienda che intende adibire il candidato alla funzione di guidatore di filobus.

4. Nel regolamento sono stabiliti i requisiti, le modalità ed i programmi di esame per il conseguimento del suddetto certificato di idoneità.

5. I candidati che hanno sostenuto gli esami con esito non favorevole possono ripresentarsi ad un successivo esame solo dopo che abbiano ripetuto il periodo di esercitazioni e siano trascorsi almeno trenta giorni.

6. L'ufficio competente rilascia ai candidati che hanno superato gli esami un certificato di idoneità alle funzioni di guidatore di filobus, che è valido solo se accompagnato dalla patente per autoveicoli di cui al comma 2 e dal certificato di abilitazione professionale, qualora prescritto. Il certificato di idoneità abilita a condurre le vetture filoviarie presso qualsiasi azienda.

7. La validità nel tempo del certificato di idoneità è la stessa della patente di guida in possesso dell'interessato ai sensi del comma 2. Quando la patente viene confermata di validità a norma dell'art. 126, l'ufficio competente provvede ad analoga conferma per anni cinque del certificato di idoneità. Se la validità della patente non viene confermata, il certificato di idoneità deve essere ritirato a cura dell'ufficio che lo ha rilasciato.

8. I competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri possono disporre che siano sottoposti a visita medica o ad esame di idoneità i titolari del certificato di idoneità alla guida di vetture filoviarie quando sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti fisici o psichici prescritti o della idoneità (2).

9. Le disposizioni relative alla sospensione e alla revoca della patente di guida di cui agli articoli 129 e 130 si applicano anche ai certificati di idoneità alla guida dei filoveicoli per fatti derivanti dalla guida degli stessi.

10. Avverso i provvedimenti di sospensione o revoca del certificato di idoneità alla guida di filoveicoli è ammesso ricorso al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (3).

11. Chiunque, avendo la materiale disponibilità di un filoveicolo, ne affida o ne consente la guida a persone che non siano munite della patente di guida per autoveicoli, del certificato di abilitazione professionale, quando richiesto, o del certificato di idoneità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (4).

12. Chiunque guida filoveicoli senza essere munito della patente di guida e del certificato di abilitazione professionale, quando richiesto, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (4).

13. Chiunque, munito di patente di guida, guida filoveicoli senza essere munito del certificato di idoneità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (4).

14. Alle violazioni suddette consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per sei mesi, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 59 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) ConD.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 119

Requisiti fisici e psichici per il conseguimento della patente di guida (1).

1. Non può ottenere la patente di guida o l'autorizzazione ad esercitarsi alla guida di cui all'art. 122, comma 2, chi sia affetto da malattia fisica o psichica, deficienza organica o minorazione psichica, anatomica o funzionale tale da impedire di condurre con sicurezza veicoli a motore.

2. L'accertamento dei requisiti fisici e psichici, tranne per i casi stabiliti nel comma 4, è effettuato dall'ufficio della unità sanitaria locale territorialmente competente, cui sono attribuite funzioni in materia medico-legale. L'accertamento suindicato può essere effettuato altresì da un medico responsabile dei servizi di base del distretto sanitario ovvero da un medico appartenente al ruolo dei medici del Ministero della salute, o da un ispettore medico delle Ferrovie dello Stato o da un medico militare in servizio permanente effettivo o in quiescenza o da un medico del ruolo professionale dei sanitari della Polizia di Stato o da un medico del ruolo sanitario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco o da un ispettore medico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L'accertamento può essere effettuato dai medici di cui al periodo precedente, anche dopo aver cessato di appartenere alle amministrazioni e ai corpi ivi indicati, purchè abbiano svolto l'attività di accertamento negli ultimi dieci anni o abbiano fatto parte delle commissioni di cui al comma 4 per almeno cinque anni. In tutti i casi tale accertamento deve essere effettuato nei gabinetti medici. (2) (10).

2-bis. L'accertamento dei requisiti psichici e fisici nei confronti dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti di categoria A, B, BE e sottocategorie, è effettuato dai medici specialisti nell'area della diabetologia e malattie del ricambio dell'unità sanitaria locale che indicheranno l'eventuale scadenza entro la quale effettuare il successivo controllo medico cui è subordinata la conferma o la revisione della patente di guida (3).

2-ter. Ai fini dell'accertamento dei requisiti psichici e fisici per il primo rilascio della patente di guida di qualunque categoria, ovvero di certificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB, l'interessato deve esibire apposita certificazione da cui risulti il non abuso di sostanze alcoliche e il non uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, rilasciata sulla base di accertamenti clinicotossicologici le cui modalità sono individuate con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con il medesimo provvedimento sono altresì individuate le strutture competenti ad effettuare gli accertamenti prodromici alla predetta certificazione ed al rilascio della stessa. La predetta certificazione deve essere esibita dai soggetti di cui all'articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), e dai titolari del certificato CFP o patentino filoviario, in occasione della revisione o della conferma di validità delle patenti possedute, nonchè da coloro che siano titolari di certificato professionale di tipo KA o KB, quando il rinnovo di tale certificato non coincida con quello della patente. Le relative spese sono a carico del richiedente (11).

3. L'accertamento di cui ai commi 2 e 2-ter deve risultare da certificazione di data non anteriore a tre mesi dalla presentazione della domanda per sostenere l'esame di guida. La certificazione deve tener conto dei precedenti morbosi del richiedente dichiarati da un certificato medico rilasciato da un medico di fiducia (4).

4. L'accertamento dei requisiti fisici e psichici è effettuato da commissioni mediche locali costituite in ogni provincia presso le unità sanitarie locali del capoluogo di provincia, nei riguardi:

a) dei mutilati e minorati fisici. Nel caso in cui il giudizio di idoneità non possa essere formulato in base ai soli accertamenti clinici si dovrà procedere ad una prova pratica di guida su veicolo adattato in relazione alle particolari esigenze;

b) di coloro che abbiano superato i sessantacinque anni di età ed abbiano titolo a guidare autocarri di massa complessiva, a pieno carico, superiore a 3,5 t, autotreni ed autoarticolati, adibiti al trasporto di cose, la cui massa complessiva, a pieno carico, non sia superiore a 20 t, macchine operatrici;

c) di coloro per i quali è fatta richiesta dal prefetto o dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri (5);

d) di coloro nei confronti dei quali l'esito degli accertamenti clinici, strumentali e di laboratorio faccia sorgere al medico di cui al comma 2 dubbi circa l'idoneità e la sicurezza della guida;

d-bis) dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti C, D, CE, DE e sottocategorie. In tal caso la commissione medica è integrata da un medico specialista diabetologo, sia ai fini degli accertamenti relativi alla specifica patologia sia ai fini dell'espressione del giudizio finale (6).

5. Le commissioni di cui al comma 4 comunicano il giudizio di temporanea o permanente inidoneità alla guida al competente ufficio della motorizzazione civile che adotta il provvedimento di sospensione o revoca della patente di guida ai sensi degli articoli 129 e 130 del presente codice. Le commissioni comunicano altresì all'ufficio della motorizzazione civile eventuali riduzioni della validità della patente, anche con riferimento ai veicoli che la stessa abilita a guidare ovvero ad eventuali adattamenti, ai fini del rilascio del duplicato che tenga conto del nuovo termine di validità ovvero delle diverse prescrizioni delle commissioni mediche locali. I provvedimenti di sospensione o di revoca ovvero la riduzione del termine di validità della patente o i diversi provvedimenti, che incidono sulla categoria di veicolo alla cui guida la patente abilita o che prescrivono eventuali adattamenti, possono essere modificati dai suddetti uffici della motorizzazione civile in autotutela, qualora l'interessato produca, a sua richiesta e a sue spese, una nuova certificazione medica rilasciata dagli organi sanitari periferici della società Rete Ferroviaria Italiana Spa dalla quale emerga una diversa valutazione. È onere dell'interessato produrre la nuova certificazione medica entro i termini utili alla eventuale proposizione del ricorso giurisdizionale al tribunale amministrativo regionale competente ovvero del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. La produzione del certificato oltre tali termini comporta decadenza dalla possibilità di esperire tali ricorsi (7).

6. I provvedimenti di sospensione e revoca della patente di guida emanati dagli uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri a norma dell'articolo 129 , comma 2, e dell'articolo 130 , comma 1, nei casi in cui sia accertato il difetto con carattere temporaneo o permanente dei requisiti fisici e psichici prescritti, sono atti definitivi. (8).

7. Per esprimersi sui ricorsi inoltrati dai richiedenti di cui al comma 4, lettera a), il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti si avvale della collaborazione di medici appartenenti ai servizi territoriali della riabilitazione (2).

8. Nel regolamento di esecuzione sono stabiliti:

a) i requisiti fisici e psichici per conseguire e confermare le patenti di guida;

b) le modalità di rilascio ed i modelli dei certificati medici;

c) la composizione e le modalità di funzionamento delle commissioni mediche di cui al comma 4, delle quali dovrà far parte un medico appartenente ai servizi territoriali della riabilitazione, qualora vengano sottoposti a visita aspiranti conducenti di cui alla lettera a) del citato comma 4. In questa ipotesi, dovrà farne parte un ingegnere del ruolo del Dipartimento per i trasporti terrestri. Qualora siano sottoposti a visita aspiranti conducenti che manifestano comportamenti o sintomi associabili a patologie alcolcorrelate, le commissioni mediche sono integrate con la presenza di un medico dei servizi per lo svolgimento delle attività di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale dei soggetti con problemi e patologie alcolcorrelati. Può intervenire, ove richiesto dall'interessato, un medico di sua fiducia (5) (9);

d) i tipi e le caratteristiche dei veicoli che possono essere guidati con le patenti speciali di categorie A, B, C e D.

9. I medici di cui al comma 2 o, nei casi previsti, le commissioni mediche di cui al comma 4, possono richiedere, qualora lo ritengano opportuno, che l'accertamento dei requisiti fisici e psichici sia integrato da specifica valutazione psico-diagnostica effettuata da psicologi abilitati all'esercizio della professione ed iscritti all'albo professionale.

10. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, è istituito un apposito comitato tecnico che ha il compito di fornire alle Commissioni mediche locali informazioni sul progresso tecnico-scientifico che ha riflessi sulla guida dei veicoli a motore da parte dei mutilati e minorati fisici (2).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 60 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360. Vedi D.M. 27 dicembre 1994.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Comma aggiunto dall'articolo 32 della legge 7 dicembre 1999, n. 472 e così modificato dall'articolo 3 della legge 22 marzo 2001, n. 85.

(4) Comma così modificato dall'articolo 15 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 e successivamente dall'articolo 23, comma 1, lettera d), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(5) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(6) Lettera aggiunta dall'articolo 32 della legge 7 dicembre 1999, n. 472.

(7) Comma sostituito dall'articolo 8 della legge 28 novembre 2005, n. 246 e successivamente dall'articolo 23, comma 1, lettera e), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(8) Comma sostituito dall'articolo 4 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 e successivamente dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, con effetto a decorrere dalla data prevista dall'articolo 7 del medesimo decreto.

(9) Lettera così modificata dall'articolo 6 della legge 30 marzo 2001, n. 125.

(10) Comma modificato dall'articolo 23, comma 1, lettera a) e b), della Legge 29 luglio 2010, n. 120. Per la disciplina delle modalità di trasmissione della certificazione medica rilasciata dai medici di cui al presente comma vedi articolo 23, comma 3, della Legge 29 luglio 2010, n. 120

(11) Comma inserito dall'articolo 23, comma 1, lettera c), della Legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 23, comma 4, della Legge 120/2010, le disposizioni del primo e terzo periodo di cui al presente comma si applicano, rispettivamente, decorsi dodici mesi e sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al medesimo comma 2-ter.

 


GIURISPRUDENZA

 

Conducente di veicoli: patente di abilitazione alla guida

Il giudizio delle commissioni mediche locali volto all'accertamento dei requisiti fisici e psichici necessari per la conduzione dei veicoli a motore, di cui all'art. 119, d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, si fonda su nozioni scientifiche e su dati di esperienza di carattere tecnico-discrezionale che, in quanto tali, sono sottratti al sindacato di legittimità del Giudice amministrativo, salvi i casi in cui si ravvisi irragionevolezza manifesta o palese travisamento dei fatti ovvero quando non sia stata presa in considerazione la sussistenza di circostanze di fatto tali da poter incidere sulla valutazione medica finale. (T.A.R. Lecce Puglia sez. I 07 luglio 2010 n. 1667).

La circostanza che l'Amministrazione abbia deciso di avvalersi della società Postel per la comunicazione ai contravventori delle decurtazioni di punteggio non incide sull'obbligo di comunicazione posto a carico dell'Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida dal d.lg. n. 285 del 1992. Ne deriva che comunque grava sull'Amministrazione l'onere di provare, a fronte di una specifica contestazione, l'avvenuta comunicazione agli interessati delle singole variazioni di punteggio e tale onere non è modificato dall'esistenza di rapporti negoziali tra l'Amministrazione e la società Postel in ordine alle modalità di effettuazione delle comunicazioni. (T.A.R. Milano Lombardia sez. III 07 maggio 2010 n. 1372).

L'art. 119 del Nuovo codice della strada, approvato con il d.lg. n. 285 del 1992, stabilisce, al comma 1, che la patente di guida non può essere rilasciata "a chi sia affetto da malattia fisica o psichica, deficienza organica o minorazione psichica, anatomica o funzionale tale da impedire di condurre con sicurezza veicoli a motore". A tal fine, la disposizione citata affida alle commissioni Mediche Locali l'accertamento dei requisiti fisici e psichici necessari per la conduzione dei veicoli a motore e, in caso di giudizio negativo, prevede la facoltà per l'interessato, proponendo ricorso gerarchico, di essere sottoposto a nuova visita presso una Commissione costituita a livello centrale. (T.A.R. Firenze Toscana sez. II 05 febbraio 2010 n. 188).

Le determinazioni dell'Amministrazione di sottoporre a revisione di idoneità fisica o capacità tecnica il titolare di patente si fondano su un giudizio prognostico, tipicamente discrezionale, il quale presuppone l'insorgenza, in capo alla stessa Amministrazione, di dubbi circa il possesso dei requisiti psicofisici, richiesti dall'art. 119, d.lg. 30 aprile 1992 n. 285; peraltro, anche se fondati su un giudizio prognostico, tipicamente discrezionale, i dubbi circa il possesso dei requisiti psicofisici o della capacità tecnica non possono avere carattere soggettivo, ma devono trovare fondamento in specifici fatti o comportamenti del soggetto ed esternazione in una puntuale ed esauriente motivazione. (T.A.R. Lecce Puglia sez. I 12 gennaio 2010 n. 99).


 

Art. 120

Requisiti morali per ottenere il rilascio dei titoli abilitativi di cui all'articolo 116 (1) (2)

1. Non possono conseguire la patente di guida, il certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e il certificato di idoneità alla guida di ciclomotori i delinquenti abituali, professionali o per tendenza e coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personali o alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ad eccezione di quella di cui all'articolo 2, e dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, le persone condannate per i reati di cui agli articoli 73 e 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, fatti salvi gli effetti di provvedimenti riabilitativi, nonchè i soggetti destinatari dei divieti di cui agli articoli 75, comma 1, lettera a), e 75-bis, comma 1, lettera f, del medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 per tutta la durata dei predetti divieti. Non possono di nuovo conseguire la patente di guida le persone a cui sia applicata per la seconda volta, con sentenza di condanna per il reato di cui al terzo periodo del comma 2 dell'articolo 222, la revoca della patente ai sensi del quarto periodo del medesimo comma (3).

2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 75, comma 1, lettera a), del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, se le condizioni soggettive indicate al primo periodo del comma 1 del presente articolo intervengono in data successiva al rilascio, il prefetto provvede alla revoca della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori. La revoca non può essere disposta se sono trascorsi più di tre anni dalla data di applicazione delle misure di prevenzione, o di quella del passaggio in giudicato della sentenza di condanna per i reati indicati al primo periodo del medesimo comma 1 (4).

3. La persona destinataria del provvedimento di revoca di cui al comma 2 non può conseguire una nuova patente di guida prima che siano trascorsi almeno tre anni.

4. Avverso i provvedimenti di diniego di cui al comma 1 e i provvedimenti di cui al comma 2 è ammesso il ricorso al Ministro dell'interno il quale decide, entro sessanta giorni, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

5. Con decreto del Ministro dell'interno e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite le modalità necessarie per l'adeguamento del collegamento telematico tra il sistema informativo del Dipartimento per i trasporti terrestri e il trasporto intermodale e quello del Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, in modo da consentire la trasmissione delle informazioni necessarie ad impedire il rilascio dei titoli abilitativi di cui al comma 1 e l'acquisizione dei dati relativi alla revoca dei suddetti titoli intervenuta ai sensi del comma 2.

6. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, in violazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 3, provvede al rilascio dei titoli abilitativi di cui all'articolo 116 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1. 000 a euro 3. 000.

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 5 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 e successivamente sostituito dall'articolo 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(2) Vedi Corte costituzionale, sentenza 21 ottobre 1998, n. 354, Corte costituzionale sentenza 18 ottobre 2000, n. 427, Corte costituzionale, sentenza 17 luglio 2001, n. 251, Corte costituzionale sentenza 15 luglio 2003, n. 239.

(3) Comma modificato dall'articolo 19, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(4) Comma modificato dall'articolo 19, comma 2, lettere a) e b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Conducente di veicoli patente di abilitazione alla guida sospensione e revoca

È irrilevante la questione di legittimità costituzionale sollevata con riferimento all'art. 120 del Codice della Strada, per contrasto con gli artt. 3, 4 e 76 Cost., nella parte in cui dispone la revoca della patente di guida per coloro che sono stati sottoposti ad una misura di sicurezza, per il fatto che essa censura una parte della disposizione che è già stata oggetto di intervento da parte della Corte costituzionale, e quindi non più in vigore e non applicabile nella controversia; in secondo luogo, perché la parte censurata della norma non sarebbe stata comunque applicabile al caso concreto, posto che la revoca della patente è intervenuta nel periodo di vigenza della misura della libertà vigilata. (T.A.R. Milano Lombardia sez. III 01 luglio 2010 n. 2696).

Con riferimento specifico al rilascio della patente di guida e alla revoca della stessa, l'esame degli artt. 120 e 130, d.lg. n. 285 del 1992 non consente di ritenere esistente, in capo all'autorità amministrativa, un potere discrezionale di valutazione dei requisiti morali necessari per il rilascio della patente, dovendosi aver riguardo all'esistenza di misure di prevenzione personali in corso di applicazione o di una condanna ad una pena detentiva non inferiore a tre anni che, in definitiva, presuppongono il previo vaglio dell'autorità giudiziaria e, in quest'ultimo caso, solo quando l'utilizzazione della patente possa consentire la commissione di reati della stessa natura. (T.A.R. Napoli Campania sez. V 04 febbraio 2010 n. 570).

 

Eccesso di potere in genere

Il provvedimento di revoca della patente, disposto ai sensi dell'art. 120 del d.lg. n. 285 del 1992, è atto dovuto a contenuto vincolato, per cui nel caso in cui l'attività amministrativa è predeterminata dalla legge e sia quindi sottratta a qualsiasi valutazione comparativa e discrezionale, il potere attribuito all'Amministrazione è vinolato sia nell'an che nel quid e pertanto risulta inconfigurabile, nei confronti dell'atto di revoca, il vizio di eccesso di potere. (T.A.R. Roma Lazio sez. I 09 agosto 2010 n. 30436).


 

Art. 121

Esame di idoneità (1).

1. L'idoneità tecnica necessaria per il rilascio della patente di guida si consegue superando una prova di verifica delle capacità e dei comportamenti ed una prova di controllo delle cognizioni.

2. Gli esami di cui al comma 1 sono effettuati secondo direttive, modalità e programmi stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sulla base delle direttive della Comunità europea e con il ricorso a sussidi audiovisivi, questionari d'esame e quant'altro necessario per una uniforme formulazione del giudizio (2).

3. Gli esami per la patente di guida, per i certificati professionali di cui all'art. 116 e per l'idoneità degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole di cui all'art. 123 sono effettuati da dipendenti del Dipartimento per i trasporti terrestri (3).

4. Nel regolamento sono determinati i profili professionali dei dipendenti del Dipartimento per i trasporti terrestri che danno titolo all'effettuazione degli esami di cui al comma 3 (3).

5. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono determinate le norme e modalità di effettuazione dei corsi di qualificazione e degli esami per l'abilitazione del personale di cui al comma 4 (2).

6. L'esame di coloro che hanno frequentato una autoscuola può svolgersi presso la stessa se dotata di locali riconosciuti dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, idonei allo scopo o presso centri di istruzione da questa formati e legalmente costituiti (3).

7. Le prove d'esame sono pubbliche.

8. La prova pratica di guida non può essere sostenuta prima che sia trascorso un mese dalla data del rilascio dell'autorizzazione per esercitarsi alla guida, ai sensi del comma 1 dell'articolo 122 (5).

9. A partire dal 1° gennaio 1995, la prova pratica di guida, con esclusione di quella per il conseguimento di patente di categoria A, va in ogni caso effettuata su veicoli muniti di doppi comandi.

10. Tra una prova d'esame sostenuta con esito sfavorevole ed una successiva prova deve trascorrere almeno un mese.

11. Gli esami possono essere sostenuti, previa prenotazione da inoltrarsi non oltre il quinto giorno precedente la data della prova, entro il termine di validità dell'autorizzazione per l'esercitazione di guida. Nel limite di detta validità è consentito ripetere, per una volta soltanto, la prova pratica di guida (4) (6).

12. Contestualmente al superamento con esito favorevole dell'esame di guida, il competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri rilascia la patente di guida a chi ne ha fatto richiesta ai sensi dell'art. 116 (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 61 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) Comma così sostituito dall'articolo 6 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575.

(5) Comma sostituito dall'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(6) Comma modificato dall'articolo 20, comma 1, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 122

Esercitazioni di guida.

1. A chi ha fatto domanda per sostenere l'esame per la patente di guida ovvero per l'estensione di validità della patente ad altre categorie di veicoli ed è in possesso dei requisiti fisici e psichici prescritti è rilasciata un'autorizzazione per esercitarsi alla guida, previo superamento della prova di controllo delle cognizioni di cui al comma 1 dell'articolo 121, che deve avvenire entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda per il conseguimento della patente. Entro il termine di cui al periodo precedente non sono consentite più di due prove (1).

2. L'autorizzazione consente all'aspirante di esercitarsi su veicoli delle categorie per le quali è stata richiesta la patente o l'estensione di validità della medesima, purché al suo fianco si trovi, in funzione di istruttore, persona di età non superiore a sessantacinque anni, munita di patente valida per la stessa categoria, conseguita da almeno dieci anni, ovvero valida per la categoria superiore; l'istruttore deve, a tutti gli effetti, vigilare sulla marcia del veicolo, intervenendo tempestivamente ed efficacemente in caso di necessità. Se il veicolo non è munito di doppi comandi a pedale almeno per il freno di servizio e per l'innesto a frizione, l'istruttore non può avere età superiore a sessanta anni.

3. Agli aspiranti autorizzati ad esercitarsi per conseguire la patente di categoria A non si applicano le norme di cui al comma 2 ma quelle di cui al comma 5.

4. Gli autoveicoli per le esercitazioni e gli esami di guida devono essere muniti di appositi contrassegni recanti la lettera alfabetica "P". Tale contrassegno è sostituito per i veicoli delle autoscuole con la scritta "scuola guida". Le caratteristiche di tali contrassegni e le modalità di applicazione saranno determinate nel regolamento.

5. Le esercitazioni su veicoli nei quali non possa prendere posto, oltre al conducente, altra persona in funzione di istruttore sono consentite in luoghi poco frequentati.

5-bis. L'aspirante al conseguimento della patente di guida di categoria B deve effettuare esercitazioni in autostrada o su strade extraurbane e in condizione di visione notturna presso un'autoscuola con istruttore abilitato e autorizzato. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite la disciplina e le modalità di svolgimento delle esercitazioni di cui al presente comma (5).

6. L'autorizzazione è valida per sei mesi.

7. Chiunque guida senza l'autorizzazione per l'esercitazione, ma avendo a fianco, in funzione di istruttore, persona provvista di patente di guida ai sensi del comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00. La stessa sanzione si applica alla persona che funge da istruttore (2).

8. Chiunque, autorizzato per l'esercitazione, guida senza avere a fianco, in funzione di istruttore, persona provvista di patente valida ai sensi del comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00. Alla violazione consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per tre mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. Alla violazione di cui al comma 5 consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (3).

9. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (4).

 

(1) Comma modificato dall'articolo 20, comma 2, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Vedi anche il comma 3 del medesimo articolo 20 della legge 120 del 2010

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma inserito dall'articolo 20, comma 2, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 123

Autoscuole.

1. Le scuole per l'educazione stradale, l'istruzione e la formazione dei conducenti sono denominate autoscuole.

2. Le autoscuole sono soggette a vigilanza amministrativa e tecnica da parte delle province, alle quali compete inoltre l'applicazione delle sanzioni di cui al comma 11-bis (1) (2).

3. I compiti delle province in materia di "dichiarazioni di inizio attività" e di vigilanza amministrativa sulle autoscuole sono svolti sulla base di apposite direttive emanate dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , nel rispetto dei princìpi legislativi ed in modo uniforme per la vigilanza tecnica sull'insegnamento [ e per la limitazione numerica delle autoscuole in relazione alla popolazione, all'indice della motorizzazione e alla estensione del territorio] (3)(4).

4. Le persone fisiche o giuridiche, le società, gli enti possono presentare l'apposita dichiarazione di inizio attività. Il titolare deve avere la proprietà e gestione diretta, personale, esclusiva e permanente dell'esercizio, nonchè la gestione diretta dei beni patrimoniali dell'autoscuola, rispondendo del suo regolare funzionamento nei confronti del concedente; nel caso di apertura di ulteriori sedi per l'esercizio dell'attività di autoscuola, per ciascuna deve essere dimostrato il possesso di tutti i requisiti prescritti, ad eccezione della capacità finanziaria che deve essere dimostrata per una sola sede, e deve essere preposto un responsabile didattico, in organico quale dipendente o collaboratore familiare ovvero anche, nel caso di società di persone o di capitali, quale rispettivamente socio o amministratore, che sia in possesso dei requisiti di cui al comma 5, ad eccezione della capacità finanziaria. [ Nel caso di società od enti l'autorizzazione può essere rilasciata a persona delegata dal legale rappresentante della società od ente secondo quanto previsto dal regolamento. ] (5).

5. La dichiarazione può essere presentata da chi abbia compiuto gli anni ventuno, risulti di buona condotta e sia in possesso di adeguata capacità finanziaria, di diploma di istruzione di secondo grado e di abilitazione quale insegnante di teoria e istruttore di guida con almeno un'esperienza biennale, maturata negli ultimi cinque anni. Per le persone giuridiche i requisiti richiesti dal presente comma, ad eccezione della capacità finanziaria che deve essere posseduta dalla persona giuridica, sono richiesti al legale rappresentante [ o, nel caso di società od enti, alla persona da questi delegata ] (6).

6. La dichiarazione non può essere presentata da chi delinquenti abituali, professionali o per tendenza e da coloro che sono sottoposti a misure amministrative di sicurezza personali o alle misure di prevenzione previste dall'art. 120, comma 1 (7).

7. L'autoscuola deve svolgere l'attività di formazione dei conducenti per il conseguimento di patente di qualsiasi categoria, possedere un'adeguata attrezzatura tecnica e didattica e disporre di insegnanti ed istruttori riconosciuti idonei dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che rilascia specifico attestato di qualifica professionale. Qualora più scuole autorizzate si consorzino e costituiscano un centro di istruzione automobilistica, riconosciuto dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri secondo criteri uniformi fissati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, le medesime autoscuole possono demandare, integralmente o parzialmente, al centro di istruzione automobilistica la formazione dei conducenti per il conseguimento delle patenti di categoria A, BS, BE, C, D, CE e DE e dei documenti di abilitazione e di qualificazione professionale. In caso di applicazione del periodo precedente, le dotazioni complessive, in personale e in attrezzature, delle singole autoscuole consorziate possono essere adeguatamente ridotte (1) (3) (16).

7-bis. In ogni caso l'attività non può essere iniziata prima della verifica del possesso dei requisiti prescritti. La verifica di cui al presente comma è ripetuta successivamente ad intervalli di tempo non superiori a tre anni (17).

8. L'attività dell'autoscuola è sospesa per un periodo da uno a tre mesi quando (8):

a) l'attività dell'autoscuola non si svolga regolarmente;

b) il titolare non provveda alla sostituzione degli insegnanti o degli istruttori che non siano più ritenuti idonei dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (1);

c) il titolare non ottemperi alle disposizioni date dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri ai fini del regolare funzionamento dell'autoscuola (1).

9. L'esercizio dell'autoscuola è revocato quando (8):

a) siano venuti meno la capacità finanziaria e i requisiti morali del titolare;

b) venga meno l'attrezzatura tecnica e didattica dell'autoscuola;

c) siano stati adottati più di due provvedimenti di sospensione in un quinquennio.

9-bis. In caso di revoca per sopravvenuta carenza dei requisiti morali del titolare, a quest'ultimo è parimenti revocata l'idoneità tecnica. L'interessato potrà conseguire una nuova idoneità trascorsi cinque anni dalla revoca o a seguito di intervenuta riabilitazione (9).

10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce, con propri decreti: i requisiti minimi di capacità finanziaria; i requisiti di idoneità, i corsi di formazione iniziale e periodica, con i relativi programmi, degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole per conducenti; le modalità di svolgimento delle verifiche di cui al comma 7-bis; i criteri per l'accreditamento da parte delle regioni e delle province autonome dei soggetti di cui al comma 10-bis, lettera b);le prescrizioni sui locali e sull'arredamento didattico, anche al fine di consentire l'eventuale svolgimento degli esami, nonché la durata dei corsi; i programmi di esame per l'accertamento della idoneità tecnica degli insegnanti e degli istruttori, cui si accede dopo la citata formazione iniziale; i programmi di esame per il conseguimento della patente di guida (3) (10).

10-bis. I corsi di formazione degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole, di cui al comma 10, sono organizzati:

a) dalle autoscuole che svolgono l'attività di formazione dei conducenti per il conseguimento di qualsiasi categoria di patente ovvero dai centri di istruzione automobilistica riconosciuti per la formazione integrale;

b) da soggetti accreditati dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base della disciplina quadro di settore definita con l'intesa stipulata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano il 20 marzo 2008, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2009, nonchè dei criteri specifici dettati con il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di cui al comma 10 (18).

11. Chiunque gestisce un'autoscuola senza la dichiarazione di inizio attività o i requisiti prescritti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10. 000 a euro 15. 000. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria dell'immediata chiusura dell'autoscuola e di cessazione della relativa attività, ordinata dal competente ufficio secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (11) (12) (15).

11-bis. L'istruzione o la formazione dei conducenti impartita in forma professionale o, comunque, a fine di lucro al di fuori di quanto disciplinato dal presente articolo costituisce esercizio abusivo dell'attività di autoscuola. Chiunque esercita o concorre ad esercitare abusivamente l'attività di autoscuola è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10. 000 a curo 15. 000. Si applica inoltre il disposto del comma 9-bis del presente articolo (13) (15).

11-ter. Lo svolgimento dei corsi di formazione di insegnanti e di istruttori di cui al comma 10 è sospeso dalla regione territorialmente competente o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, in relazione alla sede del soggetto che svolge i corsi:

a) per un periodo da uno a tre mesi, quando il corso non si tiene regolarmente;

b) per un periodo da tre a sei mesi, quando il corso si tiene in carenza dei requisiti relativi all'idoneità dei docenti, alle attrezzature tecniche e al materiale didattico;

c) per un ulteriore periodo da sei a dodici mesi nel caso di reiterazione, nel triennio, delle ipotesi di cui alle lettere a) e b) (19).

11-quater. La regione territorialmente competente o le province autonome di Trento e di Bolzano dispongono l'inibizione alla prosecuzione dell'attività per i soggetti a carico dei quali, nei due anni successivi all'adozione di un provvedimento di sospensione ai sensi della lettera c) del comma 11-ter, è adottato un ulteriore provvedimento di sospensione ai sensi delle lettere a) e b) del medesimo comma (19).

12. Chiunque insegna teoria nelle autoscuole o istruisce alla guida su veicoli delle autoscuole, senza essere a ciò abilitato ed autorizzato, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (11).

13. Nel regolamento saranno stabilite le modalità per la dichiarazione di inizio attività, fermo restando quanto previsto dal comma 7-bis. Con lo stesso regolamento saranno dettate norme per lo svolgimento, da parte degli enti pubblici non economici, dell'attività di consulenza, secondo la L. 8 agosto 1991, n. 264 (14).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(2) Comma sostituito dall’articolo 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7 e successivamente modificato dall'articolo 20, comma 5, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Comma modificato dall'articolo 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(5) Comma inizialmente modificato dall'articolo 10, commi 5-bis e 5-ter, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7 e successivamente dall'articolo 20, comma 5, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(6) Comma inizialmente modificato dall'articolo 10, commi 5-bis, 5-quater e 5-quinquies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7e successivamente dall'articolo 20, comma 5, lettera c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) Comma modificato dall'articolo 10, comma 5-bis, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(8) Alinea modificato dall'articolo 10, commi 5-sexies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(9) Comma inserito dall'articolo 10, commi 5-sexies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(10) Vedi il D.M. 17 maggio 1995, n. 317. Comma modificato dall'articolo 10, comma 5-septies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7 e successivamente dall'articolo 20, comma 5, lettera f), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(11) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(12) Comma modificato dall'articolo 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(13) Comma inserito dall'articolo 10, commi 5-octies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(14) Comma modificato dall'articolo 10, comma 5-bis, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7 e successivamente dall'articolo 20, comma 5, lettera i), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(15) La sanzione prevista dal presente comma è esclusa dall'adeguamento previsto dal D.M. 17 dicembre 2008 , ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.

(16) Comma modificato dall'articolo 20, comma 5, lettera d), punti 1) e 2), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(17) Comma inserito dall'articolo 20, comma 5, lettera e), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(18) Comma inserito dall'articolo 20, comma 5, lettera g), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(19) Comma inserito dall'articolo 20, comma 5, lettera h), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 124

Guida delle macchine agricole e delle macchine operatrici (1).

1. Per guidare macchine agricole, escluse quelle con conducente a terra, nonché macchine operatrici, escluse quelle a vapore, che circolano su strada, occorre avere ottenuto una delle patenti di cui all'art. 116, comma 3, e precisamente:

a) della categoria A, per la guida delle macchine agricole indicate dall'art. 115, comma 1, lettera c);

b) della categoria B, per la guida delle macchine agricole, nonché delle macchine operatrici;

c) della categoria C, per le macchine operatrici eccezionali.

2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabiliti i tipi e le caratteristiche dei veicoli di cui al comma 1 che, eventualmente adattati, possono essere guidati da mutilati e minorati fisici con patenti speciali delle categorie A e B, previste dall'art. 116, comma 5 (2) (3).

3. Qualora non sia necessario prescrivere adattamenti, lo stesso decreto di cui al comma 2 stabilisce i tipi e le caratteristiche dei veicoli di cui al comma 1 che possono essere guidati da mutilati e minorati fisici.

4. Chiunque guida macchine agricole o macchine operatrici senza essere munito della patente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 2. 257 a Euro 9. 032. All'incauto affidamento si applica la disposizione di cui all'articolo 116, comma 12 (4).

4-bis. Alle violazioni di cui al comma 4 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi o, in caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (5).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 62 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Vedi D.M. 17 gennaio 2005.

(4) Comma sostituito dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 24 dicembre 2002 e successivamente con D.M. 22 dicembre 2004 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma aggiunto dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

 

Art. 125

Validità della patente di guida (1).

1. Le patenti di guida delle categorie C e D sono valide, rispettivamente, anche per la guida dei veicoli per i quali è richiesta la patente della categoria B e per quella dei veicoli per i quali è richiesta la patente delle categorie B e C.

1-bis. Le patenti di guida delle categorie A, A limitata alla guida di motocicli di cilindrata non superiore a 125 cc e di potenza massima non superiore a 11 Kw, B, C e D, comprese quelle speciali, sono valide per la guida dei veicoli per i quali è richiesto il certificato di idoneità alla guida di cui all'articolo 116 (2).

2. La patente speciale di guida delle categorie A, B, C e D rilasciata a mutilati o minorati fisici è valida soltanto per la guida dei veicoli aventi le caratteristiche in essa indicate e risultanti dalla carta di circolazione.

3. Chiunque, munito di patente di categoria A, A limitata alla guida di motocicli di cilindrata non superiore a 125 cc e di potenza massima non superiore a 11 Kw, B, C o D, guida un veicolo per il quale è richiesta una patente di categoria diversa da quella della patente di cui è in possesso, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (3) (4).

4. Parimenti chiunque, munito di patente speciale delle categorie A, B, C o D, guida un veicolo diverso da quello indicato e specialmente adattato in relazione alla sua mutilazione o minorazione, ovvero, munito di patente speciale delle categorie A e B quale mutilato o minorato fisico, guida un autoveicolo o motoveicolo di tipo diverso o per la cui guida è prevista una patente di categoria diversa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (4).

5. Dalle violazioni di cui ai commi 3 e 4 consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a sei mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 63 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma modificato dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 126

Durata e conferma della validità della patente di guida (1).

1. Le patenti di guida delle categorie A e B sono valide per anni dieci; qualora siano rilasciate o confermate a chi ha superato il cinquantesimo anno di età sono valide per cinque anni e a chi ha superato il settantesimo anno di età sono valide per tre anni.

2. La patente speciale di guida delle categorie A e B rilasciata a mutilati e minorati fisici e quella della categoria C sono valide per cinque anni e per tre anni a partire dal settantesimo anno di età. La patente della categoria D è valida per cinque anni.

3. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con propri decreti, può stabilire termini di validità più ridotti per determinate categorie di patenti anche in relazione all'uso cui sono destinati i veicoli condotti, all'età dei conducenti o ai loro requisiti fisici e psichici, determinando altresì in quali casi debba addivenirsi alla sostituzione della patente (2).

4. L'accertamento dei requisiti previsti dall'art. 119, comma 1, per la guida dei motoveicoli e degli autoveicoli di cui all'art. 116, commi 8 e 8-bis, deve essere effettuato ogni cinque anni e comunque in occasione della conferma di validità della patente di guida. Detto accertamento deve effettuarsi con cadenza biennale nei confronti di coloro che abbiano superato i sessantacinque anni di età ed abbiano titolo a guidare autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, autotreni e autoarticolati, adibiti al trasporto di cose, la cui massa complessiva a pieno carico non sia superiore a 20 t, e macchine operatrici (3).

4-bis. Per i soggetti affetti da diabete trattati con insulina gli accertamenti di cui all'art. 119, comma 4, lettera d-bis), sono effettuati ogni anno, salvo i periodi più brevi indicati sul certificato di idoneità (4).

5. La validità della patente è confermata dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri , che trasmette per posta al titolare della patente di guida un duplicato della patente medesima, con l'indicazione del nuovo termine di validità. A tal fine gli uffici da cui dipendono i sanitari indicati nell'art. 119, comma 2, sono tenuti a trasmettere al suddetto ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri , nel termine di cinque giorni decorrente dalla data di effettuazione della visita medica, i dati e ogni altro documento utile ai fini dell'emissione del duplicato della patente di cui al precedente periodo. Analogamente procedono le commissioni di cui all'art. 119, comma 4, nonché i competenti uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nei casi di cui all'art. 119, comma 5. Non possono essere sottoposti alla visita medica i conducenti che non dimostrano, previa esibizione delle ricevute, di aver effettuato i versamenti in conto corrente postale degli importi dovuti per la conferma di validità della patente di guida. Il personale sanitario che effettua la visita è responsabile in solido dell'omesso pagamento. La ricevuta andrà conservata dal titolare della patente per il periodo di validità. Il titolare della patente, dopo aver ricevuto il duplicato, deve provvedere alla distruzione della patente scaduta di validità (5) (9).

5-bis. Per i cittadini italiani residenti o dimoranti in un Paese non comunitario per un periodo di almeno sei mesi, la validità della patente è altresì confermata, tranne per i casi previsti nell'articolo 119, commi 2-bis e 4, dalle Autorità diplomatico-consolari italiane presenti nei Paesi medesimi, che rilasciano una specifica attestazione, previo accertamento dei requisiti psichici e fisici da parte di medici fiduciari delle ambasciate o dei consolati italiani, temporaneamente sostitutiva del tagliando di convalida di cui al comma 5 per il periodo di permanenza all'estero; riacquisita la residenza o la dimora in Italia, il cittadino dovrà confermare la patente ai sensi del comma 5 (6).

6. L'autorità sanitaria, nel caso che dagli accertamenti di cui al comma 5 rilevi che siano venute a mancare le condizioni per la conferma della validità della patente, comunica al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri l'esito dell'accertamento stesso per i provvedimenti di cui agli articoli 129, comma 2, e 130(7).

7. Chiunque guida con patente o carta di qualificazione del conducente la cui validità sia scaduta è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624. Alla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente o della carta di qualificazione del conducente, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI (8).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 64 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Comma modificato dall'articolo 17 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e, successivamente, dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Comma aggiunto dall'articolo 32 della legge 7 dicembre 1999, n. 472.

(5) Comma sostituito dall'articolo 7 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 e successivamente modificato dall'articolo 21, comma 1, lettera a), b) e c) della Legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 21, comma 3, della Legge 120/2010, le disposizioni di cui al presente comma, cosi come modificate dall'articolo 21 comma 1, si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di cui al comma 2 del medesimo articolo.

(6) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(7) Comma sostituito dall'articolo 7 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575.

(8) Comma modificato dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, dal D.M. 24 dicembre 2002, dal D.M. 22 dicembre 2004 e successivamente sostituito dall'articolo 20 del D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(9) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero e degli uffici è così modificata.

 

Art. 126 bis

Patente a punti (1)

1. All'atto del rilascio della patente viene attribuito un punteggio di venti punti. Tale punteggio, annotato nell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di cui agli articoli 225 e 226, subisce decurtazioni, nella misura indicata nella tabella allegata, a seguito della comunicazione all'anagrafe di cui sopra della violazione di una delle norme per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente ovvero di una tra le norme di comportamento di cui al titolo V, indicate nella tabella medesima. L'indicazione del punteggio relativo ad ogni violazione deve risultare dal verbale di contestazione (2).

1-bis. Qualora vengano accertate contemporaneamente più violazioni delle norme di cui al comma 1 possono essere decurtati un massimo di quindici punti. Le disposizioni del presente comma non si applicano nei casi in cui è prevista la sospensione o la revoca della patente (3).

2. L'organo da cui dipende l'agente che ha accertato la violazione che comporta la perdita di punteggio, ne dà notizia, entro trenta giorni dalla definizione della contestazione effettuata, all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. La contestazione si intende definita quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi. Il predetto termine di trenta giorni decorre dalla conoscenza da parte dell'organo di polizia dell'avvenuto pagamento della sanzione, della scadenza del termine per la proposizione dei ricorsi, ovvero dalla conoscenza dell'esito dei ricorsi medesimi. La comunicazione può essere effettuata solo se la persona del conducente, quale responsabile della violazione, sia stata identificata inequivocabilmente; tale comunicazione avviene per via telematica o mediante moduli cartacei predisposti dal Dipartimento per i trasporti terrestri. La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Se il proprietario del veicolo risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all'organo di polizia che procede. Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 272,00 a Euro 1. 088,00. La comunicazione al Dipartimento per i trasporti terrestri avviene per via telematica (4).

3. Ogni variazione di punteggio è comunicata agli interessati dall'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per i trasporti terrestri.

4. Fatti salvi i casi previsti dal comma 5 e purché il punteggio non sia esaurito, la frequenza ai corsi di aggiornamento, organizzati dalle autoscuole ovvero da soggetti pubblici o privati a ciò autorizzati dal Dipartimento per i trasporti terrestri, consente di riacquistare sei punti. Per i titolari di certificato di abilitazione professionale e unitamente di patente B C, C+E, D, D+E, la frequenza di specifici corsi di aggiornamento consente di recuperare 9 punti. La riacquisizione di punti avviene all'esito di una prova di esame. A tale fine, l'attestato di frequenza al corso deve essere trasmesso all'ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, per l'aggiornamento dell'anagrafe nazionale dagli abilitati alla guida. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabiliti i criteri per il rilascio dell'autorizzazione, i programmi e le modalità di svolgimento dei corsi di aggiornamento (2) (5).

5. Salvo il caso di perdita totale del punteggio di cui al comma 6, la mancanza, per il periodo di due anni, di violazioni di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l'attribuzione del completo punteggio iniziale, entro il limite dei venti punti. Per i titolari di patente con almeno venti punti, la mancanza, per il periodo di due anni, della violazione di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l'attribuzione di un credito di due punti, fino a un massimo di dieci punti (2).

6. Alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all'esame di idoneità tecnica di cui all'articolo 128. Al medesimo esame deve sottoporsi il titolare della patente che, dopo la notifica della prima violazione che comporti una perdita di almeno cinque punti, commetta altre due violazioni non contestuali, nell'arco di dodici mesi dalla data della prima violazione, che comportino ciascuna la decurtazione di almeno cinque punti. [Nelle ipotesi di cui ai periodi precedenti, l'ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, su comunicazione dell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, dispone la revisione della patente di guida. ] Il relativo provvedimento, notificato secondo le procedure di cui all'articolo 201, comma 3, è atto definitivo. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato, con atto definitivo, dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri. Il provvedimento di sospensione è notificato al titolare della patente a cura degli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12, che provvedono al ritiro ed alla conservazione del documento (6).

6-bis. Per le violazioni penali per le quali è prevista una diminuzione di punti riferiti alla patente di guida, il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza o il decreto divenuti irrevocabili ai sensi dell’articolo 648 del codice di procedura penale , nel termine di quindici giorni, ne trasmette copia autentica all'organo accertatore, che entro, trenta giorni dal ricevimento ne dà notizia all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida (7).

 

TABELLA DEI PUNTEGGI PREVISTI ALL'Art. 126-BIS (8)(9)(10)
Norma violata Punti
Art. 141 Comma 8 5
  Comma 9, terzo periodo 10
Art. 142 Comma 8 3
  Comma 9 6
  Comma 9-bis 10
Art. 143 Comma 11 4
  Comma 12 10
  Comma 13, con riferimento al comma 5 4
Art. 145 Comma 5 6
  Comma 10, con riferimento ai commi 2, 3, 4, 6, 7, 8 e 9 5
Art. 146 Comma 2, ad eccezione dei segnali stradali di divieto di sosta e fermata 2
  Comma 3 6
Art. 147 Comma 5 6
Art. 148 Comma 15, con riferimento al comma 2 3
  Comma 15, con riferimento al comma 3 5
  Comma 15, con riferimento al comma 8 2
  Comma 16, terzo periodo 10
Art. 149 Comma 4 3
  Comma 5, secondo periodo 5
  Comma 6 8
Art. 150 Comma 5, con riferimento all'articolo 149, comma 5 5
  Comma 5, con riferimento all'articolo 149, comma 6 8
Art. 152 Comma 3 1
Art. 153 Comma 10 3
  Comma 11 1
Art. 154 Comma 7 8
  Comma 8 2
Art. 158 Comma 2, lettere d), g) e h) 2
Art. 161 Commi 1 e 3 2
  Comma 2 4
Art. 162 Comma 5 2
Art. 164 Comma 8 3
Art. 165 Comma 3 2
Art. 167 Commi 2, 5 e 6, con riferimento a:  
  a) eccedenza non superiore a 1t 1
  b) eccedenza non superiore a 2t 2
  c) eccedenza non superiore a 3t 3
  d) eccedenza superiore a 3t 4
  Commi 3, 5 e 6, con riferimento a:  
  a) eccedenza non superiore al 10  per cento 1
  b) eccedenza non superiore al 20 per cento 2
  c) eccedenza non superiore al 30 per cento 3
  d) eccedenza superiore al 30 per cento 4
  Comma 7 3
Art. 168 Comma 7 4
  Comma 8 10
  Comma 9 10
  Comma 9-bis 2
Art. 169 Comma 8 4
  Comma 9 2
  Comma 10 1
Art. 170 Comma 6 1
Art. 171 Comma 2 5
Art. 172 Commi 10 e 11 5
Art. 173 Comma 3  e 3-bis 5
Art. 174 Comma 5 per violazione dei tempi di guida 2
  Comma 5 per violazione dei tempi di riposo 5
  Comma 6 10
  Comma 7 primo periodo 1
  Comma 7 secondo periodo 3
  Comma 7 terzo periodo per violazione dei tempi di guida 2
  Comma 7 terzo periodo per violazione dei tempi di riposo 5
  Comma 8 2
Art. 175 Comma 13 4
  Comma 14, con riferimento al comma 7, lettera a) 2
  Comma 16 2
Art. 176 [Comma 19 10]
  Comma 20, con riferimento al comma 1, lettera b) 10
  Comma 20, con riferimento al comma 1, lettere c) e d) 10
  Comma 21 2
Art. 177 Comma 5 2
Art. 178 Comma 5 per violazione dei tempi di guida 2
  Comma 5 per violazione dei tempi di riposo 5
  Comma 6 10
  Comma 7 primo periodo 1
  Comma 7 secondo periodo 3
  Comma 7 terzo periodo per violazione dei tempi di guida 2
  Comma 7 terzo periodo per violazione dei tempi di riposo 5
  Comma 8 2
Art. 179 Commi 2 e 2-bis 10
Art. 186 Commi 2 e 7 10
Art. 186-bis Comma 2 5
Art. 187 Commi 1 e 8 10
Art. 188 Comma 4 2
Art. 189 Comma 5, primo periodo 4
  Comma 5, secondo periodo 10
  Comma 6 10
  Comma 9 2
Art. 191 Comma 1 8
  Comma 2 4
  Comma 3 8
  [Comma 4 3]
Art. 192 Comma 6 3
  Comma 7 10

 

Per le patenti rilasciate successivamente al 1° ottobre 2003 a soggetti che non siano già titolari di altra patente di categoria B o superiore, i punti riportati nella presente tabella, per ogni singola violazione, sono raddoppiati qualora le violazioni siano commesse entro i primi tre anni dal rilascio. Per gli stessi tre anni, la mancanza di violazioni di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio determina l'attribuzione, fermo restando quanto previsto dal comma 5, di un punto all'anno fino ad un massimo di tre punti (11).

 

(1) Articolo inserito dall'articolo 7 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9. Vedi articolo 23 del D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286.

(2) Comma modificato articolo 7 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, come modificato dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e dall'articolo 22, comma 1, lettera a) della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) Comma inserito articolo 7 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, come modificato dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Comma modificato articolo 7 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, come modificato dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e dall’articolo 2, comma 164, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262. Vedi, anche, il comma 165 dello stesso articolo. La Corte costituzionale, con sentenza 24 gennaio 2005, n. 27, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma , nella parte in cui dispone che: «nel caso di mancata identificazione di questi, la segnalazione deve essere effettuata a carico del proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi, entro trenta giorni dalla richiesta, all'organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione», anzichè «nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, entro trenta giorni dalla richiesta, deve fornire, all'organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Il presente comma era stato modificato, secondo le indicazioni della Corte costituzionale, dall'articolo 1 del D.L. 21 settembre 2005, n. 184, non convertito in legge. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Per il programma dei corsi di recupero di cui al presente articolo vedi D.M. 29 luglio 2003. Per l'autorizzazione a svolgere i corsi di cui al presente articolo vedi D.M. 29 luglio 2003.

(6) Comma modificato dall'articolo 22, comma 1, lettera b), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) Comma inserito dall'articolo 22, comma 1, lettera c), della Legge 29 luglio 2010, n. 120. Per i programmi e le modalità di effettuazione delle prove di cui al presente comma vedi l'articolo 22, comma 2, della Legge 120/2010.

(8) Tabella inserita dall'allegato del D.LGS. 15 gennaio 2002, n. 9, come sostituita dall'articolo 7, comma 10, del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e modificata dall’articolo 2 del D.Lgs. 13 marzo 2006, n. 150.

(9) Tabella modificata dall'articolo 3 , dall'articolo 4 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e dall’articolo 4, comma 01 del D.L. 23 maggio 2008, n. 92.

(10) Tabella modificata dall'articolo 22, comma 3, lettera a), b), c), d), e), f) e g) della Legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 22, comma 6, della Legge 120/2010, le disposizioni di cui al capoverso "Art. 186-bis" della presente tabella, entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della legge 120/2010 nella Gazzetta Ufficiale.

(11) Capoverso modificato dall'articolo 22, comma 3, lettera h), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

In tema di violazioni al codice della strada, il cosiddetto pagamento in misura ridotta, comporta un'incompatibilità (oltre che un'implicita rinunzia) a far valere qualsiasi contestazione relativa sia alla sanzione pecuniaria irrogata sia alla violazione contestata, che della sanzione pecuniaria è il presupposto giuridico. L'interessato, quindi, potrà sempre evidenziare un errore nell'applicazione della pena accessoria o nella decurtazione di punteggio, ma non certo nella sostanza dell'infrazione quietanzata. (Cassazione civile sez. II 22 giugno 2010 n. 15098).

La decurtazione dei punti di patente costituisce una sanzione amministrativa conseguente alla violazione di norme sulla circolazione stradale. Ne consegue che il contenzioso relativo all'applicazione di tale sanzione accessoria, nell'ambito del quale devono ricomprendersi anche le questioni relative all'erronea decurtazione del punteggio, deve ricondursi alla giurisdizione del giudice competente in materia (giudice di pace) ai sensi degli art. 204 bis e 205 D.lg. n. 285/92, come confermato anche dall'art. 216, comma 5, D.lg. n. 285/92, relativo alle opposizioni proponibili avverso la ulteriore misura accessoria della sospensione della patente. Deve, pertanto, ritenersi illegittimo il provvedimento recante la comunicazione della annotazione nell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida della riduzione del punteggio relativo alla patente di guida per effetto di un verbale di accertamento di violazione alle norme del codice della strada laddove risulti la non avvenuta "definizione" della violazione alla quale l'art. 126 bis, D.lg. 30 aprile 1992 n. 285 subordina tale riduzione. (Cassazione civile  sez. un. 23 aprile 2010 n. 9691).

In ordine alla sanzione accessoria della decurtazione dei punti della patente la Corte costituzionale con la sentenza n. 27/2005 pur statuendo la illegittimità costituzionale dell'art. 126 bis, comma 2, c. strad., nella parte in cui assoggetta il proprietario del veicolo alla decurtazione dei punti della patente quando ometta di comunicare all'Autorità amministrativa procedente le generalità del conducente che abbia commesso l'infrazione alle regole della circolazione stradale, ha comunque precisato che nel caso in cui il proprietario ometta di comunicare i dati personali e della patente del conducente, trova applicazione la sanzione pecuniaria di cui all'art. 180, comma 8, c. strad. Sennonché, tenendo conto della decisione resa da Cass. , Sezioni Unite, 29. 7. 2008, n. 20544, che ha sancito la proponibilità dell'opposizione giurisdizionale ex art. 22 e 23 l. n. 689 del 1981 anche contro i provvedimenti sanzionatori prodromici alla sospensione della validità della patente, quali la decurtazione progressiva del relativo punteggio, occorre disporre l'annullamento del verbale impugnato nella parte relativa alla predetta decurtazione, in ossequio alla più recente Cass. , Sezioni Unite, 6/21. 10. 2009, n. 22235. (Tribunale  Bari  sez. III 20 aprile 2010 n. 1301).

Quando, come nell'illecito di cui all'art. 126 bis, comma 2, c. strad.l'elemento materiale coincide con la condotta, e si tratta, quindi, di illecito senza evento, una condotta omissiva può ritenersi perfezionata, logicamente, solo allorché colui che sia tenuto ad osservare il comportamento prescritto da una norma, non abbia più, in concreto, la possibilità di farlo, e ciò indipendentemente dalla circostanza che tale omissione venga o meno accertata. Prima di quel momento, infatti, il comportamento richiesto dalla norma può essere tenuto, e non è prevista, nell'ambito delle violazioni amministrative, la figura del tentativo. Dopo quel momento, non potendo più essere tenuto il comportamento prescritto, risulterà integrato l'elemento materiale dell'illecito, sicché (in presenza dell'elemento soggettivo) l'illecito sarà perfetto, in quanto completo di tutti i suoi elementi costitutivi. Del resto, se l'esistenza di un illecito dipendesse dal successivo accertamento dello stesso, si ammetterebbe la possibilità di un fatto antigiuridico di carattere eventuale ed a consumazione indeterminata, subordinato alla discrezionalità operativa della p. a. Altresì si giustificherebbe, in tal modo, la sussistenza di un lasso di tempo, tra lo scadere dei termini utili ad adempiere e la successiva rilevazione dell'omissione, durante il quale la violazione vivrebbe una sorta di quiescenza, e sarebbe priva di qualificazione giuridica, ancorché perfetta. Sulla scorta di queste considerazioni, sembra dunque più corretto identificare il luogo del fatto commesso nel luogo del fatto perfezionato. (Giudice di pace  Bari 30 gennaio 2010 n. 908).

 

Conducente di veicoli patente di abilitazione alla guida in genere

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 126-bis , comma 2, e 180, comma 8, cod. strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285), come modificati dal d.l. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 agosto 2003, n. 214, impugnati, in riferimento agli artt. 3, 24 e 27 Cost., nella parte in cui prevedono che, anche nell'ipotesi in cui il proprietario non riesca a rintracciare i dati dell'effettivo conducente, lo stesso sia soggetto alle sanzioni previste dal citato art. 180, comma 8. La sentenza n. 165 del 2008 e l'ordinanza n. 244 del 2006 hanno, infatti, già evidenziato come, nell'applicazione dell'art. 126- bis , comma 2, cod. strada, vi sia la necessità di distinguere il comportamento di chi si disinteressi della richiesta di comunicare i dati personali e della patente del conducente, non ottemperando, così, in alcun modo all'invito rivoltogli (contegno per ciò solo meritevole di sanzione) e la condotta di chi abbia fornito una dichiarazione di contenuto negativo sulla base di giustificazioni la cui idoneità ad escludere la presunzione relativa di responsabilità a carico del dichiarante dovrà essere vagliata dal giudice comune, di volta in volta, anche alla luce delle caratteristiche delle singole fattispecie concrete sottoposte al suo giudizio. In tal modo, viene riconosciuta al proprietario del veicolo la facoltà di esonerarsi dalla responsabilità, dimostrando l'impossibilità di rendere una dichiarazione diversa da quella negativa (cioè a dire di non conoscenza dei dati personali e della patente del conducente autore della commessa violazione). Quanto al richiamo all'art. 27 Cost., esso non è pertinente poiché la norma è applicabile alla sola responsabilità penale e non anche a quella amministrativa. (Corte costituzionale 28 luglio 2010 n. 286).

L'art. 126 bis del codice della strada (d.lg. 285 del 1992), ai fini della riduzione del punteggio della patente di guida per effetto di un verbale di accertamento di violazione delle norme del codice della strada, da cui consegue la revisione della patente in caso di azzeramento del punteggio stesso, subordina detta riduzione all'avvenuta "definizione" della violazione (nella specie, era stata presentata opposizione al Giudice di Pace avverso uno dei due verbali elevati al ricorrente, a cui non faceva seguito alcun intervento della p.a.), con la conseguenza che non può procedersi alla revisione della patente finché non si sia definito il procedimento di opposizione innanzi al Giudice di Pace. (Consiglio Stato sez. III 10 febbraio 2010 n. 1893).

Nel sistema delineato dall'art. 126 bis, d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, ad ogni violazione del codice della strada deve seguire, nei tempi dettati dalla legge, sia la relativa decurtazione di punteggio sia una specifica ed autonoma comunicazione al contravventore, così da consentire a quest'ultimo di riparare alla violazione commessa frequentando gli appositi corsi, allo stesso tempo alimentando il circuito educativo alla conoscenza ed al rispetto del codice della strada; pertanto, il comportamento tenuto dall'Amministrazione, che non comunicando tempestivamente all'interessato la decurtazione del punteggio non gli consente di frequentare per tempo i corsi di recupero al fine di evitare il totale azzeramento del punteggio, è in contrasto con la ratioo dell'istituto della patente a punti e con il succitato art. 126 bis del codice della strada. (T.A.R. Torino Piemonte sez. II 05 febbraio 2010 n. 667).

È illegittimo, ai sensi dell'art. 126 bis commi 2, 3 e 6, d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, il provvedimento con il quale l'Amministrazione comunica "uno actu"e per la prima volta al titolare di patente di guida che, a causa di tre infrazioni al codice della strada da lui commesse nel corso di un quinquennio e in conseguenza delle quali si è progressivamente ridotto il suo punteggio di patente, questo deve ritenersi azzerato con conseguente sospensione del titolo abilitativo alla guida e obbligo di sottoporsi al procedimento di revisione, atteso che con questo irregolare "modus procedendi" l'Autorità emanante ha privato l'interessato della possibilità di frequentare "medio tempore" gli appositi corsi di recupero previsti dal d.m. 29 luglio 2003 e ha contravvenuto alla finalità alla quale tende la normativa in materia che, con l'obbligo di informare immediatamente l'interessato della disposta decurtazione dei punti di patente collegata a ciascuna violazione, mira a sensibilizzare il titolare della patente a non commettere in futuro ulteriori infrazioni. (T.A.R. Torino Piemonte sez. II 14 gennaio 2010 n. 188).

 

Effetti e sanzioni delle violazioni in genere

È legittimamente irrogata la sanzione amministrativa della decurtazione dei punti dalla patente di guida conseguente all'avvenuto parcheggio di un motoveicolo in "isola di traffico" realizzata mediante segnaletica orizzontale. Tale condotta non integra, invero, la violazione di mancato rispetto dei segnali di sosta e fermata - che, non essendo direttamente contemplata nella tabella allegata all'art. 126 bis c. strad., non giustificherebbe la sanzione anzidetta - ma, piuttosto, quella di inosservanza della segnaletica orizzontale di cui all'art. 146 del medesimo codice, che, invece, costituisce uno dei comportamenti ai quali è applicabile la sanzione della decurtazione dei punti, giacché ricompreso tra quelli di cui al titolo V del codice ed elencati nella tabella richiamata dal citato art. 126 bis. (Cassazione civile sez. II 04 dicembre 2009 n. 25678).

 

Illegittimità Costituzionale

Va cassata senza rinvio la sentenza del Giudice di Pace che, non avendo riguardo alla pronuncia del Giudice delle leggi, a guisa di ius superveniens, con la quale veniva dichiarata l'illegittimità costituzionale, per contrarietà al principio della ragionevolezza, dell'art. 126 bis, comma secondo, C.d.S. (D.Lgs. n. 285 del 1992) nella parte in cui disponeva che, in caso di mancata identificazione del conducente autore della trasgressione e di mancata successiva comunicazione dei relativi dati personali e di abilitazione di guida nel termine previsto da parte del proprietario, questi sarebbe stato destinatario della sanzione della decurtazione del punteggio dalla patente di guida. L'espunzione dall'ordinamento della norma menzionata determina, invero, l'illegittimità del verbale di contestazione di sanzione amministrativa impugnato dinanzi al Giudice di Pace nella parte relativa alla comminatoria de qua e la cassazione della decisione del primo Giudice con la quale veniva confermata l'irrogabilità della decurtazione del punteggio. (Cass. civ. Sez. Unite, 12/07/2010, n. 16276).


 

Art. 127

Permesso provvisorio di guida.

Omissis (1).

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 65 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360, dall'articolo 8 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 ed infine abrogato dall'articolo 3 del D.P. R. 9 marzo 2000, n. 104.

 

Art. 128

Revisione della patente di guida (1) (2).

1. Gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri , nonché il prefetto nei casi previsti dagli articoli 186 e 187, possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale di cui all'art. 119, comma 4, o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell'idoneità tecnica. L'esito della visita medica o dell'esame di idoneità sono comunicati ai competenti uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente (3).

1-bis. I responsabili delle unità di terapia intensiva o di neurochirurgia sono obbligati a dare comunicazione dei casi di coma di durata superiore a 48 ore agli uffici provinciali del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici. In seguito a tale comunicazione i soggetti di cui al periodo precedente sono tenuti alla revisione della patente di guida. La successiva idoneità alla guida è valutata dalla commissione medica locale di cui al comma 4 dell'articolo 119, sentito lo specialista dell'unità riabilitativa che ha seguito l'evoluzione clinica del paziente (4).

1-ter. È sempre disposta la revisione della patente di guida di cui al comma 1 quando il conducente sia stato coinvolto in un incidente stradale se ha determinato lesioni gravi alle persone e a suo carico sia stata contestata la violazione di una delle disposizioni del presente codice da cui consegue l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida (5).

1-quater. È sempre disposta la revisione della patente di guida di cui al comma 1 quando il conducente minore degli anni diciotto sia autore materiale di una violazione delle disposizioni del presente codice da cui consegue l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida (6).

2. Nei confronti del titolare di patente di guida che non si sottoponga, nei termini prescritti, agli accertamenti di cui ai commi da 1 a 1-quater è sempre disposta la sospensione della patente di guida fino al superamento degli accertamenti stessi con esito favorevole. La sospensione decorre dal giorno successivo allo scadere del termine indicato nell'invito a sottoporsi ad accertamento ai fini della revisione, senza necessità di emissione di un ulteriore provvedimento da parte degli uffici provinciali o del prefetto. Chiunque circola durante il periodo di sospensione della patente di guida è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624 e alla sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida di cui all'articolo 219. Le disposizioni del presente comma si applicano anche a chiunque circoli dopo essere stato dichiarato temporaneamente inidoneo alla guida, a seguito di un accertamento sanitario effettuato ai sensi dei citati commi da 1 a 1-quater (7) (8).

[3. Dalle violazioni suddette consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente, secondo le norme del Capo I, Sezione II, del Titolo VI. ] (9)

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 66 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Vedi articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(3) Comma sostituito dall'articolo 9 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 e successivamente modificato dall’articolo 23, comma 6, lettera a) della Legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) Comma inserito dall'articolo 23, comma 3, lettera b), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(5) Comma inserito dall'articolo 23, comma 3, lettera b), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(6) Comma inserito dall'articolo 23, comma 3, lettera b), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) Comma sostituito dall'articolo 23, comma 3, lettera c), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(8) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(9) Comma abrogato dall'articolo 23, comma 3, lettera d), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Conducente di veicoli: revisione delle patenti

Posta la natura cautelare - e non sanzionatoria - del procedimento di revisione della patente di guida, il mero dato obiettivo costituito dall’accertamento, a mezzo etilometro, di un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge, integra motivo sufficiente a legittimare l’adozione di un provvedimento ex art. 128 c. strad. (Consiglio Stato sez. VI 08 giugno 2010 n. 3633).

Il provvedimento rivolto al riesame dell'idoneità tecnica alla guida, ai sensi dell'art. 128 del Codice della Strada, ha una funzione preminentemente cautelare e di presidio della sicurezza della circolazione, funzione, questa, che non può essere perseguita con carattere di effettività ove a ciò l'amministrazione non provveda entro un termine congruo dal momento in cui siano manifestati i fatti che abbiano posto in dubbio la persistenza di tale idoneità; deve, pertanto, ritenersi illegittimo il provvedimento di revisione della patente adottato a distanza di un ampio lasso di tempo dai fatti posti alla base di tale atto. (T.A.R. Cagliari Sardegna sez. I 23 aprile 2010 n. 925).

Il provvedimento di revisione della patente di guida previsto dall'art. 128 del Codice della Strada non ha una finalità sanzionatoria ma latamente cautelare, essendo volto a prevenire pericoli per la sicurezza della circolazione che possono derivare dalla guida di autovetture da parte di persone potenzialmente inidonee. Ne deriva che la misura in questione, seppure non debba essere assunta nell'immediatezza del fatto, può assolvere alle sue finalità solo qualora intervenga entro un ragionevole lasso temporale dall'accertamento dei fatti che hanno ingenerato il dubbio sulla persistente idoneità del conducente. (T.A.R. Milano Lombardia sez. III 06 aprile 2010 n. 983).

La revisione della patente di guida, disciplinata dall'art. 128, c. strad., è un provvedimento privo di valenza sanzionatoria e con natura preminentemente cautelare, a presidio della sicurezza della circolazione dei veicoli, per cui, anche in presenza di un solo incidente, la descrizione della condotta di guida, tenuta nel commettere l'infrazione contestata, già di per sé può integrare sufficiente ed adeguata esplicitazione dei dubbi circa la persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell'idoneità tecnica di cui art. 128, c. strad.(nella specie, la condotta era consistita nella violazione dei limiti di velocità, con invasione dell'opposta corsia e collisione con altri veicoli incrocianti). (T. A. R.  Bologna  Emilia Romagna  sez. I 26 febbraio 2010 n. 1670).

La previsione dell'art. 128 cod. strad., per il quale può essere disposta la sottoposizione a visita medica dei titolari di patente « qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell'idoneità tecnica » impone l'indicazione delle ragioni per cui è sorto il dubbio sulla persistenza di tali requisiti. (Conferma Tar Friuli Venezia Giulia n. 00087/2004). (Consiglio Stato sez. VI 11 gennaio 2010 n. 8).

 

Partecipazione al procedimento: comunicazioni

Il provvedimento con il quale viene disposta la revisione della patente di guida ai sensi dell'art. 128, D.lg. n. 285 del 1992 si sostanzia in un'attribuzione sommaria di responsabilità che ha un carattere anticipatorio e quindi una funzione latamente cautelare, ma non al punto da caratterizzarsi per l'immediatezza e la celerità dei provvedimenti d'urgenza in senso stretto, non essendo cioè insite automaticamente nella previsione normativa quelle « particolari esigenze di celerità » che giustificano in ogni caso l'omissione della comunicazione di avvio del procedimento, sicché anche nelle ipotesi in esame il provvedimento deve essere preceduto di regola dalla comunicazione di avvio del procedimento a tutela delle garanzie partecipative che la legge attribuisce al destinatario dell'atto (nella fattispecie, non risulta che il provvedimento sia stato preceduto dalla comunicazione di cui alla l. n. 241 del 1990). (T. A. R.  Milano  Lombardia  sez. III 09 febbraio 2010 n. 330).

 

Patente: in genere

È illegittimo il provvedimento inteso a prescrivere la revisione della patente che si limiti a richiamare la commissione da parte del ricorrente di un'infrazione alle norme disciplinanti la circolazione stradale, ma sia del tutto silente in ordine all'indicazione di presupposti e/o elementi atti a determinare l'insorgenza di dubbi circa la persistenza dei requisiti di idoneità tecnica prescritti per il possesso della patente di guida in capo al ricorrente. (T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 11/08/2010, n. 30636).

La sfera di discrezionalità di cui dispone l'Amministrazione ai fini dell'attivazione del procedimento di revisione della patente di guida ai sensi dell'art. 128 Codice della Strada non esime la predetta autorità dall'obbligo di esternare, con riguardo alle singole fattispecie, le ragioni che hanno ingenerato i dubbi sulla persistenza dei requisiti di idoneità fisica e/o tecnica alla guida in relazione ai fatti accertati. (T.A.R. Basilicata Potenza Sez. I Sent., 28/06/2010, n. 439).


 

Art. 129

Sospensione della patente di guida (1) (2).

1. La patente di guida è sospesa, per la durata stabilita nel provvedimento di interdizione alla guida adottato quale sanzione amministrativa accessoria, quando il titolare sia incorso nella violazione di una delle norme di comportamento indicate o richiamate nel titolo V, per il periodo di tempo da ciascuna di tali norme indicato.

2. La patente di guida è sospesa a tempo indeterminato qualora, in sede di accertamento sanitario per la conferma di validità o per la revisione disposta ai sensi dell'art. 128, risulti la temporanea perdita dei requisiti fisici e psichici di cui all'art. 119. In tal caso la patente è sospesa fintanto che l'interessato non produca la certificazione della Commissione medica locale attestante il recupero dei prescritti requisiti psichici e fisici. (3).

3. Nei casi previsti dal precedente comma, la patente di guida è sospesa dai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri Nei restanti casi la patente di guida è sospesa dal prefetto del luogo di residenza del titolare e per le patenti rilasciate da uno Stato estero, dal prefetto del luogo dove è stato commesso il fatto di cui al comma 1 e agli articoli 222 e seguenti. Quest'ultimo segnala il provvedimento all'autorità competente dello Stato che ha rilasciato la patente e lo annota, ove possibile, sul documento di guida. Dei provvedimenti adottati, il prefetto dà immediata comunicazione ai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri per il tramite del collegamento informatico integrato già esistente tra i sistemi informativi del Dipartimento per i trasporti terrestri e della Direzione generale dell'amministrazione generale e per gli affari del personale del Ministero dell'interno (4).

4. Il provvedimento di sospensione della patente di cui al comma 2 è atto definitivo (5).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 67 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Vedi articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(3) Comma modificato dall'articolo 15 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575.

(4) Comma così sostituito dall'articolo 10 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(5) Comma sostituito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, con effetto a decorrere dalla data prevista dall'articolo 7 del medesimo decreto.

 

Art. 130

Revoca della patente di guida (1) (2).

1. La patente di guida è revocata dai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri (3):

a) quando il titolare non sia in possesso, con carattere permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti;

b) quando il titolare, sottoposto alla revisione ai sensi dell'art. 128, risulti non più idoneo (4);

c) quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero (5).

2. Allorché siano cessati i motivi che hanno determinato il provvedimento di revoca della patente di guida, l'interessato può direttamente conseguire, per esame e con i requisiti psichici e fisici previsti per la conferma di validità, una patente di guida di categoria non superiore a quella della patente revocata, senza che siano operanti i criteri di propedeuticità previsti dall'art. 116 per il conseguimento delle patenti delle categorie C, D ed E. Le limitazioni di cui all'art. 117 si applicano con riferimento alla data di rilascio della patente revocata.

2-bis. Il provvedimento di revoca della patente disposto ai sensi del comma 1 nell'ipotesi in cui risulti la perdita, con carattere permanente, dei requisiti psichici e fisici prescritti, è atto definitivo. Negli altri casi di revoca di cui al comma 1, è ammesso ricorso al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il provvedimento del Ministro è comunicato all'interessato e ai competenti uffici del Dipartimento dei trasporti terrestri. Se il ricorso è accolto, la patente è restituita all'interessato (6).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 68 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Vedi articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) La Corte costituzionale, con sentenza 21 ottobre 1998, n. 354, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto della presente lettera e dell’articolo 120, comma 1 , del presente decreto nella versione anteriore alle modifiche del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575, nella parte in cui prevedeva la revoca della patente nei confronti di coloro che "sono stati" sottoposti a misure di sicurezza personali.

La Corte costituzionale, con sentenza 18 ottobre 2000, n. 427, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto della presente lettera e dell’articolo 120, comma 1 , nella parte in cui prevede la revoca della patente di guida nei confronti di coloro che sono sottoposti alla misura di cui all'articolo 2 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423.

Successivamente la Corte costituzionale, con sentenza 17 luglio 2001, n. 251, ha dichiarato nuovamente l'illegittimità costituzionale dell’articolo 120, comma 1 in relazione alla presente lettera nella parte in cui prevede la revoca della patente nei confronti di coloro che sono stati sottoposti alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituita dalla legge 3 agosto 1988, n. 327, nonché dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, così come successivamente modificata e integrata.

Infine la Corte costituzionale, con sentenza 15 luglio 2003, n. 239, si è nuovamente pronunciata dichiarando l'illegittimità costituzionale del combinato disposto della presente lettera e dell’articolo 120, comma 2 nella parte in cui prevede la revoca della patente nei confronti delle persone condannate a pena detentiva non inferiore a tre anni, quando l'utilizzazione del documento di guida possa agevolare la commissione di reati della stessa natura.

(5) Comma così sostituito dall'articolo 11 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575.

(6) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, con effetto a decorrere dalla data prevista dall'articolo 7 del medesimo decreto.

 


GIURISPRUDENZA

 

Conducente di veicoli patente di abilitazione alla guida: sospensione e revoca

Con riferimento specifico al rilascio della patente di guida e alla revoca della stessa, l'esame degli artt. 120 e 130, D.lg. n. 285 del 1992 non consente di ritenere esistente, in capo all'autorità amministrativa, un potere discrezionale di valutazione dei requisiti morali necessari per il rilascio della patente, dovendosi aver riguardo all'esistenza di misure di prevenzione personali in corso di applicazione o di una condanna ad una pena detentiva non inferiore a tre anni che, in definitiva, presuppongono il previo vaglio dell'autorità giudiziaria e, in quest'ultimo caso, solo quando l'utilizzazione della patente possa consentire la commissione di reati della stessa natura. (T. A. R.  Napoli  Campania  sez. V 04 febbraio 2010 n. 570).


 

Art. 130 bis

Revoca della patente di guida in caso di violazioni che provochino la morte di altre persone (1).

[1. La patente di guida è revocata ai sensi e con gli effetti di cui all'articolo 130, comma 1, lettera a), nel caso in cui il titolare sia incorso nella violazione di una delle norme di comportamento indicate o richiamate nel titolo V, provocando la morte di altre persone, qualora la citata violazione sia stata commessa in stato di ubriachezza, e qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 o 5 dell'articolo 186 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico pari o superiore al doppio del valore indicato al comma 9 del medesimo articolo, ai sensi dell'articolo 92 del codice penale, ovvero sotto l'azione di sostanze stupefacenti, ai sensi dell'articolo 93 del codice penale. ]

 

(1) Articolo inserito dall'articolo 5 bis del D.L. 30 giugno 2005, n. 115 e successivamente abrogato dall'articolo 43, comma 5, legge 29 luglio 2010. n. 120.

 

Art. 131

Agenti diplomatici esteri.

1. Le violazioni alle disposizioni del presente codice commesse da agenti diplomatici e consolari accreditati in Italia, o da altre persone che, con riguardo a tali violazioni, godano, nei limiti previsti dalle norme internazionali, delle immunità spettanti agli agenti suddetti, sono segnalate dagli uffici o comandi dai quali dipendono coloro che le hanno accertate al Ministero degli affari esteri, per le comunicazioni da effettuarsi per via diplomatica.

2. Per le autovetture e gli autoveicoli adibiti ad uso promiscuo appartenenti agli agenti diplomatici, agli agenti consolari di carriera e alle altre persone indicate nel comma 1, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, su richiesta del Ministero degli affari esteri, rilascia ai sensi delle vigenti norme, previe visita e prova, quando prescritte, la carta di circolazione e provvede all'immatricolazione, assegnando speciali targhe di riconoscimento, nei tipi e nelle caratteristiche determinate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , di concerto con il Ministro degli affari esteri (1).

3. Le violazioni commesse alla guida di veicoli muniti delle targhe speciali di cui al comma 1 da soggetti diversi da quelli indicati nel comma 1 sono perseguite nei modi ordinari di legge, oltre alla segnalazione per via diplomatica nei confronti del titolare dell'autoveicolo.

4. La validità delle speciali targhe di riconoscimento e delle carte di circolazione rilasciate a norma del comma 2 scade al momento in cui cessa lo status diplomatico di colui al quale il veicolo appartiene. La relativa restituzione deve aver luogo non oltre il termine di novanta giorni dalla scadenza.

5. Le disposizioni del presente articolo si applicano a condizione di reciprocità, salvo gli accordi speciali con le organizzazioni internazionali.

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

 

Art. 132

Circolazione dei veicoli immatricolati negli Stati esteri.

1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero e che abbiano già adempiuto alle formalità doganali o a quelle di cui all'articolo 53, comma 2, del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, se prescritte, sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno, in base al certificato di immatricolazione dello Stato di origine (1).

2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica ai cittadini residenti nel comune di Campione d'Italia.

3. Le targhe dei veicoli di cui al comma 1 devono essere chiaramente leggibili e contenere il contrassegno di immatricolazione composto da cifre arabe e da caratteri latini maiuscoli, secondo le modalità che verranno stabilite nel regolamento.

4. Il mancato rispetto della norma di cui al comma 1 comporta l'interdizione all'accesso sul territorio nazionale.

5. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

 

(1) Comma modificato dall'articolo 53 del D.L. 30 agosto 1993, n. 331.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 133

Sigla distintiva dello Stato di immatricolazione.

1. Gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato estero, quando circolano in Italia, devono essere muniti posteriormente della sigla distintiva dello Stato di origine.

2. La sigla deve essere conforme alle disposizioni delle convenzioni internazionali.

3. Sugli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi sia nazionali che stranieri che circolano in Italia è vietato l'uso di sigla diversa da quella dello Stato di immatricolazione del veicolo.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 134

Circolazione di autoveicoli e motoveicoli appartenenti a cittadini italiani residenti all'estero o a stranieri.

1. Agli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi importati temporaneamente o nuovi di fabbrica acquistati per l'esportazione, che abbiano già adempiuto alle formalità doganali, se prescritte, e appartengano a cittadini italiani residenti all'estero o a stranieri che sono di passaggio, sono rilasciate una carta di circolazione della durata massima di un anno, salvo eventuale proroga, e una speciale targa di riconoscimento, come stabilito nel regolamento.

1-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 1, gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato estero o acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini italiani residenti all'estero ed iscritti all'Anagrafe italiani residenti all'estero (A. I. R. E. ) e gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato dell'Unione europea o acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini comunitari o persone giuridiche costituite in uno dei Paesi dell'Unione europea che abbiano, comunque, un rapporto stabile con il territorio italiano, sono immatricolati, a richiesta, secondo le norme previste dall'articolo 93, a condizione che al momento dell'immatricolazione l'intestatario dichiari un domicilio legale presso una persona fisica residente in Italia o presso uno dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264 (1).

2. Chiunque circola con la carta di circolazione di cui al comma 1 scaduta di validità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. La sanzione accessoria non si applica qualora al veicolo, successivamente all'accertamento, venga rilasciata la carta di circolazione, ai sensi dell'articolo 93 (2) (3).

 

(1) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e modificato dall’articolo 25 della Legge 25 gennaio 2006, n. 29.

(2) Comma modificato dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 24 dicembre 2002 e successivamente con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) La Corte costituzionale, con sentenza 12 aprile 1996, n. 110, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui prevede la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo anche quando sia disposta la proroga della carta di circolazione successivamente al sequestro del veicolo.

 

Art. 135

Circolazione con patenti di guida rilasciate da Stati esteri.

1. I conducenti muniti di patente di guida o di permesso internazionale rilasciati da uno Stato estero possono guidare in Italia veicoli per i quali è valida la loro patente o il loro permesso, purché non siano residenti in Italia da oltre un anno.

2. Qualora la patente o il permesso internazionale rilasciati dallo Stato estero non siano conformi ai modelli stabiliti in convenzioni internazionali cui l'Italia abbia aderito, essi devono essere accompagnati da una traduzione ufficiale in lingua italiana o da un documento equipollente. Resta salvo quanto stabilito in particolari convenzioni internazionali.

3. I conducenti muniti di patente o di permesso internazionale rilasciati da uno Stato estero nel quale, per la guida di determinati veicoli, è prescritto, altresì, il possesso di un certificato di abilitazione professionale o di altri titoli abilitativi, oltre che della patente o del permesso rilasciati dallo Stato stesso, devono essere muniti, per la guida dei suddetti veicoli, dei necessari titoli abilitativi di cui sopra, concessi dall'autorità competente dello Stato ove è stata rilasciata la patente.

4. Chiunque viola le disposizioni del comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (1).

5. Chiunque guida munito della patente di guida ma non del certificato di abilitazione professionale o di idoneità, quando prescritto, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (1).

6. I conducenti muniti di patenti di guida o di permesso internazionale, rilasciati da uno Stato estero, sono tenuti alla osservanza di tutte le prescrizioni e le norme di comportamento stabilite nel presente codice; ai medesimi si applicano le sanzioni previste per i titolari di patente italiana.

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


GIURISPRUDENZA

 

Certificati e autorizzazioni amministrative

La falsificazione non grossolana della patente di guida rilasciata da uno Stato estero può costituire reato qualora sussistano le condizioni di validità di tale documento ai fini della conduzione di un veicolo anche nel nostro Paese, come fissate dagli art. 135 e 136 c. strad. (Tribunale Monza 30 gennaio 2010 n. 152).


 

Art. 136

Conversioni di patenti di guida rilasciate da Stati esteri e da Stati della Comunità europea.

1. I titolari di patente in corso di validità, rilasciata da uno Stato membro della Comunità economica europea, che abbiano acquisito la residenza anagrafica in Italia, possono ottenere, a richiesta e dietro consegna della suddetta patente, la patente di guida delle stesse categorie per le quali è valida la loro patente senza sostenere l'esame di idoneità di cui all'art. 121. La patente sostituita è restituita, da parte dell'autorità italiana che ha rilasciato la nuova patente, all'autorità dello Stato membro che l'ha rilasciata. Le stesse disposizioni si applicano per il certificato di abilitazione professionale, senza peraltro provvedere al ritiro dell'eventuale documento abilitativo a sé stante.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano, a condizione di reciprocità, anche ai titolari di patenti di guida rilasciate da Paesi non comunitari, fatto salvo quanto stabilito in accordi internazionali.

3. Il rilascio di patente in sostituzione di una patente di altro Stato avviene previo controllo del possesso da parte del richiedente dei requisiti psichici, fisici e morali stabiliti rispettivamente dagli articoli 119 e 120. Il controllo dei requisiti psichici e fisici avviene a norma dell'art. 126, comma 5.

4. L'accertamento dei requisiti psichici e fisici non è richiesto qualora si dimostri che il rilascio della patente da sostituire, emessa da uno Stato membro della Comunità europea, è stato subordinato al possesso di requisiti psichici e fisici equivalenti a quelli previsti dalla normativa vigente. In questa ipotesi alla nuova patente non può essere accordata una validità che vada oltre il termine stabilito per la patente da sostituire.

5. Nel caso in cui è richiesta la sostituzione, ai sensi dei precedenti commi, di patente rilasciata da uno Stato estero, già in sostituzione di una precedente patente italiana, è rilasciata una nuova patente di categoria non superiore a quella originaria, per ottenere la quale il titolare sostenne l'esame di idoneità.

6. A coloro che, trascorso più di un anno dal giorno dell'acquisizione della residenza in Italia, guidano con patente rilasciata da uno Stato estero non più in corso di validità si applicano le sanzioni previste dai commi 13 e 18 dell'articolo 116 (1).

6-bis. A coloro che, trascorso più di un anno dal giorno dell'acquisizione della residenza in Italia, pur essendo muniti di patente di guida valida, guidano con certificato di abilitazione professionale, con carta di qualificazione del conducente o con un altro prescritto documento abilitativo rilasciato da uno Stato estero non più in corso di validità si applicano le sanzioni previste dai commi 15 e 17 dell'articolo 116 (2).

7. A coloro che, avendo acquisito la residenza in Italia da non oltre un anno, guidano con patente o altro necessario documento abilitativo, rilasciati da uno Stato estero, scaduti di validità, ovvero a coloro che, trascorso più di un anno dal giorno dell'acquisizione della residenza in Italia, guidano con i documenti di cui sopra in corso di validità, si applicano le sanzioni previste per chi guida con patente italiana scaduta di validità.

 

(1) Comma modificato dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 e successivamente sostituito dall’articolo 24, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Comma aggiunto dall’articolo 24, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Reati in genere

La guida con patente rilasciata da uno Stato extracomunitario e non convertibile, dopo un anno dall'acquisizione della residenza in Italia, è stata assimilata alla guida con patente straniera non più in corso di validità di cui all'art. 136 comma 6 c. strad.Ne deriva che la sanzione penale della contravvenzione prevista dall'art. 116 comma 13 c. strad.- applicabile alle condotte di guida senza patente perché mai conseguita o di guida con patente revocata o non rinnovata per assenza dei requisiti richiesti dal codice della strada - non contempli anche la condotta di chi guida un autoveicolo munito di patente straniera non più validamente efficace quale titolo autorizzativo, a seguito dell'ottenuta residenza nel territorio nazionale da oltre un anno, ipotesi, cioè, indicata nel sopra citato art. 136 comma 6. (Tribunale  Bologna 11 marzo 2010 n. 722).

 

Certificati e autorizzazioni amministrative

La falsificazione non grossolana della patente di guida rilasciata da uno Stato estero può costituire reato qualora sussistano le condizioni di validità di tale documento ai fini della conduzione di un veicolo anche nel nostro Paese, come fissate dagli art. 135 e 136 c. strad.(Tribunale  Monza 30 gennaio 2010 n. 152).

 

Conducente di veicoli patente rilasciata da Stati esteri

Gli stranieri residenti e titolari di patente in corso di validità possono conseguire la licenza di guida italiana previa conversione del proprio documento e nel frattempo circolare per un anno, nel rispetto degli accordi internazionali. E questa disposizione vale a maggior ragione per i cittadini comunitari che sono liberi di mantenere la propria patente originale anche in caso di acquisita residenza. (Cassazione civile sez. II 25 novembre 2010 n. 23942).


 

Art. 137

Certificati internazionali per autoveicoli, motoveicoli, rimorchi e permessi internazionali di guida.

1. I certificati internazionali per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi necessari per circolare negli stati nei quali, ai sensi delle convenzioni internazionali, tali documenti siano richiesti, sono rilasciati dagli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, previa esibizione dei documenti di circolazione nazionali (1).

2. I competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri rilasciano i permessi internazionali di guida, previa esibizione della patente (2).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(2) Comma sostituito dall'articolo 12 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

 

Art. 138

Veicoli e conducenti delle Forze armate (1) (2).

1. Le Forze armate provvedono direttamente nei riguardi dei veicoli di loro dotazione agli accertamenti tecnici, all'immatricolazione militare, al rilascio dei documenti di circolazione e delle targhe di riconoscimento.

2. I veicoli delle Forze armate, qualora eccedono i limiti di cui agli articoli 61 e 62, devono essere muniti, per circolare sulle strade non militari, di una autorizzazione speciale che viene rilasciata dal comando militare sentiti gli enti competenti, conformemente a quanto previsto dall'art. 10, comma 6. All'eventuale scorta provvede il predetto comando competente.

3. Le Forze armate provvedono direttamente nei riguardi del personale in servizio:

a) all'addestramento, all'individuazione e all'accertamento dei requisiti necessari per la guida, all'esame di idoneità e al rilascio della patente militare di guida, che abilita soltanto alla guida dei veicoli comunque in dotazione delle Forze armate;

b) al rilascio dei certificati di abilitazione alle mansioni di insegnante di teoria e di istruttore di scuola guida, relativi all'addestramento di cui alla lettera a).

4. Gli insegnanti, gli istruttori e i conducenti di cui al comma 3 non sono soggetti alle disposizioni del presente titolo.

5. Coloro che sono muniti di patente militare possono ottenere, senza sostenere l'esame di idoneità, la patente di guida per veicoli delle corrispondenti categorie, secondo la tabella di equipollenza stabilita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero della difesa, sempreché la richiesta venga presentata per il tramite dell'autorità dalla quale dipendono durante il servizio o non oltre un anno dalla data del congedo o dalla cessazione dal servizio (3).

6. Il personale provvisto di abilitazione ad istruttore di guida militare può ottenere la conversione in analogo certificato di abilitazione ad istruttore di guida civile senza esame e secondo le modalità stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, purché gli interessati ne facciano richiesta entro un anno dalla data del congedo o dalla cessazione dal servizio (3).

7. I veicoli alienati dalle Forze armate possono essere reimmatricolati con targa civile previo accertamento dei prescritti requisiti.

8. Le caratteristiche delle targhe di riconoscimento dei veicoli a motore o da essi trainati in dotazione alle Forze armate sono stabilite d'intesa tra il Ministero dal quale dipendono l'arma o il corpo e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (3).

9. Le Forze armate provvedono direttamente al trasporto stradale di materie radioattive e fissili speciali, mettendo in atto tutte le prescrizioni tecniche e le misure di sicurezza previste dalle norme vigenti in materia.

10. In ragione della pubblica utilità del loro impiego in servizi di istituto, i mezzi di trasporto collettivo militare, appartenenti alle categorie M2 e M3, sono assimilati ai mezzi adibiti al trasporto pubblico.

11. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai veicoli e ai conducenti della Polizia di Stato, della Guardia di finanza, del Corpo di Polizia penitenziaria, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dei Corpi dei vigili del fuoco delle province autonome di Trento e di Bolzano, della regione Valle d’Aosta, della Croce rossa italiana, del Corpo forestale dello Stato, dei Corpi forestali operanti nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano e della Protezione civile nazionale, della regione Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano (4).

12. Chiunque munito di patente militare, ovvero munito di patente rilasciata ai sensi del comma 11, guida un veicolo immatricolato con targa civile è soggetto alle sanzioni previste dall'art. 125, comma 3. La patente di guida è sospesa dall'autorità che l'ha rilasciata, secondo le procedure e la disciplina proprie dell'amministrazione di appartenenza.

12-bis. I soggetti muniti di patente militare o di servizio rilasciata ai sensi dell'articolo 139 possono guidare veicoli delle corrispondenti categorie immatricolati con targa civile purché i veicoli stessi siano adibiti ai servizi istituzionali dell'amministrazione dello Stato (5).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 69 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Vedi gli articoli 1 e5 del D.M. 11 agosto 2004, n. 246.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Comma modificato dall'articolo 5 del D.L. 28 giugno 1995, n. 251, dall'articolo 17 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ed infine dall'articolo 8-quinquies del D.L. 31 marzo 2005, n. 45.

(5) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

 

Art. 139

Patente di servizio per il personale abilitato allo svolgimento di compiti di polizia stradale (1) (2).

1. Ai soggetti già in possesso di patente di guida e abilitati allo svolgimento di compiti di polizia stradale indicati dai commi 1 e 3, lettera a), dell'articolo 12 è rilasciata apposita patente di servizio la cui validità è limitata alla guida di veicoli adibiti all'espletamento di compiti istituzionali dell'amministrazione di appartenenza.

2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno, sono stabiliti i requisiti e le modalità per il rilascio della patente di cui al comma 1.

 

(1) Articolo sostituito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(2) Vedi D.M. 11 agosto 2004, n. 246.

 

TITOLO V

NORME DI COMPORTAMENTO

 

Art. 140

Principio informatore della circolazione.

1. Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale.

2. I singoli comportamenti, oltre quanto già previsto nei precedenti titoli, sono fissati dalle norme che seguono.

 

Art. 141

Velocità.

1. È obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione.

2. Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.

3. In particolare, il conducente deve regolare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità delle intersezioni e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli indicati dagli appositi segnali, nelle forti discese, nei passaggi stretti o ingombrati, nelle ore notturne, nei casi di insufficiente visibilità per condizioni atmosferiche o per altre cause, nell'attraversamento degli abitati o comunque nei tratti di strada fiancheggiati da edifici.

4. Il conducente deve, altresì, ridurre la velocità e, occorrendo, anche fermarsi quando riesce malagevole l'incrocio con altri veicoli, in prossimità degli attraversamenti pedonali e, in ogni caso, quando i pedoni che si trovino sul percorso tardino a scansarsi o diano segni di incertezza e quando, al suo avvicinarsi, gli animali che si trovino sulla strada diano segni di spavento.

5. Il conducente non deve gareggiare in velocità.

6. Il conducente non deve circolare a velocità talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per il normale flusso della circolazione.

7. All'osservanza delle disposizioni del presente articolo è tenuto anche il conducente di animali da tiro, da soma e da sella.

8. Chiunque viola le disposizioni del comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (1).

9. Salvo quanto previsto dagli articoli 9-bis e 9-ter, chiunque viola la disposizione del comma 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624. (1) (2)

10. Se si tratta di violazioni commesse dal conducente di cui al comma 7 la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (1).

11. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1)(3).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(2) Comma modificato dall'articolo 8 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data prevista dall'articolo 1 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121, e successivamente dall'articolo 03 del D.L. del 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Vedi l'articolo 6-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

 


GIURISPRUDENZA

 

Circolazione stradale

La pericolosità della condotta di guida prevista dall'art. 141 c. strad. deve essere desunta dalle caratteristiche e dalle condizioni della strada e del traffico e da ogni altra circostanza di qualsiasi natura; pertanto, la relativa valutazione costituisce il portato di un giudizio dei verbalizzanti che implica un'attività di elaborazione da parte degli stessi, i quali devono rilevare i fatti in accadimento e sottoporli a critica, per desumerne la valutazione di congruità ai criteri di buona condotta di guida o, appunto, di pericolosità. Ne consegue che detta valutazione è priva dell'efficacia probatoria privilegiata prevista dall'art. 2700 c.c. e la sua contestazione nel giudizio di opposizione non richiede la proposizione della querela di falso. (Nella specie, la Corte, alla stregua del principio enunciato, ha rigettato il ricorso e confermato la sentenza impugnata con la quale era stato ritenuto che il verbale di accertamento relativo all'omessa regolazione della velocità in prossimità di un'intersezione non poteva godere della suddetta fede privilegiata). (Cassazione civile sez. II 22 giugno 2010 n. 15108).

In tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, per contestare le affermazioni contenute in un verbale proveniente da un pubblico ufficiale su circostanze oggetto di percezione sensoriale, e come tali suscettibili di errore di fatto - nella specie, la rilevazione del numero di targa di un'auto - non è necessario proporre querela di falso, ma è sufficiente fornire prove idonee a vincere la presunzione di veridicità del verbale, secondo l'apprezzamento rimesso al giudice di merito. (Cassazione civile sez. II 04 dicembre 2009 n. 25676).

 

Velocità

La ratio dell'art. 141 del vigente codice della strada - che impone di moderare la velocità in presenza di curve o nei tratti di strada a visibilità limitata - deve essere ravvisata nella finalità di assicurare il controllo del veicolo da parte del conducente in qualsiasi circostanza attinente alla conformazione o condizione della strada in modo tale da scongiurare pericoli per la sicurezza delle persone e delle cose. (Nella specie, la S.C., alla stregua dell'enunciato principio, ha cassato con rinvio la sentenza impugnata con cui si era ritenuto che il citato art. 141 c. strad. possa trovare applicazione solo quando la velocità non moderata sia stata anche causa efficiente di un sinistro stradale). (Cassazione civile sez. II 29 dicembre 2009 n. 27501).

L'esistenza di un limite di velocità non giustifica il mantenimento di tale velocità anche in presenza di una intersezione, dovendo in tale caso il conducente moderare la velocità in previsione del possibile sopravvenire del segnale di frenata. Nel sistema delle norme sulla circolazione stradale - del resto - l'apprezzamento della velocità, in funzione della esigenza di stabilire se essa debba o meno considerarsi eccessiva, deve essere condotto in relazione alle condizioni di luoghi, della strada e del traffico che vi si svolge, senza che assume decisivo rilievo persino l'eventuale osservanza dei limiti imposti in via generale dal codice della strada. (Cassazione civile sez. II 09 dicembre 2009 n. 25769).


 

Art. 142

Limiti di velocità (1).

1. Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana la velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade, i 110 km/h per le strade extraurbane principali, i 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, ed i 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali. Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempreché lo consentano l'intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell'ultimo quinquennio. In caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non può superare i 110 km/h per le autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane principali (2).

2. Entro i limiti massimi suddetti, gli enti proprietari della strada possono fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione, limiti di velocità minimi e limiti di velocità massimi, diversi da quelli fissati al comma 1, in determinate strade e tratti di strada quando l'applicazione al caso concreto dei criteri indicati nel comma 1 renda opportuna la determinazione di limiti diversi, seguendo le direttive che saranno impartite dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Gli enti proprietari della strada hanno l'obbligo di adeguare tempestivamente i limiti di velocità al venir meno delle cause che hanno indotto a disporre limiti particolari. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può modificare i provvedimenti presi dagli enti proprietari della strada, quando siano contrari alle proprie direttive e comunque contrastanti con i criteri di cui al comma 1. Lo stesso Ministro può anche disporre l'imposizione di limiti, ove non vi abbia provveduto l'ente proprietario; in caso di mancato adempimento, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può procedere direttamente alla esecuzione delle opere necessarie, con diritto di rivalsa nei confronti dell'ente proprietario (3).

3. Le seguenti categorie di veicoli non possono superare le velocità sottoindicate:

a) ciclomotori: 45 km/h;

b) autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose rientranti nella classe 1 figurante in allegato all'accordo di cui all'articolo 168, comma 1, quando viaggiano carichi: 50 km/h fuori dei centri abitati; 30 km/h nei centri abitati;

c) macchine agricole e macchine operatrici: 40 km/h se montati su pneumatici o su altri sistemi equipollenti; 15 km/h in tutti gli altri casi;

d) quadricicli: 80 km/h fuori dei centri abitati;

e) treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio di cui alle lettere h), i) e l) dell'art. 54, comma 1: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

f) autobus e filobus di massa complessiva a pieno carico superiore a 8 t: 80 km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;

g) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t e fino a 12 t: 80 km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;

h) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 12 t: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

i) autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 5 t se adoperati per il trasporto di persone ai sensi dell'art. 82, comma 6: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

l) mezzi d'opera quando viaggiano a pieno carico: 40 km/h nei centri abitati; 60 km/h fuori dei centri abitati.

4. Nella parte posteriore dei veicoli di cui al comma 3, ad eccezione di quelli di cui alle lettere a) e b), devono essere indicate le velocità massime consentite. Qualora si tratti di complessi di veicoli, l'indicazione del limite va riportata sui rimorchi ovvero sui semirimorchi. Sono comunque esclusi da tale obbligo gli autoveicoli militari ricompresi nelle lettere c), g), h) ed i) del comma 3, quando siano in dotazione alle Forze armate, ovvero ai Corpi ed organismi indicati nell'articolo 138, comma 11.

5. In tutti i casi nei quali sono fissati limiti di velocità restano fermi gli obblighi stabiliti dall'art. 141.

6. Per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, anche per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, nonché le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal regolamento (4).

6-bis. Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno (5).

7. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocità, ovvero supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00(6).

8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (6).

9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2. 000. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi (6) (7) (10).

9-bis. Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3. 119. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (8) (10).

10. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (6).

11. Se le violazioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 9-bis sono commesse alla guida di uno dei veicoli indicati al comma 3, lettere b), e), f), g), h), i) e l) le sanzioni amministrative pecuniarie e quelle accessorie ivi previste sono raddoppiate. L'eccesso di velocità oltre il limite al quale è tarato il limitatore di velocità di cui all’articolo 179 comporta, nei veicoli obbligati a montare tale apparecchio, l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 2-bis e 3 del medesimo articolo 179 , per il caso di limitatore non funzionante o alterato. È sempre disposto l'accompagnamento del mezzo presso un'officina autorizzata, per i fini di cui al comma 6-bis del citato articolo 179 (7) (10).

12. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione del comma 9, la sanzione amministrativa accessoria è della sospensione della patente da otto a diciotto mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione del comma 9-bis, la sanzione amministrativa accessoria è la revoca della patente, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (7) (9).

12-bis. I proventi delle sanzioni derivanti dall'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità stabiliti dal presente articolo, attraverso l'impiego di apparecchi o di sistemi di rilevamento della velocità ovvero attraverso l'utilizzazione di dispositivi o di mezzi tecnici di controllo a distanza delle violazioni ai sensi dell'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n. 168, e successive modificazioni, sono attribuiti, in misura pari al 50 per cento ciascuno, all'ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l'accertamento o agli enti che esercitano le relative funzioni ai sensi dell'articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381, e all'ente da cui dipende l'organo accertatore, alle condizioni e nei limiti di cui ai commi 12-ter e 12-quater. Le disposizioni di cui al periodo precedente non si applicano alle strade in concessione. Gli enti di cui al presente comma diversi dallo Stato utilizzano la quota dei proventi ad essi destinati nella regione nella quale sono stati effettuati gli accertamenti (11).

12-ter. Gli enti di cui al comma 12-bis destinano le somme derivanti dall'attribuzione delle quote dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al medesimo comma alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere, e dei relativi impianti, nonchè al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, ivi comprese le spese relative al personale, nel rispetto della normativa vigente relativa al contenimento delle spese in materia di pubblico impiego e al patto di stabilità interno (12).

12-quater. Ciascun ente locale trasmette in via informatica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed al Ministero dell'interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione in cui sono indicati, con riferimento all'anno precedente, l'ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza di cui al comma 1 dell'articolo 208 e al comma 12-bis del presente articolo, come risultante da rendiconto approvato nel medesimo anno, e gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento. La percentuale dei proventi spettanti ai sensi del comma 12-bis è ridotta del 30 per cento annuo nei confronti dell'ente che non trasmetta la relazione di cui al periodo precedente, ovvero che utilizzi i proventi di cui al primo periodo in modo difforme da quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 208 e dal comma 12-ter del presente articolo, per ciascun anno per il quale sia riscontrata una delle predette inadempienze (13).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 70 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360. Vedi articolo 4 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121.

(2) Comma sostituito dall'articolo 9 del D.lgs. 15 gennaio 2002 n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata dall'articolo 19 del medesimo decreto e modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Vedi D.M. 29 ottobre 1997. Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(5) Comma inserito dall'articolo 3 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(6) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(7) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(8) Comma inserito dall'articolo 3 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117. In attuazione del comma 9-bis vedi il D.M. 15 agosto 2007. Il presente comma è stato successivamente modificato dall'articolo 25, comma 1, lettera c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(9) Vedi l'articolo 6-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(10) La sanzione prevista dal presente comma è esclusa dall'adeguamento previsto dal D.M. 17 dicembre 2008 , ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.

(11) Comma inserito dall'articolo 25, comma 1, lettera d), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data dell'emanazione del decreto di cui al comma 2, articolo 25 della citata legge.

(12) Comma inserito dall'articolo 25, comma 1, lettera d), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data dell'emanazione del decreto di cui al comma 2, articolo 25 della citata legge.

(13) Comma inserito dall'articolo 25, comma 1 lettera d), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data dell'emanazione del decreto di cui al comma 2, articolo 25 della citata legge.

 


GIURISPRUDENZA

 

Velocità: 1) accertamento

L'omessa contestazione immediata, giustificata nel verbale con riferimento all'art. 201, comma 1 bis, lett. b) e comma 1 ter, c. strad., la violazione di cui infra non è assimilabile a quella dell'eccesso di velocità. Manca, infatti, nel c. strad. e nel Regolamento qualsiasi riferimento alla possibilità di rilevare l'infrazione ex art. 146, comma 3, esclusivamente con apparecchiature fotografiche diversamente dall'art. 142 stesso codice che prevede la possibilità di affidare il controllo dell'osservanza dei limiti di velocità ad apposite apparecchiature. Ne discende che la rilevazione dell'infrazione a mezzo Photored non può prescindere dalla presenza dell'agente di polizia che, proprio per le situazioni che possono verificarsi nei casi concreti, proceda ad una corretta applicazione della norma. (Giudice di pace Bari 10 giugno 2010 n. 5041).

In tema di accertamento delle violazioni dei limiti di velocità a mezzo di apparecchiature elettroniche, è legittima la rilevazione della velocità di un autoveicolo effettuata a mezzo apparecchiature elettronica denominata "telelaser" - apparecchiatura che non rilascia documentazione fotografica dell'avvenuta rilevazione nei confronti di un determinato veicolo, ma che consente unicamente l'accertamento della velocità in un determinato momento, restando affidata alla attestazione dell'organo di polizia stradale addetto alla rilevazione la riferibilità della velocità proprio al veicolo dal medesimo organo individuato - in quanto l'attestazione dell'organo di polizia stradale ben può integrare, con quanto accertato direttamente, la rilevazione elettronica attribuendo la stessa ad uno specifico veicolo, risultando tale attestazione assistita da efficacia probatoria fino a querela di falso, ed essendo suscettibile di prova contraria unicamente il difetto di omologazione o di funzionamento dell'apparecchiatura elettronica. Pertanto in presenza di personale dell'amministrazione competente, la verbalizzazione da questi compiuta è garanzia sufficiente dell'affidabilità della rilevazione; per superarla non sono sufficienti le opinioni espresse da testimoni, il cui apprezzamento, in considerazione dei ridottissimi margini tra la contestazione e la valutazione da essi resa, non può che assurgere a mera opinione personale, priva di valore probatorio tale da superare le risultanze elettroniche e le attestazioni dei verbalizzanti, munite di fede privilegiata con riferimento alle verifiche e all'apparente funzionamento dell'apparecchio e al puntamento del veicolo (nella specie, la Corte ha accolto il ricorso di un Comune contro la decisione del Giudice di pace, che aveva annullato il verbale con il quale si contestava all'automobilista l'eccesso di velocità. Tale sanzione, accertata con apparecchiatura telelaser, era stata contestata attraverso la testimonianza di tre persone che affermavano di aver visto il veicolo passare, a una velocità certamente inferiore a quella rilevata dall'apparecchiatura). (Cassazione civile  sez. II 05 maggio 2010 n. 10924).

In tema di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità stabiliti, di cui all'art. 142 c. strad., non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla l. n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale relativo alla verifica della taratura, poiché esso attiene alla materia c. D. metrologica, che è diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed appartiene alla competenza di autorità amministrative diverse da quelle legittimate alla rilevazione delle infrazioni al codice della strada. (Cassazione civile  sez. II 24 aprile 2010 n. 9846).

Va disapplicata, ai sensi degli art. 4 e 5 l. 20 marzo 1865 n. 2248, all. E, l'ordinanza di imposizione di un limite di velocità inferiore rispetto a quello previsto dall'art. 142, comma 1, c.strad. su tratto di strada avente caratteristiche extraurbane, qualora tale imposizione esuli da qualsiasi riferimento ai paradigmi contenuti nel predetto art. 142, comma 1, c.strad. in ordine alle esigenze di sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana. (Nella fattispecie il limite di velocità era stato abbassato da 90 Km/h a 70 Km/h con la seguente motivazione: "per non creare confusione per gli utenti della strada"). (Giudice di pace Copparo 17 marzo 2010 n. 943).

In materia di circolazione stradale, la mancanza di particolari limiti di velocità fissati, ai sensi dell'art. 142, comma 2, D.lg. 30 aprile 1992 n. 285, dall'ente proprietario della strada non implica che su di essa non sia imposta alcuna limitazione di velocità, giacché, in tal caso, trovano applicazione i limiti di velocità massimi stabiliti dal comma 1 dello stesso art. 142 e, dunque, ove si tratti di strada in centro abitato, il limite di 50 km/h. (Cassazione civile  sez. II 22 febbraio 2010 n. 4242).

L'accertamento della violazione dell'art. 142, comma 8, del C. D.S. , avvenuto con il c. D.sistema tutor, per le sue caratteristiche funzionali, si basa sulla misurazione della velocità media tenuta da un utente della strada, in un tratto collocato tra due punti determinati, nei quali sono collocati gli strumenti di rilevazione automatica e, quindi, non consente di stabilire con esattezza il luogo preciso di perfezionamento dell'illecito, ricadendo, nella fattispecie in esame, nella competenza per territorio di due giudici di pace. Ebbene, questa incertezza non consente di emettere una sentenza di incompetenza: ai sensi dell'art. 44 del c. p. c. , infatti, il giudice che dichiara la propria incompetenza per territorio deve indicare il giudice competente (e ciò coerentemente con i motivi che affermano la propria incompetenza). (Giudice di pace  Bari 20 gennaio 2010 n. 403).

 

2) limiti

La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale l.reg. Campania 22 luglio 2009 n. 10, per violazione della competenza esclusiva dello Stato in materia di circolazione stradale. L’art. 2, comma 1, l.reg. Campania 10/2009, non consente l’uso repressivo degli apparecchi di misurazione della velocità, ponendosi con ciò in contrasto con la normativa statale (art. 142, comma 6, d.lg. n. 285 del 1992), secondo cui per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità sono considerati fonti di prova le risultanze delle apparecchiature debitamente omologate; l’art. 5, comma 2, l.reg. Campania 10/2009, dispone poi che tra la segnalazione e l’autovelox deve esserci una distanza di quattro chilometri, in contrasto con l’art. 142, comma 6 bis, d.lg. n. 285 del 1992, per il quale le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. Le modalità di impiego sono stabilite dall'art. 2, comma 1, del decreto del Ministro dei trasporti 15 agosto 2007, ai sensi del quale è necessario che non vi siano tra il segnale e il luogo di effettivo rilevamento intersezioni stradali che comporterebbero la ripetizione del messaggio dopo le stesse, e comunque che non vi sia una distanza superiore a quattro chilometri. (Corte costituzionale 24 giugno 2010 n. 223).

In tema di opposizione a sanzione amministrativa irrogata a seguito di violazione dell'art. 142, comma 9, c. strad., non vale ad escludere la responsabilità del conducente l'invocato stato di necessità dovuto all'esigenza di rispettare i tempi di una consultazione medica conseguente ad un malore lamentato da un passeggero, qualora l'opponente non abbia provato - essendone onerato per effetto dell'applicazione delle regole penalistiche sullo stato di necessità, alle quali occorre fare riferimento anche ai fini previsti dall'art. 4 l. n. 689 del 1981 - l'imminente pericolo di vita del passeggero medesimo e l'impossibilità di provvedere diversamente alla salvezza di quest'ultimo. (Cassazione civile sez. II 14 giugno 2010 n. 14286).

In tema di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti, come previsto dall'art. 142 codice della strada, non vanno sottoposte ai controlli previsti dalla l. n. 273/91, istitutiva del sistema nazionale di taratura; tale sistema di controlli, infatti, attiene alla materia così detta metrologica diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed è competenza di autorità amministrative diverse rispetto a quelle pertinenti al caso di specie. (Cassazione civile sez. II 14 dicembre 2009 n. 26211).

 

Sanzioni amministrative

Per ormai consolidato orientamento giurisprudenziale, in tema di rilevazione dell'inosservanza dei limiti di velocità dei veicoli a mezzo di apparecchiature elettroniche, né il codice della strada (art. 142, comma 6) né il relativo regolamento di esecuzione (art. 345 d.P.R. 16/12/1992 n. 495) prevedono che il verbale di accertamento dell'infrazione debba contenere, a pena di nullità, l'attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l'uso. Per gli apparecchi di rilevazione degli illeciti stradali che funzionano in modalità automatica, cioè senza la presenza ed il diretto controllo dell'operatore di polizia stradale, nelle ipotesi espressamente previste e consentite, tra i quali rientra il Velomatic, richiedono, allo scopo di evitare disfunzioni, e conseguente lesione del diritto di difesa del cittadino attinto dall'azione di accertamento, oltre che l'omologazione, una verifica periodica tendente a valutare la corretta funzionalità delle apparecchiature. (Giudice di pace Bari 19 maggio 2010 n. 4210).

L'obbligo della preventiva segnalazione dell'apparecchio di rilevamento della velocità previsto, in un primo momento, dall'art. 4 del d.l. n. 121 del 2002, conv. nella l. n. 168 del 2002, per i soli dispositivi di controllo remoto senza la presenza diretta dell'operatore di polizia, menzionati nell'art. 201, comma 1 bis, lett. f, c. strad., è stato successivamente esteso, con l'entrata in vigore dell'art. 3 del d.l. n. 117 del 2007, conv. nella l. n. 160 del 2007, a tutti i tipi e modalità di controllo effettuati con apparecchi fissi o mobili installati sulla sede stradale, nei quali, perciò, si ricomprendono ora anche gli apparecchi telelaser gestiti direttamente e nella disponibilità degli organi di polizia. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha cassato la sentenza impugnata che aveva annullato il verbale di contestazione per l'omesso assolvimento del suddetto obbligo di preventiva informazione dell'utenza, malgrado il dispositivo utilizzato, tipo telelaser, non rientrasse tra quelli indicati nel citato art. 4 del d.l. n. 121 del 2002 e lo "ius superveniens" di cui all'art. 3 del d.l. n. 117 del 2007 non fosse applicabile al caso esaminato, riferito ad un'infrazione commessa nel 2003). (Cassazione civile sez. II 18 gennaio 2010 n. 656).


 

Art. 143

Posizione dei veicoli sulla carreggiata.

1. I veicoli devono circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro della medesima, anche quando la strada è libera.

2. I veicoli sprovvisti di motore e gli animali devono essere tenuti il più vicino possibile al margine destro della carreggiata.

3. La disposizione del comma 2 si applica anche agli altri veicoli quando si incrociano ovvero percorrono una curva o un raccordo convesso, a meno che circolino su strade a due carreggiate separate o su una carreggiata ad almeno due corsie per ogni senso di marcia o su una carreggiata a senso unico di circolazione.

4. Quando una strada è divisa in due carreggiate separate, si deve percorrere quella di destra; quando è divisa in tre carreggiate separate, si deve percorrere quella di destra o quella centrale, salvo diversa segnalazione.

5. Salvo diversa segnalazione, quando una carreggiata è a due o più corsie per senso di marcia, si deve percorrere la corsia più libera a destra; la corsia o le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso.

6. Omissis (1).

7. All'interno dei centri abitati, salvo diversa segnalazione, quando una carreggiata è a due o più corsie per senso di marcia, si deve percorrere la corsia libera più a destra; la corsia o le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso. Tuttavia i conducenti, qualunque sia l'intensità del traffico, possono impegnare la corsia più opportuna in relazione alla direzione che essi intendono prendere alla successiva intersezione; i conducenti stessi non possono peraltro cambiare corsia se non per predisporsi a svoltare a destra o a sinistra, o per fermarsi, in conformità delle norme che regolano queste manovre, ovvero per effettuare la manovra di sorpasso che in tale ipotesi è consentita anche a destra.

8. Nelle strade con binari tranviari a raso, i veicoli possono procedere sui binari stessi purché, compatibilmente con le esigenze della circolazione, non ostacolino o rallentino la marcia dei tram, salva diversa segnalazione.

9. Nelle strade con doppi binari tranviari a raso, entrambi su di un lato della carreggiata, i veicoli possono marciare a sinistra della zona interessata dai binari, purché rimangano sempre entro la parte della carreggiata relativa al loro senso di circolazione.

10. Ove la fermata dei tram o dei filobus sia corredata da apposita isola salvagente posta a destra dell'asse della strada, i veicoli, salvo diversa segnalazione che imponga il passaggio su un lato determinato, possono transitare indifferentemente a destra o a sinistra del salvagente, purché rimangano entro la parte della carreggiata relativa al loro senso di circolazione e purché non comportino intralcio al movimento dei viaggiatori.

11. Chiunque circola contromano è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 144,00 a Euro 576,00 (2).

12. Chiunque circola contromano in corrispondenza delle curve, dei raccordi convessi o in ogni altro caso di limitata visibilità, ovvero percorre la carreggiata contromano, quando la strada sia divisa in più carreggiate separate, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 281 a euro 1. 123. Dalla violazione prevista dal presente comma consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI. In casi di recidiva la sospensione è da due a sei mesi (2).

13. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (3).

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 71 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360 e successivamente abrogato dall'articolo 10 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto.

(2) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


GIURISPRUDENZA

 

Reati in genere

Per integrare la colpa punibile non è sufficiente la mera violazione di una regola cautelare, sebbene codificata, ma è necessario che la violazione di detta regola abbia determinato il concretizzarsi del rischio che essa mirava a prevenire, la cosiddetta causalità della colpa. (Nella specie, il giudice aveva prosciolto dal reato di omicidio colposo un automobilista il quale aveva investito un motociclista che era scivolato in terra invadendo l'opposta corsia di marcia, ove aveva terminato la propria corsa collidendo contro lo spigolo dell'autoveicolo; secondo la Cassazione, che ha rigettato il ricorso delle parti civili, correttamente era stato ritenuto non rilevante che l'automobilista circolasse "non mantenendo strettamente la destra" e, quindi, in violazione dell'art. 143 c. strad., in quanto la regola cautelare imponente l'obbligo di tenere la destra ha lo scopo di garantire una intercapedine tra i flussi contrapposti di veicoli, onde garantire uno spazio di manovra in caso di percepibili modesti sconfinamenti, mentre, nel caso di specie, il rischio concretizzatosi era stato del tutto imprevedibile e inevitabile, in quanto costituito dallo scivolamento di un corpo, senza alcun controllo, sull'asfalto). (Cassazione penale sez. IV 09 febbraio 2010 n. 18157).


 

Art. 144

Circolazione dei veicoli per file parallele.

1. La circolazione per file parallele è ammessa nelle carreggiate ad almeno due corsie per ogni senso di marcia, quando la densità del traffico è tale che i veicoli occupano tutta la parte della carreggiata riservata al loro senso di marcia e si muovono ad una velocità condizionata da quella dei veicoli che precedono, ovvero in tutti i casi in cui gli agenti del traffico la autorizzano. È ammessa, altresì, lungo il tronco stradale adducente a una intersezione controllata da segnali luminosi o manuali; in tal caso, al segnale di via libera, essa deve continuare anche nell'area di manovra dell'intersezione stessa.

2. Nella circolazione per file parallele è consentito ai conducenti di veicoli, esclusi i veicoli non a motore ed i ciclomotori, di non mantenersi presso il margine della carreggiata, pur rimanendo in ogni caso nella corsia prescelta.

3. Il passaggio da una corsia all'altra è consentito, previa la necessaria segnalazione, soltanto quando si debba raggiungere la prima corsia di destra per svoltare a destra, o l'ultima corsia di sinistra per svoltare a sinistra, ovvero per effettuare una riduzione di velocità o una volontaria sospensione della marcia al margine della carreggiata, quando ciò non sia vietato. I conducenti che si trovano nella prima corsia di destra possono, inoltre, spostarsi da detta corsia quando devono superare un veicolo senza motore o comunque assai lento, sempre previa la necessaria segnalazione.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 145

Precedenza.

1. I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti.

2. Quando due veicoli stanno per impegnare una intersezione, ovvero laddove le loro traiettorie stiano comunque per intersecarsi, si ha l'obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa segnalazione.

3. Negli attraversamenti di linee ferroviarie e tranviarie i conducenti hanno l'obbligo di dare la precedenza ai veicoli circolanti su rotaie, salvo diversa segnalazione.

4. I conducenti devono dare la precedenza agli altri veicoli nelle intersezioni nelle quali sia così stabilito dall'autorità competente ai sensi dell'art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.

5. I conducenti sono tenuti a fermarsi in corrispondenza della striscia di arresto, prima di immettersi nella intersezione, quando sia così stabilito dall'autorità competente ai sensi dell'art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.

6. Negli sbocchi su strada da luoghi non soggetti a pubblico passaggio i conducenti hanno l'obbligo di arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada.

7. È vietato impegnare una intersezione o un attraversamento di linee ferroviarie o tranviarie quando il conducente non ha la possibilità di proseguire e sgombrare in breve tempo l'area di manovra in modo da consentire il transito dei veicoli provenienti da altre direzioni.

8. Negli sbocchi su strada di sentieri, tratturi, mulattiere e piste ciclabili è fatto obbligo al conducente di arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada. L'obbligo sussiste anche se le caratteristiche di dette vie variano nell'immediata prossimità dello sbocco sulla strada.

9. I conducenti di veicoli su rotaia devono rispettare i segnali negativi della precedenza.

10. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (1).

11. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 10 per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Comma così modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


GIURISPRUDENZA

 

Condotta di veicoli: precedenza di diritto e di fatto

Con l'introduzione del D.l. 27 giugno 2003, n. 151, conv. nella l. 1 agosto 2003 n. 214, è stato inasprito il regime sanzionatorio per alcune ipotesi di illecito amministrativo, tra cui rientra l'ipotesi in esame e, cioè, la violazione dell'art. 145 c. strad., nel senso che alla commissione di detta infrazione, consegue, per legge, la sospensione della patente, con un provvedimento apposito che ha lo scopo di cristallizzare la sanzione e determinarne la durata, nei limiti minimi e massimi prestabiliti dal legislatore stesso (nella specie, era proposta opposizione avverso l'ordinanza prefettizia con la quale veniva disposta la sospensione della patente di guida, impostando la propria difesa esclusivamente avverso la violazione dell'art. 145, commi 5-10, c. strad., ritenuta non essere oggetto del giudizio, e omettendo di dedurre circa la "sorte" del verbale principale). (Giudice di pace  Bari 20 gennaio 2010 n. 417).


 

Art. 146

Violazione della segnaletica stradale.

1. L'utente della strada è tenuto ad osservare i comportamenti imposti dalla segnaletica stradale e dagli agenti del traffico a norma degli articoli da 38 a 43 e delle relative norme del regolamento.

2. Chiunque non osserva i comportamenti indicati dalla segnaletica stradale o nelle relative norme di regolamento, ovvero dagli agenti del traffico, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 36 a Euro 148. Sono fatte salve le particolari sanzioni previste dagli articoli 6 e 7, nonché dall'articolo 191, comma 4 (1).

3. Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell'agente del traffico vietino la marcia stessa, è soggetto «alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (2).

3-bis. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (3).

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 72 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360. Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 e con D.M. 29 dicembre 2006, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(2) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Comma aggiunto dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

 


GIURISPRUDENZA

 

Velocità in genere

Nel sistema delle norme sulla circolazione stradale l'apprezzamento della velocità, in funzione dell'esigenza di stabilire se essa debba o meno considerarsi eccessiva, deve essere condotto in relazione alle condizioni dei luoghi, della strada e del traffico che vi si svolge senza che assuma decisivo rilievo persino l'eventuale osservanza dei limiti imposti, in via generale, dal codice della strada (nella specie, la Corte ha confermato la decisione del giudice di pace, che aveva ritenuto sufficiente il termine di quattro secondi di accensione della luce gialle, rigettando l'opposizione al verbale elevato per violazione dell'art. 146 Cds; a detta del giudice, infatti, tale frazione di tempo era da ritenersi sufficiente per permettere all'automobilista di fermarsi in sicurezza al semaforo, in considerazione della velocità da tenere commisurata allo stato dei luoghi). (Cassazione civile sez. II 09 dicembre 2009 n. 25769).


 

Art. 147

Comportamento ai passaggi a livello.

1. Gli utenti della strada, approssimandosi ad un passaggio a livello, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti e devono osservare le segnalazioni indicate nell'art. 44 (1).

2. Prima di impegnare un passaggio a livello senza barriere o semibarriere, gli utenti della strada devono assicurarsi, in prossimità delle segnalazioni previste nel regolamento di cui all'art. 44, comma 3, che nessun treno sia in vista e in caso affermativo attraversare rapidamente i binari; in caso contrario devono fermarsi senza impegnarli.

3. Gli utenti della strada non devono attraversare un passaggio a livello quando:

a) siano chiuse o stiano per chiudersi le barriere o le semibarriere;

b) siano in movimento di apertura le semibarriere;

c) siano in funzione i dispositivi di segnalazione luminosa o acustica previsti dall'art. 44, comma 2, e dal regolamento, di cui al comma 3 dello stesso articolo;

d) siano in funzione i mezzi sostitutivi delle barriere o semibarriere previsti dal medesimo articolo.

4. Gli utenti della strada devono sollecitamente sgombrare il passaggio a livello. In caso di arresto forzato del veicolo il conducente deve cercare di portarlo fuori dei binari o, in caso di materiale impossibilità, deve fare tutto quanto gli è possibile per evitare ogni pericolo per le persone, nonché fare in modo che i conducenti dei veicoli su rotaia siano avvisati in tempo utile dell'esistenza del pericolo.

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

6. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una violazione di cui al comma 5 per almeno due volte, all'ultima violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 73 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 148

Sorpasso (1).

1. Il sorpasso è la manovra mediante la quale un veicolo supera un altro veicolo, un animale o un pedone in movimento o fermi sulla corsia o sulla parte della carreggiata destinata normalmente alla circolazione.

2. Il conducente che intende sorpassare deve preventivamente accertarsi:

a) che la visibilità sia tale da consentire la manovra e che la stessa possa compiersi senza costituire pericolo o intralcio;

b) che il conducente che lo precede nella stessa corsia non abbia segnalato di voler compiere analoga manovra;

c) che nessun conducente che segue sulla stessa carreggiata o semicarreggiata, ovvero sulla corsia immediatamente alla propria sinistra, qualora la carreggiata o semicarreggiata siano suddivise in corsie, abbia iniziato il sorpasso;

d) che la strada sia libera per uno spazio tale da consentire la completa esecuzione del sorpasso, tenuto anche conto della differenza tra la propria velocità e quella dell'utente da sorpassare, nonché della presenza di utenti che sopraggiungono dalla direzione contraria o che precedono l'utente da sorpassare.

3. Il conducente che sorpassa un veicolo o altro utente della strada che lo precede sulla stessa corsia, dopo aver fatto l'apposita segnalazione, deve portarsi sulla sinistra dello stesso, superarlo rapidamente tenendosi da questo ad una adeguata distanza laterale e riportarsi a destra appena possibile, senza creare pericolo o intralcio. Se la carreggiata o semicarreggiata sono suddivise in più corsie, il sorpasso deve essere effettuato sulla corsia immediatamente alla sinistra del veicolo che si intende superare.

4. L'utente che viene sorpassato deve agevolare la manovra e non accelerare. Nelle strade ad una corsia per senso di marcia, lo stesso utente deve tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata.

5. Quando la larghezza, il profilo o lo stato della carreggiata, tenuto anche conto della densità della circolazione in senso contrario, non consentono di sorpassare facilmente e senza pericolo un veicolo lento, ingombrante o obbligato a rispettare un limite di velocità, il conducente di quest'ultimo veicolo deve rallentare e, se necessario, mettersi da parte appena possibile, per lasciar passare i veicoli che seguono. Nei centri abitati non sono tenuti all'osservanza di quest'ultima disposizione i conducenti di veicoli in servizio pubblico di linea per trasporto di persone.

6. Sulle carreggiate ad almeno due corsie per ogni senso di marcia il conducente che, dopo aver eseguito un sorpasso, sia indotto a sorpassare un altro veicolo o animale, può rimanere sulla corsia impegnata per il primo sorpasso a condizione che la manovra non sia di intralcio ai veicoli più rapidi che sopraggiungono da tergo.

7. Il sorpasso deve essere effettuato a destra quando il conducente del veicolo che si vuole sorpassare abbia segnalato che intende svoltare a sinistra ovvero, in una carreggiata a senso unico, che intende arrestarsi a sinistra, e abbia iniziato dette manovre.

8. Il sorpasso dei tram, qualora gli stessi non circolino in sede stradale riservata, deve effettuarsi a destra quando la larghezza della carreggiata a destra del binario lo consenta; se si tratta di carreggiata a senso unico di circolazione il sorpasso si può effettuare su ambo i lati.

9. Qualora il tram o il filobus siano fermi in mezzo alla carreggiata per la salita e la discesa dei viaggiatori e non esista un salvagente, il sorpasso a destra è vietato.

10. È vietato il sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilità in tali casi il sorpasso è consentito solo quando la strada è a due carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita segnaletica orizzontale.

11. È vietato il sorpasso di un veicolo che ne stia sorpassando un altro, nonché il superamento di veicoli fermi o in lento movimento ai passaggi a livello, ai semafori o per altre cause di congestione della circolazione, quando a tal fine sia necessario spostarsi nella parte della carreggiata destinata al senso opposto di marcia.

12. È vietato il sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle intersezioni. Esso è, però, consentito:

a) quando il conducente del veicolo che si vuole sorpassare abbia segnalato che intende svoltare a sinistra e abbia iniziato detta manovra;

b) quando avvenga su strada a precedenza, purché a due carreggiate separate o a senso unico o ad almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e le corsie siano delimitate dall'apposita segnaletica orizzontale;

c) quando il veicolo che si sorpassa è a due ruote non a motore, sempre che non sia necessario spostarsi sulla parte della carreggiata destinata al senso opposto di marcia;

d) quando la circolazione sia regolata da semafori o da agenti del traffico.

13. È vietato il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello senza barriere, salvo che la circolazione stradale sia regolata da semafori, nonché il sorpasso di un veicolo che si sia arrestato o abbia rallentato in corrispondenza di un attraversamento pedonale per consentire ai pedoni di attraversare la carreggiata.

14. È vietato il sorpasso ai conducenti di veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 t, oltre che nei casi sopraprevisti, anche nelle strade o tratti di esse in cui il divieto sia imposto dall'apposito segnale.

15. Chiunque sorpassa a destra, eccetto i casi in cui ciò sia consentito, ovvero compia un sorpasso senza osservare le disposizioni dei commi 2, 3 e 8 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74,00 a Euro 299,00. Alla stessa sanzione soggiace chi viola le disposizioni di cui ai commi 4, 5 e 7. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (2).

16. Chiunque non osservi i divieti di sorpasso posti dai commi 9, 10, 11, 12 e 13 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 144,00 a Euro 576,00. Quando non si osservi il divieto di sorpasso di cui al comma 14, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da Euro 295,00 a Euro 1. 179,00. Dalle violazioni di cui al presente comma consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando si tratti del divieto di cui al comma 14, la sospensione della patente è da due a sei mesi. Se le violazioni sono commesse da un conducente in possesso della patente di guida da meno di tre anni, la sospensione della stessa è da tre a sei mesi (2).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 74 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma così modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Sanzione aggiornata dal D.M. 29 dicembre 2006 e dal D.M. 17 dicembre 2008, come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


GIURISPRUDENZA

 

Condotta di veicoli sorpasso

Se il tratto di strada sul quale è avvenuto il sinistro non é percorribile su file parallele, non è conforme al rispetto dell'art. 148 c. strad. la condotta di guida del motociclista, che effettua una manovra di sorpasso mentre il veicolo sorpassando sta per svoltare a sinistra; mentre, il conducente di quest'ultimo, non risultando che si sia assicurato di poter effettuare la detta manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della posizione, distanza, direzione di essi (cfr. n. 1 art.154 c.strad.), concorre, così, anch'egli nella causazione del sinistro e il concorso di colpa deve valutarsi nella misura dei 70% a carico del motociclista, ponendo il residuo 30% a carico dell'automobilista. (Giudice di pace Bari sez. II 21 dicembre 2009 n. 9223).


 

Art. 149

Distanza di sicurezza tra veicoli.

1. Durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono.

2. Fuori dei centri abitati, quando sia stabilito un divieto di sorpasso solo per alcune categorie di veicoli, tra tali veicoli deve essere mantenuta una distanza non inferiore a 100 m. Questa disposizione non si osserva nei tratti di strada con due o più corsie per senso di marcia.

3. Quando siano in azione macchine sgombraneve o spargitrici, i veicoli devono procedere con la massima cautela. La distanza di sicurezza rispetto a tali macchine non deve essere comunque inferiore a 20 m. I veicoli che procedono in senso opposto sono tenuti, se necessario, ad arrestarsi al fine di non intralciarne il lavoro.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

5. Quando dall'inosservanza delle disposizioni di cui al presente articolo deriva una collisione con grave danno ai veicoli e tale da determinare l'applicazione della revisione di cui all'art. 80, comma 7, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00. Ove il medesimo soggetto, in un periodo di due anni, sia incorso per almeno due volte in una delle violazioni di cui al presente comma, all'ultima violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (1).

6. Se dalla collisione derivano lesioni gravi alle persone, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00, salva l'applicazione delle sanzioni penali per i delitti di lesioni colpose o di omicidio colposo. Si applicano le disposizioni del capo II, sezioni I e II, del titolo VI (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


GIURISPRUDENZA

 

Scontro di veicoli presunzione di colpa e prova liberatoria tamponamento

In caso di tamponamento a seguito del quale un veicolo urta quello che lo precede, si applica la presunzione di esclusiva responsabilità del tamponante per l'inosservanza della distanza di sicurezza tra autoveicoli, detta distanza deve essere mantenuta allo scopo di garantire l'arresto tempestivo del veicolo evitando così eventuali rischi di collisione con i veicoli che precedono. Detta norma prevale sulla presunzione di colpa nello scontro tra veicoli in base alla quale, sino a prova contraria, si presume che ciascuno dei conducenti abbia concorso in eguale misura a provocare il sinistro. (Tribunale  Nola sez. II 13 agosto 2010).

Sul danneggiato che agisca ai sensi dell'art. 19, comma 1, lett. a) della legge n. 990 del 1969, per ottenere il risarcimento dei danni subiti in occasione di un sinistro stradale cagionato da un veicolo il cui conducente sia rimasto sconosciuto, incombe, comunque, l'onere della prova, rigoroso, circa il profilo di dolo o colpa rinvenibile nella condotta dell'ignoto conducente. La disciplina di cui alla normativa de qua, infatti, trova il suo fondamento, nella responsabilità aquilana dettata in tema di circolazione dei veicoli, con la conseguenza che, lungi dal sostituire o rimpiazzare la tutela ivi prevista, ne ricalca i presupposti, rendendo applicabili, da un lato, le presunzioni di cui all'art. 2054 c.c., e rimanendo ancorata, dall'altro, al rigoroso accertamento dell'elemento soggettivo ispirante l'altrui condotta, al fine preciso di escludere l'attribuzione di un risarcimento che prescinda da valutazioni inerenti la colpa del danneggiante. (Trib. Potenza, 20 luglio 2010).

Le dichiarazioni confessorie rese dal presunto responsabile, siano o meno contenute nel cosiddetto CID non rilevano nel giudizio instaurato ai sensi dell’art. 18 della legge n. 990 del 196: non è infatti possibile, in base ad esse, pervenirsi a decisioni differenziate, in ordine ai rapporti tra responsabile e danneggiato, da un lato, e danneggiato ed assicuratore dall’altro. In particolare, precisato che dichiarazioni confessorie sono solo quelle in cui siano ammessi fatti che, “valutati alla stregua delle regole in materia”, possano portare alla condanna del soggetto che le ha rese (e non quindi le mere assunzioni di responsabilità o di colpa), l’eventuale confessione, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro sottoscritto dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato e - come tale - litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del confitente, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice, in applicazione della regola racchiusa nell’art. 2733, terzo comma, c.c., secondo cui, in caso di litisconsorzio necessario, la capacità probatoria della confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è, per l’appunto, affidata alla prudente valutazione del giudice. In base al disposto dell’art. 149, comma 1, C.d.S. (T.U. del d.l. 30 aprile 1992, n. 285), sostanzialmente riproduttivo dell’art. 107 C.d.S. previgente, il conducente deve essere in grado di garantire in ogni caso l’arresto tempestivo del mezzo, evitando collisioni con il veicolo che precede, per cui l’avvenuta collisione pone a suo carico una presunzione de facto di inosservanza della distanza di sicurezza, con conseguente inapplicabilità della presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054, comma secondo, c.c., e onere del guidatore di dimostrare che il mancato, tempestivo arresto del mezzo e il successivo impatto sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili. (Cassazione civile sez. III 13 luglio 2010 n. 16376).

In tema di tamponamento a catena sull'autostrada, spetta al conducente dimostrare che il mancato tempestivo arresto del veicolo e la collisione sono stati provocati dalla presenza di una chiazza di gasolio sull'asfalto; l'incidente, infatti, pone a carico dell'automobilista una presunzione "de facto" di inosservanza della distanza di sicurezza, escludendo, pertanto, l'applicazione della presunzione di pari colpa di cui dell'art. 2054 c. c. (Cassazione civile  sez. III 31 marzo 2010 n. 7804).

 

Condotta di veicoli in genere

L'obbligo di mantenere la distanza di sicurezza, di cui all'art. 149 C.d.S., è finalizzato ad evitare tamponamenti ed urti con altre parti degli altri veicoli, e non ad evitare gli ostacoli che si possono improvvisamente parare davanti all'automobilista durante la guida, alla cui prevenzione invece sono dettate le regole cautelari riguardanti la velocità e l'attenzione alla presenza di eventuali ostacoli sempre possibili lungo i tragitti stradali. (Fattispecie di omicidio colposo causato dal tamponamento di un auto in panne da parte di un altro veicolo che seguiva, nella quale è stata esclusa la responsabilità del conducente di quest'ultimo, in quanto viaggiava ad una velocità inferiore al limite previsto e la visuale della carreggiata era impedita dalla presenza di altra autovettura, tenuto conto dell'ora notturna e dell'assenza di illuminazione stradale). Rigetta, App. Lecce, 10 marzo 2008. (Cassazione penale sez. IV 02 aprile 2010 n. 19635).

 

Distanza di sicurezza tra veicoli

La ratio del dell'art. 149 comma 1 c. strad. è quella di prevenire, attraverso l'imposizione dell'obbligo di osservare una adeguata distanza rispetto al veicolo che precede, qualsiasi ostacolo o pericolo che risulti in qualsiasi modo ricollegabile (direttamente o indirettamente) alla circolazione del veicolo che precede, commisurata secondo le previsioni dell'art. 348 Reg. Att. c. strad.(nella specie, il sinistro avveniva fra un motociclo, che percorreva la corsia destra e seguiva un'autovettura intenta nella svolta a destra). (Giudice di pace  Bari  sez. VI 29 gennaio 2010 n. 852).

 

Assicurazione della responsabilità civile circolazione stradale risarcimento del danno, rivalsa e azione di regresso

Il nuovo codice delle assicurazioni, secondo il disposto di cui all'art. 149, comma 6, fa derivare in favore del danneggiato la "facoltà alternativa" di esercitare l'azione diretta contro 1'impresa di assicurazione del responsabile civile oppure contro l'impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato, atteso che il legislatore, se avesse voluto indicare una attività "come esclusiva" avrebbe potuto utilizzare, in luogo della forma verbale "può", altri termini ben più pregnanti (ad es. "deve", oppure "è obbligato"), conformemente all'interpretazione offerta dalla sentenza n. 180 del 2009 della Corte costituzionale, e a prescindere dall'avvenuta, o meno, collisione tra i veicoli. (Giudice di pace Bari sez. II 21 dicembre 2009 n. 9223).


 

Art. 150

Incrocio tra veicoli nei passaggi ingombrati o su strade di montagna.

1. Quando l'incrocio non sia possibile a causa di lavori, veicoli fermi o altri ostacoli, il conducente, il cui senso di marcia è ostacolato e non può tenersi vicino al margine destro della carreggiata, deve arrestarsi per lasciar passare i veicoli che provengono in senso inverso.

2. Sulle strade di montagna o comunque a forte pendenza, se l'incrocio con altri veicoli è malagevole o impossibile, il conducente che procede in discesa deve arrestarsi e accostarsi quanto più possibile al margine destro della carreggiata o spostarsi sulla piazzola, ove esista. Tuttavia, se il conducente che procede in salita dispone di una piazzola deve arrestarsi su di essa, se la strada è tanto stretta da rendere altrimenti necessaria la manovra di retromarcia.

3. Quando la manovra di retromarcia si rende necessaria, i complessi di veicoli hanno la precedenza rispetto agli altri veicoli; i veicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t rispetto a quelli di massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t; gli autobus rispetto agli autocarri. Se si tratta di veicoli appartenenti entrambi alla medesima categoria tra quelle suddette, la retromarcia deve essere eseguita dal conducente del veicolo che procede in discesa, a meno che non sia manifestamente più agevole per il conducente del veicolo che procede in salita, in particolare se quest'ultimo si trovi in prossimità di una piazzola.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

5. Alla violazione delle disposizioni del presente articolo si applica l'art. 149, commi 5 e 6.

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 151

Definizioni relative alle segnalazioni visive e all'illuminazione dei veicoli a motore e dei rimorchi (1).

1. Ai fini del presente titolo si intende per:

a) proiettore di profondità: il dispositivo che serve ad illuminare in profondità la strada antistante il veicolo;

b) proiettore anabbagliante: il dispositivo che serve ad illuminare la strada antistante il veicolo senza abbagliare;

c) proiettore fendinebbia anteriore: il dispositivo che serve a migliorare l'illuminazione della strada in caso di nebbia, caduta di neve, pioggia o nubi di polvere;

d) proiettore di retromarcia: il dispositivo che serve ad illuminare la strada retrostante al veicolo e ad avvertire gli altri utenti della strada che il veicolo effettua o sta per effettuare la retromarcia;

e) indicatore luminoso di direzione a luci intermittenti: il dispositivo che serve a segnalare agli altri utenti della strada che il conducente intende cambiare direzione verso destra o verso sinistra;

f) segnalazione luminosa di pericolo: il funzionamento simultaneo di tutti gli indicatori luminosi di direzione;

g) dispositivo d'illuminazione della targa posteriore: il dispositivo che serve ad illuminare la targa posteriore;

h) luci di posizione anteriore, posteriore e laterale: i dispositivi che servono a segnalare contemporaneamente la presenza e la larghezza del veicolo viste dalla parte anteriore, posteriore e laterale (2);

i) luce posteriore per nebbia: il dispositivo singolo o doppio che serve a rendere più visibile il veicolo dalla parte posteriore in caso di forte nebbia, di pioggia intensa o di fitta nevicata in atto;

l) luce di sosta: il dispositivo che serve a segnalare la presenza di un veicolo in sosta in un centro abitato. In tal caso sostituisce le luci di posizione;

m) luce d'ingombro: il dispositivo destinato a completare le luci di posizione del veicolo, per segnalare le particolari dimensioni del suo ingombro;

n) luce di arresto: il dispositivo che serve ad indicare agli altri utenti che il conducente aziona il freno di servizio;

o) catadiottro: il dispositivo a luce riflessa destinato a segnalare la presenza del veicolo;

p) pannello retroriflettente e fluorescente: il dispositivo a luce retro-riflessa e fluorescente destinato a segnalare particolari categorie di veicoli (2);

p-bis) strisce retroriflettenti: il dispositivo a luce riflessa destinato a segnalare particolari categorie di veicoli (3);

p-ter) luci di marcia diurna: il dispositivo rivolto verso l'avanti destinato a rendere più facilmente visibile un veicolo durante la circolazione diurna (3);

p-quater) luci d'angolo: le luci usate per fornire illuminazione supplementare a quella parte della strada situata in prossimità dell'angolo anteriore del veicolo dal lato presso il quale esso è in procinto di curvare (3);

p-quinquies) proiettore di svolta: una funzione di illuminazione destinata a fornire una migliore illuminazione in curva, che può essere espletata per mezzo di dispositivi aggiuntivi o mediante modificazione della distribuzione luminosa del proiettore anabbagliante (3);

p-sexies) segnalazione visiva a luce lampeggiante blu: il dispositivo supplementare installato sui motoveicoli e sugli autoveicoli di cui all'articolo 177 (3);

p-septies) segnalazione visiva a luce lampeggiante gialla o arancione: il dispositivo supplementare installato sui veicoli eccezionali o per trasporti in condizioni di eccezionalità, sui mezzi d'opera, sui veicoli adibiti alla rimozione o al soccorso, sui veicoli utilizzati per la raccolta di rifiuti solidi urbani, per la pulizia della strada e la manutenzione della strada, sulle macchine agricole ovvero operatrici, sui veicoli impiegati in servizio di scorta tecnica (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 75 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Lettera sostituita dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Lettera aggiunta dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

 

Art. 152

(Segnalazione visiva e illuminazione dei veicoli). (1)(2).

1. I veicoli a motore durante la marcia fuori dei centri abitati ed i ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli, quali definiti rispettivamente dall'articolo 1, paragrafo 2, lettere a), b) e c), e paragrafo 3, lettera b), della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, anche durante la marcia nei centri abitati, hanno l'obbligo di usare le luci di posizione, i proiettori anabbaglianti e, se prescritte, le luci della targa e le luci d'ingombro. Fuori dei casi indicati dall'articolo 153, comma 1, in luogo dei dispositivi di cui al periodo precedente possono essere utilizzate, se il veicolo ne è dotato, le luci di marcia diurna.

Fanno eccezione all'obbligo di uso dei predetti dispositivi i veicoli di interesse storico e collezionistico.

2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155.

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 76 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360, dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, dall'articolo 11 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, dall'articolo 1 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121, dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e sostituito dall’articolo 26, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 153

Uso dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione dei veicoli a motore e dei rimorchi (1).

1. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere ed anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità, durante la marcia dei veicoli a motore e dei veicoli trainati, si devono tenere accese le luci di posizione, le luci della targa e, se prescritte, le luci di ingombro. In aggiunta a tali luci, sui veicoli a motore, si devono tenere accesi anche i proiettori anabbaglianti. Salvo quanto previsto dal comma 3 i proiettori di profondità possono essere utilizzati fuori dei centri abitati quando l'illuminazione esterna manchi o sia insufficiente. Peraltro, durante le brevi interruzioni della marcia connesse con le esigenze della circolazione, devono essere usati i proiettori anabbaglianti (2).

2. I proiettori di profondità non devono essere usati fuori dei casi rispettivamente previsti nel comma 1. Di giorno, in caso di nebbia, fumo, foschia, nevicata in atto, pioggia intensa, i proiettori anabbaglianti e quelli di profondità possono essere sostituiti da proiettori fendinebbia anteriori. Inoltre sui veicoli che trasportano feriti o ammalati gravi si devono tenere accesi i proiettori anabbaglianti di giorno in ogni caso e nelle ore e nei casi indicati dal comma 1, nei centri abitati anche se l'illuminazione pubblica sia sufficiente (3).

3. I conducenti devono spegnere i proiettori di profondità passando a quelli anabbaglianti nei seguenti casi:

a) quando stanno per incrociare altri veicoli, effettuando la commutazione delle luci alla distanza necessaria affinché i conducenti dei veicoli incrociati possano continuare la loro marcia agevolmente e senza pericolo;

b) quando seguono altro veicolo a breve distanza, salvo che l'uso dei proiettori di profondità avvenga brevemente in modo intermittente per segnalare al veicolo che precede l'intenzione di sorpassare;

c) in qualsiasi altra circostanza se vi sia pericolo di abbagliare gli altri utenti della strada ovvero i conducenti dei veicoli circolanti su binari, su corsi d'acqua o su altre strade contigue.

4. È consentito l'uso intermittente dei proiettori di profondità per dare avvertimenti utili al fine di evitare incidenti e per segnalare al veicolo che precede l'intenzione di sorpassare. Tale uso è consentito durante la circolazione notturna e diurna e, in deroga al comma 1, anche all'interno dei centri abitati (3).

5. Nei casi indicati dal comma 1, ad eccezione dei velocipedi e dei ciclomotori a due ruote e dei motocicli, l'uso dei dispositivi di segnalazione visiva è obbligatorio anche durante la fermata o la sosta, a meno che il veicolo sia reso pienamente visibile dall'illuminazione pubblica o venga collocato fuori dalla carreggiata. Tale obbligo sussiste anche se il veicolo si trova sulle corsie di emergenza (3).

6. Nei centri abitati e nelle ore e nei casi indicati nel comma 1, durante la sosta al margine della carreggiata, i veicoli a motore, e loro rimorchi se agganciati, aventi lunghezza non superiore a 6 m e larghezza non superiore a 2 m possono essere segnalati, utilizzando in luogo delle luci di posizione, le luci di sosta poste dalla parte del traffico (3).

7. I conducenti dei veicoli a motore devono azionare la segnalazione luminosa di pericolo:

a) nei casi di ingombro della carreggiata;

b) durante il tempo necessario a collocare e riprendere il segnale mobile di pericolo ove questo sia necessario;

c) quando per avaria il veicolo è costretto a procedere a velocità particolarmente ridotta;

d) quando si verifichino improvvisi rallentamenti o incolonnamenti;

e) in tutti i casi in cui la fermata di emergenza costituisce pericolo anche momentaneo per gli altri utenti della strada.

8. In caso di nebbia con visibilità inferiore a 50 m, di pioggia intensa o di fitta nevicata in atto deve essere usata la luce posteriore per nebbia, qualora il veicolo ne sia dotato.

9. È vietato l'uso di dispositivi o di altre fonti luminose diversi da quelli indicati nell'art. 151.

10. Chiunque viola la disposizione del comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (4).

11. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo ovvero usa impropriamente i dispositivi di segnalazione luminosa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 77 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma modificato dall'articolo 12 del D.Lgs 15 gennaio 2002, n. 9, successivamente abrogato dall'articolo 1 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121 ed infine sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


GIURISPRUDENZA

 

Veicoli segnalazioni visive e illuminazione

L'art. 153, comma 2, c. strad., nel consentire al conducente di un veicolo a motore, ricorrendo le condizioni ivi indicate, l'utilizzo, di giorno, dei proiettori fendinebbia anteriori al posto di quelli anabbaglianti e di profondità, nulla dispone in ordine all'uso dei suddetti fendinebbia in orario notturno, ossia da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere; ne consegue che in tale periodo - disciplinato dal comma 1 del medesimo art. 153, che non contiene alcuna esclusione di uso dei fari antinebbia - deve ritenersi consentito l'uso dei medesimi unitamente ai proiettori anabbaglianti. (Cassazione civile sez. II 15 gennaio 2010 n. 534).


 

Art. 154

Cambiamento di direzione o di corsia o altre manovre.

1. I conducenti che intendono eseguire una manovra per immettersi nel flusso della circolazione, per cambiare direzione o corsia, per invertire il senso di marcia, per fare retromarcia, per voltare a destra o a sinistra, per impegnare un'altra strada, o per immettersi in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, ovvero per fermarsi, devono:

a) assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della posizione, distanza, direzione di essi;

b) segnalare con sufficiente anticipo la loro intenzione.

2. Le segnalazioni delle manovre devono essere effettuate servendosi degli appositi indicatori luminosi di direzione. Tali segnalazioni devono continuare per tutta la durata della manovra e devono cessare allorché essa è stata completata. Con gli stessi dispositivi deve essere segnalata anche l'intenzione di rallentare per fermarsi. Quando i detti dispositivi manchino, il conducente deve effettuare le segnalazioni a mano, alzando verticalmente il braccio qualora intenda fermarsi e sporgendo, lateralmente, il braccio destro o quello sinistro, qualora intenda voltare (1).

3. I conducenti devono, altresì:

a) per voltare a destra, tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata;

b) per voltare a sinistra, anche per immettersi in luogo non soggetto a pubblico passaggio, accostarsi il più possibile all'asse della carreggiata e, qualora si tratti di intersezione, eseguire la svolta in prossimità del centro della intersezione e a sinistra di questo, salvo diversa segnalazione, ovvero quando si trovino su una carreggiata a senso unico di circolazione, tenersi il più possibile sul margine sinistro della carreggiata. In entrambi i casi i conducenti non devono imboccare l'altra strada contromano e devono usare la massima prudenza;

c) nelle manovre di retromarcia e di immissione nel flusso della circolazione, dare la precedenza ai veicoli in marcia normale.

4. È vietato usare impropriamente le segnalazioni di cambiamento di direzione.

5. Nell'esecuzione delle manovre i conducenti non devono eseguire brusche frenate o rallentare improvvisamente.

6. L'inversione del senso di marcia è vietata in prossimità o in corrispondenza delle intersezioni, delle curve e dei dossi.

7. Chiunque viola la disposizione del comma 6 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

8. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (2).

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 78 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 155

Limitazione dei rumori.

1. Durante la circolazione si devono evitare rumori molesti causati sia dal modo di guidare i veicoli, specialmente se a motore, sia dal modo in cui è sistemato il carico e sia da altri atti connessi con la circolazione stessa.

2. Il dispositivo silenziatore, qualora prescritto, deve essere tenuto in buone condizioni di efficienza e non deve essere alterato.

3. Nell'usare apparecchi radiofonici o di riproduzione sonora a bordo dei veicoli non si devono superare i limiti sonori massimi di accettabilità fissati dal regolamento.

4. I dispositivi di allarme acustico antifurto installati sui veicoli devono limitare l'emissione sonora ai tempi massimi previsti dal regolamento e, in ogni caso, non devono superare i limiti massimi di esposizione al rumore fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 1991 (1).

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (2).

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 79 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 156

Uso dei dispositivi di segnalazione acustica.

1. Il dispositivo di segnalazione acustica deve essere usato con la massima moderazione e solamente ai fini della sicurezza stradale. La segnalazione deve essere la più breve possibile.

2. Fuori dei centri abitati l'uso del dispositivo di segnalazione acustica è consentito ogni qualvolta le condizioni ambientali o del traffico lo richiedano al fine di evitare incidenti, in particolare durante le manovre di sorpasso. Durante le ore notturne ovvero di giorno, se ne ricorre la necessità, il segnale acustico può essere sostituito da segnali luminosi a breve intermittenza mediante i proiettori di profondità, nei casi in cui ciò non sia vietato.

3. Nei centri abitati le segnalazioni acustiche sono vietate, salvo i casi di effettivo e immediato pericolo. Nelle ore notturne, in luogo delle segnalazioni acustiche, è consentito l'uso dei proiettori di profondità a breve intermittenza.

4. In caso di necessità, i conducenti dei veicoli che trasportano feriti o ammalati gravi sono esentati dall'obbligo di osservare divieti e limitazioni sull'uso dei dispositivi di segnalazione acustica.

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 157

Arresto, fermata e sosta dei veicoli.

1. Agli effetti delle presenti norme:

a) per arresto si intende l'interruzione della marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione;

b) per fermata si intende la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata. Durante la fermata, che non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione, il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia;

c) per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente;

d) per sosta di emergenza si intende l'interruzione della marcia nel caso in cui il veicolo è inutilizzabile per avaria ovvero deve arrestarsi per malessere fisico del conducente o di un passeggero.

2. Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento (1).

3. Fuori dei centri abitati, i veicoli in sosta o in fermata devono essere collocati fuori della carreggiata, ma non sulle piste per velocipedi né, salvo che sia appositamente segnalato, sulle banchine. In caso di impossibilità, la fermata e la sosta devono essere effettuate il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Sulle carreggiate delle strade con precedenza la sosta è vietata.

4. Nelle strade urbane a senso unico di marcia la sosta è consentita anche lungo il margine sinistro della carreggiata, purché rimanga spazio sufficiente al transito almeno di una fila di veicoli e comunque non inferiore a tre metri di larghezza.

5. Nelle zone di sosta all'uopo predisposte i veicoli devono essere collocati nel modo prescritto dalla segnaletica.

6. Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l'orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione.

7. È fatto divieto a chiunque di aprire le porte di un veicolo, di discendere dallo stesso, nonché di lasciare aperte le porte, senza essersi assicurato che ciò non costituisca pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada.

7-bis. È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta [o la fermata] del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 a euro 400 (2).

8. Fatto salvo quanto disposto dal comma 7-bis, chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (3) (4).

 

(1) Comma così modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(2) Comma inserito dall'articolo 3-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall’articolo 27, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 e con D.M. 29 dicembre 2006 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto. La sanzione prevista dal presente comma è esclusa dall'adeguamento previsto dal D.M. 17 dicembre 2008 , ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.

(4) Comma modificato dall'articolo 3-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

 


GIURISPRUDENZA

 

Omicidio e lesioni personali colpose

Il proprietario di una vettura parcheggiata in secondo fila con lo sportello aperto risponde a titolo di concorso di colpa per la morte di un motociclistica che, urtando contro la macchina, rovina a terra. (Cassazione penale sez. III 11 novembre 2010 n. 42498).

 

Sanzioni amministrative

A termini dell'art. 157, comma 1, lett. a), c. strad., il requisito della presenza del conducente, pronto a riprendere la marcia, è essenziale per la configurabilità della fermata. Avendo le testimoni escusse (rispettivamente: moglie e figlia dell'opponente, quest'ultima vittima del malore improvviso) dichiarato di trovarsi entrambe a bordo dell'autovettura condotta dal ricorrente, senza altri trasportati, e che i tre occupanti dell'autovettura - compreso, quindi, il conducente e odierno ricorrente - sono entrati tutti insieme all'interno del bar ove alla minore è stata somministrata una bevanda composta da acqua e zucchero, va escluso che si sia trattato di fermata. (Giudice di pace Bari sez. VI 18 ottobre 2010 n. 7933).


 

Art. 158

Divieto di fermata e di sosta dei veicoli (1).

1. La fermata e la sosta sono vietate:

a) in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tranviarie o così vicino ad essi da intralciarne la marcia;

b) nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;

c) sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;

d) in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;

e) fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione;

f) nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 m dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione;

g) sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime (2);

h) sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

2. La sosta di un veicolo è inoltre vietata:

a) allo sbocco dei passi carrabili;

b) dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta;

c) in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli;

d) negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;

e) sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;

f) sulle banchine, salvo diversa segnalazione;

g) negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide di cui all'art. 188 e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;

h) nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;

i) nelle aree pedonali urbane;

l) nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;

m) negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica;

n) davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori analoghi;

o) limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale ed in loro prossimità sino a 5 m prima e dopo le installazioni destinate all'erogazione.

3. Nei centri abitati è vietata la sosta dei rimorchi quando siano staccati dal veicolo trainante, salvo diversa segnalazione.

4. Durante la sosta e la fermata il conducente deve adottare le opportune cautele atte a evitare incidenti ed impedire l'uso del veicolo senza il suo consenso.

5. Chiunque viola le disposizioni del comma 1 e delle lettere d), g) e h) del comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da euro 78 a euro 311 per i restanti veicoli (3)(5).

6. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 23 a euro 92 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da euro 38 a euro 155 per i restanti veicoli (4)(6).

7. Le sanzioni di cui al presente articolo si applicano per ciascun giorno di calendario per il quale si protrae la violazione.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 80 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Così corretto in Gazz. Uff. 9 febbraio 1993, n. 32.

(3) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e dall’articolo 27, comma 2, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(6) Comma modificato dall’articolo 27, comma 2, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

La violazione, quale quella contestata dell'art. 158, comma 1, comporta la contestuale applicazione dell'art. 159 c. strad., in virtù del quale gli organi di polizia dispongono la rimozione del veicolo nei casi di cui all'art. 158, commi 1, 2 e 3. Detta norma utilizzando il verbo "dispongono", non lascia alcun potere discrezionale all'agente operante allorquando lo stesso rileva la violazione di una delle fattispecie indicate dall'art. 158. Non essendo stata data applicazione anche alla successiva norma, senza alcuna giustificazione, appare confermata, quindi, la carenza di un elemento essenziale del verbale di contestazione in relazione alla fattispecie contestata ex art. 158, comma 1, con specifico riferimento alla mancata applicazione dell'art. 159, c. strad., traducendosi detta circostanza in una carenza di motivazione del verbale opposto. (Giudice di pace Bari 08 giugno 2010 n. 4911).


 

Art. 159

Rimozione e blocco dei veicoli (1).

1. Gli organi di polizia, di cui all'art. 12, dispongono la rimozione dei veicoli:

a) nelle strade e nei tratti di esse in cui con ordinanza dell'ente proprietario della strada sia stabilito che la sosta dei veicoli costituisce grave intralcio o pericolo per la circolazione stradale e il segnale di divieto di sosta sia integrato dall'apposito pannello aggiuntivo;

b) nei casi di cui agli articoli 157, comma 4 e 158, commi 1, 2 e 3;

c) in tutti gli altri casi in cui la sosta sia vietata e costituisca pericolo o grave intralcio alla circolazione;

d) quando il veicolo sia lasciato in sosta in violazione alle disposizioni emanate dall'ente proprietario della strada per motivi di manutenzione o pulizia delle strade e del relativo arredo.

2. Gli enti proprietari della strada sono autorizzati a concedere il servizio della rimozione dei veicoli stabilendone le modalità nel rispetto delle norme regolamentari. I veicoli adibiti alla rimozione devono avere le caratteristiche prescritte nel regolamento. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può provvedersi all'aggiornamento delle caratteristiche costruttive funzionali dei veicoli adibiti alla rimozione, in relazione ad esigenze determinate dall'evoluzione della tecnica di realizzazione dei veicoli o di sicurezza della circolazione (2).

3. In alternativa alla rimozione è consentito, anche previo spostamento del veicolo, il blocco dello stesso con attrezzo a chiave applicato alle ruote, senza onere di custodia, le cui caratteristiche tecniche e modalità di applicazione saranno stabilite nel regolamento. L'applicazione di detto attrezzo non è consentita ogni qual volta il veicolo in posizione irregolare costituisca intralcio o pericolo alla circolazione.

4. La rimozione dei veicoli o il blocco degli stessi costituiscono sanzione amministrativa accessoria alle sanzioni amministrative pecuniarie previste per la violazione dei comportamenti di cui al comma 1, ai sensi delle norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

5. Gli organi di polizia possono, altresì, procedere alla rimozione dei veicoli in sosta, ove per il loro stato o per altro fondato motivo si possa ritenere che siano stati abbandonati. Alla rimozione può provvedere anche l'ente proprietario della strada, sentiti preventivamente gli organi di polizia. Si applica in tal caso l'art. 15 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.

5-bis. Nelle aree portuali e marittime come definite dalla legge 28 gennaio 1994, n. 84 , è autorizzato il sequestro conservativo degli automezzi in sosta vietata che ostacolano la regolare circolazione viaria e ferroviaria o l'operatività delle strutture portuali (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 81 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Comma aggiunto dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

 

Art. 160

Sosta degli animali.

1. Salvo quanto disposto nell'art. 672 del codice penale, nei centri urbani il conducente deve vigilare affinché gli animali in sosta, con o senza attacco, a lui affidati, siano sempre perfettamente assicurati mediante appositi dispositivi o sostegni fissi e legati in modo tale da non arrecare intralcio o pericolo alla circolazione dei veicoli e dei pedoni. Durante le ore notturne gli animali potranno sostare soltanto in luoghi sufficientemente illuminati. Fuori dei centri abitati è vietata la sosta degli animali sulla carreggiata.

2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 161

Ingombro della carreggiata.

1. Nel caso di ingombro della carreggiata per avaria del veicolo, per caduta del carico o per qualsiasi altra causa, il conducente, al fine di evitare ogni pericolo per il traffico sopraggiungente, deve sollecitamente rendere libero per quanto possibile il transito provvedendo a rimuovere l'ingombro e a spingere il veicolo fuori della carreggiata o, se ciò non è possibile, a collocarlo sul margine destro della carreggiata e parallelamente all'asse di essa.

2. Chiunque non abbia potuto evitare la caduta o lo spargimento di materie viscide, infiammabili o comunque atte a creare pericolo o intralcio alla circolazione deve provvedere immediatamente ad adottare le cautele necessarie per rendere sicura la circolazione e libero il transito.

3. Nei casi previsti dal presente articolo, l'utente deve provvedere a segnalare il pericolo o l'intralcio agli utenti mediante il segnale di cui all'art. 162 o in mancanza con altri mezzi idonei, nonché informare l'ente proprietario della strada od un organo di polizia.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 162

Segnalazione di veicolo fermo (1).

1. Fatti salvi gli obblighi di cui all'art. 152, fuori dei centri abitati i veicoli, esclusi i velocipedi, i ciclomotori a due ruote e i motocicli, che per qualsiasi motivo siano fermi sulla carreggiata, di notte quando manchino o siano inefficienti le luci posteriori di posizione o di emergenza e, in ogni caso, anche di giorno, quando non possono essere scorti a sufficiente distanza da coloro che sopraggiungono da tergo, devono essere presegnalati con il segnale mobile di pericolo, di cui i veicoli devono essere dotati. Il segnale deve essere collocato alla distanza prevista dal regolamento.

2. Il segnale mobile di pericolo è di forma triangolare, rivestito di materiale retroriflettente e munito di un apposito sostegno che ne consenta l'appoggio sul piano stradale in posizione pressoché verticale in modo da garantirne la visibilità.

3. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche e le modalità di approvazione del segnale. Il triangolo deve essere conforme al modello approvato e riportare gli estremi dell'approvazione.

4. Qualora il veicolo non sia dotato dell'apposito segnale mobile di pericolo, il conducente deve provvedere in altro modo a presegnalare efficacemente l'ostacolo.

4-bis. Nei casi indicati al comma 1 durante le operazioni di presegnalazione con il segnale mobile di pericolo devono essere utilizzati dispositivi retroriflettenti di protezione individuale per rendere visibile il soggetto che opera. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite le caratteristiche tecniche e le modalità di approvazione di tali dispositivi (2).

4-ter. A decorrere dal 1° aprile 2004, nei casi indicati al comma 1 è fatto divieto al conducente di scendere dal veicolo e circolare sulla strada senza avere indossato giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità. Tale obbligo sussiste anche se il veicolo si trova sulle corsie di emergenza o sulle piazzole di sosta. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro il 31 ottobre 2003, sono stabilite le caratteristiche dei giubbotti e delle bretelle (3).

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 82 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma inserito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall'articolo 5 del D.L. 24 dicembre 2003, n. 355 convertito in legge.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 163

Convogli militari, cortei e simili.

1. È vietato interrompere convogli di veicoli militari, delle forze di polizia o di mezzi di soccorso segnalati come tali; è vietato altresì inserirsi tra i veicoli che compongono tali convogli.

2. È vietato interrompere colonne di truppe o di scolari, cortei e processioni.

3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 164

Sistemazione del carico sui veicoli (1).

1. Il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare la caduta o la dispersione dello stesso; da non diminuire la visibilità al conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida; da non compromettere la stabilità del veicolo; da non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio.

2. Il carico non deve superare i limiti di sagoma stabiliti dall'art. 61 e non può sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore del veicolo; può sporgere longitudinalmente dalla parte posteriore, se costituito da cose indivisibili, fino ai 3/10 della lunghezza del veicolo stesso, purché nei limiti stabiliti dall'art. 61.

3. Fermi restando i limiti massimi di sagoma di cui all'art. 61, comma 1, possono essere trasportate cose che sporgono lateralmente fuori della sagoma del veicolo, purché la sporgenza da ciascuna parte non superi 30 cm di distanza dalle luci di posizione anteriori e posteriori. Pali, sbarre, lastre o carichi simili difficilmente percepibili, collocati orizzontalmente, non possono comunque sporgere lateralmente oltre la sagoma propria del veicolo.

4. Gli accessori mobili non devono sporgere nelle oscillazioni al di fuori della sagoma propria del veicolo e non devono strisciare sul terreno.

5. È vietato trasportare o trainare cose che striscino sul terreno, anche se in parte sostenute da ruote.

6. Se il carico sporge oltre la sagoma propria del veicolo, devono essere adottate tutte le cautele idonee ad evitare pericolo agli altri utenti della strada. In ogni caso la sporgenza longitudinale deve essere segnalata mediante uno o due speciali pannelli quadrangolari, rivestiti di materiale retroriflettente, posti alle estremità della sporgenza in modo da risultare costantemente normali all'asse del veicolo.

7. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche e le modalità di approvazione dei pannelli. Il pannello deve essere conforme al modello approvato e riportare gli estremi dell'approvazione.

8. Chiunque viola le disposizioni dei commi precedenti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

9. Il veicolo non può proseguire il viaggio se il conducente non abbia provveduto a sistemare il carico secondo le modalità stabilite dal presente articolo. Perciò l'organo accertatore, nel caso che trattasi di veicolo a motore, oltre all'applicazione della sanzione di cui al comma 8, procede al ritiro immediato della carta di circolazione e della patente di guida, provvedendo con tutte le cautele che il veicolo sia condotto in luogo idoneo per la detta sistemazione; del ritiro è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. I documenti sono restituiti all'avente diritto allorché il carico sia stato sistemato in conformità delle presenti norme. Le modalità della restituzione sono fissate dal regolamento.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 83 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto. la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 165

Traino di veicoli in avaria.

1. Al di fuori dei casi previsti dall'art. 63, il traino, per incombente situazione di emergenza, di un veicolo da parte di un altro deve avvenire attraverso un solido collegamento tra i veicoli stessi, da effettuarsi mediante aggancio con fune, catena, cavo, barra rigida od altro analogo attrezzo, purché idoneamente segnalati in modo tale da essere avvistati e risultare chiaramente percepibili da parte degli altri utenti della strada.

2. Durante le operazioni di traino il veicolo trainato deve mantenere attivato il dispositivo luminoso a luce intermittente di cui all'art. 151, lettera f), oppure, in mancanza di tale segnalazione, mantenere esposto sul lato rivolto alla circolazione il pannello di cui all'art. 164, comma 6, ovvero il segnale mobile di cui all'art. 162. Il veicolo trainante, ove ne sia munito, deve mantenere attivato l'apposito dispositivo a luce gialla prescritto dal regolamento per i veicoli di soccorso stradale.

3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 166

Trasporto di cose su veicoli a trazione animale.

1. Sui veicoli a trazione animale il trasporto di cose non può superare la massa complessiva a pieno carico indicata nella targa (1).

2. Chiunque circola con un veicolo che supera la massa complessiva a pieno carico indicata nella targa, ove non ricorra alcuna delle ipotesi di violazione di cui all'art. 62, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (2).

 

(1) Così corretto in Gazz. Uff. , 9 febbraio 1993, n. 32 e Gazz. Uff. , 13 febbraio 1993, n. 36.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 167

Trasporti di cose su veicoli a motore e sui rimorchi (1).

1. I veicoli a motore ed i rimorchi non possono superare la massa complessiva indicata sulla carta di circolazione.

2. Chiunque circola con un veicolo la cui massa complessiva a pieno carico risulta essere superiore di oltre il cinque per cento a quella indicata nella carta di circolazione, quando detta massa è superiore a 10 t è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma:

a) da Euro 38,00 a Euro 155,00, se l'eccedenza non supera 1t (6);

b) da Euro 78,00 a Euro 311,00, se l'eccedenza non supera le 2 t (6);

c) da Euro 155 a Euro 624, se l'eccedenza non supera le 3 t (6);

d) da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00, se l'eccedenza supera le 3 t (2).

3. Per i veicoli di massa complessiva a pieno carico non superiore a 10 t, le sanzioni amministrative previste nel comma 2 sono applicabili allorché la eccedenza, superiore al cinque per cento, non superi rispettivamente il dieci, venti, trenta per cento, oppure superi il trenta per cento della massa complessiva.

4. Gli autoveicoli adibiti al trasporto di veicoli di cui all'art. 10, comma 3, lettera d), possono circolare con il loro carico soltanto sulle autostrade o sulle strade con carreggiata non inferiore a 6,50 m e con altezza libera delle opere di sottovia che garantisca un franco minimo rispetto all'intradosso delle opere d'arte non inferiore a 20 cm. I veicoli di cui all'art. 10, comma 3, lettere e) e g), possono circolare con il loro carico sulle strade che abbiano altezza libera delle opere di sottovia che garantisca un franco minimo rispetto all'intradosso delle opere d'arte non inferiore a 30 cm.

5. Chiunque circola con un autotreno o con un autoarticolato la cui massa complessiva a pieno carico risulti superiore di oltre il cinque per cento a quella indicata nella carta di circolazione è soggetto ad un'unica sanzione amministrativa uguale a quella prevista nel comma 2 (3).

6. La sanzione di cui al comma 5 si applica anche nell'ipotesi di eccedenze di massa di uno solo dei veicoli, anche se non ci sia eccedenza di massa nel complesso.

7. Chiunque circola in violazione delle disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624, ferma restando la responsabilità civile di cui all'art. 2054 del codice civile (2).

8. Agli effetti delle sanzioni amministrative previste dal presente articolo le masse complessive a pieno carico indicate nelle carte di circolazione, nonché i valori numerici ottenuti mediante l'applicazione di qualsiasi percentuale, si devono considerare arrotondati ai cento chilogrammi superiori.

9. Le sanzioni amministrative previste nel presente articolo si applicano sia al conducente che al proprietario del veicolo, nonché al committente, quando si tratta di trasporto eseguito per suo conto esclusivo. L'intestatario della carta di circolazione del veicolo è tenuto a corrispondere agli enti proprietari delle strade percorse l'indennizzo di cui all'art. 10, comma 10, commisurato all'eccedenza rispetto ai limiti di massa di cui all'art. 62.

10. Quando è accertata una eccedenza di massa superiore al dieci per cento della massa complessiva a pieno carico indicata nella carta di circolazione, la continuazione del viaggio è subordinata alla riduzione del carico entro i limiti consentiti.

11. Le sanzioni amministrative previste nel presente articolo sono applicabili anche ai trasporti ed ai veicoli eccezionali, definiti all'art. 10, quando venga superata la massa complessiva massima indicata nell'autorizzazione, limitando in questo caso la franchigia del cinque per cento alle masse massime relative a quel veicolo, ai sensi dell'art. 62. La prosecuzione del viaggio è subordinata al rilascio di una nuova autorizzazione. La franchigia del cinque per cento è prevista anche per i trasporti eccezionali e in tale caso non decade la validità dell'autorizzazione (4).

12. Costituiscono fonti di prova per il controllo del carico le risultanze degli strumenti di pesa in regola con le verifiche di legge e di quelli in dotazione agli organi di polizia, nonché i documenti di accompagnamento previsti da disposizioni di legge. Le spese per l'accertamento sono a carico dei soggetti di cui al comma 9 in solido (5).

13. Ai veicoli immatricolati all'estero si applicano tutte le norme previste dal presente articolo.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 84 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002. con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Così corretto in Gazz. Uff. , 13 febbraio 1993, n. 36.

(4) Comma modificato dall'articolo 28 della legge 7 dicembre 1999, n. 472.

(5) Così corretto in Gazz. Uff. , 9 febbraio 1993, n. 32.

(6) Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 168

Disciplina del trasporto su strada dei materiali pericolosi (1).

1. Ai fini del trasporto su strada sono considerati materiali pericolosi quelli appartenenti alle classi indicate negli allegati all'accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada di merci pericolose di cui alla legge 12 agosto 1962, n. 1839, e successive modificazioni e integrazioni.

2. La circolazione dei veicoli che trasportano merci pericolose ammesse al trasporto su strada, nonchè le prescrizioni relative all'etichettaggio, all'imballaggio, al carico, allo scarico ed allo stivaggio sui veicoli stradali è regolata dagli allegati all'accordo di cui al comma 1 recepiti nell'ordinamento in conformità alle norme vigenti (2).

3. Le merci pericolose, il cui trasporto internazionale su strada è ammesso dagli accordi internazionali, possono essere trasportate su strada, all'interno dello Stato, alle medesime condizioni stabilite per i predetti trasporti internazionali. Per le merci che presentino pericolo di esplosione e per i gas tossici resta salvo l'obbligo per gli interessati di munirsi delle licenze e dei permessi di trasporto qualora previsti dalle vigenti disposizioni.

4. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'interno, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, con decreti previamente notificati alla commissione europea ai fini dell'autorizzazione, può prescrivere, esclusivamente per motivi inerenti alla sicurezza durante il trasporto, disposizioni più rigorose per la disciplina del trasporto nazionale di merci pericolose effettuato da veicoli, purchè non relative alla costruzione degli stessi. Con decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'interno, dello sviluppo economico e della salute, possono essere altresì classificate merci pericolose, ai fini del trasporto su strada, materie ed oggetti non compresi tra quelli di cui al comma 1, ma che siano ad essi assimilabili. Negli stessi decreti sono indicate le condizioni nel rispetto delle quali le singole merci elencate possono essere ammesse al trasporto; per le merci assimilabili può altresì essere imposto l'obbligo della autorizzazione del singolo trasporto, precisando l'autorità competente, nonchè i criteri e le modalità da seguire. (3).

4-bis. A condizione che non sia pregiudicata la sicurezza, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministeri dell'interno, della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, rilascia autorizzazioni individuali per operazioni di trasporto di merci pericolose sul territorio nazionale che sono proibite o effettuate in condizioni diverse da quelle stabilite dalle disposizioni di cui al comma 2. Le autorizzazioni sono definite e limitate nel tempo e possono essere concesse solo quando ricorrono particolari esigenze di ordine tecnico ovvero di tutela della sicurezza pubblica (4).

5. Per il trasporto delle materie fissili o radioattive si applicano le norme dell'art. 5 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860, modificato dall'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1965, n. 1704, e successive modifiche.

6. A condizione che non sia pregiudicata la sicurezza e previa notifica alla Commissione europea, ai fini dell'autorizzazione, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministeri dell'interno, della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, può derogare le condizioni poste dalle norme di cui al comma 2 per:

a) il trasporto nazionale di piccole quantità di merce, purchè non relative a materie a media o alta radioattività;

b) merci pericolose destinate al trasporto locale su brevi distanze (5).

7. Chiunque circola con un veicolo o con un complesso di veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose, la cui massa complessiva a pieno carico risulta superiore a quella indicata sulla carta di circolazione, è soggetto alle sanzioni amministrative previste nell'art. 167, comma 2, in misura doppia.

8. Chiunque trasporta merci pericolose senza regolare autorizzazione, quando sia prescritta, ovvero non rispetta le condizioni imposte, a tutela della sicurezza, negli stessi provvedimenti di autorizzazione è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 842,00 a Euro 7. 369,008 (6).

8-bis. Alle violazioni di cui al comma 8 conseguono le sanzioni accessorie della sospensione della carta di circolazione e della sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei mesi. In caso di reiterazione delle violazioni consegue anche la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (7).

9. Chiunque viola le prescrizioni fissate dal comma 2, ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, relative all'idoneità tecnica dei veicoli o delle cisterne che trasportano merci pericolose, ai dispositivi di equipaggiamento e protezione dei veicoli, alla presenza o alla corretta sistemazione dei pannelli di segnalazione e alle etichette di pericolo collocate sui veicoli, sulle cisterne, sui contenitori e sui colli che contengono merci pericolose, ovvero che le hanno contenute se non ancora bonificati, alla sosta dei veicoli, alle operazioni di carico, scarico e trasporto in comune delle merci pericolose, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00. A tali violazioni, qualora riconducibili alle responsabilità del trasportatore, così come definite nell'accordo di cui al comma 1, ovvero del conducente, consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida del conducente e della carta di circolazione del veicolo con il quale è stata commessa la violazione per un periodo da due a sei mesi, a norma del capo I, sezione II, del titolo VI. A chiunque violi le disposizioni del comma 4, primo periodo, si applicano la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 8, nonchè le disposizioni del periodo precedente (8) (9).

9-bis. Chiunque viola le prescrizioni fissate dal comma 2, ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, relative ai dispositivi di equipaggiamento e protezione dei conducenti o dell'equipaggio, alla compilazione e tenuta dei documenti di trasporto o delle istruzioni di sicurezza, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00 (10) (11).

9-ter. Chiunque, fuori dai casi previsti dai commi 8, 9 e 9-bis, viola le prescrizioni fissate dal comma 2, ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (12) (13).

10. Alle violazioni di cui ai precedenti commi si applicano le disposizioni dell'art. 167, comma 9.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 85 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inizialmente modificato dall'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e successivamente sostituito dall'articolo 6, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(3) Comma inizialmente modificato dall'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e successivamente sostituito dall'articolo 6, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(4) Comma inserito dall'articolo 6, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35

(5) Comma inizialmente modificato dall'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e successivamente sostituito dall'articolo 6, comma 1, lettera d) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(6) Comma sostituito dall'articolo 20 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(7) Comma aggiunto dall'articolo 20 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

(8) Comma inizialmene sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall'articolo 6, comma 1, lettere e) e f) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(9) Con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(10) Comma inizialmenteinserito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall'articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(11) Con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(12) Comma inizialmenteinserito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall'articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(13) Con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 169

Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore (1).

1. In tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida.

2. Il numero delle persone che possono prendere posto sui veicoli, esclusi quelli di cui al comma 5, anche in relazione all'ubicazione dei sedili, non può superare quello indicato nella carta di circolazione.

3. Il numero delle persone che possono prendere posto, sedute o in piedi, sugli autoveicoli e filoveicoli destinati a trasporto di persone, escluse le autovetture, nonché il carico complessivo del veicolo non possono superare i corrispondenti valori massimi indicati nella carta di circolazione; tali valori sono fissati dal regolamento in relazione ai tipi ed alle caratteristiche di detti veicoli.

4. Tutti i passeggeri dei veicoli a motore devono prendere posto in modo da non limitare la libertà di movimento del conducente e da non impedirgli la visibilità. Inoltre, su detti veicoli, esclusi i motocicli e i ciclomotori a due ruote, il conducente e il passeggero non devono determinare sporgenze dalla sagoma trasversale del veicolo.

5. Fino all'8 maggio 2009 sulle autovetture e sugli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose è consentito il trasporto in soprannumero sui posti posteriori di due bambini di età inferiore a dieci anni, a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici (2).

6. Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell'art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (3).

7. Chiunque guida veicoli destinati a trasporto di persone, escluse le autovetture, che hanno un numero di persone e un carico complessivo superiore ai valori massimi indicati nella carta di circolazione, ovvero trasporta un numero di persone superiore a quello indicato nella carta di circolazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (4).

8. Qualora le violazioni di cui al comma 7 sono commesse adibendo abusivamente il veicolo ad uso di terzi, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00, nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione da uno a sei mesi, a norma del capo I, sezione II, del titolo VI (4) (5).

9. Qualora le violazioni di cui al comma 7 siano commesse alla guida di una autovettura, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (3)(4).

10. Chiunque viola le altre disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (3(4)).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 86 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma così sostituito dall’articolo 3 del D.Lgs. 13 marzo 2006, n. 150

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell’ufficio è così modificata.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Così corretto in Gazz. Uff. , 9 febbraio 1993, n. 32.

 

Art. 170

Trasporto di persone e di oggetti sui veicoli a motore a due ruote (1).

1. Sui motocicli e sui ciclomotori a due ruote il conducente deve avere libero uso delle braccia, delle mani e delle gambe, deve stare seduto in posizione corretta e deve reggere il manubrio con ambedue le mani, ovvero con una mano in caso di necessità per le opportune manovre o segnalazioni. Non deve procedere sollevando la ruota anteriore.

1-bis. Sui veicoli di cui al comma 1 è vietato il trasporto di minori di anni cinque (2).

2. Sui ciclomotori è vietato il trasporto di altre persone oltre al conducente, salvo che il posto per il passeggero sia espressamente indicato nel certificato di circolazione e che il conducente abbia un'età superiore a diciotto anni. Con regolamento emanato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabiliti le modalità e i tempi per l'aggiornamento, ai fini del presente comma, della carta di circolazione dei ciclomotori omologati anteriormente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (3).

3. Sui veicoli di cui al comma 1 l'eventuale passeggero deve essere seduto in modo stabile ed equilibrato, nella posizione determinata dalle apposite attrezzature del veicolo (4).

4. È vietato ai conducenti dei veicoli di cui al comma 1 di trainare o farsi trainare da altri veicoli.

5. Sui veicoli di cui al comma 1 è vietato trasportare oggetti che non siano solidamente assicurati, che sporgano lateralmente rispetto all'asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso oltre i cinquanta centimetri, ovvero impediscano o limitino la visibilità al conducente. Entro i predetti limiti, è consentito il trasporto di animali purché custoditi in apposita gabbia o contenitore.

6. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74,00 a Euro 299,00 (4).

6-bis. Chiunque viola le disposizioni del comma 1-bis è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 148 a Euro 594 (5) (7).

7. Alle violazioni previste dal comma 1 e, se commesse da conducente minorenne, dal comma 2, alla sanzione pecuniaria amministrativa, consegue il fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni, ai sensi del capo I, sezione II del titolo VI; quando, nel corso di un biennio, con un ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per almeno due volte, una delle violazioni previste dai commi 1 e 2, il fermo amministrativo del veicolo è disposto per novanta giorni (6).

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 87 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(3) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, con effetto a decorrere dalla data indicata dall'articolo 7 del medesimo decreto.

(4) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(6) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 167, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262.

(7) La sanzione prevista dal presente comma è esclusa dall'adeguamento previsto dal D.M. 17 dicembre 2008 , ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.

 


GIURISPRUDENZA

 

Assicurazione della responsabilità civile circolazione stradale in genere

Qualora il trasporto del passeggero sul ciclomotore coinvolto nel sinistro stradale sia avvenuto in violazione dell'art. 170 c. strad., tale circostanza non può essere opposta dall'assicuratore al trasportato danneggiato al fine di rifiutare o ridurre l'importo da pagare a titolo di risarcimento (ex art. 144 comma 2 c. assicur. ), ferma restando la facoltà per l'assicuratore medesimo di agire in rivalsa nei confronti del proprio assicurato. (Tribunale  Ascoli Piceno 22 marzo 2010).


 

Art. 171

Uso del casco protettivo per gli utenti di veicoli a due ruote (1).

1. Durante la marcia, ai conducenti e agli eventuali passeggeri di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme ai tipi omologati, in conformità con i regolamenti emanati dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite Commissione economica per l'Europa e con la normativa comunitaria. (2).

1-bis. Sono esenti dall'obbligo di cui al comma 1 i conducenti e i passeggeri:

a) di ciclomotori e motoveicoli a tre o a quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa;

b) di ciclomotori e motocicli a due o a tre ruote dotati di cellula di sicurezza a prova di crash, nonché di sistemi di ritenuta e di dispositivi atti a garantire l'utilizzo del veicolo in condizioni di sicurezza, secondo le disposizioni del regolamento (3).

2. Chiunque viola le presenti norme è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74,00 a Euro 299,00. Quando il mancato uso del casco riguarda un minore trasportato, della violazione risponde il conducente (4).

3. Alla sanzione pecuniaria amministrativa prevista dal comma 2 consegue il fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI. Quando, nel corso di un biennio, con un ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per almeno due volte, una delle violazioni previste dal comma 1, il fermo del veicolo è disposto per novanta giorni. La custodia del veicolo è affidata al proprietario dello stesso (5) (7).

4. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi commercializza caschi protettivi per motocicli, motocarrozzette o ciclomotori di tipo non omologato è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 779,00 a Euro 3. 119,00 (6).

5. I caschi di cui al comma 4, ancorché utilizzati, sono soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 88 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma modificato dall'articolo 33 della legge 7 dicembre 1999, n. 472 , dall'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e, da ultimo, modificato dall’articolo 28, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 28, comma 2, le disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della Legge 120/2010.

(3) Comma aggiunto dall'articolo 33 della legge 7 dicembre 1999, n. 472 e successsivamente sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(6) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(7) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 168, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262.

 

Art. 172

(Uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini).

1. Il conducente e i passeggeri dei veicoli della categoria L6e, dotati di carrozzeria chiusa, di cui all'articolo 1, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, e dei veicoli delle categorie Ml, N1, N2 e N3, di cui all'articolo 47, comma 2, del presente codice, muniti di cintura di sicurezza, hanno l'obbligo di utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia. I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie (1).

2. Il conducente del veicolo è tenuto ad assicurarsi della persistente efficienza dei dispositivi di cui al comma 1.

3. Sui veicoli delle categorie M1, N1, N2 ed N3 sprovvisti di sistemi di ritenuta:

a) i bambini di età fino a tre anni non possono viaggiare;

b) i bambini di età superiore ai tre anni possono occupare un sedile anteriore solo se la loro statura supera 1,50 m.

4. I bambini di statura non superiore a 1,50 m, quando viaggiano negli autoveicoli per il trasporto di persone in servizio pubblico di piazza o negli autoveicoli adibiti al noleggio con conducente, possono non essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, a condizione che non occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.

5. I bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all'indietro su un sedile passeggeri protetto da airbag frontale, a meno che l'airbag medesimo non sia stato disattivato anche in maniera automatica adeguata.

6. Tutti gli occupanti, di età superiore a tre anni, dei veicoli in circolazione delle categorie M2 ed M3 devono utilizzare, quando sono seduti, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti. I bambini devono essere assicurati con sistemi di ritenuta per bambini, eventualmente presenti sui veicoli delle categorie M2 ed M3, solo se di tipo omologato secondo quanto previsto al comma 1.

7. I passeggeri dei veicoli delle categorie M2 ed M3 devono essere informati dell'obbligo di utilizzare le cinture di sicurezza, quando sono seduti ed il veicolo è in movimento, mediante cartelli o pittogrammi, conformi al modello figurante nell'allegato alla direttiva 2003/20/CE , apposti in modo ben visibile su ogni sedile.

Inoltre, la suddetta informazione può essere fornita dal conducente, dal bigliettaio, dalla persona designata come capogruppo o mediante sistemi audiovisivi quale il video.

8. Sono esentati dall'obbligo di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini:

a) gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale nell'espletamento di un servizio di emergenza;

b) i conducenti e gli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario in caso di intervento di emergenza;

b-bis) i conducenti dei veicoli con allestimenti specifici per la raccolta e per il trasporto di rifiuti e dei veicoli ad uso speciale, quando sono impiegati in attività di igiene ambientale nell'ambito dei centri abitati, comprese le zone industriali e artigianali (5).

c) gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati regolarmente riconosciuti che effettuano scorte;

d) gli istruttori di guida quando esplicano le funzioni previste dall'articolo 122, comma 2;

e) le persone che risultino, sulla base di certificazione rilasciata dalla unità sanitaria locale o dalle competenti autorità di altro Stato membro delle Comunità europee, affette da patologie particolari o che presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all'uso dei dispositivi di ritenuta. Tale certificazione deve indicare la durata di validità, deve recare il simbolo previsto nell'articolo 5 della direttiva 91/671/CEE e deve essere esibita su richiesta degli organi di polizia di cui all'articolo 12;

f) le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all'uso delle cinture di sicurezza;

g) i passeggeri dei veicoli M2 ed M3 autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi ed adibiti al trasporto locale e che circolano in zona urbana;

h) gli appartenenti alle forze armate nell'espletamento di attività istituzionali nelle situazioni di emergenza.

9. Fino all'8 maggio 2009, sono esentati dall'obbligo di cui al comma 1 i bambini di età inferiore ad anni dieci trasportati in soprannumero sui posti posteriori delle autovetture e degli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose, di cui dell'articolo 169, comma 5, a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.

10. Chiunque non fa uso dei dispositivi di ritenuta, cioè delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 70,00 euro a 285,00 euro. Quando il mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso. Quando il conducente sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al presente comma per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (2).

11. Chiunque, pur facendo uso dei dispositivi di ritenuta, ne altera od ostacola il normale funzionamento degli stessi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 36,00 euro a 148,00 euro (3).

12. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi commercializza dispositivi di ritenuta di tipo non omologato è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 716,00 euro a 2. 867,00 euro.

13. I dispositivi di ritenuta di cui al comma 12, ancorché installati sui veicoli, sono soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (4).

 

(1) Comma modificato dall’articolo 28, comma 3, della legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 28, comma 7, le disposizioni di cui al presente comma entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della Legge 120/2010 nella Gazzetta Ufficiale.

(2) Con D.M. 29 dicembre 2006, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) La sanzione amministrativa è stata aggiornata dal D.M. 29 dicembre 2006 e dal D.M. 29 dicembre 2006.

(4) Articolo modificato dall’articolo 89 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360, dall’articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 , dal D.M. 24 dicembre 2002, dal D.M. 22 dicembre 2004 , dall’articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 ed infine così sostituito dall'articolo 1 del D.Lgs. 13 marzo 2006, n. 150.

(5) Lettera inserita dall’articolo 28, comma 4, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Ingiunzione: opposizione

Nel giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione relativo al pagamento di una sanzione amministrativa qualunque circostanza che l’agente accertatore attesta essere avvenuta in sua presenza è assistita da fede privilegiata. Ne consegue che il trasgressore è tenuto, se vuole confutare quanto attestato dal pubblico ufficiale, a proporre querela di falso. (Cassazione civile sez. II 11 settembre 2010 n. 19416).

 

Sanzioni amministrative

Nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa per violazione all'art. 172, commi 2 e 3, c. strad. (per avere il conducente del veicolo fatto uso durante la guida del telefono cellulare, non a viva voce e non dotato di auricolare), è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l'atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva, mentre è riservata al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell'operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l'esame di ogni questione concernente l'alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell'effettivo svolgersi dei fatti. (Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto assistita da fede privilegiata l'indicazione nel verbale dell'uso durante la guida del telefono cellulare, non a viva voce e non dotato di auricolare). (Cassazione civile sez. II 11 settembre 2010 n. 19416).

 

Circostanze aggravanti speciali per violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale

In caso di sinistro stradale, risponde di omicidio colposo per la morte di una persona trasportata il conducente che non imponga e verifichi l'uso delle cinture di sicurezza nell'autoveicolo, essendo suo obbligo effettuare tale controllo anche nei confronti di passeggeri adulti. (Cassazione penale sez. IV 14 gennaio 2010 n. 3585).


 

Art. 173

Uso di lenti o di determinati apparecchi durante la guida (1).

1. Il titolare di patente di guida o di certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori al quale, in sede di rilascio o rinnovo della patente o del certificato stessi, sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l'obbligo di usarli durante la guida (2).

2. È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all'articolo 138, comma 11, e di polizia, nonché per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi. È consentito l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, purché il conducente abbia adeguate capacità uditive da entrambe le orecchie, che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani (3).

3. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74,00 a Euro 299,00 (4).

3-bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 148 a Euro 594. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un'ulteriore violazione nel corso di un biennio (5) (6).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 90 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma sostituito dall’articolo 29, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 29, comma 2, le disposizioni di cui al presente comma entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della Legge 120/2010 nella Gazzetta Ufficiale.

(3) Comma modificato dall'articolo 2 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121.

(4) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e dall'articolo 4 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma inserito dall'articolo 4 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(6) La sanzione prevista dal presente comma è esclusa dall'adeguamento previsto dal D.M. 17 dicembre 2008 , ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.

 

GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

L'uso del telefono cellulare durante la guida non è giustificato, a meno che non risulti integrato lo stato di necessità, configurabile ogni qualvolta sussista l'immediatezza dell'esigenza di evitare a sé o ad altri il pericolo di un danno grave alla persona. Non configura tale fattispecie un colloquio telefonico intrattenuto da un avvocato con un collega di un'altra città sulla situazione di un cliente detenuto, atteso che il professionista ben potrebbe rispondere alla pur urgente chiamata non durante la guida, con pericolo per sé e per gli altri utenti della strada, ma dopo essersi fermato. (Cassazione civile sez. II 16 giugno 2010 n. 14556).

 

Ingiunzione: opposizione

Nel giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione relativo al pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l'atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva, mentre è riservata al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell'operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l'esame di ogni questione concernente l'alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell'effettivo svolgersi dei fatti (fattispecie avente ad oggetto l’uso di un cellulare durante la guida). (Cassazione civile sez. II 11 gennaio 2010 n. 232).

 

Art. 174

(Durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o di cose).

1. La durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o di cose e i relativi controlli sono disciplinati dalle norme previste dal regolamento (CE) n. 561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006.

2. I registri di servizio, gli estratti del registro e le copie dell'orario di servizio di cui al regolamento (CE) n. 561/2006 devono essere esibiti, per il controllo, al personale cui sono stati affidati i servizi di polizia stradale ai sensi dell'articolo 12 del presente codice. I registri di servizio di cui al citato regolamento (CE), conservati dall'impresa, devono essere esibiti, per il controllo, anche ai funzionari del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici e agli ispettori della direzione provinciale del lavoro.

3. Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo possono essere sempre accertate attraverso le risultanze o le registrazioni dei dispositivi di controllo installati sui veicoli, nonchè attraverso i documenti di cui al comma 2.

4. Il conducente che supera la durata dei periodi di guida prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 152. Si applica la sanzione da euro 200 a euro 800 al conducente che non osserva le disposizioni relative ai periodi di riposo giornaliero di cui al citato regolamento (CE).

5. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 10 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida prescritto dal regolamento (CE) n. 561/2006, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 300 a euro 1. 200. Si applica la sanzione da euro 350 a euro 1. 400 se la violazione di durata superiore al 10 per cento riguarda il tempo minimo di riposo prescritto dal citato regolamento.

6. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 20 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida, ovvero minimo del tempo di riposo, prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1. 600.

7. Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite massimo di durata dei periodi di guida settimanale prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una sommà da euro 250 a euro 1. 000.

Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite minimo dei periodi di riposo settimanale prescritti dal predetto regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 350 a euro 1. 400. Se i limiti di cui ai periodi precedenti non sono rispettati per oltre il 20 per cento, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1. 600.

8. Il conducente che durante la guida non rispetta le disposizioni relative alle interruzioni di cui al regolamento (CE) n. 561/ 2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 620.

9. Il conducente che è sprovvisto dell'estratto del registro di servizio o della copia dell'orario di servizio di cui al regolamento (CE) n. 561/2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una sommà da euro 307 a euro 1. 228. La stessa sanzione si applica a chiunque non ha con sè o tiene in modo incompleto o alterato l'estratto del registro di servizio o copia dell'orario di servizio, fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.

10. Le sanzioni di cui ai commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9 si applicano anche agli altri membri dell'equipaggio che non osservano le prescrizioni previste dal regolamento (CE) n. 561/ 2006.

11. Nei casi previsti dai commi 4, 5, 6 e 7 l'organo accertatore, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, provvede al ritiro temporaneo dei documenti di guida, intima al conducente del veicolo di non proseguire il viaggio se non dopo aver effettuato i prescritti periodi di interruzione o di riposo e dispone che, con le cautele necessarie, il veicolo sia condotto in un luogo idoneo per la sosta, ove deve permanere per il periodo necessario; del ritiro dei documenti di guida e dell'intimazione è fatta menzione nel verbale di contestazione. Nel verbale è indicato anche il comando o l'ufficio da cui dipende l'organo accertatore, presso il quale, completati le interruzioni o i riposi prescritti, il conducente è autorizzato a recarsi per ottenere la restituzione dei documenti in precedenza ritirati; a tale fine il conducente deve seguire il percorso stradale espressamente indicato nel medesimo verbale. Il comando o l'ufficio restituiscono la patente e la carta di circolazione del veicolo dopo avere constatato che il viaggio può essere ripreso nel rispetto delle condizioni prescritte dal presente articolo. Chiunque circola durante il periodo in cui gli è stato intimato di non proseguire il viaggio è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1. 769 a euro 7. 078, nonchè con il ritiro immediato della patente di guida.

12. Per le violazioni della normativa comunitaria sui tempi di guida, di interruzione e di riposo commesse in un altro Stato membro dell'Unione europea, se accertate in Italia dagli organi di cui all'articolo 12, si applicano le sanzioni previste dalla normativa italiana vigente in materia, salvo che la contestazione non sia già avvenuta in un altro Stato membro; a tale fine, per l'esercizio dei ricorsi previsti dagli articoli 203 e 204-bis, il luogo della commessa violazione si considera quello dove è stato operato l'accertamento in Italia.

13. Per le violazioni delle norme di cui al presente articolo, l'impresa da cui dipende il lavoratore al quale la violazione si riferisce è obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.

14. L'impresa che nell'esecuzione dei trasporti non osserva le disposizioni contenute nel regolamento (CE) n. 561/2006, ovvero non tiene i documenti prescritti o li tiene scaduti, incompleti o alterati, è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 307 a euro 1. 228 per ciascun dipendente cui la violazione si riferisce, fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.

15. Nel caso di ripetute inadempienze, tenuto conto anche della loro entità e frequenza, l'impresa che effettua il trasporto di persone ovvero di cose in conto proprio ai sensi dell'articolo 83 incorre nella sospensione, per un periodo da uno a tre mesi, del titolo abilitativo o dell'autorizzazione al trasporto riguardante il veicolo cui le infrazioni si riferiscono se, a seguito di diffida rivoltaledall'autorità competente a regolarizzare in un congruo termine la sua posizione, non vi abbia provveduto.

16. Qualora l'impresa di cui al comma 15, malgrado il provvedimento adottato a suo carico, continui a dimostrare una costante recidività nel commettere infrazioni, anche nell'eventuale esercizio di altri servizi di trasporto, essa incorre nella decadenza o nella revoca del provvedimento che la abilita o la autorizza al trasporto cui le ripetute infrazioni maggiormente si riferiscono.

17. La sospensione, la decadenza o la revoca di cui al presente articolo sono disposte dall'autorità che ha rilasciato il titolo che abilita al trasporto. I provvedimenti di revoca e di decadenza sono atti definitivi.

18. Quando le ripetute inadempienze di cui ai commi 15 e 16 del presente articolo sono commesse con veicoli adibiti al trasporto di persone o di cose in conto terzi, si applicano le disposizioni del comma 6 dell'articolo 5 del decreto legislativo 22 dicembre 2000, n. 395.

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, dal D.M. 29 dicembre 2006, dal D.M. 17 dicembre 2008 e sostituito dall’articolo 30, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 17 dicembre 2008 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 175

Condizioni e limitazioni della circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali (1).

1. Le norme del presente articolo e dell'art. 176 si applicano ai veicoli ammessi a circolare sulle autostrade, sulle strade extraurbane principali e su altre strade, individuate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta dell'ente proprietario, e da indicare con apposita segnaletica d'inizio e fine (2).

2. È vietata la circolazione dei seguenti veicoli sulle autostrade e sulle strade di cui al comma 1:

a) velocipedi, ciclomotori, motocicli di cilindrata inferiore a 150 cc se a motore termico e motocarrozzette di cilindrata inferiore a 250 cc se a motore termico;

b) altri motoveicoli di massa a vuoto fino a 400 kg o di massa complessiva fino a 1300 kg;

c) veicoli non muniti di pneumatici;

d) macchine agricole e macchine operatrici;

e) veicoli con carico disordinato e non solidamente assicurato o sporgente oltre i limiti consentiti;

f) veicoli a tenuta non stagna e con carico scoperto, se trasportano materie suscettibili di dispersione;

g) veicoli il cui carico o dimensioni superino i limiti previsti dagli articoli 61 e 62, ad eccezione dei casi previsti dall'art. 10;

h) veicoli le cui condizioni di uso, equipaggiamento e gommatura possono costituire pericolo per la circolazione;

i) veicoli con carico non opportunamente sistemato e fissato.

3. Le esclusioni di cui al comma 2 non si applicano ai veicoli appartenenti agli enti proprietari o concessionari dell'autostrada o da essi autorizzati. L'esclusione di cui al comma 2, lettera d), relativamente alle macchine operatrici-gru come individuate dalla carta di circolazione, non si applica sulle strade extraurbane principali.

4. Nel regolamento sono fissati i limiti minimi di velocità per l'ammissione alla circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di determinate categorie di veicoli.

5. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, fermi restando i poteri di ordinanza degli enti proprietari di cui all'art. 6, possono essere escluse dal transito su talune autostrade, o tratti di esse, anche altre determinate categorie di veicoli o trasporti, qualora le esigenze della circolazione lo richiedano. Ove si tratti di autoveicoli destinati a servizi pubblici di linea, il provvedimento è adottato di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti mentre per quelli appartenenti alle Forze armate il concerto è realizzato con il Ministro della difesa (2).

6. È vietata la circolazione di pedoni e animali, eccezion fatta per le aree di servizio e le aree di sosta. In tali aree gli animali possono circolare solo se debitamente custoditi. Lungo le corsie di emergenza è consentito il transito dei pedoni solo per raggiungere i punti per le richieste di soccorso.

7. Sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree di servizio o di parcheggio e in ogni altra pertinenza autostradale è vietato:

a) trainare veicoli che non siano rimorchi;

b) richiedere o concedere passaggi;

c) svolgere attività commerciali o di propaganda sotto qualsiasi forma; esse sono consentite nelle aree di servizio o di parcheggio se autorizzate dall'ente proprietario;

d) campeggiare, salvo che nelle aree all'uopo destinate e per il periodo stabilito dall'ente proprietario o concessionario.

8. Nelle zone attigue alle autostrade o con esse confinanti è vietato, anche a chi sia munito di licenza o di autorizzazione, svolgere attività di propaganda sotto qualsiasi forma ovvero attività commerciali con offerta di vendita agli utenti delle autostrade stesse.

9. Nelle aree di servizio e di parcheggio, nonché in ogni altra pertinenza autostradale è vietato lasciare in sosta il veicolo per un tempo superiore alle ventiquattro ore, ad eccezione che nei parcheggi riservati agli alberghi esistenti nell'ambito autostradale o in altre aree analogamente attrezzate.

10. Decorso il termine indicato al comma 9, il veicolo può essere rimosso coattivamente; si applicano le disposizioni di cui all'art. 159.

11. Gli organi di polizia stradale provvedono alla rimozione dei veicoli in sosta che per il loro stato o per altro fondato motivo possano ritenersi abbandonati, nonché al loro trasporto in uno dei centri di raccolta autorizzati a norma dell'art. 15 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915. Per tali operazioni i predetti organi di polizia possono incaricare l'ente proprietario.

12. Il soccorso stradale e la rimozione dei veicoli sono consentiti solo agli enti e alle imprese autorizzati, anche preventivamente, dall'ente proprietario. Sono esentati dall'autorizzazione le Forze armate e di polizia.

13. Chiunque viola le disposizioni del comma 2, lettere e) ed f), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 (3).

14. Chiunque viola le disposizioni del comma 7, lettere a), b) e d), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00, salvo l'applicazione delle norme della legge 28 marzo 1991, n. 112 (3).

15. Chiunque viola le disposizioni dei commi 7, lettera c), e 8 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 370 a Euro 1. 485. Dalla detta violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per giorni sessanta, secondo le disposizioni di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (3).

16. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 36 a Euro 148. Se la violazione riguarda le disposizioni di cui al comma 6 la sanzione è da Euro 23,00 a Euro 92,00 (3).

17. Accertate le violazioni di cui ai commi 2 e 4, gli organi di polizia impongono ai conducenti di abbandonare con i veicoli stessi l'autostrada, dando la necessaria assistenza per il detto abbandono. Nelle ipotesi di cui al comma 2, lettere e) ed f), la norma si applica solo nel caso in cui non sia possibile riportare il carico nelle condizioni previste dalle presenti norme.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 91 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, D.M. 17 dicembre 2008 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 176

Comportamenti durante la circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali (1).

1. Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade di cui all'art. 175, comma 1, è vietato:

a) invertire il senso di marcia e attraversare lo spartitraffico, anche all'altezza dei varchi, nonché percorrere la carreggiata o parte di essa nel senso di marcia opposto a quello consentito;

b) effettuare la retromarcia, anche sulle corsie per la sosta di emergenza, fatta eccezione per le manovre necessarie nelle aree di servizio o di parcheggio;

c) circolare sulle corsie per la sosta di emergenza se non per arrestarsi o riprendere la marcia;

d) circolare sulle corsie di variazione di velocità se non per entrare o uscire dalla carreggiata.

2. È fatto obbligo:

a) di impegnare la corsia di accelerazione per immettersi sulla corsia di marcia, nonché di dare la precedenza ai veicoli in circolazione su quest'ultima corsia;

b) di impegnare tempestivamente, per uscire dalla carreggiata, la corsia di destra, immettendosi quindi nell'apposita corsia di decelerazione sin dal suo inizio;

c) di segnalare tempestivamente nei modi indicati nell'art. 154 il cambiamento di corsia.

3. In occasione di arresto della circolazione per ingorghi o comunque per formazione di code, qualora la corsia per la sosta di emergenza manchi o sia occupata da veicoli in sosta di emergenza o non sia sufficiente alla circolazione dei veicoli di polizia e di soccorso, i veicoli che occupano la prima corsia di destra devono essere disposti il più vicino possibile alla striscia di sinistra.

4. In caso di ingorgo è consentito transitare sulla corsia per la sosta di emergenza al solo fine di uscire dall'autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a cinquecento metri dallo svincolo.

5. Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli è vietato sostare o solo fermarsi, fuorché in situazioni d'emergenza dovute a malessere degli occupanti del veicolo o ad inefficienza del veicolo medesimo; in tali casi, il veicolo deve essere portato nel più breve tempo possibile sulla corsia per la sosta di emergenza o, mancando questa, sulla prima piazzola nel senso di marcia, evitando comunque qualsiasi ingombro delle corsie di scorrimento.

6. La sosta d'emergenza non deve eccedere il tempo strettamente necessario per superare l'emergenza stessa e non deve, comunque, protrarsi oltre le tre ore. Decorso tale termine il veicolo può essere rimosso coattivamente e si applicano le disposizioni di cui all'art. 175, comma 10.

7. Fermo restando il disposto dell'art. 162, durante la sosta e la fermata di notte, in caso di visibilità limitata, devono sempre essere tenute accese le luci di posizione, nonché gli altri dispositivi prescritti dall'art. 153, comma 5.

8. Qualora la natura del guasto renda impossibile spostare il veicolo sulla corsia per la sosta di emergenza o sulla piazzola d'emergenza, oppure allorché il veicolo sia costretto a fermarsi su tratti privi di tali appositi spazi, deve essere collocato, posteriormente al veicolo e alla distanza di almeno 100 m dallo stesso, l'apposito segnale mobile. Lo stesso obbligo incombe al conducente durante la sosta sulla banchina di emergenza, di notte o in ogni altro caso di limitata visibilità, qualora siano inefficienti le luci di posizione.

9. Nelle autostrade con carreggiate a tre o più corsie, salvo diversa segnalazione, è vietato ai conducenti di veicoli adibiti al trasporto merci, la cui massa a pieno carico supera le 5 t, ed ai conducenti di veicoli o complessi veicolari di lunghezza totale superiore ai 7 m di impegnare altre corsie all'infuori delle due più vicine al bordo destro della carreggiata.

10. Fermo restando quanto disposto dall'art. 144 per la marcia per file parallele è vietato affiancarsi ad altro veicolo nella stessa corsia.

11. Sulle autostrade per il cui uso sia dovuto il pagamento di un pedaggio, i conducenti, ove previsto e segnalato, devono arrestarsi in corrispondenza delle apposite barriere, eventualmente incolonnandosi secondo le indicazioni date dalle segnalazioni esistenti o dal personale addetto e corrispondere il pedaggio secondo le modalità e le tariffe vigenti.

11-bis. Al pagamento del pedaggio di cui al comma 11, quando esso è dovuto, e degli oneri di accertamento dello stesso, sono obbligati solidalmente sia il conducente sia il proprietario del veicolo, come stabilito dall'articolo 196 (2).

12. I conducenti dei veicoli adibiti ai servizi dell'autostrada, purché muniti di specifica autorizzazione dell'ente proprietario, sono esentati, quando sussistano effettive esigenze di servizio, dall'osservanza delle norme del presente articolo relative al divieto di effettuare:

a) la manovra di inversione del senso di marcia;

b) la marcia, la retromarcia e la sosta in banchina di emergenza;

c) il traino dei veicoli in avaria. Sono esonerati dall'osservanza del divieto di attraversare i varchi in contromano in prossimità delle stazioni di uscita o di entrata in autostrada i veicoli e/o trasporti eccezionali purché muniti di autorizzazione dell'ente proprietario della strada (3).

13. I conducenti di cui al comma 12, nell'effettuare le manovre, che devono essere eseguite con la massima prudenza e cautela, devono tenere in funzione sui veicoli il dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce gialla lampeggiante.

14. Sono esonerati dall'osservanza del divieto di effettuare le manovre di cui al comma 12 anche i conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia, antincendio e delle autoambulanze, che tengano in funzione il dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce blu lampeggiante.

15. Il personale in servizio sulle autostrade e loro pertinenze è esonerato, in caso di effettive esigenze di servizio e con l'adozione di opportune cautele, dall'osservanza del divieto di circolazione per i pedoni.

16. Per l'utente di autostrada a pedaggio sprovvisto del titolo di entrata, o che impegni gli impianti di controllo in maniera impropria rispetto al titolo in suo possesso, il pedaggio da corrispondere è calcolato dalla più lontana stazione di entrata per la classe del suo veicolo. All'utente è data la facoltà di prova in ordine alla stazione di entrata.

17. Chiunque transita senza fermarsi in corrispondenza delle stazioni, creando pericolo per la circolazione, nonché per la sicurezza individuale e collettiva, ovvero ponga in essere qualsiasi atto al fine di eludere in tutto o in parte il pagamento del pedaggio, è soggetto, salvo che il fatto costituisca reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 (4).

18. Parimenti il conducente che circola sulle autostrade con veicolo non in regola con la revisione prevista dall'art. 80, ovvero che non l'abbia superata con esito favorevole, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624. È sempre disposto il fermo amministrativo del veicolo che verrà restituito al conducente, proprietario o legittimo detentore, ovvero a persona delegata dal proprietario, solo dopo la prenotazione per la visita di revisione. Si applicano le norme dell'art. 214 (4).

19. Chiunque viola le disposizioni del comma 1, lettera a), quando il fatto sia commesso sulle carreggiate, sulle rampe o sugli svincoli, è punito con la sanzione amministrativa da Euro 1. 842,00 a Euro 7. 369,00 (5).

20. Chiunque viola le disposizioni del comma 1, lettere b), c) e d), e dei commi 6 e 7 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 (4).

21. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (4).

22. Alle violazioni di cui al comma 19 consegue la sanzione accessoria della revoca della patente di guida e del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi. In caso di reiterazione delle violazioni, in luogo del fermo amministrativo, consegue la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando si tratti di violazione delle disposizioni del comma 1, lettere c) e d), alla sanzione amministrativa pecuniaria consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei mesi (6).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 92 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall'articolo 80 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

(3) Comma sostituito dall'articolo 28 della legge 7 dicembre 1999, n. 472.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma modificato dall'articolo 20 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(6) Comma modificato dall'articolo 20 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 e dall’articolo 30, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 177

Circolazione degli autoveicoli e dei motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio, di protezione civile e delle autoambulanze (1) (2).

1. L'uso del dispositivo acustico supplementare di allarme e, qualora i veicoli ne siano muniti, anche del dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu è consentito ai conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio e di protezione civile come individuati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti su proposta del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a quelli del corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, nonché agli organismi equivalenti, esistenti in Valle d'Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano, a quelli delle autoambulanze e veicoli assimilati adibiti al trasporto di plasma ed organi, solo per l'espletamento di servizi urgenti di istituto. I predetti veicoli assimilati devono avere ottenuto il riconoscimento di idoneità al servizio da parte del Dipartimento per i trasporti terrestri. L'uso dei predetti dispositivi è altresì consentito ai conducenti delle autoambulanze, dei mezzi di soccorso anche per il recupero degli animali o di vigilanza zoofila, nell'espletamento dei servizi urgenti di istituto, individuati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Con il medesimo decreto sono disciplinate le condizioni alle quali il trasporto di un animale in gravi condizioni di salute può essere considerato in stato di necessità, anche se effettuato da privati, nonchè la documentazione che deve essere esibita, eventualmente successivamente all'atto di controllo da parte delle autorità di polizia stradale di cui all'articolo 12, comma 1. Agli incroci regolati, gli agenti del traffico provvederanno a concedere immediatamente la via libera ai veicoli suddetti (3).

2. I conducenti dei veicoli di cui al comma 1, nell'espletamento di servizi urgenti di istituto, qualora usino congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico e nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza.

3. Chiunque si trovi sulla strada percorsa dai veicoli di cui al comma 1, o sulle strade adiacenti in prossimità degli sbocchi sulla prima, appena udito il segnale acustico supplementare di allarme, ha l'obbligo di lasciare libero il passo e, se necessario, di fermarsi. È vietato seguire da presso tali veicoli avvantaggiandosi nella progressione di marcia.

4. Chiunque, al di fuori dei casi di cui al comma 1, fa uso dei dispositivi supplementari ivi indicati è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (4).

5. Chiunque viola le disposizioni del comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (3) (4) (5).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 93 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Per le modifiche al presente articolo vedi l'articolo 8, comma 5, del D.L. 6 novembre 2008, n. 172.

(3) Comma modificato dall'articolo 17, comma 28 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, dall'articolo 8, comma 5, del D.L. 6 novembre 2008, n. 172 e dall'articolo 31comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell’ufficio è così modificata.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 ,D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Vedi, anche, l'articolo 5-bis del D.L. 6 maggio 2002, n. 83.

 

Art. 178

(Documenti di viaggio per trasporti professionali con veicoli non muniti di cronotachigrafo).

1. La durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o di cose non muniti dei dispositivi di controllo di cui all'articolo 179 è disciplinata dalle disposizioni dell'accordo europeo relativo alle prestazioni lavorative degli equipaggi dei veicoli addetti ai trasporti internazionali su strada (AETR), concluso a Ginevra il 1° luglio 1970, reso esecutivo dalla legge 6 marzo 1976, n. 112. Al rispetto delle disposizioni dello stesso accordo sono tenuti i conducenti dei veicoli di cui al paragrafo 3 dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006.

2. I registri di servizio, i libretti individuali, gli estratti del registro di servizio e le copie dell'orario di servizio di cui all'accordo indicato al comma 1 del presente articolo devono essere esibiti, per il controllo, agli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12. I libretti individuali conservati dall'impresa e i registri di servizio devono essere esibiti, per il controllo, anche ai funzionari del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici.

3. Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo possono essere sempre accertate attraverso le risultanze o le registrazioni dei dispositivi di controllo installati sui veicoli, nonchè attraverso i documenti di cui al comma 2.

4. Il conducente che supera la durata dei periodi di guida prescritti dall'accordo di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 152. Si applica la sanzione da euro 200 a euro 800 al conducente che non osserva le disposizioni relative ai periodi di riposo giornaliero.

5. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 10 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida prescritto dalle disposizioni dell'accordo di cui al comma 1, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 300 a euro 1. 200. Si applica la sanzione da euro 350 a euro 1. 400 se la violazione di durata superiore al 10 per cento riguarda il tempo minimo di riposo prescritto dal citato accordo.

6. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 20 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida, ovvero minimo del tempo di riposo, prescritti dall'accordo di cui al comma 1, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1. 600.

7. Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite massimo di durata dei periodi di guida settimanale prescritti dall'accordo di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250 a euro 1. 000.

Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite minimo dei periodi di riposo settimanale prescritti dal predetto accordo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 350 a euro 1. 400. Se i limiti di durata di cui ai periodi precedenti non sono rispettati per oltre il 20 per cento, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1. 600.

8. Il conducente che, durante la guida, non rispetta le disposizioni relative alle interruzioni previste dall'accordo di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250 a euro 1. 000.

9. Il conducente che è sprovvisto del libretto individuale di controllo, dell'estratto del registro di servizio o della copia dell'orario di servizio previsti dall'accordo di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 307 a euro 1. 228. La stessa sanzione si applica a chiunque non ha con sè o tiene in modo incompleto o alterato il libretto individuale di controllo, l'estratto del registro di servizio o copia dell'orario di servizio, fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.

10. Le sanzioni di cui ai commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9 si applicano anche agli altri membri dell'equipaggio che non osservano le prescrizioni previste dall'accordo di cui al comma 1.

11. Nei casi previsti dai commi 4, 5, 6 e 7 del presente articolo si applicano le disposizioni di cui al comma 11 dell'articolo 174.

12. Per le violazioni delle norme di cui al presente articolo, l'impresa da cui dipende il lavoratore al quale la violazione si riferisce è obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.

13. L'impresa che nell'esecuzione dei trasporti non osserva le disposizioni contenute nell'accordo di cui al comma 1, ovvero non tiene i documenti prescritti o li tiene scaduti, incompleti o alterati, è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 307 a euro 1. 228 per ciascun dipendente cui la violazione si riferisce, fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.

14. In caso di ripetute inadempienze si applicano le disposizioni di cui ai commi 15, 16, 17 e 18 dell'articolo 174. Quando le ripetute violazioni sono commesse alla guida di veicoli immatricolati in Stati non facenti parte dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, la sospensione, la decadenza o la revoca di cui ai medesimi commi 15, 16, 17 e 18 dell'articolo 174 si applicano all'autorizzazione o al diverso titolo, comunque denominato, che consente di effettuare trasporti internazionali.

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e sostituito dall’articolo 30, comma 3, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto. Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 179

Cronotachigrafo e limitatore di velocità (1) (2).

1. Nei casi previsti dal regolamento (CEE) n. 3821/85 e successive modificazioni, i veicoli devono circolare provvisti di cronotachigrafo, con le caratteristiche e le modalità d'impiego stabilite nel regolamento stesso. Nei casi e con le modalità previste dalle direttive comunitarie, i veicoli devono essere dotati altresì di limitatore di velocità (3).

2. Chiunque circola con un autoveicolo non munito di cronotachigrafo, nei casi in cui esso è previsto, ovvero circola con autoveicolo munito di un cronotachigrafo avente caratteristiche non rispondenti a quelle fissate nel regolamento o non funzionante, oppure non inserisce il foglio di registrazione o la scheda del conducente, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 779,00 a Euro 3. 119,00. La sanzione amministrativa pecuniaria è raddoppiata nel caso che l'infrazione riguardi la manomissione dei sigilli o l'alterazione del cronotachigrafo (4)(8).

2-bis. Chiunque circola con un autoveicolo non munito di limitatore di velocità ovvero circola con un autoveicolo munito di un limitatore di velocità avente caratteristiche non rispondenti a quelle fissate o non funzionante, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 870. 00 a Euro 3. 481,00. La sanzione amministrativa pecuniaria è raddoppiata nel caso in cui l'infrazione riguardi l'alterazione del limitatore di velocità (5).

3. Il titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto di cose o di persone che mette in circolazione un veicolo sprovvisto di limitatore di velocità o di cronotachigrafo e dei relativi fogli di registrazione, ovvero con limitatore di velocità o cronotachigrafo manomesso oppure non funzionante, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 749,00 a Euro 2. 996,00 (3) (4).

4. Qualora siano accertate nel corso di un anno tre violazioni alle norme di cui al comma 3, l'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri applica la sanzione accessoria della sospensione della licenza o autorizzazione, relativa al veicolo con il quale le violazioni sono state commesse, per la durata di un anno. La sospensione si cumula alle sanzioni pecuniarie previste (6).

5. Se il conducente del veicolo o il datore di lavoro e il titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto di cose su strada sono la stessa persona, le sanzioni previste sono applicate una sola volta nella misura stabilita per la sanzione più grave.

6. Per le violazioni di cui al comma 3, le violazioni accertate devono essere comunicate all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri presso il quale il veicolo risulta immatricolato (6).

6-bis. Quando si abbia fondato motivo di ritenere che il cronotachigrafo o il limitatore di velocità siano alterati, manomessi ovvero comunque non funzionanti, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, anche scortando il veicolo o facendolo trainare in condizioni di sicurezza presso la più vicina officina autorizzata per l'installazione o riparazione, possono disporre che sia effettuato l'accertamento della funzionalità dei dispositivi stessi. Le spese per l'accertamento ed il ripristino della funzionalità del limitatore di velocità o del cronotachigrafo sono in ogni caso a carico del proprietario del veicolo o del titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto di cose o di persone in solido (5).

7. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni previste dai commi precedenti, il funzionario o l'agente che ha accertato la circolazione di veicolo con limitatore di velocità o cronotachigrafo mancante, manomesso o non funzionante diffida il conducente con annotazione sul verbale a regolarizzare la strumentazione entro un termine di dieci giorni. Qualora il conducente ed il titolare della licenza od autorizzazione non siano la stessa persona, il predetto termine decorre dalla data di ricezione della notifica del verbale, da effettuare al più presto (7).

8. Decorso inutilmente il termine di dieci giorni dalla diffida di cui al comma 7, durante i quali trova applicazione l'articolo 16 del regolamento (CEE) n. 3821/85 , è disposto, in caso di circolazione del veicolo, il fermo amministrativo dello stesso. Il veicolo verrà restituito dopo un mese al proprietario o all'intestatario della carta di circolazione.

8-bis. In caso di incidente con danno a persone o a cose, il comando dal quale dipende l'agente accertatore segnala il fatto all'autorità competente, che dispone la verifica presso la sede del titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto o dell'iscrizione all'albo degli autotrasportatori di cose per l'esame dei dati sui tempi di guida e di riposo relativi all'anno in corso (9)

9. Alle violazioni di cui ai commi 2 e 2-bis consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici giorni a tre mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. Nel caso in cui la violazione relativa al comma 2-bis riguardi l'alterazione del limitatore di velocità, alla sanzione amministrativa pecuniaria consegue la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente secondo le norme del capo I, sezione II del titolo VI (7).

10. Gli articoli 15, 16 e 20 della legge 13 novembre 1978, n. 727, sono abrogati. Per le restanti norme della legge 13 novembre 1978, n. 727, e successive modificazioni, si applicano le disposizioni del titolo VI. Nel caso di accertamento di violazioni alle disposizioni di cui ai commi 2 e 3, il verbale deve essere inviato all'ufficio metrico provinciale per le necessarie verifiche del ripristino della regolarità di funzionamento dell'apparecchio cronotachigrafo.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 94 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Rubrica sostituita dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma inserito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 29 dicembre 2006e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(6) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(7) Comma così modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(8) Comma modificato dall'articolo 30, comma 4, lettera a) della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(9) Comma inserito dall’articolo 30, comma 4, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

GIURISPRUDENZA

 

Circolazione stradale

La violazione dell’art. 179 C.d.S. ricorre in tre diverse fattispecie, considerate dal legislatore equivalenti per la idoneità di ciascuna ad escludere il controllo costante della registrazione automatica «della velocità e del percorso» che il Regolamento comunitario 3821 del 1985, di cui la norma costituisce attuazione, ha inteso perseguire onde «contribuire notevolmente alla sicurezza della circolazione e alla guida razionale del veicolo». Le ipotesi previste sono: la mancanza del cronotachigrafo (nei casi in cui lo stesso è previsto), la presenza a bordo di un cronotachigrafo avente caratteristiche non rispondenti a quelle fissate nel regolamento o non funzionante, oppure il mancato inserimento del foglio di registrazione. Emerge chiaramente che il conducente può utilizzare diversi veicoli soggetti a registrazione, ma sempre utilizzando la propria scheda di registrazione, mentre non è consentita la diversa ipotesi di guida del medesimo veicolo da parte di diversi conducenti che utilizzino un’unica scheda di registrazione. Pertanto l’utilizzo di un foglio di registrazione appartenente ad altro conducente integra proprio la fattispecie del mancato inserimento del foglio di registrazione, dovendo tale prescrizione essere intesa come volta a vietare sia il mancato utilizzo del foglio di registrazione proprio del conducente, sia il caso della utilizzazione di un foglio di registrazione di altro conducente. (Cassazione civile sez. II 15 giugno 2010 n. 14440).

 

Art. 180

Possesso dei documenti di circolazione e di guida (1).

1. Per poter circolare con veicoli a motore il conducente deve avere con sé i seguenti documenti:

a) la carta di circolazione o il certificato di idoneità tecnica alla circolazione del veicolo;

b) la patente di guida valida per la corrispondente categoria del veicolo;

c) l'autorizzazione per l'esercitazione alla guida per la corrispondente categoria del veicolo in luogo della patente di guida di cui alla lettera b), nonché un documento personale di riconoscimento;

d) il certificato di assicurazione obbligatoria.

2. La persona che funge da istruttore durante le esercitazioni di guida deve avere con sé la patente di guida prescritta; se trattasi di istruttore di scuola guida deve aver con sé anche l'attestato di qualifica professionale di cui all'art. 123, comma 7.

3. Il conducente deve, altresì, avere con sé l'autorizzazione o la licenza quando il veicolo è impiegato in uno degli usi previsti dall'art. 82.

4. Quando l'autoveicolo sia adibito ad uso diverso da quello risultante dalla carta di circolazione, ovvero quando il veicolo sia in circolazione di prova, il conducente deve avere con sé la relativa autorizzazione. Per i veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone e per quelli adibiti a locazione senza conducente la carta di circolazione può essere sostituita da fotocopia autenticata dallo stesso proprietario con sottoscrizione del medesimo (2) (3).

5. Il conducente deve avere con sè il certificato di abilitazione professionale, la carta di qualificazione del conducente e il certificato di idoneità, quando prescritti (6).

6. Il conducente di ciclomotore deve avere con sè il certificato di circolazione del veicolo, il certificato di idoneità alla guida ove previsto e un documento di riconoscimento (4).

7. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00. Quando si tratta di ciclomotori la sanzione è da Euro 23,00 a Euro 92,00 (5).

8. Chiunque senza giustificato motivo non ottempera all'invito dell'autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell'invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell'accertamento delle violazioni amministrative previste dal presente codice, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00. Alla violazione di cui al presente comma consegue l'applicazione, da parte dell'ufficio dal quale dipende l'organo accertatore, della sanzione prevista per la mancanza del documento da presentare, con decorrenza dei termini per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti (2) (5).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 95 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) La Corte Costituzionale, con sentenza 23 luglio 2010, n. 280 (in Gazz. Uff. , 28 luglio, n. 30), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, come integrato dall'articolo 3, comma 17, del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni ad codice della strada), convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214, nella parte in cui non estende a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali, ai sensi dell'art. 1 della legge n. 146 del 1990, la facoltà di tenere a bordo dei veicoli, in luogo dell'originale, una fotocopia della carta di circolazione, autenticata dal proprietario del veicolo, con sottoscrizione del medesimo.

(4) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003 n. 151, con effetto a decorrere dalla data indicata dall'articolo 7, comma 8 del medesimo decreto.

(5) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 17 dicembre 2008 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(6) Comma sostituito dall’articolo 32, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

GIURISPRUDENZA

 

Rifiuti

La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell'art. 180, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, nella parte in cui non estende a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali, ai sensi dell'art. 1 della legge n. 146 del 1990, la facoltà di tenere a bordo dei veicoli, in luogo dell'originale, una fotocopia della carta di circolazione, autenticata dal proprietario del veicolo, con sottoscrizione del medesimo. Tale facoltà, che trova fondamento in una esigenza di semplificazione nella gestione del servizio, limitata ai soli veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone e a quelli adibiti a locazione senza conducente, è, dunque, in contrasto con il principio di ragionevolezza di cui all'art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non è estesa a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali, quale deve definirsi l’attività di raccolta e di smaltimento dei rifiuti urbani. (Corte costituzionale 23 luglio 2010 n. 280).

 

Sanzioni amministrative

Ex art. 180, comma 8, c. strad., per quanto concerne l'ufficio di presentazione, dal tenore letterale della norma si evince che, l'obbligo di esibizione è ottemperato, quale che sia l'ufficio di polizia nazionale a cui si presenta il trasgressore. L'omissione di trasmettere la documentazione di specie all'ufficio dal quale dipende l'organo accertatore, non può ricadere su di un cittadino che ha ottemperato al disposto normativo. (Giudice di pace Bari sez. VI 19 novembre 2010 n. 8835).

 

Ammissione alla circolazione carta di circolazione

La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell'art. 180, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, nella parte in cui non estende a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali, ai sensi dell'art. 1 della legge n. 146 del 1990, la facoltà di tenere a bordo dei veicoli, in luogo dell'originale, una fotocopia della carta di circolazione, autenticata dal proprietario del veicolo, con sottoscrizione del medesimo. Tale facoltà, che trova fondamento in una esigenza di semplificazione nella gestione del servizio, limitata ai soli veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone e a quelli adibiti a locazione senza conducente, è, dunque, in contrasto con il principio di ragionevolezza di cui all'art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non è estesa a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali, quale deve definirsi l’attività di raccolta e di smaltimento dei rifiuti urbani. (Corte costituzionale 23 luglio 2010 n. 280).

 

Art. 181

Esposizione dei contrassegni per la circolazione.

1. È fatto obbligo di esporre sugli autoveicoli e motoveicoli, esclusi i motocicli, nella parte anteriore o sul vetro parabrezza, il contrassegno attestante il pagamento della tassa automobilistica e quello relativo all'assicurazione obbligatoria (1).

2. I conducenti di motocicli e ciclomotori sono esonerati dall'obbligo di cui al comma 1 purché abbiano con sé i contrassegni stessi (1).

3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00. Si applica la disposizione del comma 8 dell'art. 180 (2).

 

(1) Per la modifica alla presente disposizione vedi articolo 17, comma 24 della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

L'obbligo di esposizione sugli autoveicoli del contrassegno relativo all'assicurazione obbligatoria di cui all'art. 181, comma 1, c. strad., è rivolto indistintamente a chiunque ponga in circolazione l'autoveicolo - sia o meno anche il proprietario dello stesso - con la conseguenza che laddove, come nella specie, la violazione del comma 1 dell'art. 181 c. strad. sia stata contestata al conducente che non sia anche proprietario del veicolo, è inevitabile e del tutto coerente che lo stesso conducente sia anche il destinatario dell'ordine di esibizione del contrassegno assicurativo mancante, essendo egli l'autore materiale dell'omessa esposizione. (Giudice di pace Bari sez. VI 19 novembre 2010 n. 8856).

 

Art. 182

Circolazione dei velocipedi (1).

1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell'altro.

2. I ciclisti devono avere libero l'uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano; essi devono essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con la massima libertà, prontezza e facilità le manovre necessarie.

3. Ai ciclisti è vietato trainare veicoli, salvo nei casi consentiti dalle presenti norme, condurre animali e farsi trainare da altro veicolo.

4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza.

5. È vietato trasportare altre persone sul velocipede a meno che lo stesso non sia appositamente costruito e attrezzato. È consentito tuttavia al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto anni di età, opportunamente assicurato con le attrezzature, di cui all'articolo 68, comma 5.

6. I velocipedi appositamente costruiti ed omologati per il trasporto di altre persone oltre al conducente devono essere condotti, se a più di due ruote simmetriche, solo da quest'ultimo.

7. Sui veicoli di cui al comma 6 non si possono trasportare più di quattro persone adulte compresi i conducenti; è consentito anche il trasporto contemporaneo di due bambini fino a dieci anni di età.

8. Per il trasporto di oggetti e di animali si applica l'art. 170.

9. I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento.

9-bis. Il conducente di velocipede che circola fuori dai centri abitati da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle gallerie hanno l'obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, di cui al comma 4-ter dell'articolo 162 (2).

10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00. La sanzione è da Euro 38,00 a Euro 155,00 quando si tratta di velocipedi di cui al comma 6 (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 96 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall’articolo 28, comma 5, della legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 28, comma 6, le disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della Legge 120/2010.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 17 dicembre 2008e con D.M. 17 dicembre 2008 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 183

Circolazione dei veicoli a trazione animale.

1. Ogni veicolo a trazione animale deve essere guidato da un conducente che non deve mai abbandonare la guida durante la marcia e deve avere costantemente il controllo degli animali.

2. Un veicolo adibito al trasporto di persone o di cose non può essere trainato da più di due animali se a due ruote o da più di quattro se a quattro ruote. Fanno eccezione i trasporti funebri.

3. I veicoli adibiti al trasporto di cose, quando devono superare forti pendenze o per altre comprovate necessità, possono essere trainati da un numero di animali superiore a quello indicato nel comma 2 previa autorizzazione dell'ente proprietario della strada. Nei centri abitati l'autorizzazione è rilasciata in ogni caso dal sindaco.

4. I veicoli trainati da più di tre animali devono avere due conducenti.

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (1).

 

(1) ConD.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 184

Circolazione degli animali, degli armenti e delle greggi (1).

1. Per ogni due animali da tiro, quando non siano attaccati ad un veicolo, da soma o da sella, e per ogni animale indomito o pericoloso occorre almeno un conducente, il quale deve avere costantemente il controllo dei medesimi e condurli in modo da evitare intralcio e pericolo per la circolazione.

2. La disposizione del comma 1 si applica anche agli altri animali isolati o in piccoli gruppi, a meno che la strada attraversi una zona destinata al pascolo, segnalata con gli appositi segnali di pericolo.

3. Nelle ore e nei casi previsti dall'art. 152, ad eccezione per le strade sufficientemente illuminate o interne ai centri abitati, i conducenti devono tenere acceso un dispositivo di segnalazione che proietti in orizzontale luce arancione in tutte le direzioni, esposto in modo che risulti visibile sia dalla parte anteriore che dalla parte posteriore.

4. A tergo dei veicoli a trazione animale possono essere legati non più di due animali senza obbligo di conducente e delle luci di cui al comma 3. Tuttavia nei casi previsti dall'art. 152 tali animali non dovranno ostacolare la visibilità delle luci previste per il veicolo a cui sono legati.

5. Gli armenti, le greggi e qualsiasi altre moltitudini di animali quando circolano su strada devono essere condotti da un guardiano fino al numero di cinquanta e da non meno di due per un numero superiore.

6. I guardiani devono regolare il transito degli animali in modo che resti libera sulla sinistra almeno la metà della carreggiata. Sono, altresì, tenuti a frazionare e separare i gruppi di animali superiori al numero di cinquanta ad opportuni intervalli al fine di assicurare la regolarità della circolazione.

7. Le moltitudini di animali di cui al comma 5 non possono sostare sulle strade e, di notte, devono essere precedute da un guardiano e seguite da un altro; ambedue devono tenere acceso un dispositivo di segnalazione che proietti in orizzontale luce arancione in tutte le direzioni, esposto in modo che risulti visibile sia dalla parte anteriore che da quella posteriore.

8. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (2).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 97 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 185

Circolazione e sosta delle auto-caravan (1).

1. I veicoli di cui all'art. 54, comma 1, lettera m), ai fini della circolazione stradale in genere ed agli effetti dei divieti e limitazioni previsti neg

li articoli 6 e 7, sono soggetti alla stessa disciplina prevista per gli altri veicoli.

2. La sosta delle auto-caravan, dove consentita, sulla sede stradale non costituisce campeggio, attendamento e simili se l'autoveicolo non poggia sul suolo salvo che con le ruote, non emette deflussi propri, salvo quelli del propulsore meccanico, e non occupa comunque la sede stradale in misura eccedente l'ingombro proprio dell'autoveicolo medesimo.

3. Nel caso di sosta o parcheggio a pagamento, alle auto-caravan si applicano tariffe maggiorate del 50% rispetto a quelle praticate per le autovetture in analoghi parcheggi della zona.

4. È vietato lo scarico dei residui organici e delle acque chiare e luride su strade ed aree pubbliche al di fuori di appositi impianti di smaltimento igienico-sanitario.

5. Il divieto di cui al comma 4 è esteso anche agli altri autoveicoli dotati di appositi impianti interni di raccolta.

6. Chiunque viola le disposizioni dei commi 4 e 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

7. Nel regolamento sono stabiliti i criteri per la realizzazione, lungo le strade e autostrade, nelle aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio delle auto-caravan e nei campeggi, di impianti igienico-sanitari atti ad accogliere i residui organici e le acque chiare e luride, raccolti negli appositi impianti interni di detti veicoli, le tariffe per l'uso degli impianti igienico-sanitari, nonché i criteri per l'istituzione da parte dei comuni di analoghe aree attrezzate nell'ambito dei rispettivi territori e l'apposito segnale stradale col quale deve essere indicato ogni impianto.

8. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio sono determinate le caratteristiche dei liquidi e delle sostanze chimiche impiegati nel trattamento dei residui organici e delle acque chiare e luride fatti defluire negli impianti igienico-sanitari di cui al comma 4 (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall’articolo 98 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

 

Art. 186

Guida sotto l'influenza dell'alcool (1).

1. È vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche.

2. Chiunque guida in stato di ebbrezza è punito, ove il fatto non costituisca più grave reato:

a) con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2. 000, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l). All'accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi (20);

b) con l'ammenda da euro 800 a euro 3. 200 e l'arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno ;

c) con l'ammenda da euro 1. 500 a euro 6. 000, l'arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. La patente di guida è sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, in caso di recidiva nel biennio. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all'articolo 224-ter (2) (3) (4).

2-bis. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni di cui al comma 2 del presente articolo e al comma 3 dell'articolo 186-bis sono raddoppiate ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all'illecito. Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/1), fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo della lettera c) del comma 2 del presente articolo, la patente di guida è sempre revocata ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. È fatta salva in ogni caso l'applicazione dell'articolo 222 (5) (6).

2-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo è il tribunale in composizione monocratica (7).

2-quater. Le disposizioni relative alle sanzioni accessorie di cui ai commi 2 e 2-bis si applicano anche in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti (8).

2-quinquies. Salvo che non sia disposto il sequestro ai sensi del comma 2, il veicolo, qualora non possa essere guidato da altra persona idonea, può essere fatto trasportare fino al luogo indicato dall'interessato o fino alla più vicina autorimessa e lasciato in consegna al proprietario o al gestore di essa con le normali garanzie per la custodia. Le spese per il recupero ed il trasporto sono interamente a carico del trasgressore (9).

2-sexies. L'ammenda prevista dal comma 2 è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7 (10).

2-septies. Le circostanze attenuanti concorrenti con l'aggravante di cui al comma 2-sexies non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa. Le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alla predetta aggravante (11).

2-octies. Una quota pari al venti per cento dell'ammenda irrogata con la sentenza di condanna che ha ritenuto sussistente l'aggravante di cui al comma 2-sexies è destinata ad alimentare il Fondo contro l'incidentalità notturna di cui all'articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni (12).

3. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l'obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 4, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.

4. Quando gli accertamenti qualitativi di cui al comma 3 hanno dato esito positivo, in ogni caso d'incidente ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante dall'influenza dell'alcool, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, anche accompagnandolo presso il più vicino ufficio o comando, hanno la facoltà di effettuare l'accertamento con strumenti e procedure determinati dal regolamento.

5. Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l'accertamento del tasso alcoolemico viene effettuato, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, da parte delle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. Copia della certificazione di cui al periodo precedente deve essere tempestivamente trasmessa, a cura dell'organo di polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza. Si applicano le disposizioni del comma 5-bis dell'articolo 187 (13).

6. Qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 o 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), l'interessato è considerato in stato di ebbrezza ai fini dell'applicazione delle sanzioni di cui al comma 2 (14).

7. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5, il conducente è punito con le pene di cui al comma 2, lettera c). La condanna per il reato di cui al periodo che precede comporta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo con le stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione. Con l'ordinanza con la quale è disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8. Se il fatto è commesso da soggetto già condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato, è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (15) (16).

8. Con l'ordinanza con la quale viene disposta la sospensione della patente ai sensi dei commi 2 e 2-bis, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell'articolo 119, comma 4, che deve avvenire nel termine di sessanta giorni. Qualora il conducente non vi si sottoponga entro il termine fissato, il prefetto può disporre, in via cautelare, la sospensione della patente di guida fino all'esito della visita medica (17).

9. Qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 e 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui ai commi 2 e 2-bis, il prefetto, in via cautelare, dispone la sospensione della patente fino all'esito della visita medica di cui al comma 8 (18) (19).

9-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 2-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell'imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste e consistente nella prestazione di un'attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l'ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all'articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l'effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. In deroga a quanto previsto dall'articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione è ricorribile in cassazione. Il ricorso non sospende l'esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice che procede o il giudice dell'esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalità di cui all'articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, della entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della confisca. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta (21).

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 6 della legge 30 marzo 2001, n. 125 e dall'articolo 13 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e successivamente sostituito dall'articolo 5 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(2) Lettera modificata dall'articolo 3, comma 45, della legge 15 luglio 2009, n. 94 e dall’articolo 33, comma 1, lett. a), punto 2), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Vedi l'articolo 4 del D.lgs. 28 agosto 2000, n. 274.

(3) Comma sostituito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall’articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(4) La Corte Costituzionale, con sentenza 4 giugno 2010, n. 196 (in Gazz. Uff. , 9 giugno, n. 23), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della presente lettera, limitatamente alle parole «ai sensi dell'articolo 240, secondo comma, del codice penale».

(5) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(6) Comma sostituito dall'articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92 e dall’articolo 33, comma 1, lett. b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(8) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(9) Comma inserito dall'articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(10) Comma inserito dall'articolo 3, comma 55, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(11) Comma inserito dall'articolo 3, comma 55, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(12) Comma inserito dall'articolo 3, comma 55, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(13) Comma modificato dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e dall’articolo 33, comma 1, lett. c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(14) Vedi l'articolo 4 del D.lgs. 28 agosto 2000, n. 274.

(15) Comma sostituito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall’articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(16) Comma modificato dall'articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(17) Comma modificato dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(18) Comma sostituito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall’articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(19) Vedi l'articolo 6-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(20) Lettera modificata dall’articolo 33, comma 1, lett. a), punto 1), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(21) Comma aggiunto dall’articolo 33, comma 1, lett. d), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Reati stato di ebbrezza o ubriachezza o da stupefacenti

Il vecchio sequestro del veicolo per guida alterata può essere confermato anche successivamente alla riforma introdotta con la l. n. 120/2010, che ha mutato la qualificazione giuridica della conseguente confisca. Infatti, in mancanza di disposizioni transitorie, è da considerare che essi furono legittimamente imposti secondo le regole sostanziali e procedimentali all'epoca vigenti; la loro perdurante legittimità, però, non può più essere delibata alla stregua di quei presupposti, ed in particolare alla stregua del disposto dell'art. 321, 2° c., c.p.p., dovendosi invece verificare la sussistenza o meno dei presupposti che legittimano ora la confisca amministrativa. La novella normativa, infatti, non ha abrogato l'istituto del sequestro prodromico alla confisca, ma ha solo modificato la sua qualificazione giuridica. (Cassazione penale sez. IV 04 novembre 2010 n. 40523).

Il conducente trovato al volante lievemente alterato dall'alcol prima dell'entrata in vigore della riforma stradale di cui alla l. n. 120/10, che ha depenalizzato questo comportamento, non può più essere sottoposto ad alcuna punizione. In mancanza di disposizioni transitorie, infatti, anche in materia di sanzioni amministrative vige il principio dell'irretroattività della norma. (Cassazione penale sez. IV 28 settembre 2010 n. 38692).

L'imputato deve essere assolto ex art. 530 comma 2 c.p.p. per guida in stato di ebbrezza qualora dall'istruttoria dibattimentale emerga una discordanza fra gli esiti analitici e le testimonianze rese in giudizio, assumendo valore dirimente il referto del pronto soccorso che descrive l'imputato come soggetto con pupille normoreagenti alla luce, cosciente e collaborante, condizione del tutto incompatibile con un tasso alcolemico elevato che comporterebbe uno stato di forte alterazione psicofisica. (Tribunale La Spezia 22 settembre 2010 n. 821).

A seguito della riforma introdotta con l. n. 120/10, la confisca del veicolo per guida alterata ha assunto la qualifica di misura sanzionatoria di carattere amministrativo. Il venir meno della natura penale della confisca comporta l'applicazione dell'art. 2, comma 4 del codice penale, con la conseguenza che, ai casi di consumazione del reato avvenuti prima dell'entrata in vigore della nuova legge, si applicherà la nuova e più favorevole disciplina che ha trasformato una sanzione penale in una di carattere amministrativo. In tema di guida in stato di ebbrezza, spetta, in forza del richiamo all’art. 224 ter c. strad. operato dall’art. 186 (come modificato dall’art. 33 l. n. 120 del 2010), all’autorità amministrativa e non al giudice penale disporre il sequestro del veicolo ai fini della confisca dello stesso. (Fattispecie di annullamento senza rinvio dell’ordinanza di sequestro preventivo disposta a norma dell’art. 321, comma 2, c.p.p., dal giudice penale anteriormente all’entrata in vigore della suddetta modifica). (Cassazione penale sez. IV 22 settembre 2010 n. 38570).

A seguito delle modifiche introdotte dall'art. 33 l. 29 luglio 2010 n. 120 agli art. 186 e 187 c. strad., la confisca del veicolo, ivi prevista come obbligatoria, ha assunto natura di sanzione amministrativa accessoria, e non più penale: ne deriva che, in vista della confisca, deve ormai escludersi che possa procedersi al sequestro preventivo del veicolo ai sensi dell'art. 321, comma 2, c.p.p., giacché, in base a quanto disposto dall'art. 224 ter c. strad., il sequestro ai fini della confisca del veicolo deve essere operato esclusivamente dall'autorità amministrativa. (Cassazione penale sez. IV 22 settembre 2010 n. 38570).

A seguito dell'intervenuta depenalizzazione dell'ipotesi meno grave di guida in stato di ebbrezza (art. 186, comma 2, lett. a), c. strad.: tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro), avvenuta con l’art. 33, comma 4, l. 29 luglio 2010 n. 120, il giudice, nel prosciogliere l’imputato perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, non deve trasmettere gli atti al prefetto: ciò in considerazione del principio di legalità-irretroattività operante sia per gli illeciti penali (art. 2 c.p.), sia per gli illeciti amministrativi (art. 1 l. 24 novembre 1981 n. 689, richiamato dall'art. 194 c. strad.) e tenuto conto che tale principio non è stato espressamente derogato dal legislatore come, invece, è avvenuto, nella stessa materia della circolazione stradale, in occasione della depenalizzazione del rifiuto a sottoporsi all'esame alcolimetrico introdotta con il d.l. n. 117 del 2007, conv. dalla l. n. 160 del 2007, allorquando l’art. 7 della citata normativa ebbe appunto a prevedere un’esplicita deroga al principio di irretroattività. (Cassazione penale sez. IV 17 settembre 2010 n. 36788).

In applicazione del principio del "favor rei", ove il tasso alcolemico è pari a 0,89 g/l, si applicano retroattivamente le più favorevoli disposizioni di cui alla lett. a), dell'art. 186, comma 2, c.d.s, come modificato ad opera dell'art. 5, comma 1, lett. a) d.l. 117/07, conv. con modificazioni nella l. 160/07, nella parte in cui prevedono la sola pena dell'ammenda qualora il tasso alcolemico superi il rapporto di 0,5 g/l ma non superi quello di 0,8 g/l in quanto il testo di legge non indica espressamente il secondo decimale, per cui la "seconda fascia sanzionatoria" viene in considerazione solo a partire dal tasso alcolemico di 0,9 g/l (e non a partire da quello di 0,81 g/l). (Tribunale  Alessandria 19 luglio 2010).

 

NOTA

Non si rinvengono precedenti analoghi. Diversamente, il favor rei , pur non legato alla successione di norme penali nel tempo, ha rilievo nell'applicazione di sanzioni conseguenti alla guida in stato di ebbrezza: cfr. Cass., sez. IV, 19 novembre 2009, n. 47101, P., in Guida dir. , 2010, f. 7, 82 («non è illogica, né contra legem , in quanto ispirata al principio del favor rei , la decisione con la quale il giudice, a fronte dell'esito ambivalente delle due prove del test alcolemico (la prima aveva dato il risultato di 0,80 grammi per litro, la seconda quello di 0,85 grammi per litro), abbia ritenuto applicabile la fattispecie contravvenzionale meno grave di cui alla lett. a) del comma 2 dell'art. 186 c. strad., benché l'esito di una delle prove dell'alcooltest avesse dato un risultato (appunto, 0,85 grammi per litro) superiore (anche se di poco) al limite (0,80 grammi per litro) al di sopra del quale il fatto avrebbe dovuto inquadrarsi nella più grave fattispecie di cui alla lettera b) dello stesso art. 186 comma 2»). Non mancano, ovviamente, altri e diversi casi di successione delle norme penali con riferimento alla mutevole disciplina dei reati derivanti dalla circolazione stradale, per i quali Cass., sez. IV, 18 marzo 2004, n. 23613, V., in Cass. pen. , 2005, 2986 ha ovviamente precisato che, l'art. 2 comma 3 c.p. prende in considerazione tutti i mutamenti legislativi intervenuti, stabilendo che deve applicarsi la legge le cui disposizioni sono più favorevoli al reo; pertanto una volta che sia entrata in vigore una legge più favorevole, questa deve essere sempre applicata anche se, successivamente, il legislatore ritenga di modificarla in senso meno favorevole.

 

Ai fini della confisca del veicolo (nella specie autovettura), in caso di guida in stato di ebbrezza, non può considerarsi estranea al reato la persona, diversa dal conducente e proprietaria di esso, che sia presente sul mezzo come passeggera. (Fattispecie in tema di sequestro preventivo). Annulla con rinvio, Trib. lib. Ascoli Piceno, 23 aprile 2009. (Cassazione penale sez. IV 14 luglio 2010 n. 34687).

Nel reato di guida in stato di ebbrezza, assumono rilievo, ai fini del superamento dei valori di soglia individuati dall’art. 186, comma 2, lett. a), b) e c) c.strad., anche i centigrammi di litro. (Nella specie, caratterizzata dall’accertamento di un tasso alcolemico pari a 1,56 g/l, si è ritenuto superato il valore di 1,5 g/l con conseguente integrazione della fattispecie di cui all’art. 186, comma 2, lett. c). (Cassazione penale sez. IV 07 luglio 2010 n. 32055).

In tema di guida in stato di ebbrezza, ai fini del superamento delle soglie di punibilità stabilite dall'art. 186, comma secondo, lett. a), b) e c), cod. strada, assumono rilievo anche i valori centesimali. (Nella specie, in presenza del rilievo di un tasso alcoolemico pari ad 1,56, la Corte ha ritenuto che ricorresse la fattispecie di cui alla lettera c) della suddetta norma). Rigetta, Trib. lib. Padova, 29 febbraio 2009. (Cassazione penale sez. IV 07 luglio 2010 n. 32055).

Lo stato di ebbrezza del conducente dei veicolo può essere accertato e provato con qualsiasi mezzo, e non necessariamente né unicamente attraverso la strumentazione e la procedura indicate nell'articolo 379 del regolamento di attuazione ed esecuzione del codice stradale (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495) e successive modificazioni) (cosiddetto "etilometro"): infatti, per il principio del libero convincimento e non essendo prevista espressamente una "prova legale", il giudice ben può desumere lo stato di alterazione psicofisica, derivante dall'assunzione dell'alcool, da qualsiasi elemento sintomatico dell'ebbrezza (tra cui l'ammissione del conducente, l'alterazione della deambulazione, la difficoltà di movimento, l'eloquio sconnesso, l'alito vinoso, e così via); così come, del resto, può anche disattendere l'esito fornito dall'etilometro. (Trib. Napoli Sez. IV, 01 luglio 2010).

La pena da irrogare per il reato di guida in stato di ebbrezza non può essere mai inferiore ai cinque giorni. Sebbene l'art. 186 commi 2 e 2 bis c. strad. non preveda per il reato contravvenzionale un limite minimo dell'arresto, l'art. 25 comma 1 c.p. prescrive in cinque giorni il minimo edittale assoluto per la pena dell'arresto. Tale limite, proprio perché assoluto, non può essere mai valicato in riduzione, neanche con la concessione delle attenuanti. (Cassazione penale sez. IV 24 giugno 2010 n. 37587).

Nel caso in cui il conducente postosi alla guida in stato di ebbrezza abbia provocato un incidente stradale, è prevista la confisca obbligatoria del veicolo soltanto ove risulti accertato un tasso alcolemico superiore a g/l 1,5; se il predetto tasso risulti inferiore, può essere disposto unicamente il fermo amministrativo. Rigetta, Trib. lib. Pordenone, 08 gennaio 2010. (Cassazione penale sez. IV 10 giugno 2010 n. 32021).

È soggetto al raddoppio delle sanzioni unitamente al fermo amministrativo del veicolo il conducente che, moderatamente alterato dall’alcol, provochi un sinistro stradale. La confisca obbligatoria dell’autoveicolo è infatti disposta soltanto nelle ipotesi che il tasso alcolemico sia superiore a 1,5 g/l. (Cassazione penale sez. IV 10 giugno 2010 n. 32021).

La pena accessoria della sospensione della patente, che consegue alla condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza, non può essere inflitta al soggetto che non ha mai conseguita la patente. (Tribunale Napoli sez. IV 09 giugno 2010 n. 7895).

La confisca del veicolo prevista in caso di condanna per la contravvenzione di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici, così come per quella di guida in stato di ebbrezza, non è una misura di sicurezza patrimoniale, bensì una sanzione penale accessoria. Ne consegue che la misura ablativa non può essere disposta in relazione agli illeciti commessi prima della sua introduzione. Rigetta, Gip Trib. Orvieto, 13/10/2008. (Cassazione penale sez. IV 08 giugno 2010 n. 23968).

La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, limitatamente alle parole ai sensi dell'articolo 240, secondo comma, del codice penale, dalle quali soltanto deriva l’applicazione retroattiva dell'istituto della confisca. La Corte ritiene che la confisca del veicolo abbia una funzione sanzionatoria e meramente repressiva e non invece preventiva, sulla base della duplice considerazione che tale misura è applicabile anche quando il veicolo dovesse risultare incidentato e temporaneamente inutilizzabile e che la sua operatività non impedisce in sé l’impiego di altri mezzi da parte dell'imputato, dunque un rischio di recidiva. Tale risoluzione, rende inoltre compatibile con l’art. 7 della CEDU e quindi con l’art. 117, primo comma, Cost. il novellato testo dell'art. 186, comma 2, lettera c), del codice della strada. La Corte Costituzionale dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 200 e 236 c. p. e dell'art. 187, comma 1, ultimo periodo, del D.lgs. n. 285 del 1992, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 117 Cost. , dal G. i. p. del Tribunale ordinario di Lecce. (Corte costituzionale 04 giugno 2010 n. 196).

In tema di sanzioni connesse alla guida in stato di ebbrezza, il provvedimento di sospensione della patente di guida che il Prefetto adotta nel caso di cui all'art. 186, comma 9, cod. strada, sino all'esito della visita medica del conducente prevista dal precedente comma, ha natura cautelare, essendo adottato sulla base del mero riscontro di un tasso alcolico superiore a quello prescritto, e, quale presupposto per la sua emissione, non è affatto richiesta l'esistenza di un accertamento giudiziale definitivo; ne consegue che il ricorso proponibile dinanzi al giudice di pace in sede civile non può che riguardare la sussistenza o meno delle condizioni legittimanti l'applicazione della suddetta misura cautelare, e non anche la verifica dell'esistenza della condotta oggetto di accertamento in ambito penale. (Cassazione civile sez. II 26 maggio 2010 n. 12898).

Qualora il prefetto disponga la sospensione della patente di guida in presenza di un tasso alcolemico superiore a quello di 1,5 grammi per litro, sino all'esito della visita medica contestualmente disposta, si è in presenza di un provvedimento che non presuppone affatto che vi sia stato un accertamento in sede penale del reato di guida in stato di ebbrezza e che viene adottato dall'amministrazione sulla base del mero riscontro dell'esistenza di un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro. Avverso un tale provvedimento è ammesso il ricorso al giudice di pace ma un tale ricorso non può che avere a oggetto la sussistenza delle condizioni legittimanti l'applicazione della misura cautelare, in particolare, quelle di cui all'art. 186, comma 9, c. strad. (Nella specie il giudice di pace aveva accolto il ricorso per essere stato il provvedimento di sospensione adottato in assenza dell'accertamento della violazione principale contestata e in particolare della guida in stato di ebbrezza. La Suprema Corte - in applicazione del principio di cui sopra - ha cassato la sentenza, evidenziando che non è ragione di invalidità del provvedimento amministrativo che aveva disposto la sospensione il fatto che lo stesso non contenesse un esplicito riferimento al comma 9 dell'art. 186 c. strad., essendo in proposito sufficiente a individuare la natura del potere esercitato il riferimento alle risultanze dell'accertamento del tasso alcolemico, nel senso che, una volta enunciato nel provvedimento che il detto tasso è superiore a 1,5 grammi per litro la sospensione disposta in via cautelare sino all'esito della visita medica contestualmente disposta non può trovare fondamento altro che nel citato art. 186, comma 9). (Cassazione civile sez. II 26 maggio 2010 n. 12898).

Il legislatore, nel prevedere la sospensione della patente di guida nei casi di guida sotto l'influenza dell'alcool e in stato di alterazione psicofìsica per uso di sostanze stupefacenti, si riferisce a tutti i documenti che abilitano alla conduzione di veicoli e, quindi, anche al certificato di idoneità alla guida di ciclomotori allorquando la violazione sia stata commessa a bordo di veicolo richiedente per la guida il conseguimento di siffatta abilitazione. (Nella specie, la Corte ne ha dedotto che legittimamente era stata disposta la sospensione del cosiddetto patentino che abilitava l'imputato alla guida del ciclomotore che questi conduceva al momento del fatto). (Cassazione penale sez. IV 06 maggio 2010 n. 27343).

La sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida prevista per alcune violazioni del codice della strada non può essere applicata a colui che le abbia commesse conducendo veicoli per la cui guida non sia richiesta alcuna abilitazione (sezione Un., 30 gennaio 2002, F.). (Nella specie, la Corte ha annullato, limitatamente al disposto provvedimento di sospensione della patente di guida, la sentenza di patteggiamento per i reati di guida in stato di ebbrezza alcolica e di rifiuto di sottoporsi all'accertamento del tasso alcolemico commessi dall'imputato alla guida di un ciclomotore di 50 c.c., non richiedente il conseguimento, per la guida, di patente). (Cassazione penale sez. IV 30 aprile 2010 n. 19646).

L’art. 186 del Codice della strada prevede, in caso di guida in stato di ebbrezza, la confisca obbligatoria del veicolo, tranne che esso appartenga a persona estranea al reato. La confisca del veicolo ha un contenuto afflittivo che trascende le tipiche finalità della misura di sicurezza e impone di applicare nella materia i principi dell'ordinamento penale ed in particolare quello di legalità e quello di personalità della responsabilità penale. Ne discende che la sanzione può colpire solo l’autore del reato e non soggetti diversi; e che la responsabilità dell'ente per le condotte illecite dei soggetti che in esso operano può essere configurata solo in presenza di tutti i presupposti sostanziali e processuali previsti dalla legge. (Cassazione penale  sez. IV 29 aprile 2010 n. 20093).

Ai fini dell'accertamento della condotta che integra la contravvenzione di cui all'art. 186 D.lg. n. 285 del 1992) è irrilevante la circostanza che l'autovettura non fosse in movimento bensì ferma a motore acceso poiché tale condizione è idonea a integrare la condotta di guida in stato di ebbrezza ed a legittimare l'accertamento delle condizioni di ebbrezza in quanto l'azione del conducente è potenzialmente atta a porre in moto il veicolo. (Tribunale  La Spezia  sez. riesame 23 aprile 2010).

In tema di guida in stato di ebbrezza con tasso alcoolemico non rilevato per rifiuto del conducente di sottoporsi all'esame, poiché il fatto è stato commesso nel novembre 2006, la norma più favorevole applicabile al caso in esame è quella dell'art. 186 comma 2 lett. A) c. strad. che è stata introdotta dalla l. n. 160 del 2007 ed oggetto di successive modificazioni, punibile con la sola pena dell'ammenda da Euro 500,00 ad Euro 2000,00. Nel caso in esame il giudice restituiva nel termine l'imputato per richiedere l'oblazione, nonostante l'apertura del dibattimento, ai sensi dell'art 141 disp. att. c. p. p. (così come interpretato da Cassazione Sezioni Unite 2 Marzo 2006 n. 7645 ed ex art. 162 c. p. (secondo la lettura prospettata dalla Corte costituzionale nella sentenza 29 Ottobre 1987 n. 357). (Tribunale  Roma  sez. VIII 07 aprile 2010 n. 26132).

In tema di guida in stato di ebbrezza, nel caso di accertamento di due diversi valori di tasso alcolemico, di cui uno al di sotto e l'altro al di sopra di ciascuna soglia penalmente rilevante prevista dall'art. 186, comma 2, c.strad., il giudice potrà liberamente apprezzare le relative misurazioni, e potrà ritenere integrato il reato (o comunque la fattispecie più grave) purché dimostri, con motivazione esauriente e logica, che la misurazione del tasso alcoolemico più elevato (fra i due) sia idonea da sola, o in combinazione con altri elementi di riscontro emersi dal processo, a provare il superamento di una certa soglia. (Tribunale Camerino 30 marzo 2010).

Può essere oggetto di sequestro preventivo qualsiasi bene a chiunque appartenente, e quindi anche a persona estranea al reato, purché esso sia, sebbene indirettamente, collegato al reato e, ove lasciato nella libera disponibilità, idoneo a costituire pericolo di aggravamento o di protrazione delle conseguenze del reato ovvero di agevolazione della commissione di ulteriori fatti penalmente rilevanti. È importante, quindi, per disporre la misura cautelare reale che, indipendentemente dall'appartenenza del bene a soggetto estraneo al reato, si accerti la disponibilità dello stesso da parte dell'indagato e la sua necessaria strumentalità rispetto al reato per il quale si procede. Sicché, in tema di guida in stato di ebbrezza, deve ritenersi legittimo il sequestro per intero di un veicolo con il quale è stato commesso reato in vista della confisca della quota appartenente all'indagato; in caso di successiva confisca, il terzo estraneo al reato potrà rivalersi "pro quota" sul prezzo ricavabile dalla vendita del bene (in applicazione dei suesposti principi, la Corte ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo, per guida in stato di ebbrezza, dell'auto in leasing anche se utilizzata da altri soci dell'impresa). (Cassazione penale sez. IV 25 marzo 2010 n. 24291).

In tema di revoca della patente per il reato di guida in stato di alterazione da stupefacenti, ai fini della realizzazione della condizione di "recidiva nel biennio", rileva la data del passaggio in giudicato della sentenza relativa al fatto-reato precedente a quello per cui si procede, e non la data di commissione dello stesso. Rigetta, Gip Trib. Como, 20/05/2009. (Cassazione penale sez. IV 24 marzo 2010 n. 15657).

La confisca obbligatoria del veicolo, introdotta, con il cosiddetto decreto sicurezza di cui al d.l. 23 maggio 2008 n. 92, conv. dalla l. 24 luglio 2008 n. 125, in caso di sentenza di condanna o di patteggiamento nelle ipotesi più gravi di guida in stato di ebbrezza (art. 186, comma 2, lett. c), c. strad.: tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro), non è applicabile retroattivamente, in ragione della natura sanzionatoria e repressiva che caratterizza tale misura ablativa (cfr. C. cost., sent. 4 giugno 2010 n. 196; sez. un. 25 febbraio 2010, Proc. Rep. trib. Pordenone in proc. C.). (Cassazione penale sez. IV 18 marzo 2010 n. 25533).

In tema di successione di leggi penali che hanno regolato il rifiuto di sottoporsi al test alcolemico di cui al comma 4 dell'art. 186 c.strad., l'applicazione retroattiva della legge più favorevole, ovvero quella che aveva depenalizzato tale reato, permane anche se, successivamente, la stessa venga modificata in senso meno favorevole, reintroducendo il reato suddetto di cui al comma 7 dell'art. 186 c.strad. (Tribunale Pisa 16 marzo 2010 n. 272).

Il legislatore, nel costruire la fattispecie contravvenzionale prevista dall'art. 186 c. strad.(D.lg. 30 aprile 1992 n. 285), con la novella riformatrice di cui al D.l. 3 agosto 2007 n. 117, conv. dalla l. 2 ottobre 2007 n. 160, ha inteso introdurre un differenziato trattamento sanzionatorio a seconda del valore del tasso alcolemico riscontrato e ciò ha fatto attraverso la costruzione di tre distinte fattispecie di reato (previste rispettivamente dalle lett. a), b) e c) del comma 2 del citato art. 186, rispetto alle quali l'indicazione delle singole soglie alcolemiche con riferimento a una sola cifra decimale non significa affatto l'irrilevanza della seconda (vale a dire dei centesimi di grammo/litro). Una diversa interpretazione sarebbe infatti contraddittoria rispetto alla intenzione del legislatore, sottesa all'intervento riformatore, di arginare il fenomeno della guida in stato di alterazione correlata all'assunzione smodata di alcolici, e finirebbe, in modo altrettanto contraddittorio, con l'innalzare i valori-soglia di un decimo di grammo/litro per ciascuna delle fattispecie incriminatrici di cui alle lett. a), b) e c) (da queste premesse, la Corte, accogliendo il ricorso del p. m. , ha annullato la decisione con la quale il giudice aveva invece sostenuto l'irrilevanza dei centesimi di litro e, per l'effetto, aveva ritenuto che il valore alcolemico di 1,51 grammi/litro non avesse superato la soglia di 1,5 grammi/litro stabilita per la configurabilità della fattispecie incriminatrice più grave di cui alla lett. c), dell'art. 186). (Cassazione penale  sez. IV 04 marzo 2010 n. 12904).

In tema di guida in stato di ebbrezza, il sequestro preventivo del veicolo, con il quale è stato commesso il reato di cui all'art. 186 c. strada, in vista della confisca della quota appartenente all'indagato, deve necessariamente riguardare il bene nella sua infrazionabile interezza. Ne consegue che non è consentito disporre il sequestro parziale del bene, concedendone tuttavia l'uso per l'intero al comproprietario non indagato. Annulla senza rinvio, Trib. lib. Pordenone, 26 maggio 2009. (Cassazione penale sez. IV 04 marzo 2010 n. 16154).

Il rifiuto, penalmente sanzionato, di sottoporsi agli accertamenti per la verifica dello stato di ebbrezza alcolica previsto dall’art. 186, comma 7, c. strad., è riferibile anche agli accertamenti degli organi di polizia a mezzo di strumenti portatili (cosiddetto “etilometro”) di cui al comma 3. (Cassazione penale  sez. IV 02 marzo 2010 n. 11845).

In tema di guida in stato di ebbrezza, è legittimo il sequestro dell'auto anche se ha più proprietari; il regime di comproprietà del veicolo, infatti, non preclude la possibilità di confisca pro-quota (nella specie, la Corte ha respinto il ricorso di una coppia, comproprietaria di una macchina, che aveva contestato il sequestro preventivo del veicolo deciso nell'ambito di un procedimento penale a carico del terzo proprietario, sorpreso ubriaco al volante). (Cassazione penale sez. IV 02 marzo 2010 n. 24288).

È ammissibile il sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria avente a oggetto, nella sua interezza, il veicolo condotto da persona chiamata a rispondere del reato di guida in stato di ebbrezza pur nel caso in cui si tratti di veicolo in comproprietà. Piuttosto, la successiva confisca riguarderà solo la "quota" appartenente all'indagato/imputato (si veda l'art. 33 l. 29 luglio 2010 n. 120). (Cassazione penale sez. IV 02 marzo 2010 n. 24288).

La confisca del veicolo prevista in caso di condanna per la contravvenzione di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici, così come per quella di guida in stato di ebbrezza, non è una misura di sicurezza patrimoniale, bensì una sanzione penale accessoria. (In motivazione la Corte ha chiarito che pertanto la misura ablativa non può essere disposta in relazione agli illeciti commessi prima della sua introduzione). Annulla con rinvio, Trib. Pordenone, 9 aprile, 2009. (Cassazione penale sez. un. 25 febbraio 2010 n. 23428).

In tema di guida in stato di ebbrezza, le tre fasce contravvenzionali di cui all'art. 186, c. strad. integrano fattispecie autonome di reato, destinate, pertanto, a non subire, come tali, il "gioco" del giudizio di bilanciamento tra opposte circostanze che potrebbe vanificare l'applicazione del più rigoroso trattamento sanzionatorio introdotto per le violazioni di maggiore entità. Le ipotesi incriminatrici previste rispettivamente dalle lett. a), b) e c) del comma 2 dell'art. 186 c. strad., integrano fattispecie autonome di reato: si tratta di disposizioni in ordine crescente di gravità, modellata sul tasso alcolemico accertato, che sono caratterizzate, tra loro, da un rapporto di reciproca alternatività e, quindi, di incompatibilità. (Cassazione penale  sez. IV 11 febbraio 2010 n. 10686).

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all'art. 186 c. strad. (D.lg. 30 aprile 1992 n. 285), anche a seguito della novella riformatrice di cui al D.l. 3 agosto 2007 n. 117, conv. dalla l. 2 ottobre 2007 n. 160, che, sostituendo il comma 2 della suddetta norma incriminatrice, ha solo determinato un differenziato trattamento sanzionatorio a seconda del valore del tasso alcolemico riscontrato attraverso la costruzione di tre distinte fattispecie di reato, il giudice può pur sempre formare il suo libero convincimento in base a elementi probatori acquisiti diversi dall'esito dell'alcooltest, ai sensi dei principi generali in materia di prova (principio del libero convincimento, assenza di prove legali, necessità che la prova non dipenda dalla discrezionale volontà della parte interessata). Peraltro, la possibilità per il giudice di avvalersi, ai fini dell'affermazione della sussistenza dello stato di ebbrezza, delle sole circostanze sintomatiche riferite dagli agenti accertatori sarà il più delle volte da circoscriversi alla sola fattispecie meno grave, quella di cui al comma 2, lett. a), dell'art. 186. (Cassazione penale  sez. IV 11 febbraio 2010 n. 10686).

In tema di guida in stato di ebbrezza, le tre fasce contravvenzionali di cui all'art. 186, c. strad. integrano fattispecie autonome di reato, destinate, pertanto, a non subire, come tali, il "gioco" del giudizio di bilanciamento tra opposte circostanze che potrebbe vanificare l'applicazione del più rigoroso trattamento sanzionatorio introdotto per le violazioni di maggiore entità. (Cassazione penale sez. IV 11 febbraio 2010 n. 10686).

La macchina guidata da chi è in stato di ebbrezza può essere oggetto di sequestro preventivo anche se è in leasing e, quindi, non è di proprietà del conducente. La misura cautelare reale, infatti, è da considerarsi legittima perché il guidatore, sebbene non proprietario, ha comunque la disponibilità del veicolo in forza del contratto di leasing. È legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di un veicolo il cui conducente,sorpreso alla guida in stato di ebbrezza, ne abbia la disponibilità in forza di un contratto di "leasing". (Nell'affermare tale principio, la Corte ha chiarito che la società di leasing, per riottenere la materiale disponibilità del veicolo, deve dimostrare che il contratto è cessato e che, conseguentemente, è sorto il suo diritto alla restituzione). Dichiara inammissibile, Trib. lib. Fermo, 25 Giugno 2009. (Cassazione penale  sez. IV 11 febbraio 2010 n. 10688).

Ai fini del reato di guida in stato di ebbrezza, rientra nella nozione di guida la condotta di chi si trovi all'interno del veicolo (nella specie, in stato di alterazione, nell'atto di dormire con le mani e la testa poste sul volante) quando sia accertato che egli abbia, in precedenza, deliberatamente movimentato il mezzo in area pubblica o quantomeno destinata al pubblico. (Nella specie la movimentazione è stata desunta dalla posizione dell'autovettura, rinvenuta con motore e luci accesi, in zona della città diversa da quella di residenza del conducente). Dichiara inammissibile, Trib. Monza, 15 aprile 2008. (Cassazione penale  sez. VII 20 gennaio 2010 n. 10476).

In tema di guida in stato di ebbrezza, qualora il risultato delle due rilevazioni effettuate con l'etilometro sia per entrambe pari a 0,89 g/l, per il principio del "favor rei", il secondo decimale non deve essere tenuto conto e la fattispecie fatta ricadere nell'ipotesi sanzionata dall'art. 186, comma 2, lett. a), c. strad., con conseguente possibilità di avanzare istanza di oblazione. (Tribunale Monza 20 gennaio 2010).

La riduzione della capacità di guida, costituente il fatto illecito che il legislatore intende sanzionare mediante gli art. 186 e 187 c. strad., non può essere desunta sulla sola base dei risultati degli esami urinari; invero, come espresso dalla stessa scienza farmacologica, al di là di un problema di falsi positivi che può presentare un esame di tal genere, potendo anche lo stato di stress psico-fisico del soggetto portare all'alterazione dei valori a causa di tossine che entrano in circolazione, in ogni caso la positività urinaria alle sostanze stupefacenti non permette di documentare l'attualità dell'uso delle stesse e, conseguentemente, un'alterazione psicofisica da loro assunzione da cui scaturisca la riduzione della prestazione alla guida; tali tipi di indagine, infatti, poiché effettuabili in tempi brevi, sono da considerarsi unicamente alla stregua di "rilevatori preliminari" i cui risultati, di conseguenza, per fondare un giudizio di colpevolezza, devono essere confermati da ulteriori e diversi accertamenti. (Tribunale Bologna 07 gennaio 2010 n. 26).

In applicazione della disciplina del concorso apparente di norme, la condotta di guida in stato di ebbrezza di cui all'art. 186, comma 2, lett. c), c. strad. resta assorbita nel delitto di omicidio colposo aggravato di cui all'art. 589, comma 3, n. 1, c.p., disposizione, quest'ultima, inserita dal d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv. in l. 24 luglio 2008, n. 125, che commina la pena della reclusione da tre a dieci anni per l'autore di un omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale qualora l'agente versi in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'art. 186, comma 2, lett. c) d.lg. 30 aprile 1992, n. 285 e succ. modificazioni. (Tribunale Ferrara 16 dicembre 2009 n. 70).

Il conducente indagato per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica cui sia stato sequestrato il veicolo ai fini di confisca ex art. 186 c. strad., non può ricorrere avverso il sequestro adducendo la titolarità della proprietà del veicolo in capo a una società. La confisca del veicolo prevista dall'art. 186 comma 2 lett. c) c. strad. ha natura "obbligatoria", come risulta sia dalla terminologia utilizzata ("è sempre disposta"), sia dal richiamo al comma 2 dell'art. 240 c.p., e da ciò deriva che, nel caso di sequestro preventivo disposto ai sensi dell'art. 321 c.p.p. ai fini della successiva confisca, l'esistenza del "periculum", cui l'emissione di tale misura cautelare reale è subordinata, è presunta per legge e non deve essere accertata caso per caso, e deriva altresì che non può essere disposta la restituzione del veicolo prima della sentenza definitiva, a meno che non vengano meno i presupposti per ritenere esistente il "fumus". (Cassazione penale sez. IV 16 dicembre 2009 n. 1861).

Lo stato di ebbrezza, rilevante ai sensi dell'art. 186 codice della strada può essere accertato con qualsiasi mezzo e, in particolare, in via indiziaria dai sintomi riferiti dagli agenti di polizia giudiziaria e dalla condotta di guida. (Tribunale Rovereto 10 dicembre 2009 n. 365).

Ai fini della configurazione del reato di guida in stato di ebbrezza (pur dopo le modifiche apportate all'art. 186 c. strad. dall'art. 4, comma 1, lett. d) d.l. n. 92 del 2008, conv. con modificazioni in l. n. 125 del 2008), lo stato di ebbrezza può essere accertato dal giudice, sulla base delle sole circostanze sintomatiche riferite dagli agenti accertatori, ma unicamente con riguardo alla fattispecie meno grave di cui all'art. 186, comma 2, lett. a), c. strad. Rigetta, Trib. Melfi, 16/04/2009. Cassazione penale sez. IV 04 dicembre 2009 n. 48026).

 

Efficacia della legge penale nel tempo successione di leggi penali legge più favorevole

In tema di successione di leggi penali che hanno regolato il rifiuto di sottoporsi al test alcolemico di cui al comma 4 dell'art. 186 c. strad., l'applicazione retroattiva della legge più favorevole, ovvero quella che aveva depenalizzato tale reato, permane anche se, successivamente, la stessa venga modificata in senso meno favorevole, reintroducendo il reato suddetto di cui al comma 7 dell'art. 186 c. strad.(Tribunale  Pisa 16 marzo 2010 n. 272).

 

Reati in genere

Il disposto dell'art. 186 c. strad., anche nella formulazione novellata dalla l. n. 120 del 2010, non risulta modificato nella parte in cui impone la confisca obbligatoria del veicolo con il quale è stato commesso il reato (salvo che appartenga a persona estranea al reato). Tale confisca deve continuare ad intendersi quale sanzione penale accessoria. (Tribunale Brescia sez. riesame 23 settembre 2010).

Il reato di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici di cui all'art. 186, comma settimo, C. D.S. , reintrodotto a seguito del D.L. 23 maggio 2008, n. 92, conv. nella L. n. 125 del 2008, è integrato anche dal rifiuto di sottoporsi agli accertamenti effettuati dalla polizia stradale a mezzo degli strumenti portatili (cosiddetto "etilometro") di cui al comma terzo della suddetta disposizione normativa. (Cassazione penale  sez. IV 02 marzo 2010 n. 11845).

Il conducente indagato per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica cui sia stato sequestrato il veicolo ai fini di confisca ex art. 186 c. strad., non può ricorrere avverso il sequestro adducendo la titolarità della proprietà del veicolo in capo a una società. La confisca del veicolo prevista dall'art. 186, comma 2, lett. e) c. strad. ha natura "obbligatoria", come risulta sia dalla terminologia utilizzata ("è sempre disposta"), sia dal richiamo al comma 2 dell'art. 240 c.p., e da ciò deriva che, nel caso di sequestro preventivo disposto ai sensi dell'art. 321 c.p.p. ai fini della successiva confisca, l'esistenza del "periculum", cui l'emissione di tale misura cautelare reale è subordinata, è presunta per legge e non deve essere accertata caso per caso, e deriva altresì che non può essere disposta la restituzione del veicolo prima della sentenza definitiva, a meno che non vengano meno i presupposti per ritenere esistente il "fumus". (Cassazione penale sez. IV 16 dicembre 2009 n. 1860).

 

Regolamenti comunali e ordinanze

È legittimo il sequestro dello scooter per guida in stato di ebbrezza anche se il conducente è una persona diversa dal proprietario; infatti, ciò che rileva ai fini della misura cautelare è l'effettiva signoria sul bene e non la sua formale intestazione (nella specie, la Corte ha respinto il ricorso di una donna sessantottenne contro l'ordinanza che convalidava il sequestro dello scooter di sua proprietà, sequestrato al figlio che - alla guida del mezzo - era stato trovato in evidente stato di ebbrezza alcolica). (Cassazione penale  sez. IV 26 febbraio 2010 n. 20610).

 

Sequestro preventivo

In relazione al sequestro preventivo del veicolo di cui il trasgressore risulti proprietario finalizzato alla confisca obbligatoria prevista dall'art. 186, commi 2, lett. c), e 7 c. strad. (rispettivamente, per le ipotesi di più elevato livello alcolemico e di rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcolimetrico), il "periculum in mora" deve ritenersi "in re ipsa", stante la finalità della misura cautelare che è quella di rendere in concreto possibile la successiva confisca in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta (si veda art. 33 l. 29 luglio 2010 n. 120). (Cassazione penale sez. IV 09 giugno 2010 n. 24593).

In relazione al sequestro preventivo del veicolo di cui il trasgressore risulti proprietario finalizzato alla confisca obbligatoria prevista dall'art. 186, commi 2, lett. c), e 7 c. strad. (rispettivamente, per le ipotesi di più elevato livello alcolemico e di rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcolimetrico), risulta evidente che, fino all'esito del giudizio, e sempre che sussista il fumus del reato, non può essere disposta la restituzione del veicolo stesso, posto che, a voler ritenere consentita tale restituzione, potrebbe verificarsi una situazione di impossibilità della successiva confisca della res, in caso di condanna o di applicazione della pena, non potendo certo escludersi che il soggetto interessato, una volta ottenuta la restituzione del veicolo, ceda poi a terzi, nelle more del giudizio e prima della sentenza di condanna o di applicazione della pena, il veicolo stesso; e ciò anche perché in materia non è neppure prevista la confisca «per equivalente» (si veda art. 33 l. 29 luglio 2010 n. 120). (Cassazione penale sez. IV 09 giugno 2010 n. 24593).

La macchina guidata da chi è in stato di ebbrezza può essere oggetto di sequestro preventivo anche se è in leasing e, quindi, non è di proprietà del conducente. La misura cautelare reale, infatti, è da considerarsi legittima perché il guidatore, sebbene non proprietario, ha comunque la disponibilità del veicolo in forza del contratto di leasing. (Cassazione penale sez. IV 11 febbraio 2010 n. 10688).

Non può essere sottoposta a sequestro preventivo l'auto di proprietà del padre del giovane colto alla guida della stessa in stato di ubriachezza, anche se il genitore è a conoscenza di vecchi precedenti dello stesso tipo a carico del figlio. La conoscenza di vecchi precedenti (risalenti a sei anni prima dell'episodio incriminato) non vale ad escludere la buona fede del padre, perché non è ragionevolmente esigibile che l'uomo si rifiuti di prestare l'autovettura al figlio, in assenza di più recenti e attuali comportamenti in base a cui prevedere l'ulteriore commissione di reati come quello per cui si procede. Infatti, in assenza di più recenti trasgressioni, non può essere formulato alcun addebito di negligenza al titolare della macchina al fine di legittimare il sequestro, dovendosi escludere per il genitore (titolare dell'auto) un giudizio di rimproverabilità per omessa sorveglianza sul comportamento dell'indagato (figlio). (Cassazione penale sez. VI 07 gennaio 2010 n. 11791).

Può essere adottato il sequestro preventivo a fini di confisca del veicolo guidato da soggetto chiamato a rispondere della contravvenzione di guida sotto l'influenza dell'alcool, pur quando il veicolo appartenga a persona diversa dal trasgressore, quando a carico di quest'ultimo sussistano profili di negligenza nell'affidamento del veicolo. (Nella specie, peraltro, la Corte ha rigettato il ricorso del procuratore della Repubblica avverso la decisione del tribunale del riesame che aveva revocato il provvedimento di sequestro preventivo disposto dal g.i.p. sul veicolo appartenente al padre dell'indagato argomentando la sussistenza di profili di negligenza del proprietario derivanti dal fatto che egli era informato di precedenti condotte anomale tenute dal figlio; secondo la Corte, infatti, il tribunale del riesame, ponendosi in linea con il principio affermato in massima, aveva peraltro spiegato in modo convincente e insindacabile le ragioni per le quali non poteva formalizzarsi un giudizio di "rimproverabilità" a carico del padre per omessa sorveglianza sul comportamento del figlio, per non essere ragionevolmente "esigibile" il rifiuto di prestare l'autovettura a fronte di un precedente specifico ormai risalente nel tempo e nell'assenza di più recenti e attuali comportamenti in base a cui prevedere il rischio di recidiva specifica). (Cassazione penale sez. VI 07 gennaio 2010 n. 11791).

In tema di sequestro preventivo ai fini della confisca obbligatoria del veicolo guidato dal trasgressore nelle ipotesi più gravi di guida in stato di ebbrezza (art. 186, comma 2, lett. c), c. strad.: tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro) e nell'ipotesi di guida in stato di alterazione psicofisica derivante dall'assunzione di sostanze stupefacenti (art. 187 c. strad.), compete pur sempre al giudice penale, ai sensi dell'art. 2 c.p.p., affrontare e risolvere, incidentalmente e senza alcuna efficacia vincolante in nessun altro processo, la questione della dedotta proprietà del veicolo in capo a persona estranea al reato, che escluderebbe l'applicabilità della misura ablativa (per l'effetto, da queste premesse, la Corte ha ritenuto che correttamente il giudice del riesame aveva respinto la richiesta di dissequestro del veicolo presentata deducendo che questo era stato, nelle more del procedimento, venduto a terzi: e ciò avendo il tribunale del riesame argomentato in modo convincente che trattavasi di vendita strumentale alla sottrazione del bene alla misura cautelare, tenuto conto che questa era avvenuta, in epoca successiva alla commissione del reato di guida sotto l'influenza dell'alcool, appena il giorno prima dell'esecuzione del sequestro preventivo, e in favore di un soggetto (un concessionario di autovetture), il quale, a supporto e dimostrazione dell'acquisto, non aveva prodotto alcuna documentazione, neppure fiscale). (Cassazione penale sez. IV 22 dicembre 2009 n. 10458).

 

Investigazioni della polizia giudiziaria accertamenti urgenti

I verbali compiuti dalla polizia giudiziaria ex art. 354 c.p.p., tra i quali rientra anche l'accertamento strumentale dello stato di ebbrezza del conducente alla guida dell'autovettura, "non sono soggetti all'obbligo del deposito al difensore ex art. 366 c.p.p., trattandosi di atti urgenti e indifferibili ai quali il difensore ha diritto di assistere ma senza preventivo avviso e per l'effettuazione, a differenza di quanto stabilito dall'art. 365 c.p.p. per gli atti di perquisizione e sequestro compiuti dal P.M., non è prevista neppure la designazione di un difensore d'ufficio, ma solo l'avvertimento ex art. 114 disp. att. c.p.p. della facoltà di potersi fare assistere da un difensore." (Tribunale Roma sez. I 14 gennaio 2010 n. 538).

 

Appartenenti ad associazioni mafiose (nei confronti di) confisca

In tema di confisca, non integra la nozione di "appartenenza a persona estranea al reato" la mera intestazione a terzi del bene mobile utilizzato per realizzare il reato stesso, quando precisi elementi di fatto consentano di ritenere che l'intestazione sia del tutto fittizia e che in realtà sia l'autore dell'illecito ad avere la sostanziale disponibilità del bene. In una tale prospettiva, il giudice, nel valutare la ricorrenza dell'"altruità" del veicolo, deve essere rigoroso e accertare, specie quando l'alienazione del bene sia avvenuta dopo l'accertamento del reato, se l'alienazione stessa sia effettiva ovvero se essa nasconda un'intestazione fittizia. (Cassazione penale sez. IV 14 gennaio 2010 n. 11230).

 

Sanzioni amministrative

È inammissibile l'opposizione proposta davanti al giudice di pace avverso un provvedimento di accertamento della violazione dell'art. 186, comma 2, c. strad. per guida in stato di ebbrezza, atteso che la prevista sospensione della patente non é sanzione amministrativa pecuniaria. (Giudice di pace Bari sez. III 19 dicembre 2009 n. 9154).

Ai sensi dell'art. 14 l. n. 689/81, è richiesto che vi sia una necessaria correlazione tra il fatto che viene contestato ed il fatto assunto a base della sanzione irrogata.Laddove manchi tale correlazione e vi sia, al contrario, una divergenza, è ravvisabile una violazione di legge proprio dell'art. 14 (in applicazione del suesposto principio, la Corte ha annullato il provvedimento di sospensione della patente di guida emesse nei confronti del ricorrente, a cui era stata contestata la violazione dell'art. 186, c. strad. - consistente nella guida di autoveicolo in stato di ebbrezza - ed era poi stata irrogata una sanzione in base all'art. 223 dello stesso codice). (Cassazione civile sez. II 19 ottobre 2010 n. 21447).

 

Conducente di veicoli patente di abilitazione alla guida: sospensione e revoca

È manifestamente inammissibile, per omessa motivazione sulla rilevanza, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 186, comma 2, cod. strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285) e dell'art. 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689, impugnati, in riferimento agli artt. 1, 3, 4 e 97 Cost., nella parte in cui non prevedono che il giudice dell'opposizione all'ordinanza-ingiunzione, con la quale il prefetto irroga la sanzione cautelare della sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza, possa regolare l'esecuzione della misura con modalità tali da non ostacolare il lavoro del condannato. Infatti, prescindendo da ogni considerazione in merito alla fondatezza della questione, l'atto di promovimento è privo di qualsiasi descrizione del fatto da cui possa rilevarsi se sussistano le esigenze lavorative conclamate dall'opponente nel giudizio principale e se, per soddisfare le stesse, sia indispensabile il possesso della patente di guida. (Corte costituzionale 21 luglio 2010 n. 260).

È illegittimo il decreto penale che ometta di applicare, contestualmente alla pena per guida in stato d'ebbrezza, la sanzione accessoria amministrativa della sospensione della patente di guida che consegue di diritto alla condanna. Annulla in parte con rinvio, Trib. Latina, 27 gennaio 2009. (Cassazione penale sez. IV 03 giugno 2010 n. 34653).

 

Circolazione stradale

La sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida deve essere applicata, anche in caso di patteggiamento della pena, pur quando la condotta di guida sotto l'influenza dell'alcool o in stato di alterazione fisica per uso di sostanze stupefacenti sia stata posta in essere con l'uso di un ciclomotore per la cui circolazione non è richiesta la patente, bensì il possesso di un certificato di idoneità alla guida. Annulla c. rinvio, Trib. A. Piceno s.d. S.B. del Tronto, 26/03/2009. (Cassazione penale sez. IV 06 maggio 2010 n. 27343).

 

Ricorso ammissibilità e inammissibilità

È inammissibile il ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso il decreto penale di condanna, né l'impugnazione proposta può essere convertita nell'opposizione di cui all'art. 461 cod. proc. pen., non avendo quest'ultima le connotazioni di mezzo di gravame. (Fattispecie in tema di ricorso presentato avverso la statuizione della confisca contenuta nel decreto penale di condanna per il reato di cui all'art. 186 c.d.s.). Dichiara inammissibile, Gip Trib. Ferrara, 01/04/2009. (Cassazione penale sez. IV 24 febbraio 2010 n. 14514).

 

Sentenza di proscioglimento estinzione del reato oblazione

Non è abnorme il provvedimento con il quale il Tribunale monocratico, dopo avere ammesso l'imputato all'oblazione, revochi il provvedimento ammissivo, rilevando che in relazione al reato sussistente (nella specie: contravvenzione punita con le pene congiunte dell'arresto e dell'ammenda) l'oblazione non è ammissibile. (Fattispecie nella quale la somma non era ancora stata versata). Dichiara inammissibile, Trib. Udine s. dist. C. Del Friuli, 07/04/2009. (Cassazione penale sez. IV 03 dicembre 2009 n. 1553).


 

Art. 186 bis

(Guida sotto l'influenza dell'alcool per conducenti di età inferiore a ventuno anni, per i neo-patentati e per chi esercita professionalmente l'attività di trasporto di persone o di cose).

1. È vietato guidare dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l'influenza di queste per:

a) i conducenti di età inferiore a ventuno anni e i conducenti nei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida di categoria B;

b) i conducenti che esercitano l'attività di trasporto di persone, di cui agli articoli 85, 86 e 87;

c) i conducenti che esercitano l'attività di trasporto di cose, di cui agli articoli 88, 89 e 90;

d) i conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, di autoveicoli trainanti un rimorchio che comporti una massa complessiva totale a pieno carico dei due veicoli superiore a 3,5 t, di autobus e di altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di postia sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, nonchè di autoarticolati e di autosnodati.

2. I conducenti di cui al comma 1 che guidino dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l'influenza di queste sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a O (zero) e non superiore a 0,5 grammi per litro (gli). Nel caso in cui il conducente, nelle condizioni di cui al periodo precedente, provochi un incidente, le sanzioni di cui al medesimo periodo sono raddoppiate.

3. Per i conducenti di cui al comma 1 del presente articolo, ove incorrano negli illeciti di cui all'articolo 186, comma 2, lettera a), le sanzioni ivi previste sono aumentate di un terzo; ove incorrano negli illeciti di cui all'articolo 186, comma 2, lettere b) e c), le sanzioni ivi previste sono aumentate da un terzo alla metà.

4. Le circostanze attenuanti concorrenti con le aggravanti di cui al comma 3 non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste. Le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alla predetta aggravante.

5. La patente di guida è sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l) per i conducenti di cui alla lettera d) del comma 1, ovvero in caso di recidiva nel triennio per gli altri conducenti di cui al medesimo comma. È fatta salva l'applicazione delle disposizioni di cui al quinto e al sesto periodo della lettera c) del comma 2 dell'articolo 186.

6. Si applicano le disposizioni di cui ai commi da 3 a 6, 8 e 9 dell'articolo 186. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5 dell'articolo 186, il conducente è punito con le pene previste dal comma 2, lettera c), del medesimo articolo, aumentate da un terzo alla metà. La condanna per il reato di cui al periodo precedente comporta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo con le stesse modalità e procedure previste dal citato articolo 186, comma 2, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. Con l'ordinanza con la quale è disposta la sospensione della patente di guida, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8 del citato articolo 186. Se il fatto è commesso da soggetto già condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato, è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI.

7. Il conducente di età inferiore a diciotto anni, per il quale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a O (zero) e non superiore a 0,5 grammi per litro (g/1), non può conseguire la patente di guida di categoria B prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Il conducente di età inferiore a diciotto anni, per il quale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), non può conseguire la patente di guida di categoria B prima del compimento del ventunesimo anno di età». Il conducente di età inferiore a diciotto anni, per il quale sia stato accertatoun valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), non può conseguire la patente di guida di categoria B prima del compimento del ventunesimo anno di età.

 

(1) Articolo inserito dall'articolo 33, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 187

Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti (1)

1. Chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l'ammenda da euro 1. 500 a euro 6. 000 e l'arresto da sei mesi ad un anno. All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Per i conducenti di cui al comma 1 dell'articolo 186-bis, le sanzioni di cui al primo e al secondo periodo del presente comma sono aumentate da un terzo alla metà. Si applicano le disposizioni del comma 4 dell'articolo 186-bis. La patente di guida è sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, quando il reato è commesso da uno dei conducenti di cui alla lettera d) del citato comma 1 dell'articolo 186-bis, ovvero in caso di recidiva nel triennio. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all'articolo 224-ter (2).

1-bis. Se il conducente in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope provoca un incidente stradale, le pene di cui al comma 1 sono raddoppiate e, fatto salvo quanto previsto dal settimo e dall'ottavo periodo del comma 1, la patente di guida è sempre revocata ai sensi del capo H, sezione H, del titolo VI. È fatta salva in ogni caso l'applicazione dell'articolo 222 (3).

1-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo è il tribunale in composizione monocratica. Si applicano le disposizioni dell’articolo 186, comma 2-quater (4).

1-quater. L'ammenda prevista dal comma 1 è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 186, commi 2-septies e 2-octies (5).

2. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l'obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 3, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.

2-bis. Quando gli accertamenti di cui al comma 2 forniscono esito positivo ovvero quando si ha altrimenti ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l'effetto conseguente all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, i conducenti, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica, possono essere sottoposti ad accertamenti clinico-tossicologici e strumentali ovvero analitici su campioni di mucosa del cavo orale prelevati a cura di personale sanitario ausiliario delle forze di polizia. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'interno, della giustizia e della salute, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri ? Dipartimento per le politiche antidroga e il Consiglio superiore di sanità, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabilite le modalità, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, di effettuazione degli accertamenti di cui al periodo precedente e le caratteristiche degli strumenti da impiegare negli accertamenti medesimi. Ove necessario a garantire la neutralità finanziaria di cui al precedente periodo, il medesimo decreto può prevedere che gli accertamenti di cui al presente comma siano effettuati, anzichè su campioni di mucosa del cavo orale, su campioni di fluido del cavo orale (12).

3. Nei casi previsti dal comma 2-bis, qualora non sia possibile effettuare il prelievo a cura del personale sanitario ausiliario delle forze di polizia ovvero qualora il conducente rifiuti di sottoporsi a tale prelievo, gli agenti di polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, fatti salvi gli ulteriori obblighi previsti dalla legge, accompagnano il conducente presso strutture sanitarie fisse o mobili afferenti ai suddetti organi di polizia stradale ovvero presso le strutture sanitarie pubbliche o presso quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate, per il prelievo di campioni di liquidi biologici ai fini dell'effettuazione degli esami necessari ad accertare la presenza di sostanze stupefacenti o psicotrope. Le medesime disposizioni si applicano in caso di incidenti, compatibilmente con le attività di rilevamento e di soccorso (13).

4. Le strutture sanitarie di cui al comma 3, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, effettuano altresì gli accertamenti sui conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, ai fini indicati dal comma 3; essi possono contestualmente riguardare anche il tasso alcoolemico previsto nell'articolo 186 (6).

5. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. [I fondi necessari per l'espletamento degli accertamenti conseguenti ad incidenti stradali sono reperiti nell'ambito dei fondi destinati al Piano nazionale della sicurezza stradale di cui all'articolo 32 della legge 17 maggio 1999, n. 144]. Copia del referto sanitario positivo deve essere tempestivamente trasmessa, a cura dell'organo di Polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza (7).

5-bis. Qualora l'esito degli accertamenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non sia immediatamente disponibile e gli accertamenti di cui al comma 2 abbiano dato esito positivo, se ricorrono fondati motivi per ritenere che il conducente si trovi in stato di alterazione psico-fisica dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, gli organi di polizia stradale possono disporre il ritiro della patente di guida fino all'esito degli accertamenti e, comunque, per un periodo non superiore a dieci giorni. Si applicano le disposizioni dell’articolo 216 in quanto compatibili. La patente ritirata è depositata presso l'ufficio o il comando da cui dipende l'organo accertatore (8).

6. Il prefetto, sulla base dell'esito degli accertamenti analitici di cui al comma 2-bis, ovvero della certificazione rilasciata dai centri di cui al comma 3, ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell'articolo 119 e dispone la sospensione, in via cautelare, della patente fino all'esito dell'esame di revisione che deve avvenire nel termine e con le modalità indicate dal regolamento (14).

[ 7. Chiunque guida in condizioni di alterazione fisica e psichica correlata con l'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, ove il fatto non costituisca più grave reato, è punito con le sanzioni dell'articolo 186, comma 2. Si applicano le disposizioni del comma 2, ultimo periodo, dell'articolo 186. ] (9)

8. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 2, 2-bis, 3 o 4, il conducente è soggetto alle sanzioni di cui all'articolo 186, comma 7. Con l'ordinanza con la quale è disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell’articolo 119 (10) (11).

8-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 1-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell'imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste e consistente nella prestazione di un'attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, nonché nella partecipazione ad un programma terapeutico e socio-riabilitativo del soggetto tossicodipendente come definito ai sensi degli articoli 121 e 122 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l'ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all'articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l'effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. In deroga a quanto previsto dall'articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione è ricorribile in cassazione. Il ricorso non sospende l'esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice che procede o il giudice dell'esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalità di cui all'articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, della entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della confisca. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta (15).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 99 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360 dall'articolo 14 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e successivamente sostituito dall'articolo 6 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(2) Comma sostituito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117, modificato dall’articolo 4, comma 2 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92, dall'articolo 3, comma 46, della legge 15 luglio 2009, n. 94 e dall’articolo 33, comma 3, lett. a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e successivamente modificato dall’articolo 4, comma 2-bis del D.L. 23 maggio 2008 n. 92 e dall’articolo 33, comma 3, lett. b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(4) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(5) Comma inserito dall'articolo 3, comma 55, lettera b), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(6) Vedi articolo 4 del D.lgs. 28 agosto 2000, n. 274.

(7) Vedi articolo 4 del D.lgs. 28 agosto 2000, n. 274. Comma modificato dall’articolo 33, comma 3, lett. e), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(8) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(9) Comma abrogato dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(10) Comma sostituito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall'articolo 33, comma 3, lett. g), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(11) Vedi l'articolo 6-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(12 ) Comma inserito dall'articolo 33, comma 3, lett. c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(13 ) Comma sostituito dall'articolo 33, comma 3, lett. d), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(14 ) Comma modificato dall'articolo 33, comma 3, lett. f), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(15 ) Comma aggiunto dall'articolo 33, comma 3, lett. h), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Reati stato di ebbrezza o ubriachezza o da stupefacenti

La Corte Costituzionale dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 200 e 236 c.p. e dell'art. 187, comma 1, ultimo periodo, del d.lgs. n. 285 del 1992, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 117 Cost., dal G.i.p. del Tribunale ordinario di Lecce. (Corte costituzionale 04 giugno 2010 n. 196).

La fattispecie incriminatrice prevista dall'art. 187 c. strad. risulta integrata dalla concorrenza di due elementi: l'uno, lo stato di alterazione, capace di compromettere le normali condizioni psicofisiche indispensabili nello svolgimento della guida e concretizzante di per sé una condotta di pericolo per la sicurezza della circolazione stradale; l'altro, l'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, idonee a causare lo stato di alterazione psicofisica. Mentre il primo elemento è obiettivamente rilevabile dagli operanti, potendo per esso valere indici sintomatici, l'altro richiede un accertamento per il quale non è sufficiente la mera osservazione o la descrizione di una determinata sintomatologia, ma è necessario il riscontro di idonee analisi di laboratorio. (Da queste premesse, in una vicenda in cui le analisi sui campioni di liquidi biologici eseguite presso una struttura sanitaria aveva fatto accertare la presenza di metadone con una concentrazione ben superiore a quella di riferimento, secondo la Corte erroneamente il giudice, nel pervenire a sentenza di non doversi procedere, aveva trascurato di considerare, per la dimostrazione dello stato di alterazione, gli elementi offerti dagli operanti che, in occasione del coinvolgimento del prevenuto in un incidente stradale, ne avevano riferito l'aggressività, segnalando altresì come il medesimo fosse stato segnalato in terapia farmacologica per crisi depressive; non essendo del resto necessaria, secondo il giudice di legittimità, a riscontro di tale stato di alterazione, neppure una visita medica integrativa dell'esame di laboratorio). (Cassazione penale sez. IV 20 aprile 2010 n. 31966).

Con riferimento all'accertamento del reato di cui all'art. 187 c. strad., lo stato di alterazione psico-fisica non può essere accertato esclusivamente in via sintomatica, come invece è possibile per lo stato di ebbrezza. Come l'espresso riferimento alla necessità di conoscenze tecniche specialistiche e di accertamento strumentali per individuare le sostanze usate e per la non semplice riconoscibilità di detto stato sulla base di osservazioni empiriche, lascia chiaramente intendere ciò significa che, in mancanza di un accertamento strumentale, le prove ordinarie del reato (testimonianze, indizi relativi alla condotta di guida) sono normalmente insufficienti a raggiungere la certezza, oltre ogni ragionevole dubbio, che consente la pronuncia di una sentenza di condanna, fermo restando che sono pienamente utilizzabili e valutabili. Ma nulla esclude che, in presenza di un esame strumentale che dia la certezza della previa assunzione di sostanze stupefacenti specificatamente individuate, anche se non dello stato di alterazione al momento della guida, quelle prove ordinarie ed indiziarie siano pienamente utilizzabili per raggiungere, insieme alla prova strumentale, quel medesimo stato di certezza in riferimento all'elemento costitutivo del reato. (Uff. Indagini preliminari  Rovereto 03 marzo 2010 n. 27).

Ai fini della configurabilità del reato di guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti, è necessario che lo stato di alterazione del conducente dell'auto venga accertato attraverso un esame tecnico su campioni di liquidi biologici, trattandosi di verifica che richiede conoscenze di tipo tecnico-specialistico per l'individuazione e la quantificazione della sostanza. (Nella fattispecie, relativa all'esito positivo di un test privo dell'indicazione del valore di concentrazione della sostanza rinvenuta nei liquidi, la S. C. ha precisato che il risultato dell'analisi doveva necessariamente interpretarsi alla luce del contesto in cui il fatto si era verificato, ed in particolare del rinvenimento di una sostanza stupefacente avente principio attivo compatibile con quello risultante dalle analisi). (Cassazione penale sez. IV 02 marzo 2010 n. 11848).

La guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all'uso di sostanze stupefacenti non può essere contestata quando, pur se la positività alla sostanza stupefacente (nella specie: cocaina) è accertata attraverso il prelievo del liquido biologico, il fermato non presenta segni ulteriori di una condizione rapportabile agli effetti dell'assunzione di stupefacenti da cui discende l'impossibilità di collocare tali effetti al momento in cui lo stesso era alla guida. (Tribunale  La Spezia 24 febbraio 2010 n. 220).

A seguito dell'abrogazione del comma 7 dell'art. 187 C. D.s. da parte dell'art. 5 del D.l. 117/2007, non è stata modificata la fattispecie di reato di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, nel senso di escludere alcuni comportamenti penalmente rilevanti, ma gli stessi fatti già puniti sotto il comma 7 ora sono ricompresi in via generale sotto il comma 1 del medesimo articolo; di guisa che la modifica legislativa ha riguardato solo una precisazione del c. D.rapporto di correlazione tra le condizioni di alterazione fisica e l'uso di sostanze stupefacenti, inserendo tale nesso in un'ottica meramente temporale e non causale. (Tribunale  Latina  sez. VIII 12 febbraio 2010 n. 270).

Non può dirsi sussistente il reato di cui all'art. 187 c. strad.per il solo fatto che alcune persone sedute all'interno di un'autovettura ferma, per la quale non sia stata fornita la prova della messa in circolazione, stiano facendo uso di sostanze stupefacenti. (Tribunale  La Spezia 10 febbraio 2010 n. 141).

Con la sentenza di applicazione della pena a richiesta delle parti ex art. 444 c.p.p., anche se la pena è stata condizionalmente sospesa, deve essere sempre disposta la confisca del veicolo con il quale si è provocato un incidente in stato di alterazione psico-fisica derivante da assunzione di sostanze stupefacenti. L'art. 187 comma bis d.lg. n. 285/92, richiama, infatti, l'ultimo periodo del comma 1 del medesimo articolo che, a sua volta, rimanda alle disposizioni dell'art. 186 comma 2 lett. c) quinto e sesto periodo, secondo cui con la sentenza di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche se la stessa è stata condizionalmente sospesa, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato ai sensi dell'art. 240, comma 2 codice penale, salvo che questo appartenga a persona estranea al reato. (Cassazione penale sez. IV 12 gennaio 2010 n. 12826).

Lo stato di alterazione di cui all'art. 187 c.strad. può essere provato anche in via indiziaria, pur considerando che la visita medica costituisce la prova preferita e "organizzata" dal legislatore. (Tribunale Camerino 22 dicembre 2009).

 

Misure di sicurezza patrimoniali: la confisca

La confisca dell'autovettura, prevista dall'art. 187 c. strad., come modificato dall'art. 4 D.l. n. 92 del 2008, conv. con modificazioni, in l. n. 125 del 2008, si applica anche alle condotte poste in essere prima dell'entrata in vigore della novella. Annulla in parte con rinvio, Trib. Fermo sd S. Elpidio Mare, 13 Febbraio 2009. (Cassazione penale sez. IV 19 gennaio 2010 n. 12406).


 

Art. 188

Circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone invalide.

1. Per la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio delle persone invalide gli enti proprietari della strada sono tenuti ad allestire e mantenere apposite strutture, nonché la segnaletica necessaria, per consentire ed agevolare la mobilità di esse, secondo quanto stabilito nel regolamento.

2. I soggetti legittimati ad usufruire delle strutture di cui al comma 1 sono autorizzati dal sindaco del comune di residenza nei casi e con limiti determinati dal regolamento e con le formalità nel medesimo indicate.

3. I veicoli al servizio di persone invalide autorizzate a norma del comma 2 non sono tenuti all'obbligo del rispetto dei limiti di tempo se lasciati in sosta nelle aree di parcheggio a tempo determinato.

4. Chiunque usufruisce delle strutture di cui al comma 1, senza avere l'autorizzazione prescritta dal comma 2 o ne faccia uso improprio, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (1).

5. Chiunque usa delle strutture di cui al comma 1, pur avendone diritto, ma non osservando le condizioni ed i limiti indicati nell'autorizzazione prescritta dal comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006e con D.M. 17 dicembre 2008 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 189

Comportamento in caso di incidente.

1. L'utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l'obbligo di fermarsi e di prestare l'assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona.

2. Le persone coinvolte in un incidente devono porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e disperse le tracce utili per l'accertamento delle responsabilità.

3. Ove dall'incidente siano derivati danni alle sole cose, i conducenti e ogni altro utente della strada coinvolto devono inoltre, ove possibile, evitare intralcio alla circolazione, secondo le disposizioni dell'art. 161. Gli agenti in servizio di polizia stradale, in tali casi, dispongono l'immediata rimozione di ogni intralcio alla circolazione, salva soltanto l'esecuzione, con assoluta urgenza, degli eventuali rilievi necessari per appurare le modalità dell'incidente.

4. In ogni caso i conducenti devono, altresì, fornire le proprie generalità, nonché le altre informazioni utili, anche ai fini risarcitori, alle persone danneggiate o, se queste non sono presenti, comunicare loro nei modi possibili gli elementi sopraindicati.

5. Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all'obbligo di fermarsi in caso di incidente, con danno alle sole cose, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 272,00 a Euro 1. 088,00. In tale caso, se dal fatto deriva un grave danno ai veicoli coinvolti tale da determinare l'applicazione della revisione di cui all'articolo 80, comma 7, si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici giorni a due mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (1) (4).

6. Chiunque, nelle condizioni di cui comma 1, in caso di incidente con danno alle persone, non ottempera all'obbligo di fermarsi, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre anni, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. Nei casi di cui al presente comma sono applicabili le misure previste dagli articoli 281, 282, 283 e 284 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti previsti dall’articolo 280del medesimo codice, ed è possibile procedere all'arresto, ai sensi dell'articolo 381 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti di pena ivi previsti (1)(5).

7. Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all'obbligo di prestare l'assistenza occorrente alle persone ferite, è punito con la reclusione da un anno a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI (1)(5).

8. Il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, quando dall'incidente derivi il delitto di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, non è soggetto all'arresto stabilito per il caso di flagranza di reato.

8-bis. Nei confronti del conducente che, entro le ventiquattro ore successive al fatto di cui al comma 6, si mette a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, non si applicano le disposizioni di cui al terzo periodo del comma 6 (2).

9. Chiunque non ottempera alle disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (3) (5).

9-bis. L'utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti, ha l'obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno. Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1. 559. Le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso. Chiunque non ottempera all'obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 78 a euro 311 (6).

 

(1) Comma sostituito dall'articolo 2 della legge 9 aprile 2003, n. 72.

(2) Comma inserito dall'articolo 2 della legge 9 aprile 2003, n. 72.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(4) Con D.M. 29 dicembre 2006, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma modificato dall'articolo 4, comma 3 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(6) Comma inserito dall’articolo 31, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Omissione di soccorso e fuga

È imputato del reato di omissione di soccorso il conducente di autovettura che dopo aver urtato un ciclomotore sia fuggito senza essersi accertato del danno procurato, né avere tantomeno offerto aiuto all'investito. (Tribunale  Napoli sez. IV 08 giugno 2010 n. 7473).

È ravvisabile il reato di cui all'art. 189, comma 6, c. strad. anche nei casi in cui la persona, al cui comportamento sia comunque ricollegabile un incidente stradale con danni alle persone, si sia fermata (eventualmente anche prestando l'assistenza necessaria) ma si sia allontanata prima dell'arrivo degli appartenenti agli organi di polizia preposti all'accertamento dell'esistenza di eventuali reati o comunque agli accertamenti in materia di infortunistica stradale. La finalità della norma, infatti, è ravvisabile non solo nell'esigenza di soddisfare gli obblighi di solidarietà che impongono di prestare assistenza alle persone che, in conseguenza del proprio comportamento (indipendentemente dall'esistenza della colpa), abbiano subito danni alla persona ma anche in quella di assicurare la compiuta ricostruzione delle modalità di verificazione dell'incidente, onde l'obbligo di fermarsi impone quello di sottoporsi all'identificazione e ai necessari accertamenti sul luogo dell'incidente da parte degli organi di polizia diretti a ricostruire l'incidente ai fini dell'eventuale instaurazione del procedimento penale e comunque ai fini di conoscenza per eventuali iniziative risarcitorie (da queste premesse, la Corte ha escluso che potesse ritenersi ottemperato l'obbligo di fermarsi nella condotta dell'imputato il quale, dopo avere pronunciato qualche parola, solo per protestare la sua mancanza di colpa, si era allontanato subito dopo, senza attendere l'arrivo degli organi di polizia e senza neppure fornire alla controparte le proprie generalità). (Cassazione penale sez. IV 10 dicembre 2009 n. 3568).

 

Continuazione tra reati punibili con pene diverse

L’istituto della continuazione non è applicabile tra reati dolosi e reati colposi, in quanto l’unicità del disegno criminoso attiene al momento psicologico (dolo) che non può sussistere nei reati colposi nei quali l’evento non è voluto. (Fattispecie nella quale, quindi, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di patteggiamento che aveva ravvisato la continuazione tra il reato di omicidio colposo e quello di cui all'art. 189 c. strad.). (Cassazione penale sez. IV 14 aprile 2010 n. 31388).

 

Investimento di persone

Nel reato di fuga previsto dall'art. 189, comma sesto, del codice della strada, il dolo deve investire la sola inosservanza dell'obbligo di fermarsi in relazione all'evento dell'incidente stradale - riconducibile al comportamento dell'agente ed in concreto idoneo a produrre eventi lesivi - e non anche la constatazione dell'esistenza di un danno effettivo alle persone che vi risultino coinvolte. Dichiara inammissibile, App. Cagliari, 07 ottobre 2008. (Cassazione penale sez. VI 16 febbraio 2010 n. 21414).


 

Art. 190

Comportamento dei pedoni (1).

1. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l'obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila.

2. I pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrapassaggi. Quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l'attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.

3. È vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali, qualora esistano, anche se sono a distanza superiore a quella indicata nel comma 2.

4. È vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo i casi di necessità; è, altresì, vietato, sostando in gruppo sui marciapiedi, sulle banchine o presso gli attraversamenti pedonali, causare intralcio al transito normale degli altri pedoni.

5. I pedoni che si accingono ad attraversare la carreggiata in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.

6. È vietato ai pedoni effettuare l'attraversamento stradale passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate.

7. Le macchine per uso di bambini o di persone invalide, anche se asservite da motore, con le limitazioni di cui all'articolo 46, possono circolare sulle parti della strada riservate ai pedoni secondo le modalità stabilite dagli enti proprietari delle strade ai sensi degli articoli 6 e 7 (2).

8. La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade.

9. È vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti.

10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 100 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma modificato dall'articolo 8, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 191

Comportamento dei conducenti nei confronti dei pedoni.

1. Quando il traffico non è regolato da agenti o da semafori, i conducenti devono fermarsi quando i pedoni transitano sugli attraversamenti pedonali. Devono altresì dare la precedenza, rallentando e all'occorrenza fermandosi, ai pedoni che si accingono ad attraversare sui medesimi attraversamenti pedonali. Lo stesso obbligo sussiste per i conducenti che svoltano per inoltrarsi in un'altra strada al cui ingresso si trova un attraversamento pedonale, quando ai pedoni non sia vietato il passaggio. Resta fermo il divieto per i pedoni di cui all'articolo 190, comma 4 (1).

2. Sulle strade sprovviste di attraversamenti pedonali i conducenti devono consentire al pedone, che abbia già iniziato l'attraversamento impegnando la carreggiata, di raggiungere il lato opposto in condizioni di sicurezza.

3. I conducenti devono fermarsi quando una persona invalida con ridotte capacità motorie o su carrozzella, o munita di bastone bianco, o accompagnata da cane guida o munita di bastone bianco-rosso in caso di persona sordo-cieca, o comunque altrimenti riconoscibile, attraversa la carreggiata o si accinge ad attraversarla e devono comunque prevenire situazioni di pericolo che possano derivare da comportamenti scorretti o maldestri di bambini o di anziani, quando sia ragionevole prevederli in relazione alla situazione di fatto. (2)

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (3).

 

(1) Comma sostituito dall’articolo 34, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121.

(3) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 192

Obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti.

1. Coloro che circolano sulle strade sono tenuti a fermarsi all'invito dei funzionari, ufficiali ed agenti ai quali spetta l'espletamento dei servizi di polizia stradale, quando siano in uniforme o muniti dell'apposito segnale distintivo.

2. I conducenti dei veicoli sono tenuti ad esibire, a richiesta dei funzionari, ufficiali e agenti indicati nel comma 1, il documento di circolazione e la patente di guida, se prescritti, e ogni altro documento che, ai sensi delle norme in materia di circolazione stradale, devono avere con sé.

3. I funzionari, ufficiali ed agenti, di cui ai precedenti commi, possono:

- procedere ad ispezioni del veicolo al fine di verificare l'osservanza delle norme relative alle caratteristiche e all'equipaggiamento del veicolo medesimo;

- ordinare di non proseguire la marcia al conducente di un veicolo, qualora i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione o i pneumatici presentino difetti o irregolarità tali da determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza, tenuto anche conto delle condizioni atmosferiche o della strada;

- ordinare ai conducenti dei veicoli sprovvisti di mezzi antisdrucciolevoli, quando questi siano prescritti, di fermarsi o di proseguire la marcia con l'osservanza di specifiche cautele.

4. Gli organi di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza possono, per controlli necessari ai fini dell'espletamento del loro servizio, formare posti di blocco e, in tal caso, usare mezzi atti ad assicurare, senza pericolo di incidenti, il graduale arresto dei veicoli che non si fermino nonostante l'ordine intimato con idonei segnali. Le caratteristiche di detti mezzi, nonché le condizioni e le modalità del loro impiego, sono stabilite con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della giustizia (1).

5. I conducenti devono ottemperare alle segnalazioni che il personale militare, anche non coadiuvato dal personale di polizia stradale di cui all'art. 12, comma 1, impartisce per consentire la progressione del convoglio militare.

6. Chiunque viola gli obblighi di cui ai commi 1, 2, 3 e 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

7. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4, ove il fatto non costituisca reato, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 227,00 a Euro 4. 912,00 (3).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Comma modificato dall'articolo 20 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


GIURISPRUDENZA

 

Sicurezza pubblica

In tema di misure di prevenzione personali, anche la commissione di un illecito amministrativo costituisce inosservanza della prescrizione di vivere onestamente e di rispettare le leggi dello Stato, imposta al sorvegliato speciale e penalmente sanzionata dall'art. 9 l. n. 575 del 1965, quando determini una concreta lesione o messa in pericolo dell'interesse all'ordine e alla sicurezza pubblica tutelato dalla norma incriminatrice. (Nel caso di specie, è stato ravvisato il reato "de quo" nella condotta del sorvegliato speciale sorpreso alla guida di un motoveicolo privo di targa, in violazione dell'art. 192 del nuovo codice della strada). Rigetta, Trib. lib. Bari, 05 ottobre 2009. (Cassazione penale sez. I 25 febbraio 2010 n. 16213).


 

Art. 193

Obbligo dell'assicurazione di responsabilità civile.

1. I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi.

2. Chiunque circola senza la copertura dell'assicurazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 779,00 a Euro 3. 119,00 (1).

3. La sanzione amministrativa di cui al comma 2 è ridotta ad un quarto quando l'assicurazione del veicolo per la responsabilità verso i terzi sia comunque resa operante nei quindici giorni successivi al termine di cui all'art. 1901, secondo comma, del codice civile. La sanzione amministrativa di cui al comma 2 è altresì ridotta ad un quarto quando l'interessato entro trenta giorni dalla contestazione della violazione, previa autorizzazione dell'organo accertatore, esprime la volontà e provvede alla demolizione e alle formalità di radiazione del veicolo. In tale caso l'interessato ha la disponibilità del veicolo e dei documenti relativi esclusivamente per le operazioni di demolizione e di radiazione del veicolo previo versamento presso l'organo accertatore di una cauzione pari all'importo della sanzione minima edittale previsto dal comma 2. Ad avvenuta demolizione certificata a norma di legge, l'organo accertatore restituisce la cauzione, decurtata dell'importo previsto a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria (2).

4. Si applica l’articolo 13, terzo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689. L'organo accertatore ordina che la circolazione sulla strada del veicolo sia fatta immediatamente cessare e che il veicolo stesso sia in ogni caso prelevato, trasportato e depositato in luogo non soggetto a pubblico passaggio, individuato in via ordinaria dall'organo accertatore o, in caso di particolari condizioni, concordato con il trasgressore. Quando l'interessato effettua il pagamento della sanzione in misura ridotta ai sensi dell'articolo 202, corrisponde il premio di assicurazione per almeno sei mesi e garantisce il pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia del veicolo sottoposto a sequestro, l'organo di polizia che ha accertato la violazione dispone la restituzione del veicolo all'avente diritto, dandone comunicazione al prefetto. Quando nei termini previsti non è stato proposto ricorso e non è avvenuto il pagamento in misura ridotta, l'ufficio o comando da cui dipende l'organo accertatore invia il verbale al prefetto. Il verbale stesso costituisce titolo esecutivo ai sensi dell'articolo 203, comma 3, e il veicolo è confiscato ai sensi dell’articolo 213 (3).

4-bis. Salvo che debba essere disposta confisca ai sensi dell'articolo 240 del codice penale, è sempre disposta la confisca amministrativa del veicolo intestato al conducente sprovvisto di copertura assicurativa quando sia fatto circolare con documenti assicurativi falsi o contraffatti. Nei confronti di colui che abbia falsificato o contraffatto i documenti assicurativi di cui al precedente periodo è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un anno. Si applicano le disposizioni dell'articolo 213 del presente codice (4).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(2) Comma così modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Comma inserito dall'articolo 3, comma 47, della legge 15 luglio 2009, n. 94.

 


GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

L'obbligo di cui all'art. 193, commi 1 e 2, c.strad., interessa i veicoli "posti in circolazione sulla strada". Nel caso di specie, il veicolo era parcheggiato su strada, presso la residenza dell'opponente, ma non era in movimento, né era posto in circolazione, perché non più marciante. Pertanto, l'obbligo della copertura assicurativa, non può ritenersi gravante sull'autovettura in questione, perché non in circolazione, né in condizione di circolare. (Giudice di pace Bari 29 aprile 2010 n. 3752).

In tema di infrazioni al codice della strada, l’illecito previsto dal comma 2 dell’art. 193 (circolazione senza la copertura dell’assicurazione) ricorre anche nel caso in cui sia sospesa la copertura assicurativa del veicolo, in quanto la sospensione non riguarda i soli rapporti di natura contrattuale tra assicurato ed assicuratore, ma anche la posizione degli eventuali terzi danneggiati. (Cassazione civile  sez. II 13 aprile 2010 n. 8764).

 

Assicurazione della responsabilità civile circolazione stradale: obbligo dell'assicurazione

Nella circolazione di prova dell’autoveicolo è necessario che a bordo dello stesso sia presente l’autorizzazione ministeriale alla circolazione e la targa speciale. In mancanza di questi è legittimo l’operato degli agenti municipali che hanno rilevato l’infrazione al conducente del veicolo per guida in assenza della carta di circolazione, dell’assicurazione e della targa e che hanno conseguentemente disposto la confisca dell’autoveicolo. Infatti non assume rilievo il presunto possesso della targa e dell’autorizzazione se non sono presenti a bordo dell’autoveicolo. (Cassazione civile sez. II 13 settembre 2010 n. 19432).


 

TITOLO VI

DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI

 

CAPO I

DEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI E DELLE RELATIVE SANZIONI

 

SEZIONE I

DEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI IMPORTANTI SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE ED APPLICAZIONE DI QUESTE ULTIME

 

Art. 194

Disposizioni di carattere generale.

1. In tutte le ipotesi in cui il presente codice prevede che da una determinata violazione consegua una sanzione amministrativa pecuniaria, si applicano le disposizioni generali contenute nelle Sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, salve le modifiche e le deroghe previste dalle norme del presente capo.

 

Art. 195

Applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie.

1. La sanzione amministrativa pecuniaria consiste nel pagamento di una somma di danaro tra un limite minimo ed un limite massimo fissato dalla singola norma, sempre entro il limite minimo generale di Euro 21 ed il limite massimo generale di Euro 9. 296. Tale limite massimo generale può essere superato solo quando si tratti di sanzioni proporzionali, ovvero di più violazioni ai sensi dell'art. 198, ovvero nelle ipotesi di aggiornamento di cui al comma 3 (1) (2).

2. Nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dal presente codice, tra un limite minimo ed un limite massimo, si ha riguardo alla gravità della violazione, all'opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità del trasgressore e alle sue condizioni economiche (3).

2-bis. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dagli articoli 141, 142, 145, 146, 149, 154, 174, 176, commi 19 e 20, e 178 sono aumentate di un terzo quando la violazione è commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7; tale incremento della sanzione quando la violazione è accertata da uno dei soggetti di cui all'articolo 208, comma 1, primo periodo, è destinato ad alimentare il Fondo di cui all'articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni (4).

3. La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornata ogni due anni in misura pari all'intera variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. All'uopo, entro il 1° dicembre di ogni biennio, il Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, e delle infrastrutture e dei trasporti, fissa, seguendo i criteri di cui sopra, i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dal 1° gennaio dell'anno successivo. Tali limiti possono superare quelli massimi di cui al comma 1 (5).

3-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2005, la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie, aggiornata ai sensi del comma 3, è oggetto di arrotondamento all’unità di euro, per eccesso se la frazione decimale è pari o superiore a 50 centesimi di euro, ovvero per difetto se è inferiore a detto limite (6).

 

(1) Comma così modificato dall'articolo 23 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 e successivamente con D.M. 22 dicembre 2004 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dai commi 3 e 3 bis del presente articolo.

(3) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 101 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(4) Comma inserito dall'articolo 3, comma 55, lettera c), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(5) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(6) Comma aggiunto dall'articolo 1, comma 529 della legge 30 dicembre 2004, n. 311.

 

Art. 196

Principio di solidarietà.

1. Per le violazioni punibili con la sanzione amministrativa pecuniaria il proprietario del veicolo, ovvero del rimorchio, nel caso di complesso di veicoli o, in sua vece, l'usufruttuario, l'acquirente con patto di riservato dominio o l'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, è obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questi dovuta, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà. Nelle ipotesi di cui all'art. 84 risponde solidalmente il locatario e, per i ciclomotori, l'intestatario del contrassegno di identificazione (1).

2. Se la violazione è commessa da persona capace di intendere e di volere, ma soggetta all'altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona rivestita dell'autorità o incaricata della direzione o della vigilanza è obbligata, in solido con l'autore della violazione, al pagamento della somma da questi dovuta, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.

3. Se la violazione è commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica o di un ente o associazione privi di personalità giuridica o comunque da un imprenditore, nell'esercizio delle proprie funzioni o incombenze, la persona giuridica o l'ente o associazione o l'imprenditore è obbligato, in solido con l'autore della violazione, al pagamento della somma da questi dovuta.

4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3, chi ha versato la somma stabilita per la violazione ha diritto di regresso per l'intero nei confronti dell'autore della violazione stessa.

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 102 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360. Successivamente il presente comma è stato modificato dall'articolo 11, comma 4, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 197

Concorso di persone nella violazione.

1. Quando più persone concorrono in una violazione, per la quale è stabilita una sanzione amministrativa pecuniaria, ciascuna soggiace alla sanzione per la violazione prevista, salvo che la legge disponga diversamente.

 

Art. 198

Più violazioni di norme che prevedono sanzioni amministrative pecuniarie.

1. Salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con una azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative pecuniarie, o commette più violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave aumentata fino al triplo.

2. In deroga a quanto disposto nel comma 1, nell'ambito delle aree pedonali urbane e nelle zone a traffico limitato, il trasgressore ai divieti di accesso e agli altri singoli obblighi e divieti o limitazioni soggiace alle sanzioni previste per ogni singola violazione.

 

Art. 199

Non trasmissibilità dell'obbligazione.

1. L'obbligazione di pagamento a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria non si trasmette agli eredi.

 

Art. 200

Contestazione e verbalizzazione delle violazioni (1).

1. Fuori dei casi di cui all'articolo 201, comma 1-bis, la violazione, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta (2).

2. Dell'avvenuta contestazione deve essere redatto verbale contenente anche le dichiarazioni che gli interessati chiedono vi siano inserite. Il verbale, che può essere redatto anche con l'ausilio di sistemi informatici, contiene la sommaria descrizione del fatto accertato, gli elementi essenziali per l'identificazione del trasgressore e la targa del veicolo con cui è stata commessa la violazione. Nel regolamento sono determinati i contenuti del verbale (3).

3. Copia del verbale deve essere consegnata al trasgressore e, se presente, alla persona obbligata in solido.

4. Copia del verbale è consegnata immediatamente all'ufficio o comando da cui dipende l'agente accertatore.

 

(1) Vedi l'articolo 4 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121.

(2) Comma modificato dall’articolo 35 , comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) Comma sostituito dall’articolo 35, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

La contestazione immediata, prevista dall'art. 200, c. strad., ha un rilievo essenziale per la correttezza del procedimento sanzionatorio e non può essere omessa in assenza di giustificati e comprovati motivi, con la conseguenza che la detta omissione costituisce una violazione di leggi. Va, infatti, tenuto presente che, sebbene non sia possibile stabilire aprioristicamente una delimitazione temporale in ordine al compimento di un atto il cui concreto esperimento è legato alle peculiarità delle contingenze, è pur vero che rientra nei doveri di diligenza e correttezza della p.a. compiere celermente l'attività di determinazione degli elementi fondamentali dell'illecito amministrativo, sia sotto il profilo soggettivo, con l'individuazione dei soggetti obbligati, sia sotto il profilo oggettivo, con la determinazione della condotta illecita (nella specie, era sottoposto a gravame il verbale, emesso ex art. 126 bis, C.d.S., per la mancata contestazione immediata al conducente dell'autovettura sanzionata, mancata contestazione giustificata con la laconica motivazione "al termine accertamenti incidente stradale"). (Giudice di pace Bari sez. III 01 settembre 2010 n. 6818).

In materia di circolazione stradale, qualora non si sia proceduto alla contestazione immediata della violazione delle norme del codice della strada - ai sensi dell'art. 200, comma 1, d.lg. n. 285 del 1992 - bene può il giudice del merito, nell'ambito di un accertamento di fatto a lui demandato, valutare se nella fattispecie esaminata il motivo indicato nel verbale di accertamento sia idoneo a rendere impossibile la contestazione immediata. (Nella specie, in applicazione del riferito principio la Suprema Corte ha cassato la sentenza del giudice del merito perché questo ultimo non aveva in alcun modo motivato sulle ragioni addotte dai verbalizzanti e sulla necessità di verificare in sede istruttoria la fondatezza delle motivazioni eventualmente indicate nell'atto per giustificare la mancata contestazione immediata. Una approfondita valutazione - ha osservato la Suprema Corte - e deve, quindi, essere verificato che fosse inutile ogni sforzo - essendo questo il concetto sotteso alla materiale impossibilità - dei verbalizzanti per l'immediata contestazione). (Cassazione civile sez. II 13 gennaio 2010 n. 445).

 

Condotta di veicoli incroci stradali

In caso di attraversamento di un incrocio con semaforo rosso, il rilevamento effettuato con apparecchiature tipo "photored" non autorizza la contestazione differita dell'infrazione; pertanto, per la validità della sanzione amministrativa, è necessaria la presenza di agenti che verifichino la corretta rilevazione della violazione da parte dell'apparecchiatura elettronica. (Cassazione civile sez. II 28 dicembre 2009 n. 27414).


 

Art. 201

Notificazione delle violazioni (1).

1. Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell'art. 196, quale risulta dai pubblici registri alla data dell'accertamento. Se si tratta di ciclomotore la notificazione deve essere fatta all'intestatario del contrassegno di identificazione. Nel caso di accertamento della violazione nei confronti dell'intestatario del veicolo che abbia dichiarato il domicilio legale ai sensi dell'articolo 134, comma 1-bis, la notificazione del verbale è validamente eseguita quando sia stata effettuata presso il medesimo domicilio legale dichiarato dall'interessato. Qualora l'effettivo trasgressore od altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione la notificazione può essere effettuata agli stessi entro novanta giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell'archivio nazionale dei veicoli l'intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione è posta in grado di provvedere alla loro identificazione. Quando la violazione sia stata contestata immediatamente al trasgressore, il verbale deve essere notificato ad uno dei soggetti individuati ai sensi dell'articolo 196 entro cento giorni dall'accertamento della violazione. Per i residenti all'estero la notifica deve essere effettuata entro trecentosessanta giorni dall'accertamento (2).

1-bis. Fermo restando quanto indicato dal comma 1, nei seguenti casi la contestazione immediata non è necessaria e agli interessati sono notificati gli estremi della violazione nei termini di cui al comma 1:

a) impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità;

b) attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa;

c) sorpasso vietato;

d) accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo;

e) accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di Polizia stradale e nella loro disponibilità che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo poiché il veicolo oggetto del rilievo è a distanza dal posto di accertamento o comunque nell'impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari;

f) accertamento effettuato con i dispositivi di cui all'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n. 168, e successive modificazioni;

g) rilevazione degli accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici, alle zone a traffico limitato, alle aree pedonali, o della circolazione sulle corsie e sulle strade riservate attraverso i dispositivi previsti dall'articolo 17, comma 133-bis, della legge 15 maggio 1997, n. 127 (3) (6);

g-bis) accertamento delle violazioni di cui agli articoli 141, 143, commi 11 e 12, 146, 170, 171, 213 e 214, per mezzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento (7).

1-ter. Nei casi diversi da quelli di cui al comma 1-bis nei quali non è avvenuta la contestazione immediata, il verbale notificato agli interessati deve contenere anche l'indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata. Nei casi previsti alle lettere b), f) e g) del comma 1-bis non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l'accertamento avvenga mediante rilievo con dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico. Tali strumenti devono essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12, comma 1 (8).

1-quater. In occasione della rilevazione delle violazioni di cui al comma 1-bis, lettera g-bis), non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l'accertamento avvenga mediante dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico. Tali strumenti devono essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12, comma 1, e fuori dei centri abitati possono essere installati ed utilizzati solo sui tratti di strada individuati dai prefetti, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. I tratti di strada di cui al periodo precedente sono individuati tenendo conto del tasso di incidentalità e delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico (8).

2. Qualora la residenza, la dimora o il domicilio del soggetto cui deve essere effettuata la notifica non siano noti, la notifica stessa non è obbligatoria nei confronti di quel soggetto e si effettua agli altri soggetti di cui al comma 1.

2-bis. Le informazioni utili ai fini della notifica del verbale all'effettivo trasgressore ed agli altri soggetti obbligati possono essere assunte anche dall'Anagrafe tributaria (4).

3. Alla notificazione si provvede a mezzo degli organi indicati nell'art. 12, dei messi comunali o di un funzionario dell'amministrazione che ha accertato la violazione, con le modalità previste dal codice di procedura civile, ovvero a mezzo della posta, secondo le norme sulle notificazioni a mezzo del servizio postale. Nelle medesime forme si effettua la notificazione dei provvedimenti di revisione, sospensione e revoca della patente di guida e di sospensione della carta di circolazione. Comunque, le notificazioni si intendono validamente eseguite quando siano fatte alla residenza, domicilio o sede del soggetto, risultante dalla carta di circolazione o dall'archivio nazionale dei veicoli istituito presso il Dipartimento per i trasporti terrestri o dal P. R. A. o dalla patente di guida del conducente (5).

4. Le spese di accertamento e di notificazione sono poste a carico di chi è tenuto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria.

5. L'obbligo di pagare la somma dovuta per la violazione, a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria, si estingue nei confronti del soggetto a cui la notificazione non sia stata effettuata nel termine prescritto.

5-bis. Nel caso di accertamento di violazione per divieto di fermata e di sosta ovvero di violazione del divieto di accesso o transito nelle zone a traffico limitato, nelle aree pedonali o in zone interdette alla circolazione, mediante apparecchi di rilevamento a distanza, quando dal pubblico registro automobilistico o dal registro della motorizzazione il veicolo risulta intestato a soggetto pubblico istituzionale, individuato con decreto del Ministro dell'interno, il comando o l'ufficio che procede interrompe la procedura sanzionatoria per comunicare al soggetto intestatario del veicolo l'inizio del procedimento al fine di conoscere, tramite il responsabile dell'ufficio da cui dipende il conducente del veicolo, se lo stesso, in occasione della commessa violazione, si trovava in una delle condizioni previste dall’articolo 4 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In caso di sussistenza dell'esclusione della responsabilità, il comando o l'ufficio procedente trasmette gli atti al prefetto ai sensi dell'articolo 203 per l'archiviazione. In caso contrario, si procede alla notifica del verbale al soggetto interessato ai sensi dell'articolo 196, comma 1; dall'interruzione della procedura fino alla risposta del soggetto intestatario del veicolo rimangono sospesi i termini per la notifica (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 103 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma modificato dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e dall’articolo 36, comma 1, lettere a) e b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

Precedentemente la Corte costituzionale, con sentenza 17 giugno 1996, n. 198, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui, nell'ipotesi di identificazione dell'effettivo trasgressore o degli altri responsabili avvenuta successivamente alla commissione della violazione, faceva decorrere il termine di 150 giorni per la notifica della contestazione dalla data dell'avvenuta identificazione, anziché dalla data in cui risultino dai pubblici registri l'intestazione o le altre qualifiche dei soggetti responsabili o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione era posta in grado di provvedere alla loro identificazione.

(3) Comma inserito dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Comma inserito dall'articolo 3 bis del D.L. 17 giugno 2005, n. 106.

(5) Comma modificato dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(6) Lettera sostituita dall’articolo 36, comma 1, lettera c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) Lettera inserita dall’articolo 36, comma 1, lettera d), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(8) Comma inserito dall’articolo 36, comma 1, lettera f), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(9) Comma inserito dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall'articolo 36, comma 1, lettera e), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Contestazione: generalità

Avverso l'irrogazione di sanzione amministrativa per violazione dell'art. 4 Regolamento 22/12/2004 n. 1 05/01/CE e dell'art. 5/1-2-A D.lg. 25 luglio 2007 n. 151 (Disposizioni sanzionatorie per la violazione delle disposizioni sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate), nel caso in cui il trasgressore non abbia effettuato il pagamento in misura ridotta e non sia stata ancora emessa ordinanza di pagamento, a lui non è consentito presentare all'a. g. o. l'opposizione avverso il verbale di contestazione, perché essa è proponibile solo avverso l'ingiunzione di pagamento. (Giudice di pace  Bari 26 aprile 2010 n. 3574).

Anche se per il disposto dell'art. 201 c. strad. e della sentenza della Corte costituzionale n. 198/1996, sulla scorta delle quali i 150 gg. decorrono, in caso di successiva identificazione del proprietario, dalla data in cui l'intestazione del veicolo risulta nei pubblici registri, ovvero da quando l'autorità è comunque messa in condizione di accertare l'identità del nuovo proprietario, tuttavia, perché possa derogare alla diversa decorrenza del termine di 150 gg, l'autorità procedente deve indicare al giudice la data dell'eventuale cambio di intestazione del veicolo, ovvero del momento in cui ha avuto la concreta possibilità di accertare l'identità del nuovo proprietario; se così non fosse l'amministrazione potrebbe sempre sottrarsi al termine perentorio previsto dall'art. 201 c. strad.(Giudice di pace  Bari 13 aprile 2010 n. 3166).

Va distinta la fase della identificazione da quella della ricerca della residenza anagrafica del trasgressore; i termini di cui all'art. 201 c. strad.vanno fatti decorrere dalla prima; non a caso infatti il legislatore ha voluto concedere il lungo termine di gg. 150 alla p. a. per la ricerca anagrafica del trasgressore e notificazione dopo la sua identificazione. Il disguido della prima notifica infruttuosa, pertanto, per cambio di residenza del trasgressore o del proprietario del veicolo, non può ricadere sul cittadino avendo la p. a. gli strumenti di accertamento sufficienti ed immediati per determinare l'esatto luogo per procedere alla notificazione degli atti nelle forme e modalità di legge. (Giudice di pace  Bari 12 aprile 2010 n. 3148).

 

Procedimento penale accertamento, contestazione, processo verbale

La contestazione immediata di un'infrazione al codice della strada non è necessaria, laddove si versi in uno dei casi previsti dall'art. 201, comma 1 bis, c. strad., come introdotto dalla l. n. 214 del 2003. Tale nuova disposizione ha imposto l'omologazione degli apparecchi di controllo dal 18. 3. 2004 sicché da questa data in poi le infrazioni possono correttamente essere contestate anche in assenza di un agente rilevatore. Tale principio è stato affermato in relazione ad un verbale di accertamento di un'infrazione del 21 novembre 2004, quindi posteriore all'introduzione del comma 1 bis, dell'art. 201, c. strad.Pertanto, nel caso in esame, la contestazione immediata poteva essere omessa in virtù di una specifica previsione legislativa. L'aver sancito innovativamente l'esclusione della necessaria contestazione immediata nel caso di attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante luce rossa, risponde all'esigenza di garantire la sicurezza della circolazione stradale contro condotte di guida gravemente imprudenti e potenzialmente idonee a costituire fonte di serio pericolo per l'incolumità di automobilisti e pedoni. Si tratta, dunque, di una precisa scelta di carattere precettivo adottata nell'esercizio dell'insindacabile discrezionalità del legislatore, proteso recentemente a rafforzare la tutela degli utenti della strada anche attraverso la previsione della non più necessaria contestazione immediata dell'infrazione in considerazione dell'apparato di controlli - preventivi, in corso di utilizzazione e successivi - dei sistemi automatici di rilevazione, sì da salvaguardare adeguatamente i diritti dei cittadini, assoggettati all'accertamento, contro il rischio di disfunzione delle apparecchiature elettroniche, di ledere il diritto di difesa degli interessati e di violare la legittimità dell'azione amministrativa. Sotto tali profili, dunque, la norma in questione si sottrae ad eventuali censure di incostituzionalità. (Tribunale  Bari  sez. III 20 aprile 2010 n. 1303).

Il comma 1 bis dell'art. 201 c. strad. stabilisce espressamente che non è necessaria la contestazione immediata nel caso di attraversamento di un semaforo indicante la luce rossa. Deriva, da quanto precede, pertanto, che non è possibile far valere in sede di opposizione l'omissione dell'agente attenutosi a tale disposizione. (Cassazione civile  sez. II 28 gennaio 2010 n. 1940).

È nulla la multa notificata all'automobilista in ritardo a causa del mancato aggiornamento degli archivi anagrafici del Pra, atteso che il differimento non può produrre effetti negativi nella sfera giuridica del cittadino che abbia tempestivamente comunicato la variazione della propria residenza. (Cassazione civile  sez. II 20 gennaio 2010 n. 928).

In tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, per effetto della declaratoria di illegittimità costituzionale del comma 1 dell'art. 201 del medesimo codice (v. sentenza Corte cost. n. 198 del 1996), qualora l'interessato abbia provveduto alla tempestiva comunicazione della variazione anagrafica e l'Amministrazione non abbia proceduto all'aggiornamento dei relativi archivi, la notifica della contestazione effettuata al precedente indirizzo del contravventore risultante dagli archivi non aggiornati non può ritenersi correttamente eseguita, non potendo il ritardo dell'Amministrazione nell'aggiornare i propri dati produrre effetti negativi nella sfera giuridica del cittadino non inadempiente. (Cassazione civile sez. II 18 gennaio 2010 n. 653).

 

Sanzioni amministrative

Il controllo della velocità con l’ausilio dei sistemi elettronici può essere effettuato su qualsiasi tratto di strada alla presenza costante della polizia stradale e previa segnalazione obbligatoria della postazione attiva. In questo caso non serve, ai sensi dell’art. 201, comma 1-bis lettera e) del codice stradale, l’autorizzazione del prefetto e la multa può essere notificata per posta in mancanza del fermo immediato del veicolo. Nell’ ipotesi invece di utilizzo di una postazione automatica e senza presidio è invece necessario il decreto prefettizio che individua il tratto di strada idoneo all’attività di controllo remoto. (Cassazione civile sez. II 12 ottobre 2010 n. 21091).

In tema di circolazione stradale, è invalido, perché non sufficientemente specifico, il verbale notificato all'autore materiale dell'infrazione che contenga il solo riferimento alla violazione commessa ed al tipo e alla targa del veicolo, ma che sia assolutamente privo di qualsiasi indicazione con riguardo al giorno, all'ora e alla località nei quali la detta violazione è avvenuta, come richiesto dall'art. 383 d.P.R. 16 dicembre 1992 n. 495 (regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada), dovendosi escludere una sanatoria di detta invalidità per il fatto che il verbale separatamente notificato al proprietario dell'autovettura, in qualità di responsabile in solido, rechi detti elementi. (Cassazione civile sez. II 08 giugno 2010 n. 13733).

È illegittima l'ordinanza-ingiunzione con la quale il prefetto confermi un verbale nel quale, a fronte dell'impiego di un velocimetro del tipo descritto dall'art. 201, comma 1 bis, lett. e), c.strad., l'organo di polizia stradale abbia giustificato la mancata contestazione immediata allegando di aver effettuato un rilevamento a distanza ex art. 4 l. n. 168/02, richiamato dalla lettera f) del medesimo comma. (Giudice di pace Cirie' 25 febbraio 2010 n. 2835).

In tema di violazioni del codice della strada, il verbale di contestazione deve specificare, a pena di nullità, gli elementi indispensabili a garantire la completezza della contestazione e ad assicurare l'esercizio del diritto di difesa, mentre i vizi formali rilevano solo in quanto siano ostativi all'espletamento della tutela difensiva e cioè impediscano illegittimamente al cittadino di opporre alla p.a. procedente le ragioni giustificative del comportamento contestatogli, la propria estraneità al fatto o l'insussistenza dello stesso. (Nella specie, la S.C., rigettando il ricorso del contravventore, ha ritenuto corretta la decisione di merito che aveva considerato meramente formale e non causa di nullità la discrasia esistente tra il contenuto dell'originario verbale redatto dall'organo accertatore ed il contenuto, più succinto e meno particolareggiato, del verbale meccanizzato, unico ad essere stato oggetto di notifica). (Cassazione civile sez. II 15 gennaio 2010 n. 532).

 

Velocità accertamento

L'attraversamento d'incrocio con semaforo proiettante luce rossa, accertato a mezzo di Photored in postazione automatica, non richiede la contestazione immediata; per tale installazione non è richiesta l'autorizzazione statale al contrario di quanto disposto per il rilevamento automatico delle infrazioni di cui alla lett. f) e g) dell'art. 201, comma 1 bis, c. strad. (nel primo caso è necessario il decreto prefettizio e nel secondo l' autorizzazione ministeriale); l'omologazione e la verifica annuale sono condizioni che devono essere provate dall'organo accertatore solo nel caso di precisa contestazione dell'automobilista; la taratura non è necessaria. Il sistema di controllo previsto dalla l. 11 agosto 1991, n. 273, attiene esclusivamente a materia metrologica senza possibilità di estensione, data la profonda diversità, al controllo automatico delle infrazioni semaforiche o degli eccessi di velocità. La presenza del Photored non necessita di preventiva segnalazione, prescritta esclusivamente per gli apparecchi di rilevamento della velocità in maniera automatica. (Giudice di pace Bari 29 ottobre 2010 n. 8351).

L'art. 4 d.l. n. 121/2002, che si occupa dei tratti di strada dove l'autovelox può operare in deroga la principio della contestazione immediata, non pone una generalizzata esclusione delle apparecchiature elettroniche di rilevamento al di fuori delle strade prese in considerazione, ma lascia, per contro, in vigore, relativamente alle strade diverse da esse, le disposizioni che consentono tale utilizzazione ma con l'obbligo della contestazione immediata, salve le eccezioni espressamente previste dall'art. 201, comma 1 bis, c. strad. (Cassazione civile sez. II 27 ottobre 2010 n. 21983).


 

Art. 202

Pagamento in misura ridotta.

1. Per le violazioni per le quali il presente codice stabilisce una sanzione amministrativa pecuniaria, ferma restando l'applicazione delle eventuali sanzioni accessorie, il trasgressore è ammesso a pagare, entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, una somma pari al minimo fissato dalle singole norme (1).

2. Il trasgressore può corrispondere la somma dovuta presso l'ufficio dal quale dipende l'agente accertatore oppure a mezzo di versamento in conto corrente postale, oppure, se l'amministrazione lo prevede, a mezzo di conto corrente bancario. All'uopo, nel verbale contestato o notificato devono essere indicate le modalità di pagamento, con il richiamo delle norme sui versamenti in conto corrente postale, o, eventualmente, su quelli in conto corrente bancario.

2-bis. In deroga a quanto previsto dal comma 2, quando la violazione degli articoli 142, commi 9 e 9-bis, 148, 167, in tutte le ipotesi di eccedenza del carico superiore al 10 per cento della massa complessiva a pieno carico, 174, commi 5, 6 e 7, e 178, commi 5, 6 e 7, è commessa da un conducente titolare di patente di guida di categoria C, C+E, D o D+E nell'esercizio dell'attività di autotrasporto di persone o cose, il conducente è ammesso ad effettuare immediatamente, nelle mani dell'agente accertatore, il pagamento in misura ridotta di cui al comma 1. L'agente trasmette al proprio comando o ufficio il verbale e la somma riscossa e ne rilascia ricevuta al trasgressore,facendo menzione del pagamento nella copia del verbale che consegna al trasgressore medesimo (2).

2-ter. Qualora il trasgressore non si avvalga della facoltà di cui al comma 2-bis, è tenuto a versare all'agente accertatore, a titolo di cauzione, una somma pari alla metà del massimo della sanzione pecuniaria prevista per la violazione. Del versamento della cauzione è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. La cauzione è versata al comando o ufficio da cui l'agente accertatore dipende (3).

2-quater. In mancanza del versamento della cauzione di cui al comma 2-ter, è disposto il fermo amministrativo del veicolo fino a quando non sia stato adempiuto il predetto onere e, comunque, per un periodo non superiore a sessanta giorni. Il veicolo sottoposto a fermo amministrativo è affidato in custodia, a spese del responsabile della violazione, ad uno dei soggetti individuati ai sensi del comma 1 dell'articolo 214-bis (4).

3. Il pagamento in misura ridotta non è consentito quando il trasgressore non abbia ottemperato all'invito a fermarsi ovvero, trattandosi di conducente di veicolo a motore, si sia rifiutato di esibire il documento di circolazione, la patente di guida o qualsiasi altro documento che, ai sensi delle presenti norme, deve avere con sé; in tal caso il verbale di contestazione della violazione deve essere trasmesso al prefetto entro dieci giorni dall'identificazione (1).

3-bis. Il pagamento in misura ridotta non è inoltre consentito per le violazioni previste dagli articoli 83, comma 6; 88, comma 3; 97, comma 9; 100, comma 12; 113, comma 5; 114, comma 7; 116, comma 13; 124, comma 4; 136, comma 6; 168, comma 8;176, comma 19; 216, comma 6; 217, comma 6; 218, comma 6. Per tali violazioni il verbale di contestazione è trasmesso al prefetto del luogo della commessa violazione entro dieci giorni (5).

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 104 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall’articolo 37, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) Comma inserito dall’articolo 37, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(4) Comma inserito dall’articolo 37, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(5) Comma aggiunto dall'articolo 23 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

 


GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

Ai fini dell'ammissibilità del ricorso in materia di sanzioni amministrative connesse all'emissione di assegni senza provvista, la normativa fa esplicito riferimento alla "successiva ordinanza-ingiunzione" da emanarsi ai fini della quantificazione in concreto della sanzione pecuniaria, coerentemente con la sequenza procedimentale prevista dall'art. 8 bis, commi 4, 5, 6, l. n. 386 del 1990, secondo cui l'ordinanza-ingiunzione costituisce atto separato da adottarsi in un tempo successivo alla presentazione degli scritti difensivi e/o dei documenti prodotti da parte dell'interessato o, in ogni caso, dopo l'inutile spirare del termine di trenta giorni concesso dal comma 4 per tale produzione, ai fini della quantificazione in concreto della sanzione pecuniaria, tenuto conto che "in subiecta" materia non è ammesso il beneficio del pagamento in misura ridotta previsto invece dall'art. 202 c. strad. per gli illeciti derivanti dalla circolazione stradale (nella specie, era anche in discussione il decorso prescrizionale). (Giudice di pace Bari sez. VI 29 ottobre 2010 n. 8321).

Quando non sia possibile il pagamento in misura ridotta della sanzione pecuniaria ex art. 202 c. strad., la mancata impugnazione del verbale non determina la formazione del titolo esecutivo, essendo impugnabile, in questa tipologia di sanzione, esclusivamente l'ordinanza-ingiunzione, secondo la disciplina generale desumibile dagli art. 18 e 22 legge n. 689 del 1981, con la conseguenza che l'emissione dell'ordinanza-ingiunzione non è assoggettata ad alcun termine di decadenza, trovando come unico limite temporale il termine di prescrizione del diritto alla riscossione della sanzione, dovendo concludersi che l'impugnata ordinanza-ingiunzione prefettizia è sotto questo profilo perfettamente valida e legittima, essendo stata emessa, in entrambi i casi, a distanza di meno di cinque anni dalla data in cui è stata contestata la violazione (nella specie, si trattava di violazione dell'art. 216, comma 6, c. strad. - circolazione alla guida di veicolo per il quale risultava applicata la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione). (Giudice di pace Bari sez. VI 18 ottobre 2010 n. 7917).

In materia di violazioni al codice della strada, il cd. «pagamento in misura ridotta» di cui all'art. 202 c. strad., corrispondente al minimo della sanzione comminata dalla legge, da parte di colui che è indicato nel processo verbale di contestazione come autore della violazione, implica necessariamente l'accettazione della sanzione ed il riconoscimento, da parte dello stesso, della propria responsabilità e, conseguentemente, la rinuncia ad esercitare il diritto alla tutela amministrativa o giurisdizionale esperibile immediatamente anche avverso il suddetto verbale. (Cassazione civile sez. II 26 maggio 2010 n. 12899).

In tema di sanzioni amministrative, nel verbale contestato o notificato devono essere indicate le modalità di pagamento, con il richiamo delle norme sui versamenti in conto corrente postale, o, eventualmente, su quelli in conto corrente bancario. Il pagamento, dunque può (nel senso di "deve") essere effettuato in alternativo o presso l'ente accertatore, ossia il Comando di Polizia Municipale) o a mezzo di versamento in conto corrente postale. Sulla scorta di ciò, deve ritenersi illegittimo l'accertamento di violazione posto in essere in violazione e dunque non rispettoso della normativa suesposta, prevedendo unicamente ed esclusivamente per il contravventore il pagamento a mezzo di conto corrente postale, con considerevole aggravio per lo stesso dal punto di vista economico. (Giudice di pace  Palermo sez. VIII 12 febbraio 2010).


 

Art. 202 bis

(Rateazione delle sanzioni pecuniarie).

1. I soggetti tenuti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria per una o più violazioni accertate contestualmente con uno stesso verbale, di importo superiore a 200 euro, che versino in condizioni economiche disagiate, possono richiedere la ripartizione del pagamento in rate mensili.

2. Può avvalersi della facoltà di cui al comma 1 chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 10. 628,16. Ai fini di cui al presente comma, se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante, e i limiti di reddito di cui al periodo precedente sono elevati di euro 1. 032,91 per ognuno dei familiari conviventi.

3. La richiesta di cui al comma 1 è presentata al prefetto, nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti di cui al primo periodo del comma 1 dell'articolo 208. È presentata al presidente della giunta regionale, al presidente della giunta provinciale o al sindaco, nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province o dei comuni.

4. Sulla base delle condizioni economiche del richiedente e dell'entità della somma da pagare, l'autorità di cui al comma 3 dispone la ripartizione del pagamento fino ad un massimo di dodici rate se l'importo dovuto non supera euro 2. 000, fino ad un massimo di ventiquattro rate se l'importo dovuto non supera euro 5. 000, fino ad un massimo di sessanta rate se l'importo dovuto supera euro 5. 000.

L'importo di ciascuna rata non può essere inferiore a euro 100. Sulle somme il cui pagamento è stato rateizzato si applicano gli interessi al tasso previsto dall'articolo 21, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni.

5. L'istanza di cui al comma 1 deve essere presentata entro trenta giorni dalla data di contestazione o di notificazione della violazione. La presentazione dell'istanza implica la rinuncia ad avvalersi della facoltà di ricorso al prefetto di cui all'articolo 203 e di ricorso al giudice di pace di cui all'articolo 204-bis. L'istanza è comunicata dall'autorità ricevente all'ufficio o comando da cui dipende l'organo accertatore. Entro novanta giorni dalla presentazione dell'istanza l'autorità di cui al comma 3 del presente articolo adotta il provvedimento di accoglimento o di rigetto. Decorso il termine di cui al periodo precedente, l'istanza si intende respinta.

6. La notificazione all'interessato dell'accoglimento dell'istanza, con la determinazione delle modalità e dei tempi della rateazione, ovvero del provvedimento di rigetto è effettuata con le modalità di cui all'articolo 201. Con le modalità di cui al periodo precedente è notificata la comunicazione della decorrenza del termine di cui al quarto periodo del comma 5 del presente articolo e degli effetti che ne derivano ai sensi del medesimo comma. L'accoglimento dell'istanza, il rigetto o la decorrenza del termine di cui al citato quarto periodo del comma 5 sono comunicati al comando o ufficio da cui dipende l'organo accertatore.

7. In caso di accoglimento dell'istanza, il comando o ufficio da cui dipende l'organo accertatore provvede alla verifica del pagamento di ciascuna rata. In caso di mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateazione. Si applicano le disposizioni del comma 3 dell'articolo 203.

8. In caso di rigetto dell'istanza, il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria deve avvenire entro trenta giorni dalla notificazione del relativo provvedimento ovvero dalla notificazione di cui al secondo periodo del comma 6.

9. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti, sono disciplinate le modalità di attuazione del presente articolo.

10. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti, sono aggiornati ogni due anni gli importi di cui ai commi 1, 2 e 4 in misura pari all'intera variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nei due anni precedenti. Il decreto di cui al presente comma è adottato entro il 1° dicembre di ogni biennio e gli importi aggiornati si applicano dal 1° gennaio dell'anno successivo.

 

(1) Articolo inserito dall’articolo 38, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 203

Ricorso al prefetto (1).

1. Il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell'art. 196, nel termine di giorni sessanta dalla contestazione o dalla notificazione, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al prefetto del luogo della commessa violazione, da presentarsi all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore ovvero da inviarsi agli stessi con raccomandata con ricevuta di ritorno. Con il ricorso possono essere presentati i documenti ritenuti idonei e può essere richiesta l'audizione personale.

1-bis. Il ricorso di cui al comma 1 può essere presentato direttamente al prefetto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. In tale caso, per la necessaria istruttoria, il prefetto trasmette all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore il ricorso, corredato dei documenti allegati dal ricorrente, nel termine di trenta giorni dalla sua ricezione (2).

2. Il responsabile dell'ufficio o del comando cui appartiene l'organo accertatore, è tenuto a trasmettere gli atti al prefetto nel termine di sessanta giorni dal deposito o dal ricevimento del ricorso nei casi di cui al comma 1 e dal ricevimento degli atti da parte del prefetto nei casi di cui al comma 1-bis. Gli atti, corredati dalla prova della avvenuta contestazione o notificazione, devono essere altresì corredati dalle deduzioni tecniche dell'organo accertatore utili a confutare o confermare le risultanze del ricorso (3).

3. Qualora nei termini previsti non sia stato proposto ricorso e non sia avvenuto il pagamento in misura ridotta, il verbale, in deroga alle disposizioni di cui all'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese di procedimento.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 105 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma sostituito dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

 


GIURISPRUDENZA

 

Ingiunzione opposizione

Il verbale di accertamento di una violazione amministrativa è impugnabile in sede giudiziale unicamente se concerne l'inosservanza di norme sulla circolazione stradale, poiché solo in tale caso è idoneo, a norma dell'art. 203 comma 3 CdS, ad acquisire valore ed efficacia di titolo esecutivo per la riscossione dell'importo della pena pecuniaria prefissata dalla legge. Quando, invece, riguarda il mancato rispetto di norme relative ad altre materie, non incide "ex se" sulla situazione giuridica soggettiva del trasgressore ed è destinato esclusivamente a contestargli il fatto e a segnalargli la facoltà di estinguere l'obbligazione sanzionatoria mediante un pagamento in misura ridotta. In difetto di pagamento l'autorità competente valuterà la fondatezza dell'accertamento e con ordinanza motivata determinerà la sanzione e ne ingiungerà il pagamento (nella specie, la sanzione era stata elevata ad un docente sorpreso a fumare nella stanza nella quale riceveva gli studenti e i propri collaboratori, malgrado la presenza di appositi cartelli di divieto). (Cassazione civile  sez. II 10 maggio 2010 n. 11281).

In tema di opposizione recuperatoria - cioè che rimette in discussione la sussistenza della violazione - a cartella esattoriale finalizzata alla riscossione di proventi di sanzioni amministrative pecuniarie relative ad infrazioni in materia di circolazione stradale, il Comune, quale soggetto irrogatore della sanzione (che prepara il ruolo ed è il destinatario del provento della sanzione stessa) è legittimato passivo nei confronti dell'opposizione e litisconsorte necessario dell'esattore. (Cassazione civile sez. II 21 dicembre 2009 n. 26919).

Secondo il novellato disposto degli art. 203 e 204 c. strad., l'emissione dell'ordinanza ingiunzione deve intervenire entro il termine perentorio di 120 giorni dalla ricezione del ricorso, termine superato nella fattispecie (in cui il ricorso amministrativo era stato inoltrato alla Polizia Municipale ed erano intercorsi 132 gg. anche tenendo conto della sospensione dei termini per l'audizione del ricorrente tra la notifica della convocazione e l'ultima data fissata per l'ascolto). Pertanto, l'ordinanza-ingiunzione opposta è stata emessa tardivamente in violazione di legge (vedasi normativa della l. 7 agosto 1990, n. 241, art. 2 in particolare) con la conseguente annullabilità del provvedimento. (Giudice di pace Bari sez. VI 19 dicembre 2009 n. 9213 e Giudice di pace Bari 18 dicembre 2009 n. 9130).

 

Applicazione delle sanzioni amministrative

A norma dell'art. 203, comma 3, del codice della strada, qualora non sia avvenuto, nei termini, il pagamento in misura ridotta, il verbale costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione edittale e per le spese del procedimento, mentre la somma pagata in ritardo dal contravventore va trattenuta come acconto sul totale. (Cassazione civile sez. II 23 settembre 2010 n. 20084).

La S. c. - cfr. sezione II n. 370/2997 - ha ritenuto illegittima la maggiorazione della sanzione pecuniaria del 10% semestrale richiesta dal concessionario delegato alla riscossione mediante iscrizione a ruolo degli importi richiesti con cartella esattoriale, perché in siffatta maniera viene violato il 3 comma dell'art. 203, c. strad., il quale stabilisce che il verbale non impugnato è titolo esecutivo per la metà del massimo edittale della sanzione e per le spese del procedimento. Tuttavia, tale arresto non risulta condivisibile. Infatti, in merito valga il rilievo che l'art. 206 comma 1 c. strad. richiama nella sua interezza l'art. 27 l. n. 689 del 1981, e tale disposizione, nel 5 comma, recita testualmente: in caso di ritardato pagamento la somma è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile. Pertanto, non contenendo l'art. 206, c. strad. alcuna riserva nell'operare il rinvio all'art. 27 l. n. 689 del 1981 si deve concludere che, in caso di mancato pagamento, il trasgressore è tenuto a pagare la maggiorazione semestrale prevista dal 5 comma della citata norma. (Giudice di pace  Bari 15 marzo 2010 n. 2570).

Il verbale di contestazione sotteso all'opposta ordinanza-ingiunzione, giudizialmente impugnato solo dal proprietario del veicolo contravvenzionato, diventa definitivo nei confronti del conducente non ricorrente ex art. 203, comma 3, c. strad. legittimando la successiva emissione da parte della Prefettura dell'opposta ordinanza ingiunzione nei confronti del medesimo. (Giudice di pace Bari 29 gennaio 2010 n. 877).

In tema di sanzioni amministrative, in pendenza di ricorso al prefetto ai sensi dell'art. 203 c. strad. non è legittima l'emissione della cartella esattoriale nei confronti del contravventore, atteso che, fino alla decisione prefettizia, il processo verbale di contestazione è privo di esecutività. In pendenza del ricorso al prefetto contro il verbale di contestazione, e fino a quando quest'ultimo non decide in proposito, non sussiste alcun titolo esecutivo che possa dar luogo alla emissione di una cartella esattoriale di pagamento. (Cassazione civile sez. II 14 dicembre 2009 n. 26173).

 

Sanzioni amministrative

Alle sanzioni pecuniarie derivanti da infrazioni al codice della strada si applica l'art. 203, comma 3, C.d.S., che, in deroga all'art. 27 l. n. 689/81, in caso di ritardo nel pagamento delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa, prevede, l'iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10%, ritenendosi con ciò illegittimo l'addebito della maggiorazione. (Giudice di pace Bari sez. VI 18 maggio 2010 n. 4184).


 

Art. 204

Provvedimenti del prefetto.

1. Il prefetto, esaminati il verbale e gli atti prodotti dall'ufficio o comando accertatore, nonché il ricorso e i documenti allegati, sentiti gli interessati che ne abbiano fatta richiesta, se ritiene fondato l'accertamento adotta, entro centoventi giorni decorrenti dalla data di ricezione degli atti da parte dell'ufficio accertatore, secondo quanto stabilito al comma 2 dell'articolo 203, ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento di una somma determinata, nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola violazione, secondo i criteri dell'articolo 195, comma 2. L'ingiunzione comprende anche le spese ed è notificata all'autore della violazione ed alle altre persone che sono tenute al pagamento ai sensi del presente titolo. Ove, invece, non ritenga fondato l'accertamento, il prefetto, nello stesso termine, emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti, comunicandola integralmente all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore, il quale ne dà notizia ai ricorrenti (1).

1-bis. I termini di cui ai commi 1-bis e 2 dell’articolo 203 e al comma 1 del presente articolo sono perentori e si cumulano tra loro ai fini della considerazione di tempestività dell'adozione dell'ordinanza-ingiunzione. Decorsi detti termini senza che sia stata adottata l'ordinanza del prefetto, il ricorso si intende accolto (2).

1-ter. Quando il ricorrente ha fatto richiesta di audizione personale, il termine di cui al comma 1 si interrompe con la notifica dell'invito al ricorrente per la presentazione all'audizione. Detto termine resta sospeso fino alla data di espletamento dell'audizione o, in caso di mancata presentazione del ricorrente, comunque fino alla data fissata per l'audizione stessa. Se il ricorrente non si presenta alla data fissata per l'audizione, senza allegare giustificazione della sua assenza, il prefetto decide sul ricorso, senza ulteriori formalità (2).

2. L'ordinanza-ingiunzione di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria deve essere notificata, nel termine di centocinquanta giorni dalla sua adozione, nelle forme previste dall'articolo 201. Il pagamento della somma ingiunta e delle relative spese deve essere effettuato, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione, all'ufficio del registro o al diverso ufficio indicato nella stessa ingiunzione. L'ufficio del registro che ha ricevuto il pagamento, entro trenta giorni dalla sua effettuazione, ne dà comunicazione al prefetto e all'ufficio o comando accertatore (3).

3. L'ordinanza-ingiunzione, trascorso il termine per il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria, costituisce titolo esecutivo per l'ammontare della somma ingiunta e delle relative spese.

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, prima dall'articolo 106 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360 e, successivamente, dall'articolo 68 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, dall'articolo 18 della legge 24 novembre 2000 n. 340, e in ultimo dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(2) Comma inserito dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma così modificato dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, così come modificato dalla legge di conversione.

 


GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

Sebbene nella fattispecie il ricorrente abbia fatto richiesta di audizione personale e che, per l'effetto, debba trovare applicazione la disciplina di cui all'art. 204, 1 comma ter, c. strad. che prevede la sospensione del termine per la emissione della O.I. da parte del Prefetto dalla data di notifica al ricorrente dell'avviso di convocazione per la chiesta audizione sino alla data di effettiva audizione o comunque di scadenza del termine ultimo fissato per l'audizione, tuttavia, a parere di questo Giudice, detta previsione non può comportare una dilatazione non espressamente prevista dalla norma - e che peraltro sarebbe rimessa alla pura discrezionalità della p.a. - del termine di 180 gg. di cui sopra, che, per dettato del 2 comma, dello stesso art. 204 c. strad., termine perentorio e nel cui ambito deve, dunque, avvenire comunque l'esercizio sia del potere di convocazione del ricorrente che l'espletamento della audizione, sebbene detto arco di tempo non si debba poi computare nei 180/210 gg. potendo la p.a. quindi emettere successivamente e legittimamente la O.I. giovandosi di un periodo di tempo pari a quello della sospensione. (Giudice di pace Bari 30 settembre 2010 n. 7396).

Il termine massimo previsto, di cui al combinato disposto degli art. 203 e 204 del c.d.s., è di centoventi giorni, risultante appunto dalla somma dei 30 giorni di cui all'art. 203 (decorrente dalla presentazione del ricorso amministrativo avverso il verbale di accertamento) e il termine dei 90 giorni di cui all'art. 204 (decorrente dalla scadenza del primo) entro il quale la Prefettura deve emettere il provvedimento. (Giudice di pace Bari 22 settembre 2010 n. 7113).

Ogni qual volta la notifica della convocazione per la chiesta audizione avvenga all'interno del termine perentorio per la emissione della O.I. da parte del Prefetto, ma la p.a. si trovi per avventura nell'impossibilità di effettuare la audizione entro il termine dei 180 gg., la p.a. - onde evitare che la previsione dell'art. 204, 1 comma ter diventi un escamotage per stravolgere, in danno del cittadino, la regola della perentorietà del termine posto dall'art. 204 c.strad. a disposizione della p.a. per l'esercizio dei propri poteri - deve espressamente motivare l'utilizzo in concreto fatto del proprio potere nella fissazione della convocazione oltre la scadenza del termine perentorio e alla distanza di vari mesi dalla notifica della convocazione stessa, fermo restando comunque il sindacato giurisdizionale sulla motivazione addotta. (Giudice di pace Bari 28 aprile 2010 n. 3740).

La competenza a decidere sull'opposizione alla contestazione della violazione di cui agli art. 44 e 46, l. 6 giugno 1974, n. 298, appartiene al giudice di pace per l'espresso rinvio contenuto nell'art. 46 l. cit. alle disposizione del c. strad., delle cui norme gli art. 26 e 46, l. 298 del 1974 diventano complementari e organicamente connesse, per cui, sotto il profilo sanzionatorio, al trasgressore è consentito con l'art. 214 c. strad. il ricorso al prefetto a norma dell'art. 203 stesso codice; tali norme però vanno lette in combinato disposto con l'art. 204/bis, introdotto con il D.l. 151/2003, successivo alla modifica dell'art. 46 e pertanto, quanto all'aspetto processuale, integra il complesso normativo richiamato dall'art. 214 c. strad.Pertanto il ricorso all'Autorità Giudiziaria è esperibile in alternativa a quello proponibile davanti all'Autorità Amministrativa, anche in considerazione della immediata applicazione delle sanzioni accessorie previste dalle norme contestate con il verbale impugnato, che legittimano l'immediato ricorso all'Autorità Giudiziaria per la tutela dei propri diritti, così in conformità anche al dettato Costituzionale (art. 24 cost. ). (Giudice di pace  Bari 12 aprile 2010 n. 3149).

Al termine di centottanta giorni, ex art. 204 c. strad., non può legittimamente attribuirsi natura né "perentoria", né "ordinatoria" (sia perché tali categorie si riferiscono al procedimento giurisdizionale e non a quello amministrativo, sia perché, da un lato, non potrebbe legittimamente qualificarsi "ordinatorio" - e, cioè, prorogabile - un termine per il quale la legge non individua il soggetto cui è attribuito il relativo potere, dall'altro, la legge stessa non dichiara espressamente "perentorio" il termine in questione); ma va correttamente qualificato, "quoad effectum", secondo i principi contenuti nella l. 7 agosto 1990, n. 241, con la conseguenza che, emesso intempestivamente il relativo provvedimento (oltre i 180 giorni, art. 68 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 - art. 204 c. strad.) questo risulterà non inefficace, ma affetto da violazione di legge e, pertanto, invalido ed annullabile, suscettibile, cioè, di divenire inoppugnabile solo in mancanza di impugnativa da parte dell'interessato nelle forme e nei termini stabiliti dalla legge, senza che la questione relativa alla sua asserita invalidità possa, per la prima volta, dedursi in sede di giudizio di cassazione, ivi operando la preclusione concernente le questioni che non abbiano formato oggetto dell'opposizione. Il rispetto del termine concesso costituisce dunque requisito di legittimità del provvedimento stesso. (Giudice di pace  Bari 23 febbraio 2010 n. 1672).

 

Ingiunzione: 1) generalità

Ogni qual volta la notifica della convocazione per la chiesta audizione avvenga all'interno del termine perentorio per la emissione della O. I. da parte del Prefetto ma la p. a. si trovi per avventura nell'impossibilità di effettuare la audizione entro il termine dei 180 gg. (di cui al combinato degli art. 203-204 c. strad.), la p. a. - onde evitare che la previsione dell'art. 204, comma 1 ter diventi un escamotage per stravolgere, in danno del cittadino, la regola della perentorietà del termine posto dall'art. 204 c. strad.a disposizione della p. a. per l'esercizio dei propri poteri - debba espressamente motivare l'utilizzo in concreto fatto del proprio potere nella fissazione della convocazione oltre la scadenza del termine perentorio e alla distanza di vari mesi dalla notifica della convocazione stessa, fermo restando comunque il sindacato giurisdizionale sulla motivazione addotta. (Giudice di pace  Bari 23 febbraio 2010 n. 1654).

In tema di opposizione ad ordinanza ingiunzione per l'irrogazione di sanzioni amministrative - emessa in esito al ricorso facoltativo al Prefetto ai sensi dell'art. 204 D.lg. 30 aprile 1992 n. 285, ovvero a conclusione del procedimento amministrativo ex art. 18 l. 24 novembre 1981 n. 689 - i vizi di motivazione in ordine alle difese presentate dall'interessato in sede amministrativa non comportano la nullità del provvedimento, e quindi l'insussistenza del diritto di credito derivante dalla violazione commessa, in quanto il giudizio di opposizione non ha ad oggetto l'atto, ma il rapporto, con conseguente cognizione piena del giudice, che potrà (e dovrà) valutare le deduzioni difensive proposte in sede amministrativa (eventualmente non esaminate o non motivatamente respinte), in quanto riproposte nei motivi di opposizione, decidendo su di esse con pienezza di poteri, sia che le stesse investano questioni di diritto che di fatto. (Cassazione civile  sez. un. 28 gennaio 2010 n. 1786).

 

NOTA

In tema di opposizione ad ordinanza ingiunzione per l'irrogazione di sanzioni amministrative - emessa in esito al ricorso facoltativo al Prefetto ai sensi dell'art. 204 d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, ovvero a conclusione del procedimento amministrativo ex art. 18 l. 24 novembre 1981 n. 689 - i vizi di motivazione in ordine alle difese presentate dall'interessato in sede amministrativa non comportano la nullità del provvedimento, e quindi l'insussistenza del diritto di credito derivante dalla violazione commessa, in quanto il giudizio di opposizione non ha ad oggetto l'atto, ma il rapporto, con conseguente cognizione piena del giudice, che potrà (e dovrà) valutare le deduzioni difensive proposte in sede amministrativa (eventualmente non esaminate o non motivatamente respinte), in quanto riproposte nei motivi di opposizione, decidendo su di esse con pienezza di poteri, sia che le stesse investano questioni di diritto che di fatto.

 

2) Forma

L'ordinanza-ingiunzione deve comunque considerarsi valida, ove, anche in mancanza dell'autografia della sottoscrizione o in mancanza di potere, i dati estrinsecati nel suo contesto documentativo consentano comunque di accertare "aliunde" la sicura attribuibilità dell'atto a chi deve esserne l'autore secondo le norme positive. L'autografia della sottoscrizione, infatti, non è configurabile come requisito di esistenza giuridica degli atti amministrativi allorché, dallo stesso contesto dell'atto, sia possibile accertare l'attribuibilità dell'atto stesso a chi deve esserne l'autore, salva la facoltà dell'interessato di chiedere al giudice l'accertamento in ordine alla sussistenza, sull'originale del documento notificato, della sottoscrizione del soggetto autorizzato a formare l'atto amministrativo. (Giudice di pace Bari 22 settembre 2010 n. 7113).


 

Art. 204 bis

Ricorso al giudice di pace (1)

1. Alternativamente alla proposizione del ricorso di cui all’articolo 203 , il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell'articolo 196, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al giudice di pace competente per il territorio del luogo in cui è stata commessa la violazione, nel termine di sessanta giorni dalla data di contestazione o di notificazione.

2. Il ricorso è proposto secondo le modalità stabilite dall’articolo 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e secondo il procedimento fissato dall’articolo 23 della medesima legge n. 689 del 1981 , fatte salve le deroghe previste dal presente articolo, e si estende anche alle sanzioni accessorie.

3. Il ricorso e il decreto con cui il giudice fissa l'udienza di comparizione sono notificati, a cura della cancelleria, all'opponente o, nel caso sia stato indicato, al suo procuratore, e ai soggetti di cui al comma 4-bis, anche a mezzo di fax o per via telematica all'indirizzo elettronico comunicato ai sensi dell'articolo 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123 (2) (3).

3-bis. Tra il giorno della notificazione e l'udienza di comparizione devono intercorrere termini liberi non maggiori di trentagiorni, se il luogo della notificazione si trova in Italia, o di sessanta giorni, se si trova all'estero. Se il ricorso contiene istanza di sospensione del provvedimento impugnato, l'udienza di comparizione deve essere fissata dal giudice entro venti giorni dal deposito dello stesso (4).

3-ter. L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento, salvo che il giudice, concorrendo gravi e documentati motivi, disponga diversamente nella prima udienza di comparizione, sentite l'autorità che ha adottato il provvedimento e la parte ricorrente, con ordinanza motivata e impugnabile con ricorso in tribunale (5).

4. Il ricorso è, del pari, inammissibile qualora sia stato previamente presentato il ricorso di cui all'articolo 203.

4-bis. La legittimazione passiva nel giudizio di cui al presente articolo spetta al prefetto, quando le violazioni opposte sono state accertate da funzionari, ufficiali e agenti dello Stato, nonchè da funzionari e agenti delle Ferrovie dello Stato, delle ferrovie e tranvie in concessione e dell'ANAS; spetta a regioni, province e comuni, quando le violazioni sono state accertate da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province e dei comuni o, comunque, quando i relativi proventi sono ad essi devoluti ai sensi dell'articolo 208. Il prefetto può essere rappresentato in giudizio da funzionari della prefettura-ufficio territoriale del Governo (6).

5. In caso di rigetto del ricorso, il giudice di pace determina l'importo della sanzione e impone il pagamento della somma con sentenza immediatamente eseguibile. Il pagamento della somma deve avvenire entro i trenta giorni successivi alla notificazione della sentenza e deve essere effettuato a vantaggio dell'amministrazione cui appartiene l'organo accertatore, con le modalità di pagamento da questa determinate (7).

6. La sentenza con cui viene rigettato il ricorso costituisce titolo esecutivo per la riscossione coatta delle somme inflitte dal giudice di pace [che superino l'importo della cauzione prestata all'atto del deposito del ricorso] (8).

7. Fermo restando il principio del libero convincimento, nella determinazione della sanzione, il giudice di pace non può applicare una sanzione inferiore al minimo edittale stabilito dalla legge per la violazione accertata.

8. In caso di rigetto del ricorso, il giudice di pace non può escludere l'applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione dei punti dalla patente di guida.

9. Le disposizioni di cui ai commi 2, 5, 6 e 7 si applicano anche nei casi di cui all'articolo 205.

9-bis. La sentenza con cui è accolto o rigettato il ricorso è trasmessa, entro trenta giorni dal deposito, a cura della cancelleria del giudice, all'ufficio o comando da cui dipende l'organo accertatore (9).

 

(1) Articolo inserito dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(2) La Corte costituzionale con sentenza 5 aprile 2004, n. 114 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma.

(3) Comma sostituito dall'articolo 39, comma 1, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(4) Comma inserito dall'articolo 39, comma 1, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(5) Comma inserito dall'articolo 39, comma 1, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(6) Comma inserito dall'articolo 39, comma 1, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) Comma sostituito dall'articolo 39, comma 1, lettera c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(8) Comma modificato dall'articolo 39, comma 1, lettera d), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(9) Comma aggiunto dall'articolo 39, comma 1, lettera e), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Depenalizzazione delle contravvenzioni

La disciplina sulla sospensione dei termini dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno, posta dall'art. 1 l. 7 ottobre 1969 n. 742, riconnettendosi alla necessità della difesa tecnica in giudizio, vale per i soli termini processuali, non potendo così trovare applicazione al termine di sessanta giorni, dalla contestazione o dalla notificazione dell'accertamento di una violazione del codice della strada, stabilito dall'art. 203 D.lg. 30 aprile 1992 n. 285, per proporre ricorso in via amministrativa al prefetto, che ha riguardo ad attività da compiersi nell'ambito di un procedimento amministrativo. Né, in ragione della inapplicabilità della disciplina sulla sospensione feriale all'anzidetto termine di cui all'art. 203 citato, è dato apprezzare un vulnus agli art. 24 e 3 cost. (donde, la manifesta infondatezza della relativa q. l. c. ) posto, rispettivamente, che: 1) il procedimento dinanzi al prefetto è privo del carattere giurisdizionale e, quindi, non richiede l'esplicazione della difesa tecnica; 2) la diversità di situazioni, tra l'impugnazione del verbale dinanzi al prefetto e quella, in via alternativa, dinanzi al giudice di pace, ex art. 204 bis dello stesso codice della strada, che determina l'instaurarsi di un vero proprio giudizio, giustifica il loro differente trattamento in relazione alla sospensione feriale dei termini. (Cassazione civile  sez. II 22 febbraio 2010 n. 4170).

 

Giurisdizione giudice ordinario

La sanzione accessoria conseguente alla violazione di norme sulla circolazione stradale è attribuita alla competenza esclusiva del giudice ordinario, in particolare deve ricondursi alla giurisdizione del giudice di pace, ai sensi degli artt. 204 bis e 205 del d.lg. n. 285 del 1992 (Codice della strada), con la conseguenza che è inammissibile il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso l'impugnativa di tale provvedimento sanzionatorio. (Consiglio Stato sez. III 05 marzo 2010 n. 2150).

 

Sanzioni amministrative

In caso di opposizione a verbale, il giudice può applicare, anche d'ufficio, una sanzione superiore a quella prevista in caso di mancato ricorso, sempre secondo il suo libero convincimento, e, ovviamente, nei limiti edittali. (Cassazione civile sez. un. 15 dicembre 2010 n. 25304).

L'autista che propone un ricorso cumulativo infondato al g.d.p. per ripetuti accessi abusivi in zona a traffico limitato non può ottenere sconti oltre al minimo edittale delle multe. (Cassazione civile sez. II 26 novembre 2010 n. 24080).

L'art. 204 bis c.d.s., novellato con la l. 29/7/2010 n. 120, stabilisce che la legittimazione a stare in giudizio è del Prefetto tutte le volte che il verbale provenga da Funzionari e Agenti dello Stato. In presenza della nuova normativa sarebbe contrario ai principi del giusto processo e all'economia processuale dichiarare la legittimazione passiva del Ministero dell'Interno in luogo di quella del Prefetto, il quale, pur se inizialmente carente di legittimazione, per effetto di "jus superveniens" ha legittimazione a resistere in questo giudizio in cui è stato impugnato un verbale di contestazione di infrazione stradale, elevato dalla Polizia Stradale. (Giudice di pace Bari 18 ottobre 2010 n. 7872).

L'esistenza del titolo e della sua avvenuta notifica, come anche l'assenza di vizi non può essere desunta dalle indicazioni contenute nella cartella esattoriale. Perché, se così fosse, sarebbe sovvertita la disposizione contenuta nell'art. 23, comma 2, della l. 24/11/1981 n. 689, a mente della quale tocca all'autorità convenuta dare la prova dell'esistenza del rapporto sanzionatorio mediante la produzione in giudizio della copia del verbale e della sua notifica. (Giudice di pace Bari 18 ottobre 2010 n. 7872).

Circa l'individuazione del termine a quo, dopo l'emissione di una sentenza di rigetto in tema di opposizione a sanzione amministrativa ex l. 24/11/1981 n. 689, per il pagamento in misura ridotta della sanzione pecuniaria, la tesi secondo cui i termini per il pagamento della sanzione decorrerebbero dalla lettura del dispositivo in aula come previsto dall'art. 23 della l. 689/81, non appare supportata dalle regole generali in tema di sentenze. La lettura del dispositivo, infatti, non fornisce la conoscenza completa della sentenza come pure non ha tale valore l'avviso di avvenuto deposito a cura della cancelleria. L'interessato, infatti, ha la possibilità di valutare appieno la portata della pronunzia e decidere per il prosieguo con cognizione di causa, ferma restando l'esecutività della sentenza di primo grado, o con la notifica della stessa da parte di chi vi ha interesse per procedere all'esecuzione o, in mancanza di atto di parte, con il trascorrere del termine per l'impugnazione. Il pagamento in misura ridotta, effettuato prima del passaggio in giudicato della sentenza stessa, appare pertanto pienamente esaustivo del credito vantato dal Comune. A conferma della tesi secondo cui il pagamento in misura ridotta, effettuato prima del passaggio in giudicato della sentenza di rigetto dell'opposizione, sia esaustivo del credito vantato, milita anche la modifica introdotta dalla l. 29/7/2010, n. 120, all'art. 204 bis C.d.S., con l'aggiunta del comma 5. Con tale previsione si è inteso accelerare i tempi per la riscossione delle sanzioni, onerando le Amministrazioni interessate della notifica del provvedimento di rigetto così da determinare il decorso del termine che in passato si dilatava fino al compimento di quello lungo per il passaggio in giudicato. (Giudice di pace Bari 21 settembre 2010 n. 7096).

L'opposizione al verbale di contestazione di violazione del codice della strada, ai sensi degli art. 204 bis dello stesso codice della strada e 22 e 23 l. 24 novembre 1981 n. 689, configura l'atto introduttivo, secondo le regole proprie del procedimento civile dinanzi al giudice di pace, di un giudizio di accertamento della pretesa punitiva della p.a., il cui oggetto è delimitato, per l'opponente, dalla "causa petendi" fatta valere con l'opposizione stessa, sicché il giudice non può rilevare d'ufficio vizi diversi da quelli dedotti dal medesimo opponente, entro i termini di legge, con il suddetto atto introduttivo. (Nella specie, la S.C., alla stregua dell'enunciato principio, ha cassato la sentenza impugnata che aveva accolto l'opposizione per il motivo della mancanza di prova documentale della persistenza dell'omologazione dell'apparecchio usato per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità, ancorché non fatto valere dall'interessato con l'atto di opposizione al verbale di accertamento). (Cassazione civile sez. II 18 gennaio 2010 n. 656).

 

Spese giudiziali in materia civile

Inammissibile per tardività è la richiesta di ripetizione del contributo di 38,00 versato all'atto dell'iscrizione a ruolo della causa (nella specie, di opposizione avverso sanzione comminata per infrazione al codice stradale), perché trattasi di motivo aggiunto dall'incolpato nell'udienza di discussione del ricorso successiva alla prima, in cui sarebbe stato necessario avanzare l'istanza non altrimenti prima proponibile, ritenendo il Giudice che avrebbe dovuto accogliere la richiesta se tempestivamente formulata, benché ad una prima lettura sembra ostarvi l'art. 10, comma 6 bis, D.P.R. 30/5/2002 n. 115, (così come modificato dall'art. 212 lett. B. punto 2, comma 12, della l. 23 dicembre 2009 n. 191 l. finanziaria 2010). (Giudice di pace Bari 02 luglio 2010 n. 5798).

Una lettura ragionata e costituzionalmente orientata del comma 6 bis dell'art. 10 del t.u. 115/2002 permette di superare gli inconvenienti rilevati, solo che si consideri che il richiamo fatto dall'art. 204 bis c.d.s. all'art. 23 della l. 24/11/1981 n. 689, è da intendersi come mera indicazione delle modalità di proposizione e trattazione del ricorso giurisdizionale. Infatti, siccome la disposizione criticata circa l'obbligo del contributo rimanda all'art. 23 della l. 689/1981 che a sua volta richiama l'art. 22 circa la sorte dell'ordinanza-ingiunzione, si può giungere alla confortevole conclusione che il comma 6 bis dell'art. 10 d.P.R. 30/5/2002 n. 115, così come modificato dalla legge finanziaria 2010, regola il ricorso avverso l'ordinanza-ingiunzione e non quello "diretto" all'autorità giudiziaria, il quale come quello in via gerarchica al Prefetto deve rimanere esente da spese. (Giudice di pace Bari 02 luglio 2010 n. 5798).

La disparità, elisa dalla Corte costituzionale prima e poi dal legislatore con l'introduzione nel C.d.S. dell'art. 204 bis, riemerge in pieno con l'obbligo del contributo unificato introdotto con la legge finanziaria 2010, perché con tale esborso al trasgressore viene reso difficoltoso l'accesso al ricorso giurisdizionale, restando in definitiva egli obbligato a ricorrere in via amministrativa perché esente da ogni spesa. Una lettura ragionata e costituzionalmente orientata del comma 6 bis del t.u. 115/2002 permette di superare gli inconvenienti rilevati, solo che si consideri che il richiamo fatto dall'art. 204 bis c.d.s. all'art. 23 della l. 24/11/1981 n. 689, è da intendersi come mera indicazione delle modalità di proposizione e trattazione del ricorso giurisdizionale. (Giudice di pace Bari 02 luglio 2010 n. 5798).


 

Art. 205

Opposizione innanzi all'autorità giudiziaria.

1. Contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria gli interessati possono proporre opposizione entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento, o di sessanta giorni dalla stessa, se l'interessato risiede all'estero.

2. Omissis (1).

[ 3. Il prefetto, legittimato passivo nel giudizio di opposizione, può delegare la tutela giudiziaria all'amministrazione cui appartiene l'organo accertatore laddove questa sia anche destinataria dei proventi, secondo quanto stabilito dall'articolo 208 (2)].

 

(1) Comma modificato dall'articolo 107 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360 e successivamente abrogato dall'articolo 23 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

(2) Comma sostituito dall'articolo 23 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, successivamente dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e. da ultimo, abrogato dall'articolo 39, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

Nel delineato sistema normativo di opposizione avverso la contestazione di violazione di una norma del c. strad., non vi è spazio per l'impugnazione in via giurisdizionale dinanzi al giudice di pace dell'ordinanza di rigetto del ricorso gerarchico, che non sia seguita dall'ingiunzione di pagamento della sanzione pecuniaria prevista dall' art. 204, 1 comma. Così difatti dispone l'art. 205 c. strad. (Giudice di pace Bari 09 gennaio 2010 n. 101).


 

Art. 206

Riscossione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie.

1. Se il pagamento non è effettuato nei termini previsti dagli articoli 202 e 204, salvo quanto disposto dall'ultimo comma dell'art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, la riscossione delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria è regolata dall'art. 27 della stessa legge 24 novembre 1981, n. 689.

2. I ruoli per i titoli esecutivi, i cui proventi spettano allo Stato, sono predisposti dal prefetto competente per territorio della commessa violazione. Se i proventi spettano ad ente diverso, i ruoli sono predisposti dalle amministrazioni da cui dipende l'organo accertatore.

3. I ruoli di cui al comma 2 sono trasmessi dal prefetto o dall'ente all'intendente di finanza competente, il quale dà in carico all'esattore il ruolo per la riscossione in unica soluzione.

 


GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

Le somme dovute a titolo di sanzione amministrativa per violazione delle norme del codice della strada rientrano tra le "altre entrate di spettanza delle province e dei comuni" per le quali l'art. 52, comma 6, D.lg. 15 dicembre 1997 n. 446 (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore all'abrogazione da parte dell'art. 1, comma 224, l. 24 dicembre 2007 n. 244), prevede la possibilità di procedere alla riscossione coattiva anche con la procedura indicata dal r. D.14 aprile 1910 n. 639, atteso che il riferimento alle "altre entrate" è compiuto in modo ampio, senza alcuna distinzione, e che l'art. 15, comma 8 quinquiesdecies D.l. 1° luglio 2009 n. 78, conv. , con modificazioni, nella l. 3 agosto 2009 n. 102, nel dettare disposizioni finalizzate ad incrementare l'efficienza del sistema della riscossione dei comuni, fa espresso riferimento agli importi iscritti a ruolo ovvero per i quali è stata emessa l'ingiunzione di pagamento ai sensi del testo unico di cui al r. D.14 aprile 1910 n. 639, per sanzioni amministrative derivanti dalle violazioni al codice della strada, di cui al D.lg. 30 aprile 1992 n. 285. (Cassazione civile  sez. II 09 aprile 2010 n. 8460).


 

Art. 207

Veicoli immatricolati all'estero o muniti di targa EE (1).

1. Quando con un veicolo immatricolato all'estero o munito di targa EE viene violata una disposizione del presente codice da cui consegue una sanzione amministrativa pecuniaria, il trasgressore è ammesso ad effettuare immediatamente, nelle mani dell'agente accertatore, il pagamento in misura ridotta previsto dall'art. 202. L'agente trasmette al proprio comando od ufficio il verbale e la somma riscossa e ne rilascia ricevuta al trasgressore, facendo menzione del pagamento nella copia del verbale che consegna al trasgressore medesimo.

2. Qualora il trasgressore non si avvalga, per qualsiasi motivo, della facoltà prevista del pagamento in misura ridotta, egli deve versare all'agente accertatore, a titolo di cauzione, una somma pari alla metà del massimo della sanzione pecuniaria prevista per la violazione. Del versamento della cauzione è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. La cauzione è versata al comando od ufficio da cui l'accertatore dipende (2).

2-bis. Qualora il veicolo sia immatricolato in uno Stato membro dell'Unione europea o aderente all'Accordo sullo spazio economico europeo, la somma da versare a titolo di cauzione, di cui al comma 2, è pari alla somma richiesta per il pagamento in misura ridotta previsto dall'articolo 202 (3).

3. In mancanza del versamento della cauzione di cui ai commi 2 e 2-bis viene disposto il fermo amministrativo del veicolo fino a quando non sia stato adempiuto il predetto onere e, comunque, per un periodo non superiore a sessanta giorni. Il veicolo sottoposto a fermo amministrativo è affidato in custodia, a spese del responsabile della violazione, ad uno dei soggetti individuati ai sensi del comma 1 dell'articolo 214-bis (4).

4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai veicoli di proprietà dei cittadini italiani residenti nel comune di Campione d'Italia.

[ 4-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai veicoli immatricolati in Italia che siano guidati da conducenti in possesso di patente di guida rilasciata da uno Stato non facente parte dell'Unione europea ] (5).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 108 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma modificato dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma inserito dall'articolo 25 della legge 3 febbraio 2003, n. 14 e successivamente modificato dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Successivamente la medesima modifica è stata ribadita dall'articolo 11 della legge 31 ottobre 2003, n. 306.

(4) Comma sostituito dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall’articolo 37, comma 2, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(5) Comma inserito dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente abrogato dall’articolo 37, comma 2, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 208

Proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie.

1. I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal presente codice sono devoluti allo Stato, quando le violazioni siano accertate da funzionari, ufficiali ed agenti dello Stato, nonché da funzionari ed agenti delle Ferrovie dello Stato o delle ferrovie e tranvie in concessione. I proventi stessi sono devoluti alle regioni, province e comuni, quando le violazioni siano accertate da funzionari, ufficiali ed agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province e dei comuni.

2. I proventi di cui al comma 1, spettanti allo Stato, sono destinati:

a) fermo restando quanto previsto dall'articolo 32, comma 4, della legge 17 maggio 1999, n. 144, per il finanziamento delle attività connesse all'attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, nella misura dell’80 per cento del totale annuo, definito a norma dell'articolo 2, lettera x), della legge 13 giugno 1991, n. 190, per studi, ricerche e propaganda ai fini della sicurezza stradale, attuata anche attraverso il Centro di coordinamento delle informazioni sul traffico, sulla viabilità e sulla sicurezza stradale (CCISS), istituito con legge 30 dicembre 1988, n. 556, per finalità di educazione stradale, sentito, occorrendo, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e per l'assistenza e previdenza del personale della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri , della Guardia di finanza, della Polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello Stato e per iniziative ed attività di promozione della sicurezza della circolazione (1);

b) al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri, nella misura del 20 per cento del totale annuo sopra richiamato, per studi, ricerche e propaganda sulla sicurezza del veicolo;

c) al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Dipartimento per i servizi per il territorio, nella misura del 7,5 per cento del totale annuo, al fine di favorire l'impegno della scuola pubblica e privata nell'insegnamento dell'educazione stradale e per l'organizzazione dei corsi per conseguire il certificato di idoneità alla conduzione dei ciclomotori. (2)

2-bis. Gli incrementi delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 195, comma 2-bis, sono versati in un apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato, di nuova istituzione, per essere riassegnati al Fondo contro l'incidentalità notturna di cui all'articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, con provvedimento del Ministero dell'economia e delle finanze adottato sulla base delle rilevazioni trimestrali del Ministero dell'interno. Tali rilevazioni sono effettuate con le modalità fissate con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con i Ministeri dell'economia e delle finanze, della giustizia e delle infrastrutture e dei trasporti. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalità di trasferimento della percentuale di ammenda di cui agli articoli 186, comma 2-octies, e 187, comma 1-quater, destinata al Fondo (3).

3. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'interno e dell'istruzione, dell'università e della ricerca, determina annualmente le quote dei proventi da destinarsi alle suindicate finalità. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad adottare, con propri decreti, le necessarie variazioni di bilancio, nel rispetto delle quote come annualmente determinate (4).

3-bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'interno e il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca trasmettono annualmente al Parlamento, entro il 31 marzo, una relazione sull'utilizzo delle quote dei proventi di cui al comma 2 effettuato nell'anno precedente (5).

4. Una quota pari al 50 per cento dei proventi spettanti agli enti di cui al secondo periodo del comma 1 è destinata:

a) in misura non inferiore a un quarto della quota, a interventi di sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, dimessa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell'ente;

b) in misura non inferiore a un quarto della quota, al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, anche attraverso l'acquisto di automezzi, mezzi e attrezzature dei Corpi e dei servizi di polizia provinciale e di polizia municipale di cui alle lettere d-bis) ed e) del comma 1 dell'articolo 12;

c) ad altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale, relative alla manutenzione delle strade di proprietà dell'ente, all'installazione, all’ammodernamento, al potenziamento, alla messa a norma e alla manutenzione delle barriere e alla sistemazione del manto stradale delle medesime strade, alla redazione dei piani di cui all'articolo 36, a interventi per la sicurezza stradale a tutela degli utenti deboli, quali bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti, allo svolgimento, da parte degli organi di polizia locale, nelle scuole di ogni ordine e grado, di corsi didattici finalizzati all'educazione stradale, a misure di assistenza e di previdenza per il personale di cui alle lettere d-bis) ed e) del comma 1 dell'articolo 12, alle misure di cui al comma 5-bis del presente articolo e a interventi a favore della mobilità ciclistica. (6) (7).

5. Gli enti di cui al secondo periodo del comma 1 determinano annualmente, con delibera della giunta, le quote da destinare alle finalità di cui al comma 4. Resta facoltà dell'ente destinare in tutto o in parte la restante quota del 50 per cento dei proventi alle finalità di cui al citato comma 4. (8).

5-bis. La quota dei proventi di cui alla lettera c) del comma 4 può anche essere destinata ad assunzioni stagionali a progetto nelle forme di contratti a tempo determinato e a forme flessibili di lavoro, ovvero al finanziamento di progetti di potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e alla sicurezza stradale, nonchè a progetti di potenziamento dei servizi notturni e di prevenzione delle violazioni di cui agli articoli 186, 186-bis e 187 e all'acquisto di automezzi, mezzi e attrezzature dei Corpi e dei servizi di polizia provinciale e di polizia municipale di cui alle lettere d-bis) ed e) del comma 1 dell'articolo 12, destinati al potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e alla sicurezza stradale (9).

 

(1) Così corretto in Gazz. Uff. , 13 febbraio 1993, n. 36 e successivamente modificato dall'articolo 3, comma 57, della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(2) Comma sostituito dall'articolo 109 del D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360 e successivamente dall'articolo 15 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata dall'articolo 19 del medesimo decreto.

(3) Comma inserito dall'articolo 3, comma 55, lettera d), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(4) Comma sostituito dall'articolo 15 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata dall'articolo 19 del medesimo decreto e successivamente modificato dall'articolo 40, comma 1, lettera a), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(5) Comma inserito dall'articolo 40, comma 1, lettera b), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(6) Comma modificato dall'articolo 10 della legge 19 ottobre 1998, n. 366, dall'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e dall'articolo 18 della legge 7 dicembre 1999, n. 472; successivamente sostituito dall'articolo 53 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, successivamente integrato dall'articolo 5 bis del D.L. 30 giugno 2005, n. 115 ed infine sostituito dall'articolo 40, comma 1, lettera c) della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(8) Comma aggiunto dall'articolo 1, comma 564, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Successivamente, il presente comma, la cui numerazione originaria era 4 bis, è stato sostituito dall'articolo 40, comma 1, lettera c), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(9) Comma modificato dall'articolo 10 della legge 19 ottobre 1998, n. 366, dall'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 , dall'articolo 18 della legge 7 dicembre 1999, n. 472, sostituito dall'articolo 53 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, successivamente integrato dall'articolo 5 bis del D.L. 30 giugno 2005, n. 115. Da ultimo, il presente comma, la cui numerazione originaria era 5, è stato sostituito dall'articolo 40, comma 1, lettera c), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 209

Prescrizione.

1. La prescrizione del diritto a riscuotere le somme dovute a titolo di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal presente codice è regolata dall'art. 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

 

SEZIONE II

DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE ACCESSORIE A SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE

 

Art. 210

Sanzioni amministrative accessorie a sanzioni amministrative pecuniarie in generale.

1. Quando le norme del presente codice dispongono che ad una sanzione amministrativa pecuniaria consegua una sanzione accessoria non pecuniaria, quest'ultima si applica di diritto, secondo le norme che seguono.

2. Le sanzioni amministrative accessorie non pecuniarie comminate nel presente codice si distinguono in:

a) sanzioni relative ad obblighi di compiere una determinata attività o di sospendere o cessare una determinata attività;

b) sanzioni concernenti il veicolo;

c) sanzioni concernenti i documenti di circolazione e la patente di guida.

3. Nei casi in cui è prevista l'applicazione della sanzione accessoria della confisca del veicolo, non è ammesso il pagamento in misura ridotta della sanzione amministrativa pecuniaria cui accede. In tal caso il verbale di contestazione della violazione deve essere trasmesso al prefetto del luogo della commessa violazione entro dieci giorni (1).

4. Dalla intrasmissibilità dell'obbligazione di pagamento a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria consegue anche l'intrasmissibilità di qualsiasi obbligo relativo alla sanzione accessoria. Alla morte dell'obbligato, si estingue ogni procedura in corso per la sua esecuzione. Se vi è stato sequestro del veicolo o ritiro della carta di circolazione o della patente, l'organo competente dispone il dissequestro o la restituzione su istanza degli eredi.

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 110 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

 

Art. 211

Sanzione accessoria dell'obbligo di ripristino dello stato dei luoghi o di rimozione di opere abusive.

1. Nel caso in cui le norme del presente codice dispongono che da una violazione consegua la sanzione accessoria dell'obbligo di ripristino dei luoghi, ovvero l'obbligo di rimozione di opere abusive, l'agente accertatore ne fa menzione nel verbale di contestazione da redigere ai sensi dell'art. 200 o, in mancanza, nella notificazione prescritta dall'art. 201. Il verbale così redatto costituisce titolo anche per l'applicazione della sanzione accessoria.

2. Il ricorso al prefetto contro la sanzione amministrativa pecuniaria si estende alla sanzione accessoria. Si applicano le disposizioni dei commi 1 e 2 dell'art. 203. Nel caso di mancato ricorso, l'ufficio o comando da cui dipende l'agente accertatore trasmette copia del verbale al prefetto per l'emissione dell'ordinanza di cui al comma 3, entro trenta giorni dalla scadenza del termine per ricorrere.

3. Il prefetto, nell'ingiungere al trasgressore il pagamento della sanzione pecuniaria, gli ordina l'adempimento del suo obbligo di ripristino dei luoghi o di rimozione delle opere abusive, nel termine fissato in relazione all'entità delle opere da eseguire ed allo stato dei luoghi; l'ordinanza costituisce titolo esecutivo. Nel caso di mancato ricorso, l'ordinanza suddetta è emanata dal prefetto entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione dell'ufficio o comando di cui al comma 2. L'esecuzione delle opere si effettua sotto il controllo dell'ente proprietario o concessionario della strada. Eseguite le opere, l'ente proprietario della strada ne avverte immediatamente il prefetto, il quale emette ordinanza di estinzione del procedimento per adempimento della sanzione accessoria. L'ordinanza è comunicata al trasgressore ed all'ente proprietario della strada.

4. Ove il trasgressore non compia nel termine le opere cui è obbligato, il prefetto, su comunicazione dell'ente proprietario o concessionario della strada, dà facoltà a quest'ultimo di compiere le opere suddette. Successivamente al compimento, l'ente proprietario trasmette la nota delle spese sostenute ed il prefetto emette ordinanza-ingiunzione di pagamento. Tale ordinanza costituisce titolo esecutivo ai sensi di legge.

5. Nell'ipotesi in cui il prefetto non ritenga fondato l'accertamento, l'ordinanza di archiviazione si estende alla sanzione accessoria.

6. Nei casi di immediato pericolo per la circolazione e nella ipotesi di impossibilità a provvedere da parte del trasgressore, l'agente accertatore trasmette, senza indugio, al prefetto il verbale di contestazione. In tal caso il prefetto può disporre l'esecuzione degli interventi necessari a cura dell'ente proprietario, con le modalità di cui al comma 4 (1).

7. L'opposizione di cui all'art. 205 si estende alla sanzione accessoria (2).

 

(1) Comma aggiunto, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 111 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma rinumerato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 111 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

 

Art. 212

Sanzione accessoria dell'obbligo di sospendere una determinata attività.

1. Nell'ipotesi in cui le norme del presente codice dispongono che da una violazione consegua la sanzione accessoria dell'obbligo di sospendere o di cessare da una determinata attività, l'agente accertatore ne fa menzione nel verbale di contestazione da redigere ai sensi dell'art. 200 o nella notificazione da effettuare secondo l'art. 201 Il verbale così redatto costituisce titolo anche per l'applicazione della sanzione accessoria. Questa, quando le circostanze lo esigano, deve essere adempiuta immediatamente, altrimenti l'inizio dell'esecuzione deve avvenire nei cinque giorni dal verbale o dalla sua notificazione. L'esecuzione avviene sotto il controllo dell'ufficio o comando da cui dipende l'agente accertatore.

2. Il ricorso al prefetto contro la sanzione amministrativa pecuniaria si estende alla sanzione accessoria. Si applicano le disposizioni dell'art. 203, commi 1 e 2. Quando il prefetto rigetta il ricorso, nell'ordinanza-ingiunzione dà atto della sanzione accessoria e della sua esecuzione. Quando invece ritenga infondato l'accertamento, l'ordinanza di archiviazione si estende alla sanzione accessoria.

3. L'opposizione prevista dall'art. 205 si estende alla sanzione accessoria.

4. Quando il trasgressore non esegua il suo obbligo in applicazione e nei termini di cui al comma 1, l'ufficio o comando summenzionato provvede alla denuncia del trasgressore per il reato di cui all'art. 650 del codice penale e, previa notifica al trasgressore medesimo, provvede, con i suoi agenti od organi, all'esecuzione coattiva dell'obbligo. Di tale esecuzione viene redatto verbale, che deve essere comunicato al prefetto e al trasgressore. Le spese eventualmente sostenute per la esecuzione coattiva sono a carico del trasgressore ed al riguardo provvede il prefetto con ordinanza-ingiunzione che costituisce titolo esecutivo.

5. Ove trattasi di attività continuativa sottoposta dal presente codice a determinate condizioni, il trasgressore può successivamente porre in essere le condizioni suddette; in tal caso egli presenta istanza all'ufficio o comando di cui al comma 1 e questo, accertato il venir meno degli impedimenti, consente a che l'attività sospesa sia ripresa o continuata. Di ciò è data comunicazione al prefetto.

 

Art. 213

Misura cautelare del sequestro e sanzione accessoria della confisca amministrativa.

1. Nell'ipotesi in cui il presente codice prevede la sanzione accessoria della confisca amministrativa, l'organo di polizia che accerta la violazione provvede al sequestro del veicolo o delle altre cose oggetto della violazione facendone menzione nel processo verbale di contestazione della violazione (1).

2. Salvo quanto previsto dal comma 2-quinquies, nelle ipotesi di cui al comma 1, il proprietario ovvero, in caso di sua assenza, il conducente del veicolo o altro soggetto obbligato in solido, è nominato custode con l'obbligo di depositare il veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilità o di custodirlo, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio. provvedendo al trasporto in condizioni di sicurezza per la circolazione stradale. Il documento di circolazione è trattenuto presso l'ufficio di appartenenza dell'organo di polizia che ha accertato la violazione. II veicolo deve recare segnalazione visibile dello stato di sequestro con le modalità stabilite nel regolamento. Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione (2).

2-bis. Entro i trenta giorni successivi alla data in cui, esauriti i ricorsi anche giurisdizionali proposti dall’interessato o decorsi inutilmente i termini per la loro proposizione, è divenuto definitivo il provvedimento di confisca, il custode del veicolo trasferisce il mezzo, a proprie spese e in condizioni di sicurezza per la circolazione stradale, presso il luogo individuato dal prefetto ai sensi delle disposizioni dell'articolo 214-bis. Decorso inutilmente il suddetto termine, il trasferimento del veicolo è effettuato a cura dell'organo accertatore e a spese del custode, fatta salva l'eventuale denuncia di quest'ultimo all'autorità giudiziaria qualora si configurino a suo carico estremi di reato. Le cose confiscate sono contrassegnate dal sigillo dell'ufficio cui appartiene il pubblico ufficiale che ha proceduto al sequestro. Con decreto dirigenziale, di concerto fra il Ministero dell’interno e l'Agenzia del demanio, sono stabilite le modalità di comunicazione, tra gli uffici interessati, dei dati necessari all'espletamento delle procedure di cui al presente articolo (3).

2-ter. All'autore della violazione o ad uno dei soggetti con il medesimo solidalmente obbligati che rifiutino di trasportare o custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo le prescrizioni fornite dal!’organo di polizia, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 769,00 a Euro 7. 078,00 , nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. In questo caso l'organo di polizia indica nel verbale di sequestro i motivi che non hanno consentito l'affidamento in custodia del veicolo e ne dispone la rimozione ed il trasporto in un apposito luogo di custodia individuato ai sensi delle disposizioni dell’articolo 214-bis. La liquidazione delle somme dovute alla depositeria spetta alla prefettura - ufficio territoriale del Governo. Divenuto definitivo il provvedimento di confisca, la liquidazione degli importi spetta all'Agenzia del demanio, a decorrere dalla data di trasmissione del provvedimento da parte del prefetto (3).

2-quater. Nelle ipotesi di cui al comma 2-ter, l'organo di polizia provvede con il verbale di sequestro a dare avviso scritto che, decorsi dieci giorni, la mancata assunzione della custodia del veicolo da parte del proprietario o, in sua vece, di altro dei soggetti indicati nell'articolo 196 o dell’autore della violazione, determinerà l'immediato trasferimento in proprietà al custode, anche ai soli fini della rottamazione nel caso di grave danneggiamento o deterioramento. L'avviso è notificato dall'organo di polizia che procede al sequestro contestualmente al verbale di sequestro. Il termine di dieci giorni decorre dalla data della notificazione del verbale di sequestro al proprietario del veicolo o ad uno dei soggetti indicati nell'articolo 196. Decorso inutilmente il predetto termine, l'organo accertatore trasmette gli atti al prefetto, il quale entro i successivi 10 giorni, verificata la correttezza degli atti, dichiara il trasferimento in proprietà, senza oneri, del veicolo al custode, con conseguente cessazione di qualunque onere e spesa di custodia a carico dello Stato. L'individuazione del custode-acquirente avviene secondo le disposizioni dell'articolo 214-bis. La somma ricavata dall'alienazione è depositata, sino alla definizione del procedimento in relazione al quale è stato disposto il sequestro, in un autonomo conto fruttifero presso la tesoreria dello Stato. In caso di confisca, questa ha ad oggetto la somma depositata; in ogni altro caso la medesima somma è restituita all'avente diritto. Per le altre cose oggetto del sequestro in luogo della vendita è disposta la distruzione. Per le modalità ed il luogo della notificazione si applicano le disposizioni di cui all'articolo 201, comma 3. Ove risulti impossibile, per comprovate difficoltà oggettive,. procedere alla notifica del verbale di sequestro integrato dall’avviso scritto di cui al presente comma, la notifica si ha per eseguita nel ventesimo giorno successivo a quello di affissione dell'atto nell'albo del comune dov'è situata la depositeria (3).

2-quinquies. Quando oggetto della sanzione accessoria del sequestro amministrativo del veicolo è un ciclomotore o un motociclo, l'organo di polizia che procede dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto, secondo le modalità previste dal regolamento, in un apposito luogo di custodia, individuato ai sensi dell'articolo 214-bis, dove è custodito per trenta giorni. Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Decorsi trenta giorni dal momento in cui il veicolo è fatto trasportare nel luogo di custodia individuato ai sensi dell'articolo 214-bis, il proprietario del veicolo può chiederne l'affidamento in custodia secondo le disposizioni del comma 2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del comma 2-bis. Le disposizioni del comma 2-quater si applicano decorsi trenta giorni dal momento in cui il veicolo è stato sottoposto a sequestro amministrativo (4).

2-sexies. È sempre disposta la confisca del veicolo in tutti i casi in cui un ciclomotore o un motoveicolo sia stato adoperato per commettere un reato, sia che il reato sia stato commesso da un conducente maggiorenne, sia che sia stato commesso da un conducente minorenne (4)(8).

3. Avverso il provvedimento di sequestro è ammesso ricorso al prefetto ai sensi dell'articolo 203. Nel caso di rigetto del ricorso, il sequestro è confermato. La declaratoria di infondatezza dell'accertamento si estende alla misura cautelare ed importa il dissequestro del veicolo. Quando ne ricorrono i presupposti, il prefetto dispone la confisca con l'ordinanza-ingiunzione di cui all'articolo 204, ovvero con distinta ordinanza, stabilendo, in ogni caso, le necessarie prescrizioni relative alla sanzione accessoria. Il prefetto dispone la confisca del veicolo ovvero, nel caso in cui questo sia stato alienato, della somma ricavata dall’alienazione. Il provvedimento di confisca costituisce titolo esecutivo anche per il recupero delle spese di trasporto e di custodia del veicolo. Nel caso in cui nei confronti del verbale di accertamento o dell'ordinanza-ingiunzione o dell'ordinanza che dispone la sola confisca sia proposta opposizione innanzi all'autorità giudiziaria, la cancelleria del giudice competente dà comunicazione al prefetto, entro dieci giorni, della proposizione dell’opposizione e dell'esito del relativo giudizio (5).

4. Chiunque, durante il periodo in cui il veicolo è sottoposto al sequestro, circola abusivamente con il veicolo stesso è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 842,00 a Euro 7. 369,00. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi (6).

5. Omissis (7).

6. La sanzione stabilita nel comma 1 non si applica se il veicolo appartiene a persone estranee alla violazione amministrativa e l'uso può essere consentito mediante autorizzazione amministrativa.

7. Il provvedimento con il quale è stata disposta la confisca del veicolo è comunicato dal prefetto al P. R. A. per l'annotazione nei propri registri.

 

(1) Comma modificato dall'articolo 112 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma sostituito dall'articolo 38 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269 e successivamente modificato dall'articolo 5 bis del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(3) Comma inserito dall'articolo 38 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(4) Comma inserito dall'articolo 5 bis del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(5) Comma sostituito dall'articolo 38 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269.

(6) Comma modificato dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(7) Comma abrogato dall'articolo 38 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269.

(8) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 169, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262.

 


GIURISPRUDENZA

 

Appartenenti ad associazioni mafiose (nei confronti di) confisca

L'art. 213, comma 2 sexies, c. strad. prevede l'applicazione della sanzione accessoria della confisca dei (soli) ciclomotori e motoveicoli nel caso in cui gli stessi siano stati adoperati "per commettere un reato", ossia "al fine di commettere un reato". Quindi, per l'applicazione della confisca, la norma richiede che il rapporto strumentale tra il mezzo e il reato sia conseguenza di una "volontaria" condotta tendente alla commissione del reato, nel senso che il mezzo deve essere stato adoperato nel divisato intendimento di commettere il reato, con la conseguenza che in tal senso è richiesta la cosciente manifestazione della volontà dell'agente, mentre è al di fuori della previsione della norma le ipotesi in cui il rapporto strumentale tra l'agente e il mezzo non sia conseguenza di una volontaria (cioè, dolosa) manifestazione di volontà tesa alla realizzazione dell'illecito, ma solo conseguenza di una condotta ascrivibile a titolo di colpa. (Nella specie, il procuratore della Repubblica si era doluto del fatto che il giudice, con la sentenza di patteggiamento per la contravvenzione di guida in stato di ebbrezza, aveva omesso di disporre la confisca del veicolo ex art. 213, comma 2 sexies, c. strad.; la Corte ha rigettato il ricorso: al riguardo, il giudice di legittimità, dopo avere ribadito che, rispetto alla contravvenzione di guida in stato di ebbrezza, può astrattamente ravvisarsi un rapporto di necessaria strumentalità tra l'impiego del veicolo e la commissione del reato legittimante l'applicazione della confisca "de qua", ha comunque ricordato che la possibilità della confisca presuppone comunque il "dolo" della condotta incriminata e, poiché la contravvenzione di guida in stato di ebbrezza può in effetti essere assistita dall'elemento psicologico sia della colpa che del dolo, ha assorbentemente ravvisata la carenza di specificità del motivo di ricorso, dove il ricorrente nulla aveva prospettato e dedotto, in relazione al caso specifico, in ordine alla configurabilità del dolo, la cui sussistenza doveva ritenersi presupposto ineludibile della confisca). (Cassazione penale  sez. IV 05 febbraio 2010 n. 16130).

 

Sottrazione o danneggiamento di cose pignorate o sequestrate

Il custode sorpreso a circolare con il veicolo sequestrato ai sensi dell’art. 213 d.lgs. 285 del 1992 risponde sempre dell’illecito amministrativo di cui al comma 4 dello stesso articolo, che punisce la mera circolazione con veicolo sequestrato, in quanto tale; tuttavia, se la circolazione è sintomatica della volontà di sottrarre il bene, al fine di eludere il vincolo di indisponibilità del sequestro, vi è concorso anche dell’art. 334 c.p. (comma 2 se il custode è anche proprietario del mezzo); troverà applicazione (anche) la disposizione penale se dall’uso (circolazione) del veicolo dovesse derivarne il suo deterioramento, da intendere nei limiti sopra indicati. (Cassazione penale sez. VI 17 giugno 2010 n. 30033).

Il custode, proprietario o meno che sia, sorpreso a circolare col veicolo sottoposto a provvedimento di sequestro amministrativo a norma dell'art. 213 d.lg. n. 285 del 1992 risponde sia dell'illecito amministrativo di cui al comma 4 dello stesso articolo, sia del reato di cui all'art. 334 c.p., ove la circolazione sia sintomatica della volontà di sottrarre il bene, al fine di eludere il vincolo di indisponibilità del sequestro, ovvero comporti il deterioramento del bene, da intendersi non già come usura del mezzo bensì come scadimento qualitativo dello stesso mediante l'alterazione parziale o totale degli elementi costitutivi. Annulla con rinvio, Trib. Napoli, 15 giugno 2007. (Cassazione penale sez. VI 10 marzo 2010 n. 21782).

Integra il reato di cui all'art. 334 c.p. l'uso da parte del custode giudiziario di un autoveicolo a lui affidato, in quanto la circolazione non autorizzata è condotta obiettivamente idonea a impedire o a rendere più difficile l'acquisizione dell'autoveicolo stesso. (In motivazione la S.C. ha affermato che il termine "sottrarre" di cui all'art. 334 c.p. deve essere inteso nella sua accezione più ampia, tenuto conto della sua collocazione nell'ambito di una norma che prevede un delitto contro la p.a.). Annulla con rinvio, Gip Trib. Napoli, 15 luglio 2009. (Cassazione penale sez. VI 03 dicembre 2009 n. 49895).

 

Reati stato di ebbrezza o ubriachezza o da stupefacenti

La confisca prevista dall'art. 213, comma 2-sexies D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, avente ad oggetto i ciclomotori o i motoveicoli adoperati per commettere un reato, richiede che il rapporto strumentale tra il mezzo adoperato ed il reato sia la conseguenza di una volontaria condotta tendente alla commissione del reato. (Fattispecie in tema di guida in stato di ebbrezza). Rigetta, Gip Trib. Pordenone, 04 febbraio 2009. (Cassazione penale sez. IV 05 febbraio 2010 n. 16130).


 

Art. 214

Fermo amministrativo del veicolo (1).

1. Salvo quanto previsto dal comma 1-ter , nelle ipotesi in cui il presente codice prevede che all'accertamento della violazione consegua l'applicazione della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo, il proprietario, nominato custode, o, in sua assenza, il conducente o altro soggetto obbligato in solido, fa cessare la circolazione e provvede alla collocazione del veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilità ovvero lo custodisce, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio. Sul veicolo deve essere collocato un sigillo, secondo le modalità e con le caratteristiche fissate con decreto del Ministero dell'interno, che, decorso il periodo di fermo amministrativo, è rimosso a cura dell'ufficio da cui dipende l'organo di polizia che ha accertato la violazione ovvero di uno degli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12, comma 1. Il documento di circolazione è trattenuto presso l'organo di polizia, con menzione nel verbale di contestazione. All'autore della violazione o ad uno dei soggetti con il medesimo solidalmente obbligato che rifiuti di trasportare o custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo le prescrizioni fornite dall'organo di polizia, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 656,25 a euro 2. 628,15 nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. L'organo di polizia che procede al fermo dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia, individuato ai sensi delle disposizioni dell'articolo 214-bis, secondo le modalità previste dal regolamento. Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sul sequestro dei veicoli, ivi comprese quelle di cui all'articolo 213, comma 2-quater, e quelle per il pagamento ed il recupero delle spese di custodia (2).

1-bis. Se l'autore della violazione è persona diversa dal proprietario del veicolo, ovvero da chi ne ha la legittima disponibilità, e risulta altresì evidente all'organo di polizia che la circolazione è avvenuta contro la volontà di costui, il veicolo è immediatamente restituito all'avente titolo. Della restituzione è redatto verbale, copia del quale viene consegnata all'interessato (3).

1-ter. Quando oggetto della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo è un ciclomotore o un motociclo, l'organo di polizia che procede al fermo dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia, individuato ai sensi dell'articolo 214-bis, secondo le modalità previste dal regolamento. Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Il documento di circolazione è trattenuto presso l'organo di polizia, con menzione nel verbale di contestazione. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni sul sequestro dei veicoli, ivi comprese quelle di cui all'articolo 213, comma 2-quater, e quelle per il pagamento delle spese di custodia (4).

2. Nei casi di cui al comma 1, il veicolo è affidato in custodia all'avente diritto o, in caso di trasgressione commessa da minorenne, ai genitori o a chi ne fa le veci o a persona maggiorenne appositamente delegata, previo pagamento delle spese di trasporto e custodia (5).

3. Della restituzione è redatto verbale da consegnare in copia all'interessato.

4. Avverso il provvedimento di fermo amministrativo del veicolo è ammesso ricorso al prefetto a norma dell'art. 203.

5. Quando il ricorso sia accolto e dichiarato infondato l'accertamento della violazione, l'ordinanza estingue la sanzione accessoria ed importa la restituzione del veicolo dall'organo di polizia indicato nel comma 1.

6. Quando sia stata presentata opposizione ai sensi dell'articolo 205, la restituzione non può avvenire se non dopo il provvedimento della autorità giudiziaria che rigetta il ricorso.

7. È sempre disposto il fermo amministrativo del veicolo per uguale durata nei casi in cui a norma del presente codice è previsto il provvedimento di sospensione della carta di circolazione. Per l'esecuzione provvedono gli organi di polizia di cui all'articolo 12, comma 1. Nel regolamento sono stabilite le modalità e le forme per eseguire detta sanzione accessoria.

8. Chiunque circola con un veicolo sottoposto al fermo amministrativo, salva l'applicazione delle sanzioni penali per la violazione degli obblighi posti in capo al custode, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 714 a Euro 2. 859. È disposta, inoltre, la confisca del veicolo (6) (7).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 113 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360. Con D.M. 24 dicembre 2002 e successivamente con D.M. 22 dicembre 2004 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(2) Comma modificato dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, sostituito dall'articolo 38 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269 e successivamente integrato dall'articolo 5 bis del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(3) Comma inserito dall'articolo 23 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

(4) Comma inserito dall'articolo 5 bis del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(5) Comma modificato dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente dall'articolo 5 bis del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(6) Comma sostituito dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente dall'articolo 5 bis del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(7) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


GIURISPRUDENZA

 

Elemento materiale del reato

Non sussiste il reato di cui all'art. 334 c. p. qualora la condotta di sottrazione riguardi un veicolo sottoposto a provvedimento di fermo amministrativo a norma dell'art. 214 c. strad., ostandovi il principio di tassatività e determinatezza delle fattispecie penali che, per il divieto di analogia in malam partemm, esclude la riconducibilità del fermo amministrativo nella nozione di sequestro amministrativo. (Cassazione penale  sez. VI 27 gennaio 2010 n. 5404).

 

Fermo amministrativo

L'opposizione, in ossequio agli art. 3, 24, 25, 42 e 113, cost., è data all'interessato al fine di tutelare il proprio diritto di proprietà dall'aggressione del provvedimento amministrativo posto in essere dall'esattore. Ora, il cd. "preavviso di fermo amministrativo" non solo non è previsto come atto tipico della normativa di riferimento, ma non arreca alcuna menomazione al patrimonio del presunto debitore, non essendovi dubbio che, fino a quando il fermo amministrativo non sia stato iscritto nei pubblici registri, il presunto debitore può esercitare pienamente tutte le facoltà di utilizzazione e disposizione del bene, senza essere soggetto alla sanzione amministrativa di cui all'art. 214, C.d.S., comma 8, che punisce chiunque circoli con veicoli, autoscafi ed aeromobili sottoposti al fermo, e non al semplice preavviso di fermo amministrativo. Ne deriva che il debitore destinatario del preavviso, ai sensi dell'art. 100, c.p.c., è carente di interesse ad adire il giudice, non essendosi prodotta alcuna lesione della sua sfera giuridica, anche in considerazione del fatto che il fermo precede l'esecuzione esattoriale in senso stretto, che inizia con il pignoramento. (Tribunale Bari sez. II 07 luglio 2010 n. 2480).

Ex regolamenti Cee, la certificazione CeMT, abilitante ad effettuare trasporti internazionali, deve essere tenuta a bordo del veicolo ed in caso in cui la stessa non abbia specifico riferimento al mezzo, occorre che il conducente mostri copia conforme al titolo medesimo. Gli agenti accertatori, competenti "ex lege", procedendo alla verifica della presenza del permesso autorizzativo ed in assenza dello stesso, ex art. 214 c. strad.e art. 46, l. 6 giugno 1974, n. 298, redigono il verbale di fermo amministrativo come "atto dovuto" consequenziale al controllo e "sganciato" dalla comminazione della sanzione principale, adottando la misura della sanzione accessoria: il carattere di specialità della normativa applicata concretizza deroga alla normativa ex l. 24 novembre 1981, n. 689. (Giudice di pace  Bari 22 gennaio 2010 n. 512).


 

Art. 214 bis

Alienazione dei veicoli nei casi di sequestro amministrativo, fermo e confisca (1)

1. Ai fini del trasferimento della proprietà, ai sensi degli articoli 213, comma 2-quater, e 214, comma 1, ultimo periodo, dei veicoli sottoposti a sequestro amministrativo o a fermo, nonché dell’alienazione dei veicoli confiscati a seguito di sequestro amministrativo, l'individuazione del custode-acquirente avviene, secondo criteri oggettivi riferibili al luogo o alla data di esecuzione del sequestro o del fermo, nell'ambito dei soggetti che hanno stipulato apposita convenzione con il Ministero dell’interno e con l'Agenzia del demanio all'esito dello svolgimento di gare ristrette, ciascuna relativa ad ambiti territoriali infraregionali La convenzione ha ad oggetto l'obbligo ad assumere la custodia dei veicoli sottoposti a sequestro amministrativo o a fermo e di quelli confiscati a seguito del sequestro e ad acquistare i medesimi veicoli nelle ipotesi di trasferimento di proprietà, ai sensi degli articoli 213, comma 2-quater, e 214, comma 1, ultimo periodo, e di alienazione conseguente a confisca. Ai fini dell'aggiudicazione delle gare le amministrazioni procedenti tengono conto delle offerte economicamente più vantaggiose per l'erario, con particolare riguardo ai criteri ed alle modalità di valutazione del valore dei veicoli da acquistare ed all'ammontare delle tariffe per la custodia. I criteri oggettivi per l'individuazione del custode-acquirente, indicati nel primo periodo del presente comma, sono definiti, mediante protocollo d'intesa, dal Ministero dell’interno e dalla Agenzia del demanio.

2. Fermo quanto previsto dagli articoli 213, comma 2-quater, e 214, comma 1, ultimo periodo, in relazione al trasferimento della proprietà dei veicoli sottoposti a sequestro amministrativo o a fermo, per i veicoli confiscati l'alienazione si perfeziona con la notifica al custode-acquirente, individuato ai sensi del comma 1, del provvedimento dal quale risulta la determinazione all'alienazione da parte dell’Agenzia del demanio. Il provvedimento notificato è comunicato al pubblico registro automobilistico competente per l'aggiornamento delle iscrizioni.

3. Le disposizioni del presente articolo si applicano all'alienazione dei veicoli confiscati a seguito di sequestro amministrativo in deroga alle norme di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 1.

3-bis. Tutte le trascrizioni ed annotazioni nei pubblici registri relative agli atti posti in essere in attuazione delle operazioni previste dal presente articolo e dagli articoli 213 e 214 sono esenti, per le amministrazioni dello Stato, da qualsiasi tributo ed emolumento (2).

 

(1) Articolo aggiunto dall'articolo 38 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269.

(2) Comma aggiunto dall'articolo 1, comma 218, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

 

Art. 214 ter

Destinazione dei veicoli confiscati (1)

1. I veicoli acquisiti dallo Stato a seguito di provvedimento definitivo di confisca adottato ai sensi degli articoli 186, commi 2, lettera c), 2-bis e 7, 186-bis, comma 6, e 187, commi 1 e 1-bis, sono assegnati agli organi di polizia che ne facciano richiesta, prioritariamente per attività finalizzate a garantire la sicurezza della circolazione stradale, ovvero ad altri organi dello Stato o ad altri enti pubblici non economici che ne facciano richiesta per finalità di giustizia, di protezione civile o di tutela ambientale.

Qualora gli organi o enti di cui al periodo precedente non presentino richiesta di assegnazione, i beni sono posti in vendita. Se la procedura di vendita è antieconomica, con provvedimento del dirigente del competente ufficio del Ministero dell'economia e delle finanze è disposta la cessione gratuita o la distruzione del bene.

Il provvedimento è comunicato al pubblico registro automobilistico per l'aggiornamento delle iscrizioni. Si applicano le disposizioni del comma ibis dell’articolo 214-bis.

2. Si applicano, in quanto compatibili, l'articolo 2-undecies della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, e l'articolo 301-bis del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e successive modificazioni, concernenti la gestione, la vendita o la distruzione dei beni mobili registrati.

 

(1) Articolo inserito dall'articolo 41, comma 1, della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 215

Sanzione accessoria della rimozione o blocco del veicolo.

1. Quando, ai sensi del presente codice, è prevista la sanzione amministrativa accessoria della rimozione del veicolo, questa è operata dagli organi di polizia che accertano la violazione, i quali provvedono a che il veicolo, secondo le norme di cui al regolamento di esecuzione, sia trasportato e custodito in luoghi appositi. L'applicazione della sanzione accessoria è indicata nel verbale di contestazione notificato a termine dell'art. 201.

2. I veicoli rimossi ai sensi del comma 1 sono restituiti all'avente diritto, previo rimborso delle spese di intervento, rimozione e custodia, con le modalità previste dal regolamento di esecuzione. Alle dette spese si applica il terzo comma dell'art. 2756 del codice civile.

3. Nell'ipotesi in cui è consentito il blocco del veicolo, questo è disposto dall'organo di polizia che accerta la violazione, secondo le modalità stabilite dal regolamento. Dell'eseguito blocco è fatta menzione nel verbale di contestazione notificato ai sensi dell'art. 201. La rimozione del blocco è effettuata a richiesta dell'avente diritto, previo pagamento delle spese di intervento, bloccaggio e rimozione del blocco, secondo le modalità stabilite nel regolamento. Alle dette spese si applica il comma 3 dell'art. 2756 del codice civile.

4. Trascorsi centottanta giorni dalla notificazione del verbale contenente la contestazione della violazione e l'indicazione della effettuata rimozione o blocco, senza che il proprietario o l'intestatario del documento di circolazione si siano presentati all'ufficio o comando da cui dipende l'organo che ha effettuato la rimozione o il blocco, il veicolo può essere alienato o demolito secondo le modalità stabilite dal regolamento. Nell'ipotesi di alienazione, il ricavato serve alla soddisfazione della sanzione pecuniaria se non versata, nonché delle spese di rimozione, di custodia e di blocco. L'eventuale residuo viene restituito all'avente diritto (1).

5. Avverso la sanzione amministrativa accessoria della rimozione o del blocco del veicolo è ammesso ricorso al prefetto, a norma dell'articolo 203 (2).

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 114 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma aggiunto, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 114 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

 

Art. 216

Sanzione accessoria del ritiro dei documenti di circolazione, della targa, della patente di guida o della carta di qualificazione del conducente (1).

1. Nell'ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, è stabilita la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione o del certificato di idoneità tecnica per le macchine agricole o di autorizzazioni o licenze nei casi in cui sono previste, ovvero della targa, ovvero della patente di guida, o della carta di qualificazione del conducente, il documento è ritirato, contestualmente all'accertamento della violazione, dall'organo accertatore ed inviato, entro i cinque giorni successivi, al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri se si tratta della carta di circolazione, del certificato di idoneità tecnica per le macchine agricole, delle autorizzazioni, licenze o della targa, ovvero alla prefettura se si tratta della patente; la competenza territoriale di detti uffici è determinata con riferimento al luogo della commessa violazione. Il prefetto competente dà notizia dei procedimenti e dei provvedimenti adottati sulla patente al prefetto del luogo di residenza del trasgressore. Del ritiro è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Nel regolamento sono stabilite le modalità per consentire il viaggio fino al luogo di custodia. Nei casi di ritiro della targa, si procede al fermo amministrativo del veicolo ai sensi dell'articolo 214 (3).

2. La restituzione del documento può essere chiesta dall'interessato soltanto quando ha adempiuto alla prescrizione omessa. La restituzione viene effettuata dagli enti di cui al comma 1, previo accertamento del compimento delle prescrizioni suddette.

3. Il ritiro e la successiva restituzione sono annotate nella carta di circolazione o nel certificato di idoneità tecnica per le macchine agricole, o nella patente.

4. Il ricorso al prefetto presentato ai sensi dell'art. 203 si estende anche alla sanzione accessoria. In caso di rigetto del ricorso, la sanzione accessoria è confermata. In caso di declaratoria di infondatezza dell'accertamento, questa si estende alla sanzione accessoria e l'interessato può chiedere immediatamente all'ente indicato nel comma 1 la restituzione del documento.

5. L'opposizione di cui all'art. 205 si estende alla sanzione accessoria.

6. Chiunque, durante il periodo in cui il documento di circolazione è ritirato, circola abusivamente con lo stesso veicolo cui il ritiro si riferisce ovvero guida un veicolo quando la patente gli sia stata ritirata, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 842,00 a Euro 7. 369,00. Si applica la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo o, in caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. La durata del fermo amministrativo è di tre mesi, salvo i casi in cui tale sanzione accessoria è applicata a seguito del ritiro della targa (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 115 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Rubrica sostituita dall'articolo 20 del D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286.

(3) Comma modificato dall'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e successivamente articolo 20 del D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286.

(4) Comma sostituito dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 217

Sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione (1).

1. Nell'ipotesi in cui il presente codice prevede la sanzione accessoria della sospensione della validità della carta di circolazione, questa è ritirata dall'agente od organo di polizia che accerta la violazione; del ritiro è fatta menzione nel verbale di contestazione. L'agente accertatore rilascia permesso provvisorio di circolazione limitatamente al periodo di tempo necessario a condurre il veicolo nel luogo di custodia indicato dall'interessato, con annotazione sul verbale di contestazione.

2. L'organo che ha ritirato la carta di circolazione la invia, unitamente a copia del verbale, nel termine di cinque giorni, all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri , che, nei quindici giorni successivi, emana l'ordinanza di sospensione, indicando il periodo cui questa si estende. Tale periodo, nei limiti minimo e massimo fissati dalla singola norma, è determinato in relazione alla gravità della violazione commessa, all'entità del danno apportato ed al pericolo che l'ulteriore circolazione potrebbe apportare. L'ordinanza è notificata all'interessato e comunicata al prefetto. Il periodo di sospensione inizia dal giorno in cui il documento è ritirato a norma del comma 1. Qualora l'ordinanza di sospensione non sia emanata nel termine di quindici giorni, il titolare può ottenerne la restituzione da parte dell'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri. Qualora si tratti di carta di circolazione rilasciata da uno Stato estero, il competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri ne sospende la validità ai fini della circolazione sul territorio nazionale per un determinato periodo, con le stesse modalità. L'interdizione alla circolazione è comunicata all'autorità competente dello Stato che ha rilasciato la carta di circolazione e viene annotata sulla stessa (2).

3. Al termine del periodo fissato la carta di circolazione viene restituita all'interessato dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri. Della restituzione è data comunicazione al prefetto ed all'ufficio del P. R. A. per l'iscrizione nei propri registri. Le modalità per la restituzione del documento agli stranieri sono stabilite nel regolamento (2).

4. Avverso l'ordinanza di cui al comma 2 l'interessato può proporre ricorso al prefetto. Il prefetto, se ritiene fondato l'accertamento, applica la sanzione accessoria; se lo ritiene infondato, dispone l'immediata restituzione.

5. L'opposizione di cui all'art. 205 si estende alla sanzione accessoria.

6. Chiunque, durante il periodo di sospensione della carta di circolazione, circola abusivamente con lo stesso veicolo è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 842,00 a Euro 7. 369,00. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da tre a dodici mesi e, in caso di reiterazione delle violazioni, la confisca amministrativa del veicolo (3).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 116 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) Comma sostituito dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 218

Sanzione accessoria della sospensione della patente (1).

1. Nell'ipotesi in cui il presente codice prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo determinato, la patente è ritirata dall'agente od organo di polizia che accerta la violazione; del ritiro è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. L'agente accertatore rilascia permesso provvisorio di guida limitatamente al periodo necessario a condurre il veicolo nel luogo di custodia indicato dall'interessato, con annotazione sul verbale di contestazione.

2. L'organo che ha ritirato la patente di guida la invia, unitamente a copia del verbale, entro cinque giorni dal ritiro, alla prefettura del luogo della commessa violazione. Entro il termine di cui al primo periodo, il conducente a cui è stata sospesa la patente, solo nel caso in cui dalla commessa violazione non sia derivato un incidente, può presentare istanza al prefetto intesa ad ottenere un permesso di guida, per determinate fasce orarie, e comunque di non oltre tre ore al giorno, adeguatamente motivato e documentato per ragioni di lavoro, qualora risulti impossibile o estremamente gravoso raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici o comunque non propri, ovvero per il ricorrere di una situazione che avrebbe dato diritto alle agevolazioni di cui all'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Il prefetto, nei quindici giorni successivi, emana l'ordinanza di sospensione, indicando il periodo al quale si estende la sospensione stessa. Tale periodo, nei limiti minimo e massimo fissati da ogni singola norma, è determinato in relazione all'entità del danno apportato, alla gravità della violazione commessa, nonchè al pericolo che l'ulteriore circolazione potrebbe cagionare. Tali due ultimi elementi, unitamente alle motivazioni dell'istanza di cui al secondo periodo ed alla relativa documentazione, sono altresì valutati dal prefetto per decidere della predetta istanza. Qualora questa sia accolta, il periodo di sospensione è aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle complessive ore per le quali è stata autorizzata la guida, arrotondato per eccesso. L'ordinanza, che eventualmente reca l'autorizzazione alla guida, determinando espressamente fasce orarie e numero di giorni, è notificata immediatamente all'interessato, che deve esibirla ai fini della guida nelle situazioni autorizzate. L'ordinanza è altresì comunicata, per i fini di cui all'articolo 226, comma 11, all'anagrafe degli abilitati alla guida. Il periodo di durata fissato decorre dal giorno del ritiro. Qualora l'ordinanza di sospensione non sia emanata nel termine di quindici giorni, il titolare della patente può ottenerne la restituzione da parte della prefettura. Il permesso di guida in costanza di sospensione della patente può essere concesso una sola volta (2) (3).

3. Quando le norme del presente codice dispongono che la durata della sospensione della patente di guida è aumentata a seguito di più violazioni della medesima disposizione di legge, l'organo di polizia che accerta l'ultima violazione e che dall'interrogazione dell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida constata la sussistenza delle precedenti violazioni procede ai sensi del comma 1, indicando, anche nel verbale, la disposizione applicata ed il numero delle sospensioni precedentemente disposte; si applica altresì il comma 2. Qualora la sussistenza delle precedenti sospensioni risulti successivamente, l'organo od ufficio che ne viene a conoscenza informa immediatamente il prefetto, che provvede a norma del comma 2 (4).

4. Al termine del periodo di sospensione fissato, la patente viene restituita dal prefetto. L'avvenuta restituzione è comunicata all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida (2) (5).

5. Avverso il provvedimento di sospensione della patente è ammessa opposizione ai sensi dell'articolo 205.

6. Chiunque, durante il periodo di sospensione della validità della patente, circola abusivamente , anche avvalendosi del permesso di guida di cui al comma 2 in violazione dei limiti previsti dall'ordinanza del prefetto con cui il permesso è stato concesso, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 842,00 a Euro 7. 369,00. Si applicano le sanzioni accessorie della revoca della patente e del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi. In caso di reiterazione delle violazioni, in luogo del fermo amministrativo, si applica la confisca amministrativa del veicolo (6).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 117 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(3) Comma sostituito dall’articolo 42, comma 1, lettera a), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(4) Comma modificato dall’articolo 42, comma 1, lettera b), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(5) Comma modificato dall’articolo 42, comma 1, lettera c), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(6) Comma sostituito dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 e successivamente modificato dall’articolo 42, comma 1, lettera d), della Legge 29 luglio 2010, n. 120. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004, con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 218 bis

Applicazione della sospensione della patente per i neo-patentati (1)

1. Salvo che sia diversamente disposto dalle norme del titolo V, nei primi tre anni dalla data di conseguimento della patente di categoria B, quando è commessa una violazione per la quale è prevista l'applicazione della sanzione amministrativa accessoriadella sospensione della patente, di cui all'articolo 218, la durata della sospensione è aumentata di un terzo alla prima violazione ed è raddoppiata per le violazioni successive.

2. Qualora, nei primi tre anni dalla data di conseguimento della patente di categoria B, il titolare abbia commesso una violazione per la quale è prevista l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per un periodo superiore a tre mesi, le disposizioni del comma 1 si applicano per i primi cinque anni dalla data di conseguimento della patente.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche al conducente titolare di patente di categoria A, qualora non abbia già conseguito anche la patente di categoria B. Se la patente di categoria B è conseguita successivamente al rilascio della patente di categoria A, le disposizioni di cui ai citati commi 1 e 2 si applicano dalla data di conseguimento della patente di categoria B.

 

(1) Articolo inserito dall’articolo 42, comma 2, della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 219

Revoca della patente di guida (1).

1. Quando, ai sensi del presente codice, è prevista la revoca della patente di guida, il provvedimento è emesso dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri , nei casi previsti dall'art. 130, comma 1, e dal prefetto del luogo della commessa violazione quando la stessa revoca costituisce sanzione amministrativa accessoria, nonché nei casi previsti dall'art. 120, comma 1 (2).

2. Nell'ipotesi che la revoca della patente costituisca sanzione accessoria l'organo, l'ufficio o comando, che accerta l'esistenza di una delle condizioni per le quali la legge la prevede, entro i cinque giorni successivi, ne dà comunicazione al prefetto del luogo della commessa violazione. Questi, previo accertamento delle condizioni predette, emette l'ordinanza di revoca e consegna immediata della patente alla prefettura, anche tramite l'organo di Polizia incaricato dell'esecuzione. Dell'ordinanza si dà comunicazione al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (3).

3. Il provvedimento di revoca della patente previsto dal presente articolo nonché quello disposto ai sensi dell'articolo 130, comma 1, nell'ipotesi in cui risulti la perdita, con carattere permanente, dei requisiti psichici e fisici prescritti, è atto definitivo (4).

3-bis. L'interessato non può conseguire una nuova patente se non dopo che siano trascorsi almeno due anni dal momento in cui è divenuto definitivo il provvedimento di cui al comma 2. Fino alla data di entrata in vigore della disciplina applicativa delle disposizioni della direttiva 2006/ 126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, i soggetti ai quali è stata revocata la patente non possono conseguire il certificato di idoneità per la guida di ciclomotori nè possono condurre tali veicoli (5).

3-ter. Quando la revoca della patente di guida è disposta a seguito delle violazioni di cui agli articoli 186, 186-bis e 187, non è possibile conseguire una nuova patente di guida prima di tre anni a decorrere dalla data di accertamento del reato (6).

3-quater. La revoca della patente di guida ad uno dei conducenti di cui all'articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), che consegue all'accertamento di uno dei reati di cui agli articoli 186, comma 2, lettere b) e c), e 187, costituisce giusta causa di licenziamento ai sensi dell'articolo 2119 del codice civile (7).

 

(1) Vedi articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(2) Comma sostituito, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 118 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360 e successivamente dall'articolo 13 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575.

(3) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 118 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360 , sostituito dall'articolo 13 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 e successivamente dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Comma sostituito dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(5) Comma inserito dall'articolo 4 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall’articolo 43, comma 1, lettera a), della Legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 43, comma 6, le disposizioni di cui al presente comma entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della legge 29 luglio 2010, n. 120 nella Gazzetta Ufficiale.

(6) Comma inserito dall’articolo 43, comma 1, lettera b) della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) Comma inserito dall’articolo 43, comma 1, lettera b) della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 219 bis

Ritiro, sospensione o revoca del certificato di idoneità alla guida (1).

1. Nell'ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, è disposta la sanzione amministrativa accessoria del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida e la violazione da cui discende è commessa da un conducente di ciclomotore, le sanzioni amministrative si applicano al certificato di idoneità alla guida posseduto ai sensi dell'articolo 116, commi 1-bis e Iter, ovvero alla patente posseduta ai sensi dell'articolo 116, comma 1-quinquies, secondo le procedure degli articoli 216, 218, 219 e 223. In caso di circolazione durante il periodo di applicazione delle sanzioni accessorie si applicano le sanzioni amministrative di cui agli articoli 216, 218 e 219. Si applicano altresì le disposizioni dell’articolo 126-bis (2).

[ 2. Se il conducente è persona munita di patente di guida, nell'ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, sono stabilite le sanzioni amministrative accessorie del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida, le stesse sanzioni amministrative accessorie si applicano anche quando le violazioni sono commesse alla guida di un veicolo per il quale non è richiesta la patente di guida. In tali casi si applicano, altresì, le disposizioni dell'articolo 126-bis. ] (3)

3. Quando il conducente è minorenne si applicano le disposizioni dell'articolo 128, commi 1-ter e 2.

 

(1) Articolo inserito dall'articolo 3, comma 48, della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(2) Comma sostituito dall’articolo 43, comma 2, lettera a) della Legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 43, comma 6, le disposizioni di cui al presente comma entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della legge 29 luglio 2010, n. 120 nella Gazzetta Ufficiale.

(3) Comma abrogato dall’articolo 43, comma 2, lettera b) della Legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 43, comma 6, le disposizioni di cui al presente comma entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della legge 29 luglio 2010, n. 120 nella Gazzetta Ufficiale.

 

CAPO II

DEGLI ILLECITI PENALI

 

SEZIONE I

DISPOSIZIONI GENERALI IN TEMA DI REATI E RELATIVE SANZIONI

 

Art. 220

Accertamento e cognizione dei reati previsti dal presente codice.

1. Per le violazioni che costituiscono reato, l'agente od organo accertatore è tenuto, senza ritardo, a dare notizia del reato al pubblico ministero, ai sensi dell'art. 347 del codice di procedura penale.

2. La sentenza o il decreto definitivi sono comunicati dal cancelliere al prefetto del luogo di residenza. La sentenza o il decreto definitivi di condanna sono annotati a cura della prefettura sulla patente del trasgressore (1).

3. Quando da una violazione prevista dal presente codice derivi un reato contro la persona, l'agente od organo accertatore deve dare notizia al pubblico ministero, ai sensi del comma 1.

4. L'autorità giudiziaria, in tutte le ipotesi in cui ravvisa solo una violazione amministrativa, rimette gli atti all'ufficio o comando che ha comunicato la notizia di reato, perché si proceda contro il trasgressore ai sensi delle disposizioni del capo I del presente titolo. In tali casi i termini ivi previsti decorrono dalla data della ricezione degli atti da parte dell'ufficio o comando suddetti.

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 119 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

 

Art. 221

Connessione obiettiva con un reato.

1. Qualora l'esistenza di un reato dipenda dall'accertamento di una violazione non costituente reato e per questa non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta, il giudice penale competente a conoscere del reato è anche competente a decidere sulla predetta violazione e ad applicare con la sentenza di condanna la sanzione stabilita dalla legge per la violazione stessa.

2. La competenza del giudice penale in ordine alla violazione amministrativa cessa se il procedimento penale si chiude per estinzione del reato o per difetto di una condizione di procedibilità. Si applica la disposizione di cui al comma 4 dell'art. 220.

 


GIURISPRUDENZA

 

Provvedimenti impugnabili e inoppugnabili per cassazione

È inammissibile il ricorso presentato dal pubblico ministero avverso una sentenza di non doversi procedere (nella specie: per intervenuta remissione di querela) che non abbia disposto la trasmissione degli atti all'autorità amministrativa ex art. 221, comma secondo, C.d.S., potendo la parte impugnante procedere all'adempimento omesso personalmente, ovvero facendone richiesta all'ufficio del giudice che ha emesso il provvedimento. Dichiara inammissibile, Giud. pace Lanciano, 12/11/2008. (Cassazione penale sez. IV 13 gennaio 2010 n. 5061).


 

SEZIONE II

SANZIONI AMMINISTRATIVE ACCESSORIE A SANZIONI PENALI

 

Art. 222

Sanzioni amministrative accessorie all'accertamento di reati.

1. Qualora da una violazione delle norme di cui al presente codice derivino danni alle persone, il giudice applica con la sentenza di condanna le sanzioni amministrative pecuniarie previste, nonché le sanzioni amministrative accessorie della sospensione o della revoca della patente.

2. Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa la sospensione della patente è da quindici giorni a tre mesi. Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa grave o gravissima la sospensione della patente è fino a due anni. Nel caso di omicidio colposo la sospensione è fino a quattro anni. Se il fatto di cui al secondo o al terzo periodo è commesso da soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186 , comma 2, lettera c), ovvero da soggetto sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, il giudice applica la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente (1).

2-bis. La sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente fino a quattro anni è diminuita fino a un terzo nel caso di applicazione della pena ai sensi degli articoli 444 e seguenti del codice di procedura penale (2).

3. Il giudice può applicare la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente nell'ipotesi di recidiva reiterata specifica verificatasi entro il periodo di cinque anni a decorrere dalla data della condanna definitiva per la prima violazione.

 

(1) Comma sostituito dall'articolo 1 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, modificato dall’articolo 4, comma 4 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92 e successivamente modificato dall’articolo 43, comma 3, della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Comma aggiunto dall'articolo 1 della legge 21 febbraio 2006, n. 102.

 

Art. 223

Ritiro della patente di guida in conseguenza di ipotesi di reato (1).

1. Nelle ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o della revoca della patente di guida, l'agente o l'organo accertatore della violazione ritira immediatamente la patente e la trasmette, unitamente al rapporto, entro dieci giorni, tramite il proprio comando o ufficio, alla prefettura-ufficio territoriale del Governo del luogo della commessa violazione. Il prefetto, ricevuti gli atti, dispone la sospensione provvisoria della validità della patente di guida, fino ad un massimo di due anni. Il provvedimento, per i fini di cui all'articolo 226, comma 11, è comunicato all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida.

2. Le disposizioni del comma 1 del presente articolo si applicano anche nelle ipotesi di reato di cui all'articolo 222, commi 2 e 3. La trasmissione della patente di guida, unitamente a copia del rapporto e del verbale di contestazione, è effettuata dall'agente o dall'organo che ha proceduto al rilevamento del sinistro. Il prefetto, ricevuti gli atti, dispone, ove sussistano fondati elementi di un'evidente responsabilità, la sospensione provvisoria della validità della patente di guida fino ad un massimo di tre anni.

3. Il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza o il decreto divenuti irrevocabili ai sensi dell'articolo 648 del codice di procedura penale, nel termine di quindici giorni, ne trasmette copia autentica al prefetto indicato nei commi 1 e 2 del presente articolo.

4. Avverso il provvedimento di sospensione della patente, di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, è ammessa opposizione, ai sensi dell'articolo 205.

 

(1) Articolo sostituito, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 120 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360, modificato dall’articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e sucessivamente sostituito dall’articolo 43, comma 4, della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 224

Procedimento di applicazione delle sanzioni amministrative accessorie della sospensione e della revoca della patente (1).

1. Quando la sentenza penale o il decreto di accertamento del reato e di condanna sono irrevocabili, anche a pena condizionalmente sospesa, il prefetto, se è previsto dal presente codice che da esso consegua la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente, adotta il relativo provvedimento per la durata stabilita dall'autorità giudiziaria e ne dà comunicazione al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (2).

2. Quando la sanzione amministrativa accessoria è costituita dalla revoca della patente, il prefetto, entro quindici giorni dalla comunicazione della sentenza o del decreto di condanna irrevocabile, adotta il relativo provvedimento di revoca comunicandolo all'interessato e all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri (2).

3. La declaratoria di estinzione del reato per morte dell'imputato importa l'estinzione della sanzione amministrativa accessoria. Nel caso di estinzione del reato per altra causa, il prefetto procede all'accertamento della sussistenza o meno delle condizioni di legge per l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria e procede ai sensi degli articoli 218 e 219 nelle parti compatibili. L'estinzione della pena successiva alla sentenza irrevocabile di condanna non ha effetto sulla applicazione della sanzione amministrativa accessoria.

4. Salvo quanto previsto dal comma 3, nel caso di sentenza irrevocabile di proscioglimento, il prefetto, ricevuta la comunicazione della cancelleria, ordina la restituzione della patente all'intestatario. L'ordinanza di estinzione è comunicata all'interessato e all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri. Essa è iscritta nella patente (2).

 

(1) Rubrica modificata, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 121 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

 


GIURISPRUDENZA

 

Conducente di veicoli patente di abilitazione alla guida: sospensione e revoca

In presenza di una declaratoria di estinzione del reato il giudice penale non può applicare la sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida che è invece rimessa, ai sensi dell’art. 224 C.d.S., comma 3, alla competenza del Prefetto. (Cassazione penale sez. IV 07 luglio 2010 n. 37922).


 

Art. 224-bis (1).

(Obblighi del condannato).

1. Nel pronunciare sentenza di condanna alla pena della reclusione per un delitto colposo commesso con violazione delle norme del presente codice, il giudice può disporre altresì la sanzione amministrativa accessoria del lavoro di pubblica utilità consistente nella prestazione di attività non retribuita in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato.

2. Il lavoro di pubblica utilità non può essere inferiore a un mese nè superiore a sei mesi. In caso di recidiva, ai sensi dell'articolo 99, secondo comma, del codice penale, il lavoro di pubblica utilità non può essere inferiore a tre mesi.

3. Le modalità di svolgimento del lavoro di pubblica utilità sono determinate dal Ministro della giustizia con proprio decreto d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

4. L'attività è svolta nell'ambito della provincia in cui risiede il condannato e comporta la prestazione di non più di sei ore di lavoro settimanale da svolgere con modalità e tempi che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del condannato. Tuttavia, se il condannato lo richiede, il giudice può ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità per un tempo superiore alle sei ore settimanali.

5. La durata giornaliera della prestazione non può comunque oltrepassare le otto ore.

6. In caso di violazione degli obblighi di cui al presente articolo si applicano le disposizioni di cui all'articolo 56 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274.

 

(1) Articolo inserito dall'articolo 6 della legge 21 febbraio 2006, n. 102.

 

Art. 224 ter

Procedimento di applicazione delle sanzioni amministrative accessorie della confisca amministrativa e del fermo amministrativo in conseguenza di ipotesi di reato (1)

1. Nelle ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della, confisca del veicolo, l'agente o l'organo accertatore della violazione procede al sequestro ai sensi delle disposizioni dell'articolo 213, in quanto compatibili. Copia del verbale di sequestro è trasmessa, unitamente al rapporto, entro dieci giorni, dall'agente o dall'organo accertatore, tramite il proprio comando o ufficio, alla prefettura-ufficio territoriale del Governo del luogo della commessa violazione. Il veicolo sottoposto a sequestro è affidato ai soggetti di cui all'articolo 214-bis.

2. Nei casi previsti dal comma 1 del presente articolo, il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza o il decreto divenuti irrevocabili ai sensi dell'articolo 648 del codice di procedura penale, nel termine diquindici giorni, ne trasmette copia autentica al prefetto affinchè disponga la confisca amministrativa ai sensi delle disposizioni dell'articolo 213 del presente codice, in quanto compatibili.

3. Nelle ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo, l'agente o l'organo accertatore della violazione dispone il fermo amministrativo provvisorio del veicolo per trenta giorni, secondo la procedura di cui all'articolo 214, in quanto compatibile.

4. Quando la sentenza penale o il decreto di accertamento del reato e di condanna sono irrevocabili, anche se è stata applicata la sospensione della pena, il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza o il decreto, nel termine di quindici giorni, ne trasmette copia autentica all'organo di polizia competente affinchè disponga il fermo amministrativo del veicolo ai sensi delle disposizioni dell'articolo 214, in quanto compatibili.

5. Avverso il sequestro di cui al comma 1 e avverso il fermo amministrativo di cui al comma 3 del presente articolo è ammessa opposizione ai sensi dell'articolo 205.

6. La declaratoria di estinzione del reato per morte dell'imputato importa l'estinzione della sanzione amministrativa accessoria. Nel caso di estinzione del reato per altra causa, il prefetto, ovvero, in caso di fermo, l'ufficio o il comando da cui dipende l'agente o l'organo accertatore della violazione, verifica la sussistenza o meno delle condizioni di legge per l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria e procede ai sensi degli articoli 213 e 214, in quanto compatibili. L'estinzione della pena successiva alla sentenza irrevocabile di condanna non ha effetto sull'applicazione della sanzione amministrativa accessoria.

7. Nel caso di sentenza irrevocabile di proscioglimento, il prefetto, ovvero, nei casi di cui al comma 3, l'ufficio o il comando da cui dipende l'agente o l'organo accertatore della violazione, ricevuta la comunicazione della cancelleria, ordina la restituzione del veicolo all'intestatario. Fino a tale ordine, sono fatti salvi gli effetti del fermo amministrativo provvisorio disposto ai sensi del citato comma 3.

 

(1) Articolo inserito dall’articolo 44, comma 1, della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

TITOLO VII

DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

 

CAPO I

DISPOSIZIONI FINALI

 

Art. 225

Istituzione di archivi ed anagrafe nazionali.

1. Ai fini della sicurezza stradale e per rendere possibile l'acquisizione dei dati inerenti allo stato delle strade, dei veicoli e degli utenti e dei relativi mutamenti, sono istituiti:

a) presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un archivio nazionale delle strade (1);

b) presso il Dipartimento per i trasporti terrestri un archivio nazionale dei veicoli (2);

c) presso il Dipartimento per i trasporti terrestri una anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, che include anche incidenti e violazioni (2).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

 

Art. 226

Organizzazione degli archivi e dell'anagrafe nazionale (1).

1. Presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituito l'archivio nazionale delle strade, che comprende tutte le strade distinte per categorie, come indicato nell'art. 2 (2).

2. Nell'archivio nazionale, per ogni strada, devono essere indicati i dati relativi allo stato tecnico e giuridico della strada, al traffico veicolare, agli incidenti e allo stato di percorribilità anche da parte dei veicoli classificati mezzi d'opera ai sensi dell'art. 54, comma 1, lettera n), che eccedono i limiti di massa stabiliti nell'art. 62 e nel rispetto dei limiti di massa stabiliti nell'art. 10, comma 8.

3. La raccolta dei dati avviene attraverso gli enti proprietari della strada, che sono tenuti a trasmettere all'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale tutti i dati relativi allo stato tecnico e giuridico delle singole strade, allo stato di percorribilità da parte dei veicoli classificati mezzi d'opera ai sensi dell'art. 54, comma 1, lettera n), nonché i dati risultanti dal censimento del traffico veicolare, e attraverso il Dipartimento per i trasporti terrestri, che è tenuta a trasmettere al suindicato Ispettorato tutti i dati relativi agli incidenti registrati nell'anagrafe di cui al comma 10 (3).

4. In attesa della attivazione dell'archivio nazionale delle strade, la circolazione dei mezzi d'opera che eccedono i limiti di massa stabiliti nell'art. 62 potrà avvenire solo sulle strade o tratti di strade non comprese negli elenchi delle strade non percorribili, che annualmente sono pubblicati a cura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella Gazzetta Ufficiale sulla base dei dati trasmessi dalle società concessionarie, per le autostrade in concessione, dall'A. N. A. S. , per le autostrade e le strade statali, dalle regioni, per la rimanente viabilità. Il regolamento determina i criteri e le modalità per la formazione, la trasmissione, l'aggiornamento e la pubblicazione degli elenchi (2).

5. Presso il Dipartimento per i trasporti terrestri è istituito l'archivio nazionale dei veicoli contenente i dati relativi ai veicoli di cui all'art. 47, comma 1, lettere e), f), g), h), i), l), m) e n) (3).

6. Nell'archivio nazionale per ogni veicolo devono essere indicati i dati relativi alle caratteristiche di costruzione e di identificazione, all'emanazione della carta di circolazione e del certificato di proprietà, a tutte le successive vicende tecniche e giuridiche del veicolo, agli incidenti in cui il veicolo sia stato coinvolto. Previa apposita istanza, gli uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri rilasciano, a chi ne abbia qualificato interesse, certificazione relativa ai dati tecnici ed agli intestatari dei ciclomotori, macchine agricole e macchine operatrici; i relativi costi sono a totale carico del richiedente e vengono stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze (4).

7. L'archivio è completamente informatizzato; è popolato ed aggiornato con i dati raccolti dal Dipartimento per i trasporti terrestri , dal P. R. A. , dagli organi addetti all'espletamento dei servizi di polizia stradale di cui all'art. 12, dalle compagnie di assicurazione, che sono tenuti a trasmettere i dati, con le modalità e nei tempi di cui al regolamento, al C. E. D.del Dipartimento per i trasporti terrestri (3).

8. Nel regolamento sono specificate le sezioni componenti l'archivio nazionale dei veicoli.

9. Le modalità di accesso all'archivio sono stabilite nel regolamento.

10. Presso il Dipartimento per i trasporti terrestri è istituita l'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida ai fini della sicurezza stradale (3).

11. Nell'anagrafe nazionale devono essere indicati, per ogni conducente, i dati relativi al procedimento di rilascio della patente, nonché a tutti i procedimenti successivi, come quelli di rinnovo, di revisione, di sospensione, di revoca, nonché i dati relativi alle violazioni previste dal presente codice e dalla legge 6 giugno 1974, n. 298 che comportano l'applicazione delle sanzioni accessorie e alle infrazioni commesse alla guida di un determinato veicolo, che comportano decurtazione del punteggio di cui all'articolo 126-bis agli incidenti che si siano verificati durante la circolazione ed alle sanzioni comminate. (5)

12. L'anagrafe nazionale è completamente informatizzata; è popolata ed aggiornata con i dati raccolti dal Dipartimento per i trasporti terrestri , dalle prefetture, dagli organi addetti all'espletamento dei servizi di polizia stradale di cui all'art. 12, dalle compagnie di assicurazione, che sono tenuti a trasmettere i dati, con le modalità e nei tempi di cui al regolamento, al C. E. D.del Dipartimento per i trasporti terrestri (3).

13. Nel regolamento per l'esecuzione delle presenti norme saranno altresì specificati i contenuti, le modalità di impianto, di tenuta e di aggiornamento degli archivi e dell'anagrafe di cui al presente articolo.

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 122 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) Comma modificato dall'articolo 16 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata dall'articolo 19 del medesimo decreto.

(5) Comma modificato dall'articolo 22 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507e successivamente dall'articolo 16 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata dall'articolo 19 del medesimo decreto.

 

Art. 227

Servizio e dispositivi di monitoraggio.

1. Nell'ambito dell'intero sistema viario devono essere installati dispositivi di monitoraggio per il rilevamento della circolazione, i cui dati sono destinati alla costituzione e all'aggiornamento dell'archivio nazionale delle strade di cui all'art. 226, comma 1, e per la individuazione dei punti di maggiore congestione del traffico (1).

2. Gli enti proprietari delle strade sono tenuti ad installare i dispositivi di cui al comma 1 e contestualmente, ove ritenuto necessario, quelli per il rilevamento dell'inquinamento acustico e atmosferico, in conformità, per tali ultimi, alle direttive impartite dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (2).

3. Gli enti proprietari delle strade inadempienti sono invitati, su segnalazione del prefetto, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a provvedere entro un termine assegnato, trascorso il quale il Ministero provvede alla installazione d'ufficio dei dispositivi di monitoraggio (2).

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1&de