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Class action

 

 

RICORSO TRIBUTARIO CUMULATIVO-COLLETTIVO


Sentenza della Corte di Cassazione n. 4490 del 22/02/2013

L’intervento interpretativo di fine febbraio della Suprema Corte amplia la possibilità di proposizione di un unico ricorso avanzato da più soggetti avverso più atti impositivi: Tuttavia, tale tipo di domanda non sembra assimilabile a una “class action” nel processo tributario.

La norma che disciplina il processo tributario con pluralità di parti, cioè l’art. 14 del D.Lgs. n. 546/1992, non contiene alcuna disposizione specifica riguardo la figura del “litisconsorzio facoltativo originario”, a sua volta strutturalmente correlata al ricorso “cumulativo-collettivo”; recentemente però la Corte di Cassazione con sentenza 4490 del 22 febbraio 2013 colma, in via di interpretazione sistematica, la lacuna normativa compiendo una maggiore apertura e “avallando” l’ammissibilità del “litisconsorzio facoltativo originario” nel processo tributario, così introducibile anche mediante un ricorso “cumulativo-collettivo”. Il ricorso cumulativo-collettivo trova sostanziale ragione quando:

  • può essere opportuno che, nello stesso processo e attraverso un “ricorso collettivo”, di versi contribuenti vedano trattati oggetti tra loro identici, secondo il modello in cui la connessione oggettiva determina la possibilità del “cumulo soggettivo” nello stesso processo;
  • più azioni, collegate da interdipendenza logica fra vari atti e identità dell’oggetto, possono essere proposte contestualmente, pertanto con un “cumulo oggettivo” mediante un ricorso cumulativo.

Con la decisione n. 4490 del 22 febbraio 2013, la Corte degli Ermellini – indicando l’assoluta rilevanza della “perfetta compatibilità delle norme “che disciplinano il rito tributario con l’istituto del litisconsorzio facoltativo — confuta la tesi dell’inammissibilità di quest’ultimo in ragione dell’asserita invalicabilità della natura di giudizio-impugnazione vantata dal processo tributario; inoltre precisa che “la previsione del litisconsorzio necessario nel processo tributario non implica quale automatica conseguenza, l’inammissibilità dell’applicazione del litisconsorzio improprio”.

Il verdetto giudiziale appena descritto è stato ritenuto dai commentatori della stampa specializzata come un’apertura alla “class action” anche nel processo tributario ma tale riferimento non sembra condivisibile:

  • Le “violazioni seriali di massa”, cui funzionalmente si rivolge la class action, hanno poco da spartire con atti fiscali singolari o, al più, litisconsortili e comunque estranei alla classe che dovrebbe altrimenti ricomprendere tutti i soggetti passivi di imposta per genere di tributo e modalità di esazione;
  • la lontananza del “ricorso cumulativo-collettivo” dalla “class action” è significativa anche dal punto di vista strutturale, visto che nell’azione collettiva risarcitoria i legittimati passivi sono solo gli imprenditori e solo quelli privati, poiché è prevista nei confronti della P.A. l’apposita azione collettiva pubblica che, secondo alcune osservazioni della dottrina, manca del presupposto fondamentale, utile alla configurazione della class action, cioè del risarcimento del danno.

Leggi la sentenza

 

Fonte: rivista "Il Fisco 2 – Pratica e Attualità " n. 13 del 01/04/2013, # titolo completo: « Apertura della Cassazione verso l’ammissibilità del ricorso “cumulativo-collettivo” tributario».

 

 

 

 

 

 

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